de gregori dylan

IL “PRINCIPE” DYLANIATO - COME E' LONTANO IL DE GREGORI CHE STRANGOLAVA I CRITICI CHE CITAVANO DYLAN PER LE SUE CANZONI. OGGI CANTA BOB - LA CONTESTAZIONE AL PALALIDO? MAI CAPITO IL SENSO DI QUELLA SERATA"

DE GREGORI DYLAN DE GREGORI DYLAN

Giuseppe Videtti per “la Repubblica”

 

Inevitabile che succedesse. Come è inevitabile lo facessero Joan Baez e Judy Collins, Johnny Cash e Nina Simone, Sam Cooke e Jimi Hendrix. De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto , che esce a fine ottobre, è stato concertato in gran segreto, undici canzoni tradotte in italiano con amore, brani insoliti e bellissimi come Not dark yet (Non è buio ancora) e Subterranean homesick blues (Acido seminterrato ) incisi nei momenti di pausa del Vivavoce Tour e la preparazione dell’evento all’Arena di Verona il 22 settembre per celebrare i quarant’anni di Rimmel.

 

«Amore e furto, proprio come il titolo di un suo album, Love and theft, denso di citazioni esplicite alle musiche che amava. Il mio amore per Dylan è sempre stato dichiarato. Confessai in tempi non sospetti che Buonanotte fiorellino fu ispirata da Winterlude .

 

de gregoride gregori

E qui ribadisco con fierezza non la mia sudditanza, ma la mia provenienza da Dylan », spiega Francesco De Gregori in un perfect day di relax nella casa romana piena di bellezza, sotto lo sguardo benedicente di Marina Abramovic che dalla magnifica gigantografia sulla parete inonda il salotto di vibrazioni positive.

 

Quando è iniziato il suo amore per Dylan?

«Quando ho incominciato a scrivere canzoni e il mio faro era De André, intorno ai venticinque anni. Scriveva testi straordinari: politici ma con una personale visione del mondo. Creatività e eversione musicale, talento e libertà artistica: non avrei potuto schivarlo».

Covava da molto tempo l’idea di un disco di cover dylaniane?

«Ho sempre fatto traduzioni di brani di Dylan attraverso gli anni. L’idea del disco però è recente, risale all’anno scorso. Ho scelto di non indugiare nel repertorio dei “dylaniati”, quelli che detestano la sua produzione recente, che a me invece incuriosisce molto».

francesco de gregorifrancesco de gregori

 

Ci ha messo del suo, le ha stravolte?

«Tutt’altro, mi sono posto il problema degli arrangiamenti con umiltà».

Facile che si creino dei malintesi quando si tratta di uno come Dylan e di uno che da sempre è considerato il Dylan italiano.

«Inevitabile che qualcuno pensi: De Gregori, che scrive testi astrusi, con Dylan va a nozze. Ma non è questo il punto. Non ho mai affrontato Dylan filologicamente, mai letto i mille volumi scritti su di lui.

 

Adoro il suo modo di suonare, che ha spezzato certe ortodossie ritmiche e melodiche, come gli impressionisti in pittura demolirono la prospettiva. E continua a farlo, con un meraviglioso approccio istintivo, seguendo le linee guida del blues».

 

BOB DYLAN 4BOB DYLAN 4

Lo ha detto e ripetuto: ogni volta che ci si allontana dal blues si deraglia e si è costretti al dietrofront.

«Se lo fai metti un silenziatore all’istinto, all’improvvisazione, ti dai delle regole. La spinta emotiva nei suoi concerti è sempre fortissima proprio perché hai l’impressione che stia suonando per te, che sei al centro di una serata speciale ».

Dunque ha scelto le undici canzoni sull’onda delle emozioni.

«Non solo, non potevo prescindere dalla cantabilità del testo italiano. È un mondo misterioso quello della traduzione. Prenda Just like a woman: non puoi tradurlo. Letteralmente diventa Come una donna , suona uguale, eppure è ridicolo. L’importante è che il tutto, cantato, non diventi grottesco».

 

Le scelte di Dylan, tra abiure e conversioni, sono spesso state spiazzanti.

francesco de gregori e piero pizzi cannellafrancesco de gregori e piero pizzi cannella

«Non gli frega di tradire le aspettative del pubblico. Non si è mai fatto imprigionare negli schemi dell’industria, nell’ortodossia del rock o del pop. Non esitò un attimo a elettrizzare il suono, ben sapendo che le reazioni dei puristi del folk sarebbero state violente. Oggi è più spiazzante di allora: il disco con gli standard americani ha scardinato la prospettiva dei classici di Sinatra e Billie Holiday; è il Courbet della musica».

 

Anche lei ebbe il suo bel momento di contestazione, processato dall’estrema sinistra al Palalido, 2 aprile 1976 «perché specula e si arricchisce con le canzoni».

BOB DYLAN 1BOB DYLAN 1

«Nel caso di Dylan le motivazioni politiche erano sottintese e non espresse, nel mio caso furono decisamente esplicite. Non ho mai capito fino in fondo il senso di quella serata, c’era un certo livore nei confronti delle canzoni di Rimmel, Buonanotte fiorellino, soprattutto, indignò tutta l’ala militante.

 

francesco de gregori e roberto d'agostinofrancesco de gregori e roberto d’agostino

Dissero: De Gregori ha tradito Pablo. In realtà le motivazioni erano molto più pratiche, avevo rifiutato il servizio d’ordine di Re Nudo optando per quello del Piccolo Teatro di Milano; all’ultrasinistra non andò giù l’idea che non avessi una mediazione politica ».

 

Quando un artista diventa portavoce di una generazione le responsabilità diventano opprimenti.

«All’inizio era proprio così: noi cantautori eravamo investiti di una autorevolezza quasi sacra, e qualche volta ce ne siamo compiaciuti. Gli artisti hanno sempre un ruolo di formazione nei confronti del pubblico, offrono un punto di vista, che sia Buonanotte fiorellino o Per i morti di Reggio Emilia . L’importante è che questo ruolo non diventi ipertrofico, che l’artista non si culli nell’autocompiacimento dimenticando la sua missione».

Cosa invidia a Dylan?

«L’idea del Neverending tour è sublime, non so dove trovi la resistenza, ha dieci anni più di me. Io dopo quaranta date sono a terra».

BOB DYLANBOB DYLANfrancesco de gregori (2)francesco de gregori (2)FRANCESCO DE GREGORI 2FRANCESCO DE GREGORI 2

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...