dago in the sky diavolo

DAGO NEL PAGLIAIO: "IL PORNO HA SALVATO MOLTE VITE. COSA SAREBBE SUCCESSO DURANTE IL LOCKDOWN SENZA I SITI HARD?” – “VORREI ANNUNCIARE CHE IL PAESE È IN MANI SICURE. MA NON CI CREDO. LA PAURA SI È MANGIATA GRAN PARTE DELL’ANIMA DELLA GENTE” – I 20 ANNI DI DAGOSPIA E IL RAPPORTO CON COSSIGA: "COMINCIÒ A TELEFONARMI DETTANDOMI GLI ARTICOLI. MI FACEVO TRADURRE TUTTO DA UN AMICO, POI POSTAVO IL PEZZO SULLE RAGAZZE A TETTE NUDE E IL GOSSIP SUI SOLITI NOTI. UN SUCCESSO CLAMOROSO” – L'INTERVISTA A "IL GIORNO"

Massimo Cuto’ per "il Giorno"

 

Dago in redazione - ph Massimo Sestini

Da vent’anni è il portinaio elettronico dell’Italia che sta nell’ombra e di quella che s’ingozza alle feste vip. L’inventore di un genere studiato dal New York Times e dallo Spiegel, osannato dall’ Herald Tribune - "È un mix tra Tom Wolfe e Andy Warhol" - e celebrato a Oxford con una lectio magistralis. Perché Roberto D’Agostino, romano di quasi 72 anni, e la sua creatura Dagospia sono una cosa dannatamente seria.

 

Lei è nato in una famiglia lower class ed è diventato il grimaldello della comunicazione 4.0. Si sente il prototipo di un Paese che ha cambiato pelle in mezzo secolo?

"La mia generazione ha visto mutamenti epocali. Se penso che da bambino mi vestivano come un ometto e mi vedo allo specchio ora...".

 

Un ribaltone. Com’è avvenuto?

dago

"Molto velocemente. A 17 anni ero disk jockey in radio e suonavo in un gruppo. Ho vissuto la rivoluzione che arrivava dall’America con un decennio di ritardo: musica, vestiti, letture che hanno rivoltato il mondo. Mi sono formato sul rock di Elvis e i libri di Kerouac e Ginsberg. Ero un alieno in via dei Volsci".

 

Partecipò al ‘68?

"Ero già troppo vecchio per manifestare".

 

Forse perché a 18 anni fu assunto come ragioniere alla Breda? O perché subito dopo entrò con una raccomandazione di sua madre alla Cassa di Risparmio?

dago ph Franzo

"Sono stato felice di lavorare in banca, ci sono rimasto dodici anni. È grazie a quello stipendio se il frigo si riempiva. Mi sfottevano: sei un borghese. A me? I miei genitori si arrabattavano per portare due soldi a casa".

 

Che cosa furono gli anni ‘60?

"Cito due episodi. Era il 1965, i Beatles all’Adriano: entrai accompagnato dai mia zia, o così o niente. Due anni dopo, i Rolling Stones al palasport: dentro solo noi ragazzi a fare casino, vestiti come Mick Jagger. Era cambiato tutto in un amen".

 

Cambiava vorticosamente anche la sua vita...

"Appena potevo mi mescolavo agli studenti della Sapienza: seguivo i seminari di Giorgio Melchiori, anglista raffinato e spirito libero. E crescevo con le lezioni di Beniamino Placido. Lui era un professorone che non si vergognava di lavorare come funzionario alla Camera, bisognava sbarcare il lunario".

 

Dago in redazione - ph Massimo Sestini

Che cosa imparò?

"Capii il post moderno, la cultura interdisciplinare: una torta millefoglie. Placido prendeva Via col vento e ne faceva un film, un romanzo, un fumetto. Ogni fascia di pubblico poteva captare il messaggio. Anticipava l’era del telecomando e del mouse per tutti, una realtà che ha fatto impazzire gli intellettuali".

 

E il sesso?

"La rivoluzione partita dalla farmacia. Ho avuto il primo rapporto a 17 anni con una prostituta, grazie a un profilattico spesso come un battistrada. Poi è arrivata la pillola. E finalmente il Viagra che ha aiutato gli uomini a rimanere tali".

 

dago e cossiga

Niente porno?

"A pacchi. Il porno ha salvato molte vite. Penso al lockdown : che sarebbe successo se non ci fossero stati i siti hard?".

 

Arriviamo al 2000, la nascita di Dagospia. Come andò?

"Venivo dalla tv. Avevo fatto l’inviato musicale di Carlo Massarini a Mister Fantasy. Poi, nell’85, divenni l’esperto di look a Quelli della notte, un’invenzione di Renzo Arbore. Il grande pubblico imparò a conoscermi".

 

De Crescenzo Arbore e Dago - anni '80

E così?

"Barbara Palombelli mi fece scuola e aprii il portale. Un’alternanza di vaccate e cose serie, alto e basso.

 

È accaduto che per un giorno intero la notizia più cliccata fosse: le uova vanno o no in frigo? La gente vuole leggere qualcosa di intelligente e un minuto dopo sapere chi è andato a letto con chi. Dagospia racconta affari e trash, la politica e la scopata. E un’altra cosa".

 

Che cosa?

DAGO CON ALBERTO ARBASINO

"Il segreto del potere. Me l’ha spiegato Cossiga, il mio maestro. Il potere è quello che c’è dietro, quello che non si vede".

 

Come vi incontraste?

"A casa sua, volle conoscermi perché facevo informazione. Scriveva e nessuna agenzia di stampa lo pubblicava, tantomeno i giornaloni. Cominciò a telefonarmi la mattina presto dettandomi gli articoli.

dago quelli della notte

 

Per me politica, finanza, economia erano materia oscura. Cuccia, chi era costui? Mi facevo tradurre tutto da un amico che ne sapeva, poi postavo il pezzo sulle ragazze a tette nude e il gossip sui soliti noti. Un successo clamoroso".

 

Qual è lo scoop che vorrebbe fare oggi?

"Annunciare che il Paese è in mani sicure. Ma non posso, non ci credo. E la paura si è mangiata gran parte dell’anima della gente".

 

dago con la redazione (giorgio rutelli francesco persili federica macagnone riccardo panzetta alessandro berrettoni)

Si è mai sentito usato dagli informatori?

"Non sono una buca delle lettere. Mi consegnano una chiavetta? Apro, guardo e valuto. È un lavoro delicato, a volte ho fatto danni e mi sono pentito di aver rovinato delle famiglie. Ma tante altre ne ho salvate, sotterrando certe cose nel cassetto".

 

Chi fa i titoli sul sito? Alcuni fanno invidia.

conte meme

"I ragazzi della redazione, poi passo io e magari dò un’aggiustata, faccio qualche correzione. Ma non è mica difficile: a Roma siamo abituati a scherzare su tutto e tutti da secoli, figuriamoci".

 

E i soprannomi ai vip? Chi ha creato quei nick passati alla storia?

"Quella è tutta roba mia, è un gioco che mi diverte moltissimo. Daniela Santadeché e WalterEgo Veltroni, Luca di Monteprezzemolo e Fausto Berti-Nights sono nati così, in un lampo.

 

DAGO A QUELLI DELLA NOTTE

Alcuni sono delle genialate, devo ammetterlo. Mi piace molto Celentano il Molle agiato. E non sono male neppure Michele Sant’Euro e Colao Meravigliao".

 

Che direbbero di lei i suoi genitori?

I SOPRANNOMI DI DAGOSPIA

"Mio padre veniva da Trani, era saldatore. La domenica si vestiva di tutto punto e usciva nel quartiere San Lorenzo per lo struscio. In fondo recitava.

 

Proprio come i protagonisti dell’Italia Cafona. Il loro motto è: io sono la mia fiction, si sono inventati un avatar e inseguono una seconda vita. Sognando gli Agnelli e i Tronchetti Provera".

 

E sua madre?

"Faceva un mestiere oggi ignoto a mio figlio: la bustaia. L’eco di un’altra Italia, quella ingenua dei film in bianco e nero".

 

Suo figlio ha 25 anni: è la nuova generazione che diventerà classe dirigente.

dago e anna nel sottoscala

"Sono giovani connessi con il mondo, sanno come muoversi: ho un alto concetto di loro. Mio figlio studia Scienze dei materiali, si è trasferito all’estero, è già nel futuro".

 

E lei come si sente a 71 anni, quasi 72?

"Se faccio tardi la sera mi sveglio con il cerchio alla testa. Vanno bene i tatuaggi, il codino, le camicie colorate... ma il passare dell’età si sente eccome. Non puoi farci niente".

 

Ma alla fine com’è la storia delle uova?

"Vanno in frigo solo se la temperatura ambiente supera i 25 gradi".

dago con la redazione e gli studenti all'ingresso della dining hall dell'oriel college di oxfordDago in redazione - ph Massimo SestiniDago in redazione - ph Massimo Sestinidago alla triennale di milano ph gianluca di iola 27DAGO PRIMA DELLA SCALADago e StalloneDago, Carosone, Arbore, premio Orso alla Cabaladago redazione, stanza delle riunioniDago in redazione - ph SestiniDago in redazione - ph Massimo Sestinidago redazione, stanza delle riunioni Dago in redazione - ph Massimo Sestini

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