IL CINEMA DEI GIUSTI - BASTA CAZZATE. TUTTI AL CINEMA A VEDERE L’ORSETTO DI PELUCHE “TED”, OPERA PRIMA DI SETH MACFARLANE, IDEATORE E ANIMA DEI GRIFFIN - VOLGARE, SCORRETTO, PIENO DI BATTUTE SU EBREI E MESSICANI, IL PUPAZZO PARLANTE “TED” È FATTO NON PER UN PUBBLICO DI GIOVANISSIMI, ANCHE SE IMPAZZIREBBERO, MA PER I TRENTENNI MAI CRESCIUTI, AMMALATI DI NOSTALGIA PER GLI ANNI ’80, GIOCATTOLI E FILM ASSURDI COMPRESI…

Marco Giusti per Dagospia

Basta cazzate. Tutti al cinema a vedere "Ted", opera prima di Seth MacFarlane, ideatore e anima dei Griffin. Volgare, scorretto, pieno di battute su ebrei e messicani, non si fa mancar niente. A cominciare da una vagonata di scorregge che neppure ai tempi della buonanima di Bombolo si facevano.

L'orsetto di peluche Ted, che vive da quasi trent'anni con l'adulto mai cresciuto Mark Wahlberg, parla sporco, beve birra, guida come un criminale, si fa di ogni tipo di droga, pure di coca, tromba come può ("Toccami sotto l'etichetta"), aiutandosi anche con le zucchine visto che non gli hanno cucito niente tra le gambe ("Dovevo fare causa alla mia ditta di giocattoli"), ha un debole per le mignotte, una gli ha pure cacato sul pavimento per giocare a "Vero o falso?".

Divide tutto col suo amico umano, anche la paura per i tuoni e l'insana passione per il film più disastroso mai prodotto da Dino De Laurentiis, il fantascientifico "Flash Gordon", e per il suo assurdo protagonista, l'attore supercane Sam J. Jones ("ci ha insegnato che la parola recitazione ha un significato molto vasto"). Tutti i dialoghi stretti a due tra Ted, doppiato nell'edizione originale dallo stesso regista con la voce di Peter Griffin, e Whalberg sono da antologia, a cominciare da quando Wahlberg cerca di indovinare il nome da "truzza"( traduce il termine ben più complesso di "white trash") della nuova fidanzata coatta di Ted.

L'idillio tra il maschio trentenne e il suo orsetto è rovinato dalla presenza della fidanzata del primo, la bellissima Mila Kunis, che sfodera due occhioni più da bambolina di quelli di Ted. Lei pensa che il fidanzato non potrà mai crescere finché si trascinerà dietro il suo orsetto, che soffre pure della sindrome da ex-star degli anni '80. Così i due amici saranno costretti a separarsi, anche se Whalberg tutti i giorni si inventerà assurde scuse per marinare il lavoro e andare a trovare Ted. La goccia che farà traboccare il vaso sarà un megaparty da fattoni a casa dell'orsetto con la presenza, udite, udite, proprio di Sam J. Jones, il mitico Flash Gordon della loro giovinezza.

Whalberg non può resistere. Molla la fidanzata al ricevimento del suo losco e arrapato principale e fugge a casa di Ted, dove si farà di coca in bagno assieme all'amico e a Sam J. Jones (l'immagine di Ted con il naso bianco è il massimo per una commedia americana!), prima di scatenarsi in un party selvaggio che coinvolgerà perfino il vicino cinese e la sua anatra come in una vecchia comica di Laurel&Hardy. Diciamo solo che la situazione precipiterà, il film, da commedia, si trasformerà un po' in thriller, grazie a un nerdissimo fan di Ted, Giovanni Ribisi, che vuole l'orso a tutti i costi perché, quando era bambino, il padre glielo negò.

Ma ci sarà pure un notevole cameo della cantante Norah Jones, che svelerà di aver fatto sesso con Ted in gioventù, un'apparizione di una vecchia star come Tom Skerritt e una violenta scena di botte tra i due vecchi amici scatenata dalla micidiale battuta di Whalberg "quel Natale, sarebbe stato meglio se mi avessero regalato un Teddy Ruxpin!". Ora, Teddy Ruxpin era il primo orsetto parlante degli anni '80 che intratteneva i bambini con fiabe e battute, un vero orrore americano del tempo che, in qualche modo, lo stesso MacFarlane omaggia da vecchio fan.

Ovvio che "Ted" vada a recuperare non un pubblico di giovanissimi, anche se tutti i bambini impazzirebbero a vedere il film, ma un pubblico di trentenni ammalati di nostalgia per gli anni '80, giocattoli e film assurdi compresi, e tocchi più generazioni di americani mai cresciuti diventati grandi dentro un sogno americano totalmente televisivo e di era pre-Bush che li spinge oggi a regredire piuttosto che a diventare dei veri adulti. In qualche modo, malgrado le sue battute facile e le sue scorregge da commedia volgarotta, "Ted" è un film molto serio sulla non crescita di una generazione di americani e sulla voglia di nascondersi di fronte a una realtà che non accetta.

Quasi tutti i personaggi maschili del film sembrano chiusi nella nostalgia di miti assurdi, siano Tom Skerritt, Sam J. Jones o gli orsetti parlanti. Il pazzo Ribisi balla di fronte alla tv che trasmette video d'epoca dimostrando un malessere pericoloso. Il personaggio più normale sembra proprio Ted, l'unico perfettamente cosciente che nella società dello spettacolo americana il maggior problema sia quello di costruirsi una propria identità al di fuori della celebrazione di culti generazionali più o meno televisivi.

 

TED S INGROPPA IL REGISTRATORE DI CASSA SETH MACFARLANE DOPPIA L ORSETTO TED SETH MACFARLANE ALLA PREMIERE DI TED Mark Walhberg Mila Kunis Ted L ORSETTO TED E LE SUE MIGNOTTE TED E MARK WAHLBERG SI FANNO UN BONG

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…