PURGHE ‘PARTIGIANE’ – DOPO LO SPETTACOLO DI CRISTICCHI SULLE FOIBE NELL’ANPI C’È CHI CHIEDE IL RITIRO DELLA TESSERA ONORARIA DEL CANTAUTORE – LA VICEPRESIDENTE: ‘FUORI DAL MONDO’

Luca Rocca per Il Tempo

La «guerra civile culturale» in Italia non è mai finita. Se intorno a un cantante che mette in scena la «verità storica» sull'esodo istriano, giuliano e dalmata che «condannò» migliaia di italiani alla fame, alla sete e alla morte, si produce ancora uno «squarcio storico», allora siamo ancora lontani da una «storia condivisa». Con «Magazzino 18» andato in scena a Trieste, Simone Cristicchi racconta la verità stabilita dai documenti storici. La verità di italiani, non di fascisti, in fuga dalle «speciali purghe» titine e in cerca dell'agognata libertà.

Una verità che a quanto pare può essere raccontata solo dopo una preventiva revisione del «copione» da parte dei «depositari» della verità. E se da una parte la onlus Cnj ha annunciato di aver raccolto qualche centinaio di firme di aderenti all'Anpi per chiedere che a Cristicchi venga ritirata la tessera onoraria dell'associazione dei partigiani, dall'altra c'è chi, fra i rappresentanti dei partigiani, nello spettacolo storico-teatrale di Cristicchi vede una ventata di verità. È il caso di Elena Improta, vicepresidente Anpi Roma, a cui abbiamo chiesto un commento sulla vicenda.

La vicenda Cristicchi ha riaperto una ferita che in realtà non si era mai chiusa. Che posizione ha l'Anpi sulla polemica innescata da «Magazzino 18»?
«Le posizioni nell'associazione non sono univoche. Mi sono informata, ho letto tutto e poi ho parlato con persone che hanno visto lo spettacolo di Cristicchi. Si tratta di iscritti al Partito democratico, persone che hanno avuto parenti deportati ad Auschwitz.

Gente, insomma, vicina alla Resistenza e alla lotta di Liberazione. Ebbene, tutti mi hanno riferito che in quello spettacolo non hanno trovato assolutamente nulla di sconvolgente e che si tratta di una polemica assolutamente ideologica. Cristicchi ha solo voluto evidenziare che vanno condannate tutte le forme di violenza che hanno segnato la nostra storia. Non ci possiamo più nascondere».

Qualcuno, come la onlus Cnj, vorrebbe addirittura togliere la tessera onoraria dell'Anpi al cantante per aver ricordato le foibe e il destino di quegli esuli.
«Quelle associazioni e quegli esponenti territoriali dell'Anpi che hanno sottoscritto l'appello contro Cristicchi per il ritiro della tessera perché nel suo spettacolo ha ricordato le foibe, mi sembrano fuori dal mondo. Non c'è nulla di sconvolgente in quelle dichiarazioni. Ricordare quello che furono le foibe non è uno scandalo e nulla toglie al valore della Resistenza e alla lotta partigiana.

Se memoria dev'essere, si ricordi tutto. È arrivato il momento di riconoscere che chi scappava da Tito non era fascista, ma cercava la libertà come la cercavano i nostri partigiani. Mi chiedo se chi ha rilasciato certe dichiarazioni abbia realmente visto lo spettacolo di Cristicchi. Il "negazionismo" va condannato a 360 gradi, anche quello sulle foibe».

C'è chi nell'Anpi ha una posizione molto rigida e si accoda alla richiesta di Cnj.
«Le opinioni di chi persegue rigidamente i valori dell'Anpi sono univoche nel senso che ricordano solo la violenza fascista, riconoscono e condannano solo quella, non quella delle foibe. Sto parlando della parte "conservatrice" che fa riferimento o che è vicina ai Comunisti italiani e a Rifondazione comunista. Sbagliano e lo ripeto. Ricordare le foibe non vuol dire negare la Resistenza o la lotta partigiana».

Accanto a Elena Improta c'è Mario Bottazzi, ex combattente partigiano ora nel comitato provinciale dell'Anpi romana. Va oltre, Bottazzi, e si chiede perché non si debbano ammettere nell'Anpi anche persone legate alla destra più moderna e antifascista.

Sul «caso Cristicchi» abbiamo sentito anche Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi che si chiede: «Chi, come e quando ha deciso di dare la tessera ad honorem a Cristicchi? In ogni caso l'Anpi toglie le tessere solo in casi eccezionali, solo in presenza di gravissimi fatti di indegnità». Sottolinea, il presidente dell'Anpi, che «si occuperà della cosa, lo farà la sezione locale, per verificare di che spettacolo parliamo e di questa tessera ad honorem. Sarà una verifica seria e non improvvisata».

E poi prosegue: «In genere sono per rispettare le manifestazioni d'arte, prenderle per quelle che sono e poi discutere. Certe cose non si affrontano a picconate, vanno rispettate. Se poi uno fa uno spettacolo per negare l'esistenza delle camere a gas, allora ci si arrabbia. Se invece affronta qualcosa che è ancora oggetto di discussione, è diverso».

Infine Smuraglia ammette che su quegli esuli italiani in fuga da una dittatura perché in cerca della libertà e non in quanto fascisti, «è arrivato il momento di discutere seriamente, di affrontare l'argomento nelle sedi opportune».

 

Simone Cristicchi e Mario Biondi Simone Cristicchi Infophoto LOGO ANPI UN VISITATORE AL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AUSCHWITZ auschwitz

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