francesco maria colombo beatrice venezi

COME E’ TRISTE VENEZI – IL MUSICOLOGO FRANCESCO MARIA COLOMBO LE SUONA A BEATROCE VENEZI DOPO L’INTERVISTA “DISTOPICA” A "REPUBBLICA" IN CUI LA BACCHETTA NERA MELONIANA AFFERMA CHE "ALL'ESTERO SI CHIEDONO PERCHÉ LA FENICE È IN MANO A SINDACATI, IN UN CONTESTO ANARCHICO" -"ALL'ESTERO DOVE? I SINDACATI, LA CUI LIBERA ASSOCIAZIONE È PREVISTA NELLA COSTITUZIONE, HANNO PERSONALITÀ GIURIDICA, L'OPPOSTO DELL'ANARCHIA” - "COS'HANNO DELLA CULTURA DI DESTRA BRUGNARO, GIULI, COLABIANCHI, MAZZI, I SUPPORTER PIÙ O MENO ACCALORATI CHE VOGLIONO QUESTA DIRETTRICE A VENEZIA? LA COLPA MAGGIORE DEGLI SCAPPATI DI CASA CHE CI GOVERNANO: L'AVER DISTRUTTO LA CULTURA DI DESTRA PER SOSTITUIRLA CON SLOGAN, AMICHETTISMO, POLTRONISMO..."

LE PAROLE DI BEATRICE VENEZI

https://www.dagospia.com/cronache/beatrice-venezi-guerra-com-e-possibile-fondazione-teatrale-gestita-461170

 

Dall’account facebook del musicologo Francesco Maria Colombo

 

L'ormai famosa intervista della direttrice Venezi a Repubblica si può, a mio avviso, leggere in due modi: uno è come saggio di letteratura distopica, configurazione nell'insieme e nei dettagli di un mondo staccato dalla realtà e organizzato secondo criteri propri, imperscrutabili e sconcertanti. Il secondo è come empirica manifestazione di un pensiero, di alcuni intenti, di una fotografia d'autore della realtà.

francesco maria colombo

 

Tuttavia i diversi piani si intersecano. Ad esempio, la musicista dice: "Sono talmente raccomandata in Italia che lavoro solo all'estero". Perfettamente lecito che lo dica, ma perché ci sia un contatto con la realtà le affermazioni devono fondarsi su fatti documentabili. È dunque legittimo chiedersi dove, all'estero, questa direttrice lavori. Di solito, per vedere dove un direttore lavori (io ad esempio lo faccio per Herbert Blomstedt che cerco di seguire) si interroga un sito come Operabase o Bachtrack. Su Backtrack non si trova nulla (cosa che non fa onore al sito).

 

Su Operabase si trova un solo impegno all'estero: una Carmen di Bizet con due esecuzioni, il 7 e il 9 marzo 2026, presso l'Auditorio Adela Reta a Montevideo in Uruguay. Se ha altri impegni presso altre istituzioni, magari a Londra, Berlino, Vienna, Parigi, Zurigo, Dresda, è bene che la musicista chieda a questi siti di aggiornare l'elenco dei suoi impegni futuri rimediando al difetto d'informazione: ne ha tutto il diritto. Se invece dopo il 9 marzo, di fatto, non ci fosse da annunciare più niente all'estero, ciascuno faccia le sue considerazioni.

 

Un altro esempio di incrocio tra letteratura realistica e letteratura distopica è l'affermazione secondo la quale "all'estero si chiedono perché la Fenice è in mano a sindacati, in un contesto anarchico". All'estero dove? A Montevideo? Poiché le parole "sindacato" e "anarchia" compongono un ossimoro.

beatrice venezi presenta la sua Carmen al teatro Verdi di Pisa

 

I sindacati, la cui libera associazione è prevista nella Costituzione, hanno personalità giuridica* (l'opposto dell'anarchia) e possono stipulare contratti collettivi di lavoro: il che vuol dire che svolgono una funzione normativa rispetto all'organizzazione del lavoro. L'anarchia è, per definizione, l'opposto. [* aggiunta: sulla personalità giuridica o meno dei sindacati vedi gli interventi nei commenti]

 

Quanto poi alle affermazioni sulla spilletta Swarovski e sul non essersi accorta di niente, più che ai canoni della letteratura distopica la cosa pertiene al buon gusto, alla gentilezza, all'urbanità dei modi, al rispetto: cose che (in parte) sono soggettive e sulle quali, ancora una volta, ciascuno faccia le sue considerazioni.

 

Da parte mia, fermo restando che non voglio dare alcun giudizio musicale sulla direttrice per due motivi, uno è il non averla mai vista dirigere dal vivo, il secondo è la mia incapacità di decifrare, e dunque di valutare, quello che le si vede fare nei documenti video su Internet, farò solo due considerazioni.

 

Una è che il mondo, sostanzialmente non musicale, che si è mosso a sostegno dell'operazione Venezi alla Fenice, e che per principale argomento ha "la musica è in mano agli anarchici comunisti, mandiamoli a raccattare le monetine in fondo al Canal Grande", non ha niente in comune con una cultura di destra. Criticare l'operazione non è un segno di appartenenza politica. Io, per citare un caso, sono tutto fuorché una persona di sinistra, eppure trovo l'operazione insostenibile nella forma e nella sostanza.

 

beatrice venezi

Lo faccio perché sono un anarchico di sinistra? No, lo faccio perché valuto i curricula e le regole dell'ingaggio cercando di essere obiettivo. Ma cos'hanno della cultura di destra queste persone, Brugnaro, Giuli, Colabianchi, Mazzi, i supporter più o meno accalorati che vogliono questa direttrice a Venezia? Ha mai letto il signor Mazzi o il signor Brugnaro un libro di Oswald Spengler, di Cristina Campo, di Hans Sedlmayr, di Élemire Zolla, di Charles Maurras, di José Ortega y Gasset, di Knut Hamsun?

 

Perché la cultura di destra può piacere o non piacere, ma esiste ed è una cosa precisa, con la quale la cosiddetta destra oggi al potere in Italia non ha niente ma proprio niente in comune, oltre a non possedere le basi intellettuali per capire cosa sia. Ed è questa, a mio avviso, la colpa maggiore degli scappati di casa che ci governano: l'aver distrutto un'autentica, seria, strutturata cultura di destra quale è essenziale ad ogni democrazia, ed averla sostituita, senza nemmeno supporre cosa sia, con slogan, amichettismo, poltronismo. Chi li disprezzerebbe sconfinatamente non è solo Brecht, è soprattutto Céline.

 

La seconda. Der Fall Venezi si sta trascinando all'infinito quando potrebbe chiudersi in un attimo.

alessandro giuli

 

C'è in Italia un anziano direttore di immenso prestigio cui basterebbe una semplice dichiarazione esplicita per farla finita con questa storia: davanti a una sua parola, per l'autorità che possiede, tutti si metterebbero in riga. Ma è molto più facile emettere a ripetizione platitude generiche sulla cultura, sulla dignità della musica, sulla moralità, sui massimi sistemi, non perdendo occasione di ripetere le stesse cose ad ogni passo, che non prendere l'iniziativa, schierarsi in modo chiaro e difendere in concreto la dignità della cultura musicale italiana.

brugnaro colabianchi

 

Non è sua competenza? No, a mio parere È sua competenza, è sua competenza farlo in questo momento e far capire a tutti cosa sta accadendo, ed è quello che distingue i fatti dalle generiche concioni.

 

Nessun altro potrebbe farlo con tanta efficacia. Chi lo stima e gli è vicino, e abbia cara la distinzione di Sciascia tra "gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà", non può che augurarsi un'assunzione di responsabilità nella società civile italiana che a questo punto è inderogabile.

NICOLA COLABIANCHI gianmarco mazzibeatrice venezi presenta la sua Carmen al teatro Verdi di Pisa

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...