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IL DIVANO DEI GIUSTI - MA QUELLI CHE NON FANNO IL CENONE A CAPODANNO E SI GUARDANO UN FILM COSA VEDRANNO? LA SCELTA PIÙ STRACULT È LA PRIMA VISIONE DEL DISCUSSO, MA DIVERTENTE “THE PALACE”, SORTA DI CINEPANETTONE DOVE MANCANO SOLO BIAGIO IZZO E IL CIPOLLA DEL VECCHIO ROMAN POLANSKI – AVETE ANCHE “COBRA” CON SYLVESTER STALLONE E BRIGITTE NIELSEN, “LA BIBBIA” DI JOHN HUSTON E “THE GREATEST SHOWMAN” – PREPARATEVI PERCHE’ DOPO LA MEZZANOTTE PASSA “EVERYTHING EVERYWHERE ALL AT ONCE”… - VIDEO

allenatore nel pallone

Marco Giusti per Dagospia

 

Ma quelli che non fanno il cenone a Capodanno e si guardano un film cosa vedranno? In chiaro avete l’eterno “L’allenatore nel pallone”di Sergio Martino con Lino Banfi come Oronzo Canà, inventore della bi-zona, Gigi Sammarchi, Andrea Roncato, Licinia Lentini, Giuliana Calandra, Urs Althaus, Camillo Milli, Cine 34 alle 21. Grandi battute. “Mi avete preso per un coglione...” – “No: sei il nostro eroe...”. Ci sono Biscardi e Liedholm.

 

febbre da cavallo

O, su La 7 alle 21, l’altrettanto eterno “Febbre da cavallo” di Steno con Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Francesco De Rosa e Ennio Antonelli come Manzotin. Ma la scelta più stracult è quella di Rai Tre alle 21, che propone in prima visione il discusso, ma divertente “The Palace”, sorta di cinepanettone che il vecchio Polanski ha scritto allegramente assieme all’altrettanto vecchio amico polacco Jerzy Skolimowski e Ewa Piakowska in sei settimane, prodotto dallo stesso regista con Luca Barbareschi.

 

the palace di roman polanski

Il cagnolino minuscolo di Fanny Ardant che fa la cacca puzzolente sul suo letto, un chirurgo plastico brasiliano, Joaquin de Almeida, con moglie con l’Alzheimer, il miliardario americano di 97 anni, un favoloso John Cleese, che muore mentre sta scopando la moglie ventenne sovrappeso, Bronwyn James, e il coso gli rimane incastrato dentro la cosa di lei (vallo a staccare…),

 

un attore di porno in disarmo, certo Bongo di Luca Barbareschi che potrebbe competere col Boldi di un tempo, un disgraziato cecoslovacco di un posto assurdo con famiglia al seguito che si dichiara figlio del miliardario svalvolato Mickey Rourke con pesantissima parrucca bionda, un gruppo di russi trafficoni con mignotte al seguito che vedono in diretta tv le dimissioni di Breznev e l’ascesa di Vladimir Putin nella scena più divertente di tutto il film.

roman polanski john cleese the palace

 

Questo e molto altro accade la sera di Capodanno del 2000, mentre si attende con ansia e terrore l’arrivo del Millenial Bug e c’è chi è pronto a guadagnarci, tra i ricchissimi clienti di un albergo di Gstaad, appunto il Gstaad Palace, dove l’indiavolato direttore Hansueli Kopf, un Oliver Masucci degno dei film di Hollywood degli anni ’30 cerca di risolvere assieme al suo vice italiano, Fortunato Cerlino, bravissimo, qualsiasi folle problema gli stia capitando tra capo e collo.

 

Dal pinguino vivo richiesto da John Cleese, alla cacca del cagnolino della Ardant che non riesce a evacuare sulla neve e quindi si dovrà costruire un giardino finto in bagno, il tesoro dei trafficanti russi da chiudere al sicuro nella cassaforte di guerra dell’albergo.

luca barbareschi in the palace di roman polanski

 

Il tutto mentre il cuoco, il grande Teco Celio, assaggia se la zuppa è più o meno salata, le vecchie signore rifatte, come Sydne Rome, che già fu protagonista del non meno grottesco, ma più forte e riuscito, “Che?” di Polanski, assaltano il celebre chirurgo plastico e l’Europa del 2000 sta finendo sotto l’ombra del nuovo dittatore Putin.

ANGELINA JOLIE - LARA CROFT - TOMB RAIDER

Ora. E’ vero che siamo in un cinepanettone doc dove mancano solo Biagio Izzo e Il Cipolla a completare la scena, ma è vero pure che la messa in scena del vecchio Polanski funziona perfettamente, che le battute, le situazioni, i personaggi che hanno costruito Polanski e Skolimowski fanno tutte ridere. Da rivalutare. Canale 20 alle 21, 10 passa “Lara Croft: Tomb Raider” di Simon West con l’unica Lara Croft possibile, cioè Angelina Jolie, suo padre Jon Voight, Iain Glen, Noah Taylor e Daniel Craig ancora non James Bond.

 

Leggo che si innamorò della Cambogia, dove una produzione americana non si spingeva dai tempi di “Lord Jim”. Fu il lavoro più difficile della sua vita, dichiarò. Sei mesi di preparazione, di ogni tipo. Set impossibile. Ma è il film più famoso tratto dai personaggi e dalle storie dei videogiochi. Alle 23, sulla stessa rete trovate anche il sequel, “La culla della vita” diretto da Jan De Bont con Angelina Jolie, Gerard Butler, Ciaran Hinds, Noah Taylor, Chris Barrie.

Nuovo cinema Paradiso

 

Rai Movie alle 21, 10 propone il vecchio “Nuovo cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore con Philippe Noiret, Salvatore Cascio, Jacques Perrin, Leopoldo Trieste, Marco Leonardi, Nino Terzo, inno alla vita di paese e alle vecchie sale cinematografiche. E’ la versione corta, quella da 123’. Su Iris alle 21, 15 passa “Cobra” di George P. Cosmatos con Sylvester Stallone come l’agente Marion Cobretti detto Cobra, che spazza via qualsiasi killer (“Tu sei il male, io la cura”), Brigitte Nielsen, Reni Santoni, Andrew Robinson, Brian Thompson.

sylvester stallone cobra 2

 

Cobra se la vede con un killer pazzo al supermercato nella celebre prima scena e poi con un pazzo con un coltellone assurdo che lo stesso Stallone fece costruire (“il pubblico se lo dovrà ricordare per sempre…”). Alla fine del film, prego contare, dei 52 morti ammazzati 41 li ha sterminati Cobra. Violentissimo, venne tagliato di 30-40 minuti dalla Warner Bros che non voleva così tanto sangue.

 

sylvester stallone cobra.

Ma un bel po’ di follia e di sangue rimangono. Non a caso è uno degli action anni ’80 più amati dai fan del genere. Adorato da Nicholas Winding Refn che mise tra le labbra di Ryan Gosling uno stecchino in onore del personaggio di Cobretti (certo, anche il rapper Gmax ha lo stecchino in bocca come Cobretti). La cafonissima Canon Film di Golan e Globus chiese a Stallone di girare con loro due film, ma Stallone costava troppo.

 

brigitte nielsen cobra

Così la Canon si dovette unire alla Warner Bros, che impose i tagli finali alla versione da 120 minuti, ridotti così a neanche ’90. Stallone fa il gradasso. E’ al suo massimo storico e si porta dietro un po’ di idee. La sceneggiatura è sua, il povero George Pan Cosmatos quando lui gira non può fiatare, ma si rifà tiranneggiando il set in sua assenza (dicono…).

 

Nessun attore o tecnico può rivolgere la parola a Stallone. Il direttore della fotografia protesta dicendogli che sta perdendo tempo sul set con tutte le toccate di culo che fa alla sua co-star, l’ingombrante Brigitte Nielsen. Il cattivo è il terribile Brian Thompson nel ruolo di Night Slasher. 29 milioni di dollari di budget, un incasso di poco sopra 40. Non andò benissimo. Canon e Warner pensavano a chissà quali incassi. Il tanto annunciato sequel non si farà mai.

the greatest showman 17

 La7Cinema alle 21, 15 propone “The Greatest Showman” diretto dall’australiano Michael Gracey alla sua opera prima, scritto da Jenny Bicks e Bill Condon, prodotto e fortemente voluto dal suo protagonista, Hugh Jackman, che ci ha lavorato per nove anni, interopretato anche da Michelle Williams, Zac Efron, Zendaya, Rebecca Ferguson, Paul Sparks.

 

Negli anni di Donald Trump e del populismo, scrivevo quando uscì, ben ci sta il ritorno di un’icona dello spettacolo e della politica americana come P.T.Barnum, P.T. sta per Phineas Taylor. Anche se, a ben vedere, il vecchio P.T.Barnum (1810-1891), uomo di pieno 800, nato in quel di Bridgeport, Connecticut, voleva sì fare soldi con lo spettacolo e il cattivo gusto, ma conosceva il pubblico e il suo cattivo gusto meglio di chiunque altro e seppe pure evolversi negli anni.

 

the greatest showman 11

Anche se qualche critico ha avuto di che ridire, va riconosciuto che, malgrado ci sia qualche semplificazione storica, è un biopic-musical abbastanza riuscito e le 11 canzoni scritte da Benji Pasek e Justin Paul, gli autori delle canzoni di La La Land, sono piuttosto buone e i momenti musicali con P.T.Barnum e le stelle del suo museo, la donna barbuta Lettie Lutz, interpretata dalla strepitosa Keada Settle, è lei che canta “This Is Me”, il minuscolo Tom Thumb di Sean Humphrey, l’acrobata nera truccata da bianca Anne Wheeler interpretata dalla bellissima Zendaya, che non ha bisogno di stuntman per i suoi esercizi, sono notevoli.

 

the greatest showman 13

Forse è un po’ zuccherosa e troppo tirata a lucido la parte famigliare, con Michelle Williams nei panni di Charity, la ricca moglie di Barnum, ma la costruzione del museo dei freaks al centro di una polverosa New York è piuttosto bella, e anche la storia della tournée di Barnum in giro per l’America con Jenny Lind, “l’usignolo svedese”, interpretata da Rebecca Ferguson ma “doppiata” per le canzoni da Loren Allred, fa la sua scena.

 

Il problema, più per gli americani che per noi, è che P.T.Barnum rimane un personaggio controverso della storia e della cultura del suo paese, magari affrontarlo in questo modo senza chiaroscuri, diciamo, è un po’ eccessivo. Ma se ne vuoi fare un musical, con tanti numeri e canzoni, devi semplificare e farne comunque un eroe.

 

THE GREATEST SHOWMAN

Alla fine, questo P.T.Barnum che sogna in grande, intuisce il (cattivo) gusto per lo spettacolo di una nuova nazione, si inventa un business con l’esibizione di nani, ciccioni, donne barbute, gemelli siamesi, poi si inventa il circo itinerante, ben si presta a questo tipo di spettacolarizzazione alla Cecil B. De Mille.

 

C’è pure un socio colto, il Philip Carlyle di Zac Efron, che si innamora, con grande scandalo da parte della sua famiglia, della bella acrobata nera, e c’è un giornalista snob, il James Gordon Bennett di Paul Sparks, che lo massacra sul suo giornale per il cattivo gusto ma che esalterà il tour di Jenny Lind. P.T.Barnum è un parvenue nella società newyorkese, non accettato dalla famiglia della moglie né dalla borghesia locale, ma l’invito a corte della Regina Vittoria e l’arrivo di Jenny Lind cambieranno un po’ le cose, e ai rapporti tra normali e “diversi”.

THE GREATEST SHOWMAN

 

E per “diversi” si va dai neri ai freaks, entrambi esibiti nel museo e nel circo. Diciamo che il film cerca di risolvere con un po’ di buonismo spicciolo i problemi maggiori, che non erano facili da risolvere nell’America razzista dell’800. Italia 1 alle 21, 20 propone “E.T. – L’extraterrestre” di Steven Spielberg con Dee Wallace, Drew Barrymore, Henry Thomas, Peter Coyote, Robert MacNaughton, K.C. Martel.

Boudica - Regina guerriera

 

Bruttissimo invece, Rai4 alle 21, 20, “Boudica – La regina guerriera”, storiella della regina celtica Boudica, in lotta contro i Romani a suon di spadate e mazzate, diretta da tal Jesse V. Johnson con Olga Kurylenko pittata di blu come la terribile regina Boudica che si vuole vendicare dei Romani che le hanno ucciso marito, re Prasutagus, Clive Standen, e le due adorate figlie, Lilibet e LItiana Biutanaseva.

 

Così si unisce a un certo Wolfgar, Peter Franzen e alla bella amazzone Cartimanda, Lucy Martin, e, col volere dei druidi, iniziano a volar le capocce dei centurioni romani. C’è anche un nerone ragazzetto svalvolato. Tutto girato nella boscaglia inglese. Non credo che sia meglio “Outlander – L’ultimo vichingo” di Howard McCain con James Caviezel, Sophia Myles, Jack Huston, Ron Perlman, John Hurt, John Beale, Cielo 21, 20.

capodanno a new york

Bellissimo, anche se non ha avuto negli anni l’attenzione dedicata a altri film di Walt Disney, “Lilli e il Vagabondo” diretto da Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske. Che trovate su Rai Due alle 21, 20. Su Rete 4 alle 21, 30 trovate “Capodanno a New York” diretto da Garry Marshall con Robert De Niro, Katherine Heigl, Ashton Kutcher, Carla Gugino, Lea Michele, Zac Efron.

 

Passiamo alla seconda serata. Su Tv2000 alle 22, 10 arriva la prima parte (175’) di “La Bibbia” di John Huston con Michael Parks, Ulla Bergryd, Richard Harris, Gabriele Ferzetti, John Huston. In un primo tempo Dino De Laurentiis, il produttore, chiama alla regia ben quattro grandi maestri, Fellini, Visconti, Welles e Bresson. Il primo a firmare il contratto per girare uno degli episodi è Luchino Visconti, come leggiamo sui giornali del tempo in data 2 dicembre 1962.

 

john huston la bibbia

Si legge anche che lo sceneggiatore Christopher Fry, quello di Ben-Hur, avrebbe concluso la stesura del primo episodio, che si pensa di poter terminare, come sceneggiatura a fine mese. La data delle prime riprese dell’episodio di Visconti è il 1 aprile 1963. Fino a aprile 1963 i quattro nomi sono ancora Welles, Visconti, Fellini, Bresson. Da qualche parte si fa anche il nome di Akira Kurosawa.

 

Nella lunga intervista che gli fece Peter Bogdanovich, Orson Welles ne ricorda però solo tre: “Dovevamo essere Fellini, Bresson e io, tutti e  tre. Poi, per un momento Dino mi ha persuaso a fare tutto il film da solo. Be’, intanto non riuscivo a pensare di fare il Giardino dell’Eden. E poi non volevo prendermi la responsabilità dell’intero film. Così mi sono preso una specie di buonuscita per la mia sceneggiatura delle sequenze di Abramo e Giacobbe e la cosa è finita così. Bresson e Fellini non sono stati così fortunati; credo siano ancora in causa con De Laurentiis”.

 

john huston pupella maggio la bibbia

Anche Robert Bresson venne scritturato da De Laurentiis come regista, ma dopo aver girato la prima scena, il diluvio, venne allontanato dal produttore, che chiamò John Huston al suo posto per dirigere non un episodio, ma tutto il film. Huston chiese una preparazione di sei mesi prima di iniziare le riprese. Avrebbe voluto Charles Chaplin come Mosé e Igor Stravinsky come musicista.

 

Al posto di Chaplin si metterà lui stesso e al posto di Stravinsky arriverà il giapponese Toshiro Mayuzumi. Richard Harris è Caino e Franco Nero, pre-Django, è un Abele che non conosce ancora una parola d’inglese. E’ uno dei primi kolossal anglofoni con dei nudi integrali, quelli di Adamo e Eva, visto che i giovani Michael Parks e Ulla Bergryd non hanno controfigure.

 

george c scott, gabriele ferzetti eleonora rossi drago la bibbia

Nicoletta Machiavelli ricorda che venne chiamata a Roma da Danilo Donati per il ruolo di Eva, venne messa sotto contratto da De Laurentiis, ma non ebbe mai la parte. Michael Parks, lanciato dal film, venne messo contratto dalla Universal, ma la sua carriera venne stroncata sul nascere per dissapori con qualche boss del cinema. Lo riscoprirà tanti anni dopo Quentin Tarantino, che gli ha fatto interpretare quasi tutti i suoi film e adora il suo accento texano. Ulla Bergryd interpreterà solo un altro film.

 

Nella scena del Vello d’Oro è possibile riconoscere i ballerini di Julian Beck e Judith Malina. Dovrebbe esserci anche Pino Pascali, che fece qualche piccolo ruolo nel cinema. Lo scultore Leoncillo fece le statue di terra in cui si trasformano le donne. L’idea era comunque di girarne una seconda parte, dedicata al Nuovo Testamento, al punto che in inglese il film si intitola “The Bible: in The Beginning” e tratta appunto solo i primi 22 capitoli del libro della Genesi. Il film venne girato in Dimension 150, una variante del 70 mm, negli studi della Pontina di De Laurentiis, a Dinocittà.

basilicata coast to coast

Rai Due alle 22, 45 propone “Jumanji: The Next Level” di Jake Kasdan con Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart, Karen Gillan, Alex Wolff, Madison Iseman. Su La7 alle 22, 45 trovate un divertente “Basilicata Coast to Coast” di Rocco Papaleo con Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Paolo Briguglia, Rocco Papaleo. Rai4 alle 23 propone la cafonata “The Princess”, fantasy diretto da Le-Van Kiet con Joey King, Veronica Ngo, Ivo Arakov, Martin Taskov, Vasil Toshev, Bozhidar Hristov.

 

i goonies 5

Su La7 Cinema alle 23, 10 avete il musical “Chicago” di Rob Marshall con Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, Queen Latifah, Taye Diggs. Mi piacciono solo i numeri di Catherine Zeta-Jones. Italia 1 alle 23, 30 propone “I Goonies” diretto da Richard Donner con Sean Astin, Josh Brolin, Jeff Cohen, Ke Huy Quan, Anne Ramsey. “Stranger Things” gli deve tutto.

 

Rete 4 alle 23, 40 passa “A Capodanno tutti da me”, tardissimo cinepanettone marcetto diretto dagli sconosciuti Toni Fornari e Andrea Maia con Massimo Boldi, Nancy Brilli, Massimo Ceccherini, Paolo Conticini, Francesca Manzini.

 

everything everywhere all at once

Dopo la mezzanotte avete anche “Everything Everywhere All at Once”, il fantasy premio Oscar scritto e diretto da Daniels, cioè Dan Kwang e Daniel Scheinert, al loro secondo film, prodotto dai fratelli Russo per la A24, interpretato da Michelle Yeoh, Jamie Lee Curtis, Stephanie Hsu, Ke Huy Quan, James Hong, Andy Le, Amanda, Rai4 alle 0, 30. Preparatevi perché non avete visto nulla di simile, scrivevo prima che vincesse l’Oscar.

 

E già non mi spiegavo il successo di critica e di pubblico per un film così bislacco, divertente, scombinato, ma pieno di idee, di trovate. Come “Donnie Darko” è un film che va soprattutto visto, con tutte le sue stravaganze visive e filosofiche, le sue tante lingue, le sue citazioni e poi digerito. Perché alla fine siamo al centro di un piccolo dramma di una famiglia cinese in America, gli Wang, tenuta assieme da una donna forte, la mamma Evelyn, una incredibile Michelle Yeoh, che deve ricucire una serie di inaspettate crisi.

 

ke huy quan everything everywhere all at once

Col marito, il mollissimo Waymond, cioè Key Huy Quan, il ragazzino di “Indiana Jones”, con cui parla in mandarino, con la figlia un po’ cicciotta e lesbica, Joy, cioè Stephane Hsu, con fidanzata bianca, Becky, con cui parla in inglese, col vecchio padre appena arrivato dalla Cina, James Hong, con cui parla in cantonese, e con l’ufficio delle tasse, nella persona della cattivissima Deirdre Beaubeirdre, una grande Jamie Lee Curtis, che minaccia di farle chiudere la sua principale attività, la lavanderia a gettone Wang.

 

E con la lavanderia crolleranno tutti i sogni della famiglia. Da una parte, quindi, c’è questa realtà, con la quale non è facile costruire un film stravagante. Anche perché Evelyn Wang, per quanto forte, colleziona da anni una serie di fallimenti che ne hanno fatto quella che è, una perdente.

 

everything everywhere all at once 8

Ma da un’altra parte c’è la voglia di centrifugare tutto questo realismo cino-americano con la logica del multiverso, dei passaggi di identità da universo a universo. Solo così tutti i fallimenti di Evelyn/Michelle Yeoh si capovolgeranno di segno e diventeranno dei successi negli altri universi, al punto da farla diventare l’infallibile spadaccino che avevamo amato in “La tigre e il dragone”.

 

 Mentre il marito mollacchioso Waymond in un altro universo può diventare una sorta di sub-Indiana Jones come lo era stata in gioventù e James Hang un gangster come ai tempi di “Blade Runner” e “Chinatown”, che ha realmente interpretato. E la più terribile di tutti può diventare proprio la figlia Joy, in grado di incarnare il male assoluto della perfida Jobo Tupaki. Insomma. Non avete tante scelte. O accettate il film nel suo scivolamento verso le cazzatone del multiverso per vedere dove vuole portarci, o non lo accettate per nulla e lasciate perdere.

birds of prey e la fantasmagorica rinascita di harley quinn

Canale 20 alle 0, 50 passa “Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn” diretto dalla cino-americana Cathy Yan, dottissima regista laureata a Princeton alla sua opera seconda dopo lo stravagante “Dead Pigs”, con Margot Robbie, Mary Elizabeth Winstead, Jurnee Smollett-Bell, Rosie Perez, Ewan McGregor.

 

Nato da una costola di “Suicide Squad”, sviluppando lo scatenato personaggio di Harley Quinn, la svitatissima fidanzata bisex con mazza da baseball spezzaginocchi del Joker, “Birds of Prey” è il film che Margot Robbie, dilagante protagonista e produttirce, voleva tutto per sé. Fanculo a tutti i registi maschi, da Martin Scorsese che l’ha diretta ne “Il lupo di Wall Street” e sputa sui comics a Quentin Tarantino che l’ha diretta come Sharon Tate in “C’era una volta a Hollywood” e sputa sui biopics.

 

Margot Robbie, con un budgettino da 97 milioni di dollari, ha costruito una versione molto personale e artistica del fumetto affidando la regia alla finora sconosciuta Cathy Yan, una ragazza di ottimi studi, cresciuta tra Hong Kong e Washington, giornalista sul “Wall Street Journal” prima di essere regista, che esaspera i toni da comics e della costruzione delle protagoniste femminili.

birds of prey e la fantasmagorica rinascita di harley quinn 7

 

Non solo la “nuova” Harley Quinn con i costumi disegnati da Erin Bernach, ma anche la vendicativa Huntress di Mary Elizabeth Winstead, la strepitosa canterina bodyguard Black Canary di Jurnee Smollet-Bell, la poliziotta René Montoya di Rosie Perez e la ragazzina Cassandra Cain di Ella Jay Blasco.

 

Qualche concessione al “Kill Bill” di Tarantino ovviamente c’è, ma l’idea è propria quella di una rilettura al femminile del cinema dei supereroi non solo della DC Comics, decisamente più autoriale, stravagante e riuscita rispetto a “Wonder Woman”, che già andava in quella direzione.

birds of prey e la fantasmagorica rinascita di harley quinn 6

 

Anche perché Margot Robbie e Cathy Yan, più che alla storia e alla sceneggiatura di Christina Hodson, sembrano puntare allo straripante serbatoio comico al femminile delle serie e delle stand-up comedian. Riempiendo ogni spazio possibile di stunt spettacolari, animazioni (bellissime quelle dei titoli di testa e di coda), musica e di racconto in prima persona della svitata protagonista. E qui mi fermo. Buon Capodanno. Ci ritroviamo nel 2026.

MANZOTIN FEBBRE DA CAVALLOsylvester stallone cobra birds of prey e la fantasmagorica rinascita di harley quinn 4birds of prey e la fantasmagorica rinascita di harley quinn 1birds of prey e la fantasmagorica rinascita di harley quinn 5febbre da cavallomickey rourke the palace di roman polanski ulla bergryd michael parks la bibbiala bibbia 2JUMANJI THE NEXT LEVELeverything everywhere all at once 1everything everywhere all at once 4everything everywhere all at once 2everything everywhere all at once 3la bibbia 3JUMANJI THE NEXT LEVELpeter o toole la bibbiaThe Greatest Showmani goonies 6The Greatest Showman massimo boldi raffaella fico a capodanno tutti da memassimo boldi nancy brilli a capodanno tutti da mei goonies 1la bibbia 1i goonies 4the palace di roman polanski 1the palace di roman polanski 2the palace 4lilli e il vagabondo 5basilicata coast to coast bacio lilli e il vagabondolilli e il vagabondo 1lilli e il vagabondo 2lilli e il vagabondo 3lilli e il vagabondo 4lara croft tomb raider la culla della vita. 2angelina jolie lara croftnuovo cinema paradisonuovo cinema paradisoBoudica - Regina guerrieranuovo cinema paradiso 3nuovo cinema paradisojacques perrin nuovo cinema paradiso jacques perrin nuovo cinema paradiso OUTLANDER OUTLANDER OUTLANDERIL GIOCO DELLE TRE CARTE NEL FILM FEBBRE DA CAVALLO

lino banfi allenatore nel pallonelino banfi allenatore nel pallone

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