luisa corna

PESTE E CORNA – IL PAPA’ CALCIATORE, IL FIDANZAMENTO CON ALDO SERENA, PICCININI E GLI ANNI A CONTROCAMPO, SANREMO CON FAUSTO LEALI E LE ‘NOTTI MONDIALI’ CON GALEAZZI, LUISA CORNA SI RACCONTA: "A ROMA AVEVO I PAPARAZZI SOTTO CASA GIORNO E NOTTE. IL CALENDARIO? MI SENTIVO DI FARLO MA OGNI COSA HA IL SUO TEMPO" – E POI PARLA DI REALITY ("NON FANNO PER ME, UN TALENT POTREBBE ESSERE DIVERTENTE"), DEL NUOVO FIDANZATO E DELLA SUA PASSIONE… - VIDEO+GALLERY DA URLO

 

Mimmo Cugini per Fuorigioco – La Gazzetta dello Sport

 

luisa corna 1

Un papà calciatore, un fidanzato (per dieci anni) calciatore e poi le occasioni che ti offre la vita. Così, quasi per caso, Luisa Corna si è trovata a condurre una trasmissione sportiva e poi un’altra ancora. Dal 1999 al 2002 se accendevi la tv per seguire un programma sportivo quasi sempre tra calciatori e giornalisti specializzati c’era la sua presenza discreta e abbagliante.

 

Luisa, lei e il calcio. Un legame molto stretto. Ci racconti perché. 

"Non ero ancora nata quando mio papà Giacomo faceva il calciatore. Ha iniziato nel Brescia e giovanissimo è andato a giocare in Sicilia, nell’Akragas. Poi lo notò la Spal, che in quegli anni era in A. Era l’occasione per fare una grande carriera, ma si ruppe tibia e perone. Fu costretto a smettere e tornò a casa, a Palazzolo, dove conobbe mia madre e qualche anno dopo nacqui io". 

Che però ha sempre avuto in testa una sola cosa: fare la cantante. 

"Vero. Ho iniziato a cantare all’oratorio, poi ho studiato e dopo aver conosciuto un musicista abbiamo cominciato a fare concerti. A 18 anni ho partecipato al festival di Castrocaro e subito dopo mi hanno notata chiamandomi per partecipare a Domenica In". 

luisa corna 3

E così arriva in tv

"Già. E poi un bel giorno Sandro Piccinini, che mi conosceva perché in quegli anni ero fidanzata con Aldo Serena, mi dà la possibilità di partecipare a Controcampo. Non avrei dovuto avere un ruolo tecnico, ovviamente, ma di semplice tifosa. E io ero diventata tifosa dell’Inter seguendo Aldo nell’anno dello scudetto del Trap, facendo anche arrabbiare un po’ mio padre che è sempre stato juventino". 

 

Una delle prime donne a rompere l’egemonia maschile sul calcio in tv. 

"Già, è stata una bella scommessa. Ma io mi documentavo e leggevo la Gazzetta dalla prima all’ultima pagina. Ero circondata da giornalisti di altissimo livello, la domenica andavo a vedere le partite con loro e poi a cena si parlava di calcio. Ovviamente conoscevo tutti i personaggi che ruotavano intorno all’Inter, l’avvocato Prisco era il più divertente. Con molti dei calciatori di quella squadra siamo rimasti amici, facciamo ogni tanto una serata con Bergomi, Ferri e gli altri, e io ovviamente canto". 

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Ecco che torna la musica. A Sanremo, nel 2002, 4° posto al Festival con Leali. 

"Emozionante. E cantare con Fausto, che è un amico, è stato molto bello". 

Subito dopo altro grande successo con Notti Mondiali su Rai 1. 

"Pensavo di dover fare la parte musicale e invece mi trovai a condurre. Quella trasmissione ebbe un grande successo, con Mazzocchi e Galeazzi mi trovai molto bene". 

L’apice della popolarità arriva con il calendario del 2003 edito da Panorama. Lo rifarebbe adesso? 

"In quel periodo i calendari andavano di moda. Credo che ogni cosa abbia il suo tempo. Ero giovane e mi sentivo di farlo". 

 

Poi esce di scena o quasi. Che cosa è successo? 

"Ho pensato che fosse il momento di fare un passo indietro, sono tornata al mio primo amore, la musica, e mi sono tolta qualche soddisfazione. Come la collaborazione con Terence Trent d’Arby. Adesso la tv è concepita più sui reality e sui talent che sul varietà. Non credo che i reality facciano per me perché non mi interessa mettere in piazza la mia vita privata, un talent invece potrebbe essere divertente, ma non me lo hanno mai proposto". 

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Nonostante la popolarità, su di lei ci sono stati pochi gossip. 

"C’è stato un momento a Roma che avevo i paparazzi sotto casa giorno e notte, cosa che non ti fa stare serena, anche se capisco che fanno il loro lavoro. Da un po’ ho reso ufficiale il rapporto con il mio compagno (Stefano Giovino, carabiniere di Brindisi, di 15 anni più giovane), ma stavamo insieme già da 4 anni". 

E la sua vita è cambiata tanto da decidere di trasferirsi a Brindisi. 

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"Sì, ma mi muovo in continuazione. La mia famiglia è a Palazzolo e ho una casa a Roma. Ma i concerti mi portano in giro per l’Italia e quel contatto con il grande pubblico che avevo con la tv ora lo vivo in maniera ancora più forte, perché quando canti in una piazza davanti a tanta gente sei a un passo da loro". 

 

 

Poi c’è il lato (quasi) segreto e la passione per la scrittura. 

"Amo scrivere poesie e lo faccio da tanto. E ora sto scrivendo un racconto per bambini. Meglio che andare dallo psicologo no?". 

Resta un sogno da esaudire nella vita di Luisa Corna? 

"Non bisogna mai smettere di fare sogni, ne ho tanti. Ho un carattere istintivo e non faccio mai progetti a lunga scadenza. Mi piace essere stupita dalle sorprese della vita".

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