dago ph porcarelli

DAGO VA A OXFORD E FILIPPO CECCARELLI LO INTERVISTA – ‘’FORSE GLI APPASSIONATI VISITATORI DEL SITO, ADUSI ALL’HARD-GOSSIP E ALLE MAGAGNE DEL POTERE, SARANNO SORPRESI NELL’APPRENDERE CHE LA PROLUSIONE DI DAGO, INTITOLATA “HISTORY OF NOW”, È UN DENSO TRACTATUS SULLA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA, CON ALTI RIFERIMENTI A MCLUHAN, BENJAMIN, SONTAG, LACAN, ARENDT, ECO, DEBORD E PIERO DELLA FRANCESCA. SI FINISCE CON UN AFORISMA DI EINSTEIN...”

Filippo Ceccarelli per ''la Repubblica''

bonito oliva e ceccarelli

 

Pedane inaspettate, spettacoli garantiti: "Dago goes to Oxford", nel senso dell’università britannica, su invito della Italian Society (l’associazione di riferimento per gli italiani presso l’università di Oxford, ndr). Venerdi 10 Roberto D’Agostino, “pioniere dell’informazione on line”, interverrà con traduzione simultanea in sala e diretta Facebook sulla pagina di Dagospia. Inutile dire che si tratta di una consacrazione. D’Agostino è partito da zero 19 anni fa. Oggi Dagospia, che ha sede in un fantastico museo kitsch, trash, camp e oltre, produce 100 titoli al giorno grazie anche al lavoro di cinque giovani e svegli giornalisti (anche loro in viaggio-premio), per un totale di 3 milioni di pagine viste.

Dago a Oxford

 

Forse gli appassionati visitatori del sito, adusi all’hard-gossip e alle magagne del potere, saranno sorpresi nell’apprendere che la prolusione di Dago, intitolata “History of now”, è un denso Tractatus sulla rivoluzione tecnologica e il cambio di paradigma sulla scena pubblica, con alti riferimenti a McLuhan, Benjamin, Sontag, Lacan, Arendt, Eco, Debord e Piero Della Francesca. Si finisce con un aforisma di Einstein.

 

Dago Oxford

Ma come è cominciata?

«È cominciata con gli hippy, “make peace, not war”, quei giovanotti californiani che suonavano la chitarra e si facevano le canne. Sono loro che hanno chiuso i conti col Novecento, le ideologie, le guerre, la lotta per il potere. Volevano solo starsene per conto loro, liberi, free. Così si sono inventati un’altra realtà, fatta di emozioni ed esercitata su uno strumento, il pc, che avrebbe cambiato la testa delle persone. Il potere non se n’è accorto, d’altra parte da “accannati” se ne fregavano, nemmeno lo volevano. Così li ha lasciati fare».

DAGO - PH CLAUDIO PORCARELLI

 

E tu, nel frattempo?

«Io con la politica ho smesso nel 1977, dopo aver visto un corteo che assalì un’armeria, roba da Far West. Mi restava la musica, feci il dj in una discoteca “per compagni”, il Titan. Era arrivato il punk mentre il rock si frantumava in tanti stili — rockabilly, disco, new wave, metal — quanti cominciavano a essere i tagli e le sfumature dei capelli».

 

De Crescenzo Arbore e Dago - anni '80

Quando cominci a diventare Dago?

dago e cossiga

«Con l’assessore Nicolini e l’Estate romana, utopia di riconciliazione. Organizzai una manifestazione a Villa Ada: “Alla ricerca del ballo perduto”. È qui che una generazione passa di colpo dalla politica totalizzante all’hully gully, facendo pace con il suo passato e scoprendosi fatta di individui, ciascuno con il proprio look, parola allora del tutto sconosciuta che prefigurava un modo di presentarsi attraverso abiti, acconciature, barbe, tatuaggi».

 

dago in the sky dal bordello alla tela 9

La capì Renzo Arbore, che ti lanciò in tv a Quelli della notte.

quelli della notte

«Quel suo pubblico andava formandosi come una community basata su un mix di musica, umorismo, costume, cultura. Vestito come un clown, mettevo in scena la “Look parade”, individuazione che oggi potremmo dire antropologica di modelli umani: l’intellettuale triste, il gay con la gonna, quello che girava con L’insostenibile leggerezza dell’essere, libro che salvò il fatturato dell’Adelphi, ma che non avevo manco letto. Improvvisammo il primo casting a Villa Borghese, con gente di passaggio. L’esperimento era dentro quel tempo. Visti oggi, gli anni 80 sono decisivi sul piano tecnologico, guai a ridurli ai craxiani, se Bettino rubava o non rubava».

dago quelli della notte

 

Come e quando arriva Dagospia?

NEW COLLEGE HALL OXFORD

«Attraverso una disavventura. Tenevo una rubrica di indiscrezioni sull’Espresso, “Spia”. Dopo l’improvvisa sconfitta di Luna Rossa riportai come perfino in Nuova Zelanda l’avessero attribuita all’invidia e ai poteri negativi dell’Avvocato. Quanto bastò a sopprimere “Spia”. Ritrovatomi nelle peste, c’era questo Internet: il logo con la bomba di Dagospia lo ripresi dalla “O” del McIntosh quando andava in palla. Giravo con il biglietto da visita e l’indirizzo del sito. Nessuno credeva al web».

 

La notizia che ti ha messo nel giro grosso dell’informazione.

Arbore e Dago, presentazione de "Il peggio di Novella 2000" - 1986

«Quando pubblicai che Tatò, numero uno dell’Enel, voleva comprarsi TeleMontecarlo per affidarla alla compagna, cosa che poi non accadde, ma perché era scoppiato il finimondo. Ma chi altri avrebbe potuto scriverlo? Cominciai ad andare alle cene dove affari, potere, costume, fatterelli di sesso viaggiavano insieme senza che nessuno mai ne scrivesse. Poi l’incontro con Cossiga: prese a darmi le dritte con quel suo stile allusivo che un “cossigologo” provetto, il giornalista Nando Proietti, riusciva a decifrare. L’ex Picconatore mi portò nel mondo dei poteri veri, quelli che stanno sotto e resistono a ogni cambio, il deep State».

 

Dago, ci credi ai complotti?

studentessa a oxford 2

«No, di norma il complotto accade quando è già successo».

 

 

Hai paura della democrazia autoritaria?

«È impossibile con la rete: se si tappa un buco, se ne apre subito un altro».

 

Cosa hanno rappresentato i “Cafonal”?

«Una estetica senza la quale non ci sarebbero state altre visioni come La grande bellezza».

 

Comporta qualcosa che Dagospia sia gratis?

«Anche in questo c’entra la rete e la sua origine: “free” vuol dire “libero”, ma anche “gratis”».

 

Cosa voterai il 26 maggio?

«Non voto. La domenica delle elezioni vado sempre a Porta Portese».

 

dago e arbore...

Ci sarà un video di Oxford?

«Sicuro, “Dago goes to Oxford”»

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI...

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTA "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")