johnny dorelli

"CATHERINE SPAAK? AVEVA UN CARATTERE DIFFICILE, POI È ARRIVATA GLORIA GUIDA” – AMORI E DOLORI DI JOHNNY DORELLI – I SANREMO CON MODUGNO, TENCO (“MAI MI SAREI ASPETTATO CHE SI TOGLIESSE LA VITA”), DORELLIK (“QUANDO PROVAVO LA RISATA IN HOTEL, I MIEI VICINI DI STANZA PROTESTAVANO...”), LE COMMEDIE DI SUCCESSO DEGLI ANNI SETTANTA “CHE NON RINNEGO” E LA GUERRA IN UCRAINA - "HO GIRATO 40 FILM, CALCATO IL PALCOSCENICO PER 20 ANNI, INCISO CENTINAIA DI CANZONI. ORA, A OTTANTASEI ANNI, MI RIPOSO, GUARDO IL MONDO E…" - VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Walter Veltroni per il “Corriere della Sera”

johnny dorelli catherine spaak

 

Johnny Dorelli non parla da molti anni. La sua ultima apparizione televisiva credo sia stata nel programma di Fabio Fazio, era il 2018. Fu un’intervista molto dolce, piena di immagini del tempo in cui Johnny viveva «all’incrocio dei venti», travolto da un successo senza confini: musica, televisione, radio, teatro. E poi un bel libro, «Che fantastica vita», scritto con Pier Lugi Vercesi.

Discreto, elegante, misurato, Johnny ha attraversato decine di anni nel rutilante mondo dello spettacolo senza perdere la sua caratteristica principale: la gentilezza.

Audrey Hepburn, che se ne intendeva, diceva: «Per avere labbra attraenti pronuncia parole gentili».

 

johnny dorelli e margaret lee in arriva dorellik

Virtù in via di estinzione, la gentilezza confina spesso con un altro atteggiamento encomiabile: il senso dell’umorismo e l’autoironia.

Qualsiasi italiano che lo abbia conosciuto vedendolo nei suoi anni ruggenti credo abbia conservato proprio questa sensazione di Dorelli. Certo un bravo cantante, un bravo attore, un bravo presentatore. Ma, soprattutto, una persona che ha frequentato il sorriso e ha regalato sorriso agli altri.

 

johnny dorelli e margaret lee in arriva dorellik 2

Gli ho chiesto se sa quanto gli italiani gli vogliano bene. Una domanda inutile, una non domanda. Era solo un modo per dirglielo, per ricordarlo a questa persona di ottantasei anni che da molto tempo si è ritirato, con discrezione, e condivide con la sua meravigliosa moglie, Gloria Guida, e con i figli che ama questo tempo di riposo e di riflessione.

«Anche io voglio bene agli italiani, mi hanno dato molto, mi hanno colorato la vita» dice, ed è sincero. «Sono nato a Milano ma vivevo a Meda. Era il 1937. Ero troppo piccolo e non posso ricordare la guerra. Però ho memoria che a Meda si combattevano i nazisti e i partigiani, questo sì. Dopo la liberazione mio padre, che faceva il cantante, partì per l’America. Come tanti italiani, in quel periodo. Lui era un cantante all’italiana, pensava che quella musica universale sarebbe piaciuta nella terra delle promesse. E partì.

johnny dorelli e margaret lee in arriva dorellik 1

 

Ce la fece e noi lo raggiungemmo. Fu un lungo viaggio su una nave di cui ancora ricordo il nome, la Sobietski. Eravamo in cabina con la mamma e il tempo non passava mai.

Finché arrivammo al porto di New York e io la vidi, l’America. Sulla banchina c’era mio padre, con i suoi capelli di brillantina e il suo sorriso rassicurante. Lì iniziò una nuova vita, lì feci tutte le scuole, lì ho imparato la musica, lì ho cominciato a cantare. Feci tanti concorsi canori e li vinsi tutti».

GLORIA GUIDA DORELLI 18

 

Cantare in napoletano Gli chiedo quale fosse allora il suo cavallo di battaglia. Mi risponde, ridendo, che era «Oje marì».

 

In realtà il titolo del brano era «Maria Marì», canzone scritta da Edoardo di Capua e Vincenzo Russo quando l’ottocento stava per finire. L’anno dopo, quello dell’inizio del secolo breve, fu pubblicato il primo disco a 78 giri in Italia. Era proprio «Maria Mari», la canzone che il piccolo Johnny cantava, in napoletano — lui che era milanese — e, nella parte finale, in americano.

 

D’altra parte quel brano piacque tanto agli americani che poi lo eseguiranno Dean Martin e Ray Gelato e persino Louis Armstrong in coppia, inopinata, con Claudio Villa.

«Quando scadde il permesso di soggiorno tornammo in Italia. Era destino che fossi legato a Napoli e allora con Bideri, grande uomo di musica, feci il festival di Piedigrotta. Mi notarono, avevo una bella voce e fui chiamato al Musichiere di Mario Riva. Feci solo tre puntate. Ero con Nuccia Bongiovanni uno dei cantanti giovani del programma. Ma Ladislao Sugar, il fondatore dell’etichetta, mi disse che dovevo fare un’altra cosa, per lui più importante: andare al festival di Sanremo. Aveva ragione.

 

Il pezzo che dovevo eseguire non era male, forse ne hai sentito parlare: “Volare”. Io non capii subito cosa sarebbe stato quel brano nella storia della musica, quando lo ascoltai ero giù di voce e questo mi preoccupava. Modugno era un buon collega e un grandissimo autore.

 

GLORIA GUIDA DORELLI 55

Con lui vinsi anche l’anno dopo con “Piove”.

 

La musica italiana stava cambiando e noi demmo una bella spinta. Ma l’edizione che ricordo più delle altre è quella del 1967. Per due ragioni: ho cantato una delle canzoni che più ho amato eseguire: “l’Immensità” scritta da Don Backy e poi, al contrario, per la morte di Luigi Tenco. Quando lui è morto noi non sapevamo se fosse stato ucciso o si fosse suicidato. Ricordo che più le ore passavano più i dubbi crescevano. Io non mi sarei mai aspettato che si togliesse la vita. Era una persona piacevole e aveva scritto delle bellissime canzoni».

 

«Galbani vuol dire fiducia», per sei anni Johnny Dorelli è entrato nelle case degli italiani pronunciando, immancabilmente, la stessa frase.

 

GLORIA GUIDA DORELLI

Per la mia generazione, quella che andava a letto dopo Carosello, la pubblicità di quel programma non erano «consigli per gli acquisti»; erano puro, esaltante, spettacolo. Ogni prodotto, ogni marchio era identificato con personaggi e storie che venivano interpretate dagli attori più famosi del momento. «Il logorio della vita moderna» che sarebbe stato risolto da un liquore al carciofo — ah saperlo! — e un dentifricio che, sui denti della splendida Virna Lisi, faceva sì che lei, e noi, potessimo «con quella bocca» dire quello che volevamo.

 

Dorelli in quel tempo è sulla cresta dell’onda. Alla fine degli anni cinquanta, mentre giravano insieme «Tipi da spiaggia» di Mario Mattoli, incontra Lauretta Masiero, ottima attrice che avrebbe conosciuto una grande popolarità nei panni dell’investigatrice Laura Storm. «Con lei ho fatto un figlio che amo, come gli altri, Gianluca. Credo, se ho fatto bene i conti, che sia il prodotto di una notte in cui mi arrampicai su un terrazzo dell’albergo e penetrai, non respinto, nella stanza di Lauretta. Era una gran donna, molto simpatica».

catherine spaak johnny dorelli 4

 

Parodia di successo Mentre Johnny racconta questo episodio non riesco a non immaginare che in quella scena avesse i panni di uno dei personaggi più famosi e amati della storia televisiva degli anni sessanta: Dorellik. Versione comica di Diabolik, con Margaret Lee nei panni di Eva Kant, il personaggio interpretato da Johnny divenne in poco tempo un successo nazionale. «Fu anche un film con la regia di Steno. Il personaggio lo inventarono Castellano e Pipolo, allora ogni parodia funzionava. Dorellik era geniale, sfortunato e vanesio». Non diverso da Gatto Silvestro o da Wil il Coyote, altri eroi di un tempo in cui non era politicamente scorretto tifare per la genialità dei cattivi di fantasia.

catherine spaak johnny dorelli 4

Ora ce ne sono troppi, di cattivi veri. Chiedo a Johnny come nacque la celeberrima risata, un ghigno che nelle scuole di allora era il suono più frequente.

 

«Ero al Grand Hotel e la notte provavo il personaggio. Avrò fatto cento varianti di quella risata satanica. Ricordo che una volta mi telefonò il portiere di notte perché i miei vicini di stanza protestavano...».

Ho fatto teatro con quei geni di Garinei e Giovannini, ho cantato i brani di un musicista come Armando Trovajoli, ho girato con dei registi immensi. Il film di cui sono più orgoglioso è «State buoni se potete...» di Gigi Magni.

Ho girato «Cuore» con Comencini e non rinnego le commedie che ebbero, a cavallo degli anni settanta e ottanta, un grande successo.

Erano prodotti ben scritti, con cast di qualità.

 

Ricordo con affetto Laura Antonelli, persona semplice e attrice di vaglia. Un’estate venne in vacanza in Sardegna con Jean Paul Belmondo.

Noi lavoravamo e lui andava pesca con la barca mia... È stato tutto molto bello. Anche la radio. “Gran varietà” fu un successo incredibile, la radio era divertente.

Non posso davvero lamentarmi della vita che ho vissuto. Se me l’avessero detto, mentre arrivavo con i calzoni corti e il cuore stretto al porto di New York...

 

catherine spaak johnny dorelli 4

Anche nella vita privata. Fortuna aver incontrato Catherine Spaak, con la quale sono stato undici anni e ho fatto un figlio che si chiama Gabriele. Era una donna di grande intelligenza, carattere non facile... Ma importante.

 

Una donna formidabile E poi è arrivata Gloria. Stiamo insieme dal 1979. È una persona formidabile. È intelligente, disponibile, gentile in ogni cosa che fa, ha una grazia rara. È bello vivere ogni giorno della vita con lei».

 

Chiedo a Johnny se ha una speranza per il futuro. «Che finisca la guerra in Ucraina. Mi dà un grande dolore. Non capisco Putin. Non voglio capirlo. Distruggere una diga. Ma come si fa?».

 

 

johnny dorelli catherine spaak

(...) Gli chiedo di scegliere un momento, uno solo, della sua spettacolare esperienza umana, immaginando di poterla rivivere. «Quando in uno studio di New York, al termine di un’audizione, tutti andarono via. E io restai solo al pianoforte. Suonavo per me, passata l’emozione. Non mi ero accorto che alle mie spalle c’era l’autore della colonna sonora di Scandalo al Sole. Mi disse di andare avanti. È quello che ho fatto, sempre. Ho girato quaranta film, calcato il palcoscenico per venti anni, inciso centinaia di canzoni, riempito tante serate televisive degli italiani. Ora, a ottantasei anni, mi riposo, guardo il mondo e non ho nessun rimpianto. E, se è vero quello che mi dici: che gli italiani mi vogliono bene... allora sì, grazie, sono proprio contento» .

ursula andress johnny dorelli spogliamoci cosi?? senza pudor johnny dorelli spogliamoci cosi senza pudor johnny dorelli spogliamoci cosi senza pudor johnny dorelli paolo villaggio a tu per tu gigi proietti monica vitti johnny dorelli non ti conosco piu amore Raffaella Carra e Johnny Dorelli - Foto Farabolajohnny dorelli 3johnny dorelli 4johnny dorellijohnny dorelli 8johnny dorelli 9GLORIA GUIDA DORELLIjohnny dorelli 5gianluca guidi johnny dorellijohnny dorelli marina suma dio li fa poi li accoppia 1johnny dorelli marina suma dio li fa poi li accoppiadorelli masierodorelli masierodorelli coverjohnny dorelli laura antonelli mi faccio la barcajohnny dorelli laura antonelli mi faccio la barca 2johnny dorelli laura antonelli mi faccio la barca 1mariangela melato johnny dorelli la presidentessa

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...