costantino della gherardesca

“HO FATTO 600 PROGRAMMI MA SONO ANCORA SINGLE. CHE MERAVIGLIA” - COSTANTINO DELLA GHERARDESCA RIPARTE CON "PECHINO EXPRESS" – “MI PIACEREBBE AVERE UNA PERSONA VICINO MA NON ME LO POSSO PERMETTERE. NON PER VENALITÀ! È UN LAVORO STARE IN COPPIA” – "IO SOPRAVVALUTATO? MI SENTO VALUTATO PER QUEL CHE SONO E RICORDO CHE BONCOMPAGNI DICEVA: SE NOI FOSSIMO A HOLLYWOOD, STAREMMO A PULIRE I GRADINI DELLO STUDIO” - LA PARENTELA CON IL CONTE UGOLINO

Estratto dell'articolo di Federico Rocca per “Vanity Fair”

 

costantino della gherardesca

l salone doppio di casa sua  è pieno di libri e opere d’arte contemporanea. La sensazione è quella di un ordine maniacale, ma camuffato benissimo. Costantino della Gherardesca è in pigiama di seta rosso e blazer scuro, alle 11 del mattino. Mi accomodo su uno dei divani in pelle blu e mi porge un piccolo bicchiere di ceramica con una tisana.

«È tedesca!».

 

Ho letto molte sue interviste.  Le piace raccontarsi?

«Non mi piace raccontarmi, mi piace raccontare: è il mio lavoro. A volte in un’intervista si riesce a farlo meglio che in tv, dove si deve essere estremamente didascalici».

 

Googlando il suo nome, come prima ricerca compare…

costantino della gherardesca

«Moglie, lo so. Non me lo spiego: forse la gente pensa che sia come uno di quegli omosessuali di potere degli anni ’60 con le mogli farlocche. Sfortunatamente non ne ho una».

 

Sfortunatamente?

«Sarebbe molto elegante, talmente paradossale che non sembrerebbe più un triste nascondiglio, come in Lontano dal paradiso. Sarebbe un po’ una cosa alla Leonard e Felicia Bernstein, che stavano assieme per amicizia. In fondo mi trovo meglio con le donne».

 

(...)

 

Pechino Express ripartirà a breve: dopo 10 anni non si è stufato?

«No, perché il programma è il racconto di decine di nazioni nel mondo. Certo, dipende tutto sempre da quella in cui giriamo. Taiwan è stata indimenticabile».

 

Ha mai toccato culture nelle quali si è imbattuto, invece, in questioni socialmente inaccettabili?

«In un altro programma, Le spose di Costantino. In Uganda ho intervistato un attivista per i diritti gay che, nonostante due lauree, aveva deciso di non andarsene, rischiando la vita in un Paese in cui vengono pubblicati nomi e foto delle persone omosessuali esortando la popolazione al loro linciaggio».

 

Definirebbe casuale il suo debutto nel mondo dello spettacolo?

pechino express 2022 costantino della gherardesca

«C’è sempre stata una certa intenzionalità. Ho studiato teatro in un collegio dove era passato anche Daniel Day-Lewis. Solo che lui era più bravo. Negli spettacoli per pochi eletti del dipartimento ufficiale ero un cane, ma in quelli pop degli studenti un fenomeno».

 

Piero Chiambretti è stato il suo Pigmalione?

«Sicuramente. Mi ha insegnato molte cose sulla tv. Per esempio che non vanno mai fatti preamboli».

 

Altri maestri dei primi anni?

«Gianni Boncompagni. E Irene Ghergo: mi ha insegnato che la televisione è donna».

 

Non sembrerebbe. Pensiamo anche solo a Sanremo…

costantino della gherardesca

«L’unica grande celebrity mai esistita in Italia è Mina. Andava a comprare le banane ed era accerchiata dai paparazzi. Un fenomeno mediatico che definirei ben più importante della conduzione di Sanremo».

 

Molto spesso ha dichiarato di lavorare per soldi. Sono davvero così importanti?

«È una cosa che dico per smascherare la gigantesca ipocrisia di chi parla del mondo dell’arte − che sia arte contemporanea o becera tv − come se il denaro non fosse parte della realtà».

costantino della gherardesca

 

Apre lentamente un wafer monoporzione e ancor più lentamente lo gusta, come fosse una delle sue risposte.

 

«Non sono economicamente ambizioso, l’avarizia è una delle qualità più spregevoli che esistano. I soldi servono per accorciare le distanze, in tutti i sensi».

 

(...)

 

Nel 2015 ha detto: «Forse tra due  o tre programmi tv sarò abbastanza ricco per poter pensare ad avere un fidanzato».

«Ho fatto 600 programmi ma sono ancora single. Che meraviglia».

 

Non le piacerebbe avere una persona vicina?

«Mi piacerebbe, ma al momento non me lo posso permettere. Ma non per venalità! È un lavoro stare in coppia...».

 

È troppo concentrato sulla carriera?

«Forse ora sono molto più calmo, forse potrei avere tempo per dare attenzione anche a un altro essere umano. Ma per me è molto difficile accettare una persona nei miei spazi privati. Gli uomini poi sono ingombranti. Se almeno fossi eterosessuale e avessi una relazione con una giapponese...».

 

Non è obbligatorio condividere il letto.

costantino della gherardesca

«Lo pensavo anche io, ma ho imparato a fare questa cosa orrenda che chiamano “compromessi”».

 

Ha dichiarato di essere stato innamorato «raramente, forse  solo una volta, ma brevemente».

«Ho fatto davvero di tutto per conquistare questa persona, e ci sono riuscito. Ma con uno sforzo enorme, che se adesso penso a una persona che un po’ mi piace, il ricordo di quella fatica mi fa dire: Ah, sti cazzi!».

 

Ma non è mica detto che tutte le volte debba essere così faticoso.

«Da noi, non belli, si aspettano sempre tanta dedizione, tanta».

 

È anche giornalista. Che domanda si farebbe per avere una bella risposta?

«Mi chiederei: secondo lei la globalizzazione, che in tanti hanno criticato nei nostri anni formativi − basti ricordare gli scontri di Genova −, è un fenomeno tangibile, esiste realmente?».

costantino della gherardesca

 

Ecco, si risponda.

«No, secondo me l’autarchia è sempre dietro l’angolo. C’è sempre meno attenzione e interesse riguardo alla cultura, all’arte e alla musica, per esempio, lontane».

 

Che domanda non si farebbe, invece, per non irritarla?

«Era molto grasso, ora è dimagrito. Come ha fatto?».

 

(...)

Che cosa guarda in tv?

«In realtà ascolto molta radio, soprattutto BBC Radio Six».

 

Ha un guilty pleasure televisivo?

«Be’, Rai 1. Il canale che più rappresenta l’Italia».

costantino della gherardesca

 

Quali colleghi le piacciono?

«Corrado, il mio preferito in assoluto».

 

Viventi?

«Fabio Fazio, una persona molto forte, un ninja. Fiorello è bravo, un talento naturale. Sa sentire e trasmettere l’entusiasmo per il quotidiano, al contrario di me. Milly è bravissima, beneducata, civile».

 

Si ritiene chic?

«No».

 

Un radical chic?

«Nell’accezione originale del termine, il radical chic era molto ricco. Io non lo sono abbastanza per esserlo davvero. Anche se dicono che lo sia: diciamo che è vero...».

 

costantino della gherardesca vittorio sgarbi

È snob?

«Senza nobiltà... Chi mi conosce pensa che lo sia molto meno  di quanto sembri».

 

Lei, poi, nobile lo è davvero.  Trash lo è mai stato?

«Spessissimo, felicemente. Sono cresciuto guardando il trash vero, quello di Divine e John Waters».

 

Nel 2018 il titolo di un pezzo di Rolling Stone era: «Costantino della Gherardesca è sopravvalutato». Lei come si sente?

«Guardi, né sopra né sotto: io mi sento valutato per quello che sono. Ma tengo sempre bene in mente quello che Boncompagni diceva: se noi fossimo a Hollywood, staremmo a pulire i gradini dello studio».

 

COSTANTINO DELLA GHERARDESCA APRI E VINCIcostantino della gherardescaCOSTANTINO DELLA GHERARDESCA COSTANTINO DELLA GHERARDESCA costantino della gherardesca librocostantino della gherardescaCostantino Della Gherardescacostantino della gherardescacostantino della gherardesca. costantino della gherardescacostantino della gherardescaCOSTANTINO DELLA GHERARDESCA

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!