gemelle alice ellen kessler

IL CINEMA DEI GIUSTI - TRA I TANTI RICORDI E NECROLOGI CHE HO LETTO IN QUESTI GIORNI SULLA MORTE DI ALICE E ELLEN KESSLER NON HO LETTO NIENTE CHE RIGUARDASSE IL LORO CINEMA. MA BASTA DARE UN’OCCHIATA ALLA LORO FILMOGRAFIA E, SOPRATTUTTO, ALLE FOLLI FOTO DEI LORO FILM, PER CAPIRE CHE LE GEMELLE KESSLER HANNO AVUTO UNA VITA CINEMATOGRAFICA INTENSA NEI PRIMI DIECI ANNI DEL LORO GRANDE SUCCESSO INTERNAZIONALE - I FILM PIÙ FOLLI SONO QUELLI CHE GIRANO IN PATRIA, COMMEDIE, OPERETTE, MUSICARELLI SBARAZZINI. NON SVILUPPERANNO MAI UN FILM CHE RIESCA A DIVIDERLE, O DOVE ENTRIAMO IN QUALCHE TENTATIVO INTERESSANTE DI STUDIO SUI PERSONAGGI. RIMANGONO UNA SOLA ENTITÀ… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

alberto sordi con le gemelle kessler in i complessi

Tra i tanti ricordi e necrologi che ho letto in questi giorni sulla morte di Alice e Ellen Kessler non ho letto niente che riguardasse il loro cinema. Forse perché è così lontano.

 

Ma basta dare un’occhiata alla loro filmografia e, soprattutto, alle folli foto dei loro film, da “Rocco e le sorelle” di Giorgio Simonelli a “Gli invasori” di Mario Bava, da “Sodoma e Gomorra” di Robert Aldrich all’episodio di “Guglielmo il dentone” di Luigi Filippo D’Amico ne “I complessi”, per capire che le gemelle Kessler hanno avuto una vita cinematografica intensa nei primi dieci anni, 1954-64, del loro grande successo internazionale, tra Germania, Francia e Italia.

 

gemelle kessler in il principe studente

I film più folli sono però quelli che girano in patria, nella Germania ancora non divisa dal Muro di Berlino negli anni ’50. Commedie, operette, musicarelli sbarazzini. Non svilupperanno mai un film che riesca a dividerle, o dove entriamo in qualche tentativo interessante di studio sui personaggi. Rimangono una sola entità. Le gemelle Kessler.

 

 E questo, a pensarci bene, anche in tv, nelle loro più celebri apparizioni tra “Giardino d’inverno” e “Studio Uno”. Le loro geometrie perfette sono solo completate dall’apparizione di Don Lurio o di un comico celebre come Alberto Sordi (“Kessler, siete du’ stanghe”).

 

Un successo che le porterà a interpretare dal 1961 al 1966 una delle più celebri serie di Caroselli degli anni d’oro del programma, “Omsa… che gambe!”, ideata da Italo Terzoli e Bernardino Zapponi, diretta da Vieri Bigazzi, dove ballano (fino al 1963) con Don Lurio e chiudono ogni scenetta con la celebre “La donna chic se vuole in tutti provocare uno choc…”. Ma, anche in questo caso, le scenette sono dei veri e propri numeri di spettacolo da fare insieme.

vier madel aus der wachau 2

 

Una specchio dell’altra. Entrano nel cinema a metà degli anni ’50, più o meno dopo essere scoperte dal direttore artistico del Lido, Luis Guerin, che le scritture per uno show al Lido già nel 1954. Contratto di un anno, uno spettacolo al giorno. Sui giornali americani si parla delle gemelle come una assoluta stravaganza parigina da portare a Las Vegas. Dove però non arriveranno così presto.

 

E per vederle negli show televisivi americani, come il Dean Martin Show e il Red Skelton Show dovremo aspettare i primi anni ’60. Il primo film che girano, inoltre da protagoniste, è invece “Solang' es hübsche Mädchen gibt” di Arthur Maria Rabenalt, nel 1955, seguito dall’operetta “Der Bettelstudent”, cioè “Il principe studente”, di Werner Jacobs con Gerhard Riedmann.

gemelle kessler in der graf von luxemburg

Contemporaneamente fanno il loro esordio in Francia in “La garçonne”, regia di Jacqueline Audry, senza perdere i ruoli che stanno sviluppando nel cinema tedesco. Nel 1957 le troviamo in ben cinque film, sempre in ruoli minori, però, in “Vier Mädel aus der Wachau” di Franz Antel, specialista in pochade, nel 1957 e in “Scherben bringen Glück” di Ernst Marischka, in “Die Zwillinge vom Zillertal” di Harald Reinl, “Mit Rosen fängt die Liebe” di Peter Hamel, in “Der Graf von Luxemburg” di Werner Jacobs.

 

Nel 1958 si dividono tra Germania, Francia e Italia. Le troviamo infatti in “Tabarin” di Richard Pottier, “Mein Mädchen ist ein Postillion” di Rudolf Schündler e da noi in “Le bellissime gambe di Sabrina” di Camillo Mastrocinque, dove sono protagonisti Mamie Van Doren e Antonio Cifariello.

 

 Il loro è sempre un cinema spettacolo a colori dove vengono fuori come guest star, ma non vengono mai sviluppate come personaggi. Nel 1958 le ritroviamo in tre film tedeschi, mai arrivati in Italia, “Gräfin Mariza” di Rudolf Schündler, “Mein Schatz ist aus Tirol” di Hans Quest, “La paloma” di Paul Martin, dove dividono la scena con Bibi Johns e il biondo Karlheinz Bohm, che verrà lanciato anche a Hollywood.

ellen kessler misterius

 

Più interessante è “Le Magiciennes”, che da noi diventa “Misterius” del francese Serge Friedmann dove sono protagoniste come le gemelle Greta e Hildegard. Nel 1959 si segnala anche il loro clamoroso esordio nella tv europea nell’ Eurovision Song Contest. Rimangono in Francia anche per l’apparizione nell’episodio “L’adultere” assieme a Dany Robin, Paul Meurisse e Jean-Paul Belmondo, diretto da Henri Verneuil nel film a episodi “Le francesi e l’amore” nel 1960.

 

Sono strepitose nel film di vichinghi di Mario Bava “Gli invasori” come le sorelle bionde Rama e Daya, ovviamente pura razza vichinga come il protagonista Giorgio Ardisson, calabrese biondo. Ricordava Bava che il film fu un grande successo, costato due lire.

le gemelle kessler in gli invasori

“Siccome sono rapido, con pochi cavalli, poche cose, ho fatto guadagnare un sacco di soldi. Mi ricordo che venne il marchese Patrizia, il produttore, ed era allibito. In teatro c’era una costruzione di una nave che era costata 150 milioni. Le mie navi vichinghe erano carcasse della pasta Buitoni messse in fila, con quella specie di becco davanti soltanto, dopodiché ghiaccio secco per fare la nebbia, i macchinisti che ogni tanto gettavano secchiate d’acqua, il Dolly che andava su e giù e fumo in teatro, fumoni bianchi, fumoni neri.

 

Ci prese un’intossicazione, che rimasi sei mesi a letto e per poco non andavo a finire in manicomio per l’avvelenamento. Nello Santi mi mandò il cassiere con un regalo di cinque milioni, quelle cose che oggi col cavolo che succedono. Anche questo film andò benissimo in America”.  Diventano protagoniste assieme a Tiberio Murgia alias Ferryboat nella folle commedia trashiona “Rocco e le sorelle” diretto da Giorgio Simonelli, ma scritto e prodotto da Enzo Di Gianni.

le gemelle kessler in gli invasori

 

Nello stesso anno, la loro apparizione allo show della Rai “Giardino d’inverno” viene trasmessa dalla BBC anche in America. Da noi diventano popolarissime nello show del sabato sera “Studio Uno”. Tornano in Germania per “Der Vogelhändler” Géza von Cziffra con Cornelia Froboess, e per “Hochzeitsnacht im Paradies” di Paul Martin con Peter Alexander e Marika Rokk.

gemelle kessler la paloma

Appaiono appena, dopo i tagli della produzione nel disastroso “Sodoma e Gomorra” diretto da Robert Aldrich e prodotto da Goffredo Lombardo per la Titanus. Dopo il successo nel “Red Skelton Show” nella tv americana, tornano alle allegre commedie tedesche con “Die kleinste Schau der Welt” e “Die Tote von Beverly Hills” di Michael Pfleghar nel 1964.

 

Da noi appaiono come se stesse in “Canzoni, bulli e pupe” di Carlo Infascelli e nei più divertente “Il giovedì” di Dino Risi e nell’episodio “Guglielmo il dentone” di Luigi Filippo D'Amico ne “I complessi”, che è il loro ultimo film.

 

Appaiono però come sirene, cantando “Marinai, donne e guai” nella puntata dedicata all’Odissea di “La Biblioteca di Studio Uno” dirette da Antonello Falqui in tv nel 1964. E’ in quella scena che un giovane Pino Pascali, aiuto scenografo di Cesarine da Sinigallia, imparerà come fare il mare blu che troveremo nelle sue opere. Loro sono incantevoli. Ma non gireranno più nessun altro film.

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