1. CELEBRAZIONE SU “SETTE”-CORRIERE! “DAGOSPIA HA TRASFORMATO IL GOSSIP IN UN PUNTO DI VISTA GLOBALE, ADERENTE A UN MONDO APPARENTEMENTE SPREGIUDICATO E LIBERO, MA IN REALTÀ ANIMATO DA UN’INVIDIA IMPRESSIONANTE PER IL POTERE E LA DISSIPAZIONE” 2. SCARAFFIA: “SPESSO I PETTEGOLEZZI SONO STORIE VERE SCRITTE SECONDO I CANONI DELLA CONVERSAZIONE ARISTOCRATICA DEL ‘700 SFORTUNATAMENTE IGNOTI AI NOSTRI CONTEMPORANEI, PER CUI IL MASSIMO PECCATO NON ERA LA MALDICENZA, MA SOLO LA NOIA” 3. OSCAR WILDE: “QUAL È LA DIFFERENZA TRA SCANDALO E PETTEGOLEZZO? IL PETTEGOLEZZO È GRADEVOLE. LO SCANDALO È UN PETTEGOLEZZO RESO NOIOSO DALLA MORALITÀ”

Giuseppe Scaraffia per Sette-Corriere della Sera

La modernità ha giovato al pettegolezzo apparentemente condannato, ma sempre più irrinunciabile. L'uso delle foto diffuse dai cellulari si è affiancato, senza sostituirli, agli antichi "L'ho visto" e "Mi hanno detto". Indubbiamente è un'altra cosa vedere i teoricamente ascetici monaci buddisti che viaggiano in classe extra lusso con costosi telefonini o sentirlo sussurrare.

Dagospia ha trasformato il gossip in un punto di vista globale, aderente a un mondo apparentemente spregiudicato e libero, ma in realtà animato da un'invidia impressionante per il potere e la dissipazione. Previdente, Charles Fourier aveva inventato il termine "cancan", "che indica lo spettegolare chiassoso e malevolo". A questo complesso fenomeno Paolo Pedote ha dedicato un appassionato saggio, "Gossip dalla Mesopotamia a Dagospia", Odoya, p.284, €.18.

"Non fate troppi pettegolezzi." Si premutava Cesare Pavese, congedandosi dalla vita. Ma il pettegolezzo obbedisce a leggi misteriose e a poco serve cercarlo o evitarlo. C'è anche chi è indifferente alle dicerie o addirittura se ne compiace. Da Stendhal, che si divertiva degli equivoci diffusi sul suo conto, a Baudelaire, che li usava come una cortina di protezione contro i cretini, pronto ad alimentarli appena minacciavano di esaurirsi. "Una cattiva reputazione deve essere mantenuta con più lusso che una ballerina", raccomandava Jean Cocteau, pronto a far balenare la propria omosessualità, riservandosi però di non firmare lo scandaloso, inequivocabilmente suo "Libro bianco", SE.

Anche Colette aveva ben presto intuito che i pettegolezzi, sapientemente gestiti, potevano non solo non essere dannosi, ma straordinariamente utili per la sua fama di scrittrice. Così aveva imparato a giocare d'anticipo e a diffondere nei romanzi i lati scandalosi della sua esistenza, dalla bisessualità alla seduzione del figlio minorenne del secondo marito.

Più disinteressata, la pallida principessa di Belgioioso, indifferente alla maldicenza che la circondava, lasciava correre pittoresche voci di orge, pugnali e coppe avvelenate. Ma una cosa è lasciar correre, un'altra è subirne le conseguenze. "Mi dispiace vedere che lei fa più affidamento sui pettegolezzi e le sciocchezze di altre persone che non su di me e che, anzi, non ha alcuna fiducia in me. Le garantisco però che questo non mi turba; che scrivano pure fino a diventare ciechi e lei creda pure loro, se così le piace, ma io non cambierò di un capello.", deprecava irritato Mozart.

È innegabile, il gossip diverte. Stendhal, console a Civitavecchia, veniva salvato dalla noia solo dai pettegolezzi forniti per lettera da Prosper Mérimée. Nessun ambiente veniva trascurato. Si andava dall'esilarante prima notte di nozze della regina di Spagna col truculento Ferdinando VII alle voci sulla situazione politica o a quelle sui bordelli.

Eugene Sue, l'autore dei "Misteri di Parigi, stupiva gli ascoltatori attribuendo le sue maldicenze all'innocente arcivescovo di Parigi. Del resto Baudelaire aveva collaborato nel 1847 à una raccolta anonima di pettegolezzi e dicerie, i "Mystères galants des théâtres de Paris". Flaubert, chiuso nel suo studio, si faceva aggiornare sulle ultime maldicenze dall'amante parigina. Grande consumatore di pettegolezzi, Somerset Maugham non perdeva l'occasione per raccontare che il collega Hugh Walpole, si era invano offerto a Henry James, che si era schermito: "Non posso!".

Spesso i gossip diventano i piedestalli della fama di chi dovrebbero screditare. Uno dei risultati della rivoluzione del 1789 fu la diffusione di una massa di pettegolezzi, veri o inventati, sulla classe sconfitta, l'aristocrazia. Per screditarla venne usato ogni mezzo, dai pamphlet clandestini alle pseudomemorie, in cui chi le redigeva stava creando inconsapevolemente il mito della nobiltà francese raffinata e corrotta.

Difficile catalogare questa volatile sostanza. Esistono almeno tre specie di pettegoli. Quelli che nel gossip vedono un modo per scoprire verità nascoste, quelli che lo usano per danneggiare chi si ribella alla morale dichiarata e quelli, più pericolosi di tutti, che accusano gli altri di essere dei pettegoli. Oscar Wilde che viveva indisturbato tra i pettegolezzi, aveva le idee chiare: "Il fondamento di ogni pettegolezzo è una certezza immorale.... Qual è la differenza tra uno scandalo e un pettegolezzo? Oh! Il pettegolezzo è gradevole. Ma lo scandalo è un pettegolezzo reso noioso dalla moralità."

Il pettegolezzo è in grado di appannare qualsiasi culto della personalità. Come hanno dimostrato le meravigliose "Memorie" del duca de Saint-Simon, in cui i personaggi della corte di Francia vengono puntigliosamente mostrati dal duca nei loro vizi e nelle loro manie. Prima di lui Psello, Svetonio e vari altri avevano dotato di imprevisti colori le statue imbiancate dei potenti e persino un pettegolo d'alto bordo, come Gore Vidal non poteva esimersi dall'invidiare gli "stupefacenti pettegolezzi di Svetonio".

Il gossip è una forma induttiva di conoscenza che tenta di arrivare all'universale partendo dal particolare. Spesso chi ne ha tratto grandi opere viene ridotto ad "autore minore", con la scusa che si occupa di fatti insignificanti e non documentati. Ma dove trovare se non nelle testimonianze, e cioè nei pettegolezzi, la prova che una grande imperatrice come Teodora aveva iniziato la sua carriera esibendosi in audacissimi numeri da pornostar? Una notizia in questo caso particolarmente pericolosa in quanto attestava che una stella del porno poteva diventare una straordinaria regnante.

Il pettegolezzo è la forma che assume tutto quello che non è lecito introdurre nel discorso normale. Dubbi, sospetti, vaghi indizi, ogni spunto al suo interno si gonfia* e la clandestinità ne aumenta la piacevolezza. Se Proust, bollato da Barrès come un poeta persiano in una portineria, ha tanto paventato la diffusione di insinuazioni sulle sue tendenze sessuali, arrivando a battersi in duello col pettegolissimo Jean Lorrain, era perché temeva di vedere ridotta l'importanza della sua opera da un'eventuale scandalo sulle sue pratiche sessuali. Ma le dicerie hanno un ruolo insostituibile nella costruzione della "Ricerca del tempo perduto" e Proust le raccoglieva ovunque sapendo che un cameriere o il tenutario di un postribolo potevano essere molto più preziosi di un mondano.

Sicuramente la sfera sessuale è quella più gradita dai pettegoli. Si diceva che la moglie di Zola, Alexandrine, fosse stata l'amante di Cézanne, il grande amico dello scrittore, per cui aveva posato. A volte il pettegolezzo può attendere decenni prima di diffondersi. C'è voluto molto tempo prima che emergesse, con la pubblicazione delle lettere, la bisessualità di Simone de Beauvoir, un dato che rendeva più comprensibile l'arduo metodo della coppia aperta adottato da lei e dal suo compagno, Jean-Paul Sartre. E fa sorridere vederla molto più amata del filosofo dalle ragazze che condividevano.

Il pettegolezzo può allentare la tensione derivante da una misconosciuta rivalità professionale. "Non fosse che puzza come...insomma, come uno zibetto portato a spasso sui marciapiedi, Katherine Mansfield è proprio intelligente.", spettegolava l'algida Virginia Woolf.

Del resto Bloomsbury era un importante centro di maldicenze. "Mi ha raccontato pettegolezzi sconvolgenti su tutti, e pieno di gratitudine gli ho quasi gettato le braccia al collo.", confessava Lytton Strachey. L'apice era stato toccato quando Maynard Keynes, al centro di una serie di amori omosessuali, aveva deciso di sposare Lydia, una danzatrice dei balletti russi. Nella speranza di fermare l'amico, la spietata Virginia si era dedicata addirittura a una forma di fantagossip, evocando cioè quello che, se l'infausto evento non fosse stato scongiurato, sarebbe successo.

L'agile ballerina sarebbe diventata grassa ed esigente, pronta a banalizzare la vita del povero Maynard riempendogli la casa di vacui primi ministri. "Abbiamo pranzato insieme due sere fa; e Dio mio! Il passerotto si sta già trasformando in una gallina, riservata, silenziosa, seria, matura, completa di uovo, penne e coccodè. Uno spettacolo veramente triste, e vedo avvicinarsi il giorno in cui non sopporterà la minima allusione alla danza".

Non sempre i pettegolezzi senza fondamento sono inutili. A volte fanno comprendere il fascino aleggiante intorno a una donna fatale. Come quello che voleva che Mata-Hari avesse accolto i poliziotti venuti ad arrestarla nella sua stanza d'albergo completamente nuda, offrendo cioccolatini in un elmo prussiano.

Anche se in pochi lo confessano, spesso anche le menti più austere assaporano i pettegolezzi. Un nemico accusava Kierkegaard: "In quello che dice si possono sentire ora i pettegolezzi delle comari, ora il candore e la cadenza biblica, ora le chiacchiere da caffè". Persino l'austero Nietzsche, negli anni di Bonn, si divertiva dei pettegolezzi sul mondo del teatro. Il grande orientalista Henry Corbin si dice avesse solo due interessi: la mistica islamica e i giornali di pettegolezzi.

Senza alimento. i pettegolezzi possono spegnersi rapidamente per poi riaccendersi al minimo soffio. Come successe a quelli, per noi impensabili, sulla destinazione della gamba amputata alla più nota attrice dell'800, Sarah Bernhardt.

Ci sono i martiri del gossip, come Truman Capote che, dopo avere pubblicato senza la minima precauzione i vizi segreti di amici e conoscenti, venne espulso dai salotti che sperava di affascinare. «Truman Capote, lo liquida Gore Vidal era solo un divertente tesoruccio di cui si poteva fare a meno, come accadde quando pubblicò dei pettegolezzi...". Mentre Capote si consolava con l'alcol e la droga, perfino il libro, lo straordinario "Preghiere esaudite" viene ancora sottovalutato e ridotto a una raccolta di pettegolezze.

Il pettegolezzo è un'arte dell'approssimazione per difetto o per eccesso. E può muoversi a una velocità incalcolabile. Misteriosamente tutta Hollywood seppe che la prima notte di nozze Valentino la passò fuori dalla camera d'albergo in cui la sposa si era chiusa abbandonandosi a una crisi isterica. Molti anni dopo la donna sostenne di avere cacciato il marito perché le aveva confessato di avere la gonorrea. Ma allora i giornali si buttarono sullo scandalo che gettava grandi dubbi sulla sessualità di entrambi. Fu allora che iniziarono a circolare le voci sull'impotenza di Valentino.

Adorno accusa chi riporta agli amici dei pettegolezzi che li riguardano di colpevole complicità con i creatori di quelle voci. Ma, come prova il folto pubblico di Dagospia, benché spesso neghi di visitarne il sito, la vita senza pettegolezzi è insipida. E peggio di un pettegolezzo c'è solo non esserne oggetto.

In fondo, spesso i pettegolezzi sono storie vere scritte secondo i canoni della conversazione aristocratica del Settecento, sfortunatamente ignoti ai nostri contemporanei, per cui il massimo peccato non erano la falsità, l'adulazione o la maldicenza, ma sempre e soltanto la noia.

 

Gossip. Dalla Mesopotamia a DagospiaSilvia Ronchey e Giuseppe Scaraffia cesare paveseStendhalJEAN COCTEAU ILLUSTRAZIONE DI JEAN GENET QUERELLE DE BREST COCTEAUmaugham somersetvezzoli trailer for a remake of gore vidals caligula gore vidal ansa x Paul SartreSimone De BEAUVOIRvirginia woolf2LIZ TAYLOR E RICHARD BURTON SUL SET DI CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF truman capotevirginia woolf

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