salvini rai

L'EDITTO PADANO DI SALVINI SUI TG RAI: ''SEMBRANO QUELLI DEGLI ANNI 20 E 30'' (QUANDO LA TV NON ESISTEVA) - CECCARELLI: ''SECONDO IL LEGHISTA IMBALDANZITO, ALCUNI TG FANNO UN'OPERA DI DISINFORMAZIONE SENZA PRECEDENTI. PARE DI RISENTIRE CRAXI, CHE CAMBIÒ 3-4 DIRETTORI DEL TG2. SCALPO DEI VINCITORI, PREDA DI RAZZIE E BOTTINO DI GUERRA, LA RAI SI FARÀ MANGIARE CON L'ASTUTA ARRENDEVOLEZZA DI UN ENTE FINORA DESTINATO A SOPRAVVIVERE AI SUOI CONQUISTATORI…''

matteo salvini al senato 5

Filippo Ceccarelli per la Repubblica

 

Un Salvini ormai stabilmente imbaldanzito e se possibile altrettanto ego-riferito («Ho le spalle larghe», «Ho la nave ormeggiata», «io adoro la critica», «io mi sono sentito dare», «io non faccio il piangina» eccetera, in appena 2 minuti e 40 secondi), insomma il consueto Salvini con cipiglio retrattile e sorrisone a comando se l' è presa ieri anche con i tg della Rai, che gli sembrano «quelli degli anni 20 e 30», che allora non c' era proprio la televisione, ma non fa niente, ci siamo capiti, e soprattutto si è capito lui con gli italiani che l' hanno votato, a differenza di «qualche intellettualoide».

 

Un altro (grande) ministro dell' Interno, Mario Scelba, era in proposito un tantino più elegante e invece che "intellettualoidi" disse (1949): «Culturame». Anche Forlani, d' altra parte, appena preso il potere nella Dc (1989) in nome degli italiani se la prese con i tg della Rai e, visto che c' era, anche con La Piovra (non molto tempo dopo fu ucciso Salvo Lima).

craxi alla Camera

 

Secondo Salvini «alcuni tg» - qui ha fatto un po' il furbo, così come l' ha fatto lodando quello de La7 fanno «un' opera di disinformazione che non ha precedenti». Mentre pronunciava quest' ultima frase, per un attimo, è parso di risentire Bettino Craxi: anche lui ogni tanto se la prendeva con i telegiornali. Anzi, a dirla tutta non gli andavano mai bene e infatti cambiò almeno tre o quattro direttori di quello, il Tg2, che la lottizzazione aveva assegnato al garofano.

 

Mario Scelba

Se è per questo, fece anche saltare tre presidenti di fila e svariati direttori di rete, che a loro volta facevano capo, in concorrenza, a Martelli, a Massimo Pini, a Pillitteri e infine a Intini. Ma non è che poi, al momento della verità, gli servì a molto.

 

Allora Salvini faceva i quiz nelle tv private. Quando prese il potere Berlusconi la seconda volta (2001), Matteo era comunista padano, con l' orecchino, e gli era precluso di intervenire sulle strategie leghiste in materia radiotelevisiva. Bossi si era messo in testa di trasferire una rete a Milano. Il suo plenipotenziario era una singolare figura di pugliese fedele al Sole delle Alpi, Antonio Marano, che Dagospia si ostinava a menzionare come "Marano mezzo banano".

 

Marano andava davvero molto d' accordo con il Cavaliere. In pratica fecero finta che il trasloco di Rai2 ci fosse stato. In cambio Bossi si accontentò di ottenere un costosissimo polpettone, "Il Barbarossa", presentato al Castello sforzesco con guerrieri, bracieri e pure un cavallo. Ebbe anche una particina, nobile lombardo, in tunica.

 

ANTONIO MARANO

Per quanto riguarda i tg e la Rai in generale, nonostante il volto feroce di Salvini, il governo del cambiamento offre in realtà un cambiamento molto relativo. Da sempre chi vince si vuole mangiare l' azienda e intanto alza la voce. Il termine "Raibaltone" risulta censito nel 1999. Scalpo dei vincitori, preda di razzie e bottino di guerra, l' azienda si farà mangiare con l' astuta arrendevolezza di un ente finora destinato a sopravvivere ai suoi conquistatori (alcuni dei quali si fidanzarono con attrici, soubrette e conduttrici: almeno in questo Salvini è avvantaggiato).

 

VIALE MAZZINI

Berlusconi cacciò via diversi personaggi a lui ostili. L' editto bulgaro nel 2002. Poi spesso e volentieri intrugliò in sintonia con le reti Mediaset (che però non gli sistemavano un certo numero di amichette). Ma anche lui ogni tanto diceva: «Bisogna riprendere in mano la Rai», perché, forse senza nemmeno volerlo, trasmetteva ansia e sfiducia sulle sorti dell' economia.

Appena arrivato, Renzi disse che andava "restituita al paese": bùm.

 

Quando per qualche ragione gli fu impedito di andare in onda nella "partita del cuore" prese cappello e si comportò come tutti gli altri. Anche lui mise i suoi, chiuse programmi, ne pretese di nuovi e interruppe contratti a giornalisti irrispettosi. Magari Salvini farebbe addirittura meglio a pensare alle navi. I cinque stelle, intanto, da oggi si mettono in fila.

SILVIO BERLUSCONI E ENZO BIAGI jpeg

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