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CIAK: È TEMPO DI FLUIDITÀ! - "WALL STREET JOURNAL": "A HOLLYWOOD, NON È PIÙ POSSIBILE DISTINGUERE TRA ICONE GAY E RUBACUORI ETEROSESSUALI. GLI ATTORI SONO APPREZZATI TANTO DAGLI UOMINI QUANTO DALLE DONNE" - NON CI SI CAPISCE PIÙ NIENTE, COME NELLA SERIE "HEATED RIVALRY" IN CUI ILYA ROZANOV, GIOCATORE HOCKEY INTERPRETATO DA CONNOR STORRIE, VA UN PO' A VELA E UN PO' A MOTORE - SONO TANTI I PERSONAGGI CHE SONO UN PO' DI BOSCO E UN PO' DI RIVIERA: TOM HIDDLESTON NELLA SECONDA STAGIONE DI “THE NIGHT MANAGER”, LEO WOODALL IN “THE WHITE LOTUS”, LUKE THOMPSON IN “BRIDGERTON”...

 

Traduzione dell’articolo di Pamela Paul per il "Wall Street Journal"

 

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Di questi tempi non è più possibile distinguere tra le icone gay di Hollywood e i rubacuori eterosessuali. Apprezzato tanto dagli uomini quanto dalle donne, il nuovo protagonista maschile è apertamente o appena appena bisessuale — ed è improvvisamente ovunque.

 

È Ilya Rozanov, il seducente centro di hockey interpretato da Connor Storrie in “Heated Rivalry” della HBO, un consumato conquistatore di entrambi i sessi. «È vero, sono stato con molte donne», fa quasi le fusa Rozanov quando i genitori del suo fidanzato lo incalzano sull’argomento. «Ma mi sono innamorato di una sola persona.»

 

Oppure è una figura più sfumata, per lo più eterosessuale, che tuttavia flirta (o fa di più) con altri uomini: Tom Hiddleston nella seconda stagione di “The Night Manager”, Leo Woodall in “The White Lotus”, Luke Thompson in “Bridgerton”.

i meme sul rapporto incestuoso gay a the white lotus 2

 

In “DTF St. Louis”, Floyd, interpretato da David Harbour, è apparentemente eterosessuale, eppure anche, forse, un po’ gay, compiaciuto delle attenzioni di un uomo gay durante un appuntamento accidentale. Più tardi, mentre balla in biancheria intima con il suo migliore amico, Clark, i due si sorridono impotenti, con un desiderio reciproco appena sublimato. Questi due tipi stanno chiaramente vivendo il loro momento. E non sono soli.

 

Qualunque sia la sua manifestazione, questa fluidità sessuale segna una sorta di «Rinascimento Bi», come lo ha recentemente definito la rivista Gay Times. Mentre le precedenti incarnazioni sullo schermo ritraevano spesso i bisessuali come sfuggenti, malvagi (Loki in “Loki”) o tormentati (Caleb in “Shameless”),

 

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il nuovo uomo bisessuale è pensato per rassicurare, eccitare o entrambe le cose. Il messaggio implicito per il pubblico è che le persone bisessuali sono per natura esseri sessuali, così sessuali da poter fare sesso con chiunque. Ed è un nuovo tipo di ideale maschile, almeno per una certa fascia di pubblico.

 

La bisessualità è particolarmente prominente nei contenuti destinati alla Generazione Z. Serie in streaming come “Heartstopper”, “The Summer I Turned Pretty”, “Sex Education”, “Heartbreak High”, “What We Do in the Shadows” e “Interview with the Vampire” sono ricche di trame bisessuali. (Per la Gen Z, i vampiri sono per definizione bi.)

 

Si tratta di un’aura decisamente nuova per la bisessualità, la cui esistenza, per decenni, è stata negata da alcuni ricercatori della sessualità e da molte persone comuni. (Per citare Carrie Bradshaw in un episodio di “Sex and the City” del 2000 oggi considerato tristemente datato:

the white lotus 6

 

«Non sono nemmeno sicura che la bisessualità esista. Credo che sia solo una tappa di passaggio sulla strada per Gaytown.») Molte persone gay consideravano i bisessuali ingannevoli o in fase di negazione, mentre gli eterosessuali spesso li vedevano come persone desiderose di salire sul carro delle identità alternative, una tendenza particolarmente conveniente perché non richiedeva né impegno né cambiamenti comportamentali.

 

sabrina impacciatore in the white lotus 5

E mentre la bisessualità femminile è stata a lungo idealizzata, soprattutto dagli uomini eterosessuali, l’idea che un uomo apparentemente eterosessuale possa non esserlo del tutto è stata tradizionalmente percepita come una minaccia all’ordine eterosessuale dominante.

 

Per rendersi conto di quanto sia radicale il cambiamento, basta pensare a “Challengers”, reinterpretazione del 2024 di un classico schema hollywoodiano: due ragazzi che si contendono la stessa ragazza e che, durante una scena cruciale, si baciano appassionatamente su richiesta della ragazza stessa. Dieci anni fa sarebbe stato rappresentato come un incubo o una tragedia; qui invece è una storia d’amore sensuale, completa di ammiccamenti simbolici febbrili (una banana, un churro) al desiderio reciproco appena represso dei due rivali.

scena sesso tra colin e penelope in bridgerton 3 9

 

Perché dunque tutta questa attenzione per il bi proprio adesso? È possibile che il fascino della bisessualità offra alle donne eterosessuali una sorta di fantasia correttiva rispetto alla manosfera, nello stesso modo in cui la svolta saffica di Sharon Stone in “Basic Instinct” del 1992 rassicurava gli uomini eterosessuali che si sentivano minacciati dal movimento femminista.

 

Può anche darsi che una bisessualità più suggerita che reale sia un modo per la Hollywood eterosessuale di mostrarsi al passo con il pubblico giovane. Se un tempo l’attore eterosessuale rischiava la propria reputazione interpretando un personaggio gay, oggi interpretarne uno bisessuale potrebbe invece rafforzarla, rendendo in qualche modo più attraente la sua mascolinità etero.

 

rene jean page bridgerton

D’altra parte, i bisessuali sullo schermo potrebbero semplicemente riflettere la realtà demografica.

 

La bisessualità è oggi l’orientamento sessuale in più rapida crescita: il numero di adulti americani che si identificano come bisessuali è triplicato dagli anni Novanta e il tasso di crescita è più elevato tra gli uomini che tra le donne.

 

L’identificazione LGBTQ tra i giovani è aumentata vertiginosamente (22,3% degli adulti della Gen Z contro il 2,3% dei Baby Boomer), e gran parte di questa crescita è dovuta a un maggior numero di persone che si identificano come bisessuali. Tra gli adulti che si definiscono LGBTQ, la maggioranza (57,3%) afferma oggi di essere bi.

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Rispetto alle generazioni precedenti, i millennial e la Gen Z hanno molte più probabilità di identificarsi come bisessuali piuttosto che come gay. Quasi il 7% degli uomini della Gen Z afferma di essere bisessuale, più del doppio di quelli che si dichiarano gay — e senza contare coloro che preferiscono definizioni più fantasiose come «pansessuale» o «sessualmente fluido». Sempre più giovani uomini si considerano inoltre «per lo più eterosessuali» anziché esclusivamente tali.

 

il duca di hastings di bridgerton 2

La bisessualità non è affatto una novità, come sa qualunque studioso dell’antica Grecia. «I maschi non rappresentano due popolazioni distinte, eterosessuale e omosessuale», osservava nel 1948 Alfred Kinsey, autore del Rapporto Kinsey e lui stesso bisessuale. «Non tutte le cose sono nere né tutte le cose sono bianche.»

 

Ma la bisessualità è ancora profondamente fraintesa, secondo Ritch Savin-Williams, professore emerito di psicologia dello sviluppo alla Cornell University, che studia la sessualità da decenni ed è lui stesso «totalmente gay» e sposato con un uomo bisessuale.

 

new york pride march 3

«Non solo la sessualità maschile si colloca molto più su uno spettro di quanto la gente supponga, ma anche la bisessualità stessa è uno spettro», afferma Savin-Williams. «Raramente si tratta di un’attrazione uguale per entrambi i sessi. Più spesso tende fortemente in una direzione oppure divide l’attrazione romantica verso un sesso e l’attrazione sessuale verso l’altro.»

 

Anche il comportamento bisessuale non sempre coincide con l’identità bisessuale. Secondo il Pew Research Center, l’88% dei bisessuali che hanno un partner si trova in una relazione eterosessuale.

 

new york pride march 1

A complicare ulteriormente il quadro ci sono gli uomini che non si considerano bisessuali ma sperimentano comunque attrazione romantica o sessuale verso persone dello stesso sesso.

 

Per il suo libro “Mostly Straight: Sexual Fluidity Among Men”, Savin-Williams ha condotto ricerche su centinaia di uomini che si definivano eterosessuali ma che reagivano, almeno in certa misura, a immagini di persone dello stesso sesso. (Questo è stato determinato in laboratorio attraverso esperimenti che misuravano la dilatazione delle pupille.)

new york pride march 2

 

Altre ricerche confermano che «l’orientamento sessuale maschile si esprime lungo un continuum piuttosto che in modo dicotomico», come affermava uno studio del 2020. Un’altra indagine online del 2025 ha suddiviso la bisessualità in otto diverse categorie, tra cui «a volte attratto dallo stesso sesso» e «desidera un futuro incontro sessuale con una persona dello stesso genere».

 

La Generazione Z sembra particolarmente incline a considerare l’attrazione sessuale come qualcosa di meno categorico e più simile a una scala o a uno spettro. Inoltre, si sente più a suo agio nel separare l’identità dal comportamento, afferma Jean Twenge, autrice di “Generations: The Real Differences between Gen Z, Millennials, Gen X, Boomers and Silents—and What They Mean for America’s Future”.

COMUNITA LGBT PER GAZA - MEME BY OSHO

 

«Per la Gen Z, ciò che è iniziato come accettazione delle differenze e poi si è evoluto nell’abbracciare identità specifiche è diventato un abbandono delle etichette tout court», spiega Twenge. «Il loro atteggiamento è: “Potrei facilmente cambiare domani”. E lo considerano del tutto normale.»

 

Quanto al pubblico che apprezza la bisessualità sullo schermo? Sembra tutt’altro che disinvolto, comprende entrambi i sessi e tutti gli orientamenti sessuali, ed è in continua espansione.

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