primavera

IL CINEMA DEI GIUSTI – VEDO CHE È APPENA ARRIVATO A UN MILIONE DI EURO DI INCASSI IL CORAGGIOSO “PRIMAVERA” DEL CELEBRATO REGISTA D’OPERA DAMIANO MICHIELETTO. CORAGGIOSO PERCHÉ È L’UNICO FILM ITALIANO CHE HA OSATO AFFRONTARE UN CAMPIONE COME “BUEN CAMINO” – È UN BEL FILM DI TRADIZIONE CHE PERMETTE AL REGISTA DI ORCHESTRARE CON DISINVOLTURA E COMPETENZA LA SUA STORIA. MICHIELETTO SA DI COSA STA PARLANDO E COME MUOVERSI PERFETTAMENTE NELLA MUSICA E NELLA MESSA IN SCENA TEATRALE. CONFESSO CHE IL FILM MI HA MOLTO SORPRESO, SIA PER LA SOLIDITÀ DELLA STORIA SIA PER LA FRESCHEZZA DELLA MESSA IN SCENA... - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

primavera - tecla insolia damiano michieletto michele riondino

Vedo che è appena arrivato a un milione di euro di incassi il coraggioso “Primavera” di Damiano Michieletto, celebrato regista d’opera appena cinquantenne, qui alla sua opera prima, o quasi, se non consideriamo proprio un film di fiction il suo precedente “Gianni Schicchi”.

 

Coraggioso perché è l’unico film italiano che ha osato affrontare nelle feste di Natale, uscendo addirittura il 25 dicembre, un campione come “Buen camino” di Checco Zalone. Ohibò! Non so se sia stata una buona idea, ma di certo i due film non hanno lo stesso pubblico e le stesse pretese.

 

E questo fuggi fuggi generale del nostro cinema di fronte a Zalone, spaventato per la mannaia del tax credit del ministro Giuli, mi è sembrato alquanto ridicolo. “Primavera” è un film storico musicale diretto da un regista anomalo al cinema, in quanto regista d’opera, ma decisamente autoriale in campo teatrale. Il che però non si traduce automaticamente in una regia autoriale per il cinema.

primavera - michele riondino

 

E, infatti, il film non ha esordito alla Mostra del Cinema di Venezia, il suo luogo ideale sotto tutti i sensi, anche se rischiava un po' di indifferenza (e magari la produzione della Indigo Films puntava più su "Il maestro"), ma a Toronto, magari aprendosi un varco internazionale. Chissà?

 

Del resto, grandi registi di teatro o d’opera, penso a Peter Brook o a Peter Sellars o a Julie Taymor, non hanno trovato sempre nel cinema lo stesso successo che avevano a teatro. Ma, decisamente, al di là della stravaganza del regista teatrale di moda prestato al cinema, manca invece all’industria del cinema italiano la figura fondamentale , almeno nel secolo scorso, del regista colto in grado di muoversi con la stessa facilità fra teatro e cinema. Un percorso che da Luchino Visconti arrivava a Franco Zeffirelli e a Mauro Bolognini. Ben vengano quindi i registi competenti di teatro e d'opera.

primavera - tecla insolia michele riondino

 

Per il suo esordio o quasi esordio al cinema, Michieletto ha pensato a una storia forte come quella dello “Stabat Mater” di Tiziano Scarpa, Premio Strega nel 2008, riscritto per il cinema assieme alla prolifica e esperta Ludovica Rampoldi (autrice anche delle sceneggiature de “Il maestro” e di “Breve storia d’amore”, che firma anche come regia), ambientato nella Venezia del 1700, dove si incontrano una giovanissima e talentuosa orfanella, Cecilia, interpretata da Tecla Insolia, star del nuovo cinema italiano di impegno femminil-femminista, e un malato e depresso Antonio Vivaldi, interpretato da Michele Riondino.

 

primavera - tecla insolia michele riondino

Cecilia è chiusa con altre orfanelle, tutte ragazze abbandonate dalle madri da neonate, nel Pio Ospedale della Pietà, istituto tenuto da un torvo e avido Andrea Pennacchi e da una sorta di kapò interpretata da Fabrizia Sacchi, tutti e due bravissimi, in attesa di un matrimonio con qualche ricco veneziano che la faccia evadere da quella prigione per rinchiudersi in un’altra, quella del matrimonio combinato.

 

Ma, col matrimonio, le ragazze dovranno rinunciare alla loro unica forma di espressione artistica, la musica, il violino. Vivaldi, maestro musicale nonché prete per imposizione materna, è chiamato nel Pio Ospedale della Pietà proprio per comporre musica e farla eseguire dalle ragazze dell’istituto.

 

Ci starà per quarant’anni, poco pagato e sfruttato, componendo dei capolavori che si salveranno solo perché due secoli dopo verranno recuperati i suoi spartiti originali. Ma è lì che Don Antonio, come lo chiamano tutti, scoprirà le doti musicali della ragazza. Ma sposando un ufficiale appena tornato dalla guerra con i Turchi, Stefano Accorsi, dovrà rinunciare per sempre alla sua passione per il violino e al suo rapporto con il maestro Vivaldi.

primavera - tecla insolia michele riondino

 

I nostri spettatori più attenti avranno riconosciuto nella storia molte delle situazioni già viste nell’esplosivo, sbarazzino e ancor più femminista “Gloria” di Margherita Vicario, che partiva dalla stessa ambientazione e da analoghi personaggi femminili in guerra con le istituzioni e con l’orrore del mondo maschile veneziano del tempo. Se “Gloria” era più scatenato e liberatorio, con tanto di finale alla Jean Vigo, “Primavera” è decisamente più solido e non permette grossi voli musicali verso il rock o la musica popolare.

 

primavera - tecla insolia

Se "Gloria" era una vera opera prima giovanile, "Primavera", grazie anche alla solida produzione della Indigo Film, alla sceneggiatura della Rampoldi, alla presenza di un direttore della fotografia come Daria d’Antonio, la stessa degli ultimi film di Paolo Sorrentino, a un gran cast di attori protagonisti, è un bel film di tradizione che permette al regista di orchestrare con disinvoltura e competenza la sua storia.

primavera - michele riondino tecla insolia

 

Non sembra proprio il film di un esordiente, insomma, e al tempo stesso Michieletto sa come muoversi perfettamente nella musica e nella messa in scena teatrale. Confesso che il suo film, alla fine, mi ha molto sorpreso, nella mia innata diffidenza da spettatore cinefilo, sia per la solidità della storia sia per la freschezza della messa in scena.

 

Non sarà cinema cinema da festival, magari, ma Michieletto sa di cosa sta parlando, sa come raccontare una storia legata alla musica e non è certo un regista di cinema inesperto. In sala.

primavera - tecla insoliaprimavera - tecla insolia michele riondino primavera - michele riondino tecla insoliaprimavera - tecla insolia

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...