black lions - roman wolves - 3

IL CINEMA DEI GIUSTI - LO VEDREMO MAI QUESTO “BLACK LIONS – ROMAN WOLVES”, IL FILM DOCUMENTARIO DI 9 ORE (531 MINUTI) DIRETTO DAL REGISTA ETIOPE HAILE GERIMA, PRESENTATO IN QUESTI GIORNI AL FESTIVAL DI BERLINO, SULLE ATROCITÀ COMPIUTE DAGLI ITALIANI NELLA GUERRA D’ETIOPIA? E, SECONDA DOMANDA, AVETE LETTO IN QUESTI GIORNI QUALCOSA SUL FILM E SULLE POLEMICHE CHE UN FILM SIMILE HA SUSCITATO SUI GIORNALI ITALIANI ("IL MANIFESTO" A PARTE, CERTO)? UFFA…

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

black lions roman wolves 4

Lo vedremo mai questo “Black Lions – Roman Wolves”, il film documentario di 9 ore (531 minuti) diretto dal regista etiope Haile Gerima, uno dei pionieri del movimento Los Angeles Rebellion e del New Black Cinema, presentato in questi giorni al Festival di Berlino al Delphi-Filmpalast sulle atrocità compiute dagli italiani nella guerra d’Etiopia?

 

E, seconda domanda, avete letto in questi giorni qualcosa sul film e sulle polemiche che un film simile ha suscitato sui giornali italiani ("Il manifesto" a parte, certo…)? Uffa…

 

black lions roman wolves 5

“Black Lions – Roman Wolves” è il primo film che Gerima gira dal 2008. Leggo dalla rivista on-line “Deadline” che il film, “raccontato attraverso un complesso mix di filmati d'archivio e interviste contemporanee con testimoni oculari, Black Lions è un'ampia storia della brutale campagna coloniale italiana in Etiopia”. Ecco.

 

Gli ci sono voluti trent’anni per raccogliere tutto il materiale che ha raccolto. Materiale che inchioda pesantemente il nostro esercito guidato da Badoglio e Graziani con scene terrificanti di corpi bruciati, di torture. E avuto non certo con grande aiuto da parte degli italiani, né con questo governo né con quelli precedenti, sia chiaro.

 

black lions roman wolves 8

 "Ho deciso di fare un film intorno al 1996 perché ero stufo degli italiani e della loro falsa storia dell'Etiopia e dell'invasione italiana", ha detto Gerima al pubblico che aveva riempito la sala del Filmpalast di Berlino. "Solo vedendosi, il senso di colpa li portava a dire cose stupide che non avevano nulla a che fare con l'esperienza di mia madre, di mia nonna o di mio padre. Quindi ho dovuto fare il film".

 

Pur se nato in Etiopia, Haile Gerima vive dal 1963 in America, dove è cresciuto e si è appassionato al cinema."Sono nato dopo la guerra, ma il sistema educativo si è trasformato da una scuola tradizionale etiope a un modello britannico, e io sono stato completamente diseducato dall'idea britannica di questa storia", ha detto.

 

black lions roman wolves 7

"Così ho deciso di fare qualcosa. Volevo solo saperne di più". Saperne di più. Come se fosse facile. I nostri bambini, per anni, non hanno avuto proprio idea di quel che avessero fatto gli italiani in Etiopia da quando la invase nel 1935 su decisione di Mussolini. La campagna d'Etiopia, come tante guerra coloniali, fu estremamente brutale e incluse l'uso illegale di gas mostarda, di iprite.

 

Per volontà di Mussolini, i registi italiani fotografarono e ripresero tutti gli eventi della guerra. E’ grazie a questo che le immagini vennero conservate negli archivi europei, non solo italiani, e Gerima ha potuto recuperarle e riutilizzarle per il suo documentario per raccontare proprio un’altra storia. "La mia gente non filmava, quindi volevo vedere come potevo usare il punto di vista italiano, che era spesso razzista. Come posso usare quell'immagine ripresa dall'esercito italiano contro se stesso?", si chiede Gerima.

 

E spiega il rapporto tra Mussolini e il nostro cinema, dimostrando una conoscenza storica che non tutti i registi italiani hanno. "Il neorealismo italiano deriva in realtà dall'idea di cinema di Mussolini. Il Festival di Venezia fu un'idea di Mussolini.

 

haile gerima

L'Istituto Luce fu un'idea di Mussolini. Cinecittà fu un'idea di Mussolini", seguita Gerima. E cita la celebre frase di Mussolini, che il cinema è l’arma più forte.

 

“E continuavo a pensare: come dovrei usare quest'arma? Quest'arma che è stata usata contro di me, ha sminuito il mio popolo, demonizzato il mio popolo, barbarizzato il mio popolo”.

 

Ma non pensiamo che solo raccogliere questo materiale, l’unico che esiste di quella guerra, sia stata un’operazione facile e indolore. Perché gli archivi italiani non sono stati così disponibili per un film del genere.

 

"Se vedete la mia email, ho dei professori italiani che hanno cercato di intervenire per lettera. Il sindaco di Roma ha cercato di intervenire per lettera. Quindi è stata una totale frustrazione cercare di ottenere i diritti sulle riprese che hanno girato del mio popolo". Ma Gerima la vede come una possibilità di riscrittura continua della storia nazionale etiope.

 

"Abbiamo già redatto una petizione per mobilitare la società affinché i registi africani, in particolare, abbiano diritto alle riprese girate dai padroni coloniali. Abbiamo il diritto all'archivio". Gerima, che ha prodotto il film con la sua società, la Shirikiana , è stato premiato dalla Berlinale con la Camera alla carriera.

 

"Le opere di Haile Gerima”, ha detto la direttrice della Berlinale, Tricia Tuttle, “testimoniano storie segnate dall'oppressione, dalla resistenza e dall'opera incompiuta della decolonizzazione: storie che parlano con forza urgente al mondo di oggi”.

black lions roman wolves 6

 

Leggo che parti di questo documentario sono state mostrate nella rassegna “Visioni del rimosso. Lo sguardo cinematografico sul colonialismo italiano”, organizzato dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza a Torino nel 1922. E per il 27 febbraio a Washington, DC, al Lincoln Theatre ci sarà una grande proiezione. Ma voglio capire se lo potremo vedere anche da noi, in qualche città italiana. Chissà.

black lions roman wolves 3black lions roman wolves 1black lions roman wolves 3black lions roman wolves 1black lions roman wolves 4black lions roman wolves 2black lions roman wolves 2

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…