IL DIVANO DEI GIUSTI - CHE VEDIAMO STASERA IN CHIARO, SPAPARANZATI SUL DIVANO? CI SAREBBE LA COMMEDIA AMERICANA “TWO MUCH. UNO DI TROPPO”, IL FILM DOVE MELANIE GRIFFITH E ANTONIO BANDERAS SI INNAMORARONO E POI SI SPOSARONO – AVETE ANCHE “BENTORNATO PRESIDENTE”, SEQUEL DELLA COMMEDIA DI SUCCESSO CHE VEDEVA CLAUDIO BISIO DIVENTARE PRESIDENTE ITALIANO PER CASO, E IL RARO “AMORI IN CITTÀ… E TRADIMENTI IN CAMPAGNA” – LO STRACULT DELLA NOTTE È “CHICKEN PARK”, FOLLE PARODIA DI “JURASSIC PARK” DIRETTA DA JERRY CALÀ. MA OCCHIO ANCHE AL CAPOLAVORO DI LUCIANO SALCE “BASTA GUARDARLA”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera in chiaro spaparanzati sul divano? Ci sarebbe su Rai Movie alle 21, 10 una commedia americana del 1995, “Two Much – Uno di troppo” diretta da Fernando Trueba con Antonio Banderas, Melanie Griffith, Daryl Hannah, Danny Aiello, Eli Wallach, Joan Cusack, Vincent Schiavelli, dove un gallerista si inventa un gemello per poter fidanzarsi con due belle sorelle.
Tratto da un romanzo di Donald E. Westlake. E’ il film dove Melanie Griffith e Antonio Banderas si innamorarono e poi si sposarono. Cine 34 alle 21 passa “Bentornato Presidente!”, diretto da Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi, sequel di una commedia politica di successo che vedeva Claudio Bisio diventare presidente italiano per caso. Qui con lui ci sono Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Guglielmo Poggi.
Qualche battuta buona c’è, “Noi rubavamo, ma perché prima c’erano i soldi”, dice il simil Fiorito di Massimo Popolizio al neo Presidente del Consiglio Claudio Bisio riferendosi al momento politico attuale. Se nel primo film, ormai lontanissimo, si cercava di cogliere la confusione di un momento politico con l’Italia divisa tra 5stelle, bersaniani e destra alla ricerca di un Presidente della Repubblica fuori dai giochi, anche in questo caso si cerca di fotografare la realtà politica del paese governato allora da Salvini-Di Maio-Conte. C’è tutto. Va detto. Il Decreto Sicurezza.
La fabbrica delle Fake News, Il quasi Salvini di Paolo Calabresi che digrigna i denti a favore di telecamere e sui social. Il quasi Di Maio di Guglielmo Poggi con la sua arietta di ragazzino saputello. Il quasi Renzi, Marco Ripoldi, che si ritrova un partito diviso in 54 correnti. Un vecchio Presidente della Repubblica, Antonio Petrocelli, che cerca di salvare il salvabile. Uno spin doctor barbuto, Pietro Sermonti. I servizi segreti. I poteri forti che giocano sullo spread. E un Presidente del Consiglio, che si chiama Giuseppe Garibaldi, interpretato da Claudio Bisio, capitato lì per caso, richiamato dalla sua Caprera a far da burattino ai due viceministri.
Anche se lui, più che alla politica, pensa a come riconquistare sua moglie, Sarah Felderbaum, e non più Kasja Smutmiak, che lo ha lasciato perché nella loro villetta al Nord si sentiva come schiava di Mauro Corona. Così ritorna a Roma, a far da simil Conte fra il simil Salvini e il simil Di Maio. Che si limitano a sbruffonate, “La gente si vuol sentir dire le parole che sente la mattina al bar”, perché, quando mancano i soldi, come dice Popolizio, “se sei di destra cacci i neri, se sei di sinistra urli ai fasci”. Si salva solo il weekend, perché “il weekend è come Roma…eterno”.
Canale 27 alle 21, 10 propone “Amori in città… e tradimenti in campagna”, tardissima commedia diretta da Peter Chelsom con Warren Beatty, Diane Keaton, Nastassja Kinski, Goldie Hawn, Andie MacDowell. Piuttosto rara, direi. Beatty ripete, da vecchio, i suoi grandi personaggi di sciupafemmine, stavolta è un architetto di New York, ma sempre pieno di donne. Il film non funzionava da subito, vennero chiamati vari sceneggiatori, Paul Attanasio, Gary Ross, e alla fine il geniale Buck Henry, chiamato dal vecchio amico Warren Beatty a rimettere a posto la sceneggiatura.
Ci lavorò dei mesi e venne pagato tre milioni di dollari. Ma tutti erano strapagati, a iniziare da Beatty, pagato 10 milioni di dollari. I rapporti fra lui e il regista furono pessimi. Il film si dovette fermare, venne ripreso, uscì tre anni dopo le prime riprese. E fu un epocale disastro finanziario, costato 90 milioni di dollari ne guadagnò solo 6,7 milioni. Beatty rimase fermo fino al 2016. Canale 20 alle 21, 10 propone l’action canadese “Braven – il coraggioso” di Lin Oeding con Jason Momoa, Jill Wagner, Zahn McClarnon, Stephen Lang, Garret Dillahunt, Sala Baker.
Iris alle 21, 15 propone il western pacifista “La legge del signore” di William Wyler con Gary Cooper, Dorothy McGuire, Anthony Perkins, Marjorie Main. Western per modo di dire, costruito sul rifiuto della violenza da parte dei quaccheri durante la Guerra di Secessione. Ricordo che tutto il film era racchiuso, per noi ragazzini, sul finale, dove Gary Cooper si trovava di fronte al dilemma sparare o non sparare. Mi portò mio padre a vederlo. Michael Wilson, sceneggiatore del film, al tempo black-listed, non ebbe il nome sui titoli. Gary Cooper non amava particolarmente il film. Non voleva neanche farlo e non lo vide quando uscì. E non gli piaceva Dorothy McGuire come sua moglie. Ma il film ebbe un culto non indifferente.
Su LA7 Cinema alle 21, 15 trovate “Lion – La strada verso casa”, drammone di Garth Davis con Dev Patel, Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham, Priyanka Bose, Sunny Pawar. Nei primi 40 minuti, la parte migliore del film, seguiamo il piccolo Saroo, Sunny Pawar, un minuscolo e bellissimo bambino indiano, che aiuta il fratello maggiore Guddu a rubare carbone dai treni in corsa per scambiarlo con due buste di latte per la mamma, analfabeta e poverissima. Poi una notte, alla stazione di chissaddove Saroo non ritrova più il fratello, si infila in un treno che lo porta a Calcutta, a 1600 chilometri da casa.
Saroo non sa spiegare a nessuno esattamente da dove venga, né il nome della mamma, "la mia mamma si chiama mamma". Finisce così in un istituto e da lì viene dato in affidamento a una Nicole Kidman coi ricci rossi, improponibile, e da David Wenham con la zazzera bionda. Venti anni dopo è diventato un ragazzone, lo interpeta il Dev Patel già protagonista de The Millionaire, che si fidanza con l'americana Rooney Mara, ma entra in crisi quando pensa alla mamma e al fratello Guddu. Così decide di ritrovarla con Google Earth basandosi sui suoi pochi ricordi di quando era bambino.
Rai5 alle 21, 20 passa “Forever Young” che traduce, chissà perché “Les amandiers”, bel film diretto da Valeria Bruni Tedeschi con Sofiane Bennacer, Clara Bretheau, Baptiste Carrion-Weiss, Alexia Chardard, Louis Garrel. Vediamo cosa ne scrissi da Cannes tre anni fa. Ah! I folli anni'80 delle pere, dell'Aids, delle scopate selvagge con non importa chi e delle sperimentazioni teatrali.
Anche se nella prima parte sembra un X-Factor bobo, cioè radical chic, tra i venti studenti che verranno selezionati dalla scuola di Patrice Cherau, e nella seconda un X-factor su chi si è invece preso l'Aids e chi negativo, "Les amandiers", primo film diretto da Valeria Bruni Tedeschi che non sia proprio legato alla sua famiglia di ricchi svalvolati, divertenti ma in fondo poco interessanti, è un bel ritratto sentito dei compagni di viaggio e di vita della scuola di teatro degli anni 80 di Chereau, interpretato da un Louis Garrel con un misto di gravità e nervosismo, totale dipendenza dalla cocaina e grande autostima.
"Sei fragile e per questo sei charmant, ma quando morirai nessuno si ricorderà di te" dice cattivo al suo braccio destro Pierre Roman, mentre continua a toccare i suoi studenti maschi e a chiedere baci. Più o meno un genio e un mostro, alla Visconti. I ragazzi si amano, recitano Platonov di Chekov, si fanno e si prendono o rischiano di prendersi l'Aids. Quando andrà in scena Platonov scoppia pure la centrale nucleare di Chernobyl. Erano anni folli e questi non sono tanto meglio.
Rai4 alle 21, 20 presenta l’horror australiana “La ragazza alla finestra” diretto da Mark Hartley con Radha Mitchell, Ella Newton, Vince Colosimo, James Mackay, Jackson Gallagher, dove non conviene mai prendere casa accantoi a quella di un serial killer che ti ammazza le vecchie compagne di classe.
Leggo che è un po’ illogico. Vabbé. Canale Nove alle 21, 30 passa il parodistico “Spy” di Paul Feig con Melissa McCarthy, Rose Byrne, Jude Law, Jason Statham, Allison Janney, Miranda Hart. Questo me lo ricordo divertente, ma parecchio cafone, come i turisti che arrivano a Roma col trolley.
Stavolta c’è pure un’incredibile Roma finta girata a Budapest dove troneggia la scritta “Aeroporto di Fiumicino” che potremmo accettare solo in un vecchio film di Tanio Boccia e un Casino romano, proprio con la scritta “Casino di Roma”, che nemmeno Er Cecato si sarebbe potuto inventare. Eppure, questa assurda e ricca nuova parodia bondiana, Spy, con un ricco cast che ruota attorno alla protagonista, la cicciona comica Melissa McCarthy fa incredibilmente ridere.
Mi arrendo alle battute a raffica anche volgarissime di Melissa McCarthy, analista della Cia, occhio del vero agente segreto, il Bradley Fine di Jude Law, sempre incantevole anche col parrucchino, che si trasforma in vera e propria 007 per portare a termine la loro missione in un mondo dove le donne sono le vere protagoniste della vicenda.
A cominciare dalla cattiva Raina Boyanov, cioè la bella attrice australiana Rose Byrne, che tratta la vendita di una megabomba e gira circondata da bodygard, dalla capa della Cia, cioè Elaine Cracker, da una serie di agenti più o meno doppogiochisti, come la bella Karen di Morena Baccarin, dalla fedele amica giraffona di Susan, cioè Miranda Hart, altro agente segreto da sottoscala.
Ai maschi spettano rigorosamente ruoli da pasticcioni, una star del cinema cafone come Jasom Statham viene ridicolizzato come 007 cialtrone e sbruffone, Bobby Cannavale è un cattivo da barzelletta, Peter Serafinowicz, comico inglese virtuoso nelle voci e negli accenti, è un agente segreto italiano, Aldo, che si vuole fare la protagonista e le tocca pesantemente il culo come la vede. Non c’è l’eccesso di sangue e ironia alla sub-Tarantino, anche se i cattivi muoiono sul serio e si spara parecchio, ma tutto viene alla fine triturato dalla macchina comica di Melissa McCarthy.
Italia 1 alle 21, 30 passa “Ti presento i miei”, commedia di successo di Jay Roach con Robert De Niro, Ben Stiller, Teri Polo, Blythe Danner, Nicole DeHuff. Passiamo alla seconda serata con “South Kensington”, commedia inglese di Carlo Vanzina con Rupert Everett, Elle Macpherson, Judith Godrèche, Enrico Brignano, Cine 34 alle 23, 10. Ma passa pure “La campionessa” di Rachel Griffiths con Teresa Palmer, Sam Neill, Sullivan Stapleton, Sophia Forrest, Henry Nixon, Aaron Glenane, biopic di una campionessa australiana di ciclismo, La5 alle 23, 10.
Rai5 alle 23, 25 propone un film italiano che non conosco, “Rispet” di Cecilia Bozza Wolf con Saverio Sculli, Alex Zancanella. Su La7 Cinema alle 23, 25 abbiamo “Money Monster – L’altra faccia del denaro”, mischione di commedia e di thriller che si svolge tutto durante una diretta televisiva diretto da Jodie Foster con George Clooney come giornalista economico che ha spinto gli spettatori a fare scelte sbagliate, Julia Roberts come regista, Jack O'Connell come l’uomo che si deve vendicare dei mali del capitalismo americano e ha sequestrato Clooney, Caitriona Balfe, Dominic West. Non un capolavoro, ma un buon film.
Rai4 alle 23, 55 passa l’horror satanic-nazi-vampire-zombi “Blood Creek” diretto da Joel Schumacher, scritto da David Kajganich, sceneggiatore degli horror di Luca Guadagnino. con Dominic Purcell, Henry Cavill, Michael Fassbender nazista con super poteri, Emma Booth, Rainer Winkelvoss. Totale stravaganza. Da non perdere. Uffa. Iris a mezzanotte in punta tira fuori “Il vendicatore del Texas” di Tay Garnett con Robert Taylor, Joan Caulfield, Robert Middleton, Robert Loggia. Il film sembra che sia pieno di zoom e di primi piani seguendo le nuove mode degli spaghetti western. Tay Garnett che usa zoom e primi piani mi mancava…
Rai Due alle 0, 15 propone una commedia di Simona Izzo, “Lasciami per sempre” con Barbora Bobulova, Max Gazzè, Valentina Cervi, Veruska Rossi, Vanni Bramati, Marco Cocci. Sempre stato fan delle commedie della Izzo. Cine 34 alle 0, 55 passa lo stracult della notte, cioè “Chicken Park”, folle parodia di “Jurassic Park” diretta da Jerry Calà, prodotta e ideata da Galliano Juso, fotografata da Blasco Giurato con Jerry Calà, Demetra Hampton, Rossy De Palma, Lawrence Steven Meyers. Ricordate quando Berlusconi fece la gaffe sui 7 fratelli Cerci uccisi dai nazisti?
Se avesse visto il film di Gianni Puccini “I 7 fratelli Cervi” con Gian Maria Volonté, Lisa Gastoni, Carla Gravina, Don Backy, Renzo Montagnani, Riccardo Cucciolla, Gabriella Pallotta, Ruggero Miti, Benjamin Lev, Elsa Albani, Jakov Oleg, Massimo Foschi, Andrea Checchi, Duilio Del Prete, Gino Lavagetto, Serge Reggiani. All’epoca era un castone. Ma più o meno contemporaneamente avevamo visto un folle western di Gianni Puccini, “Dove si spara di più", e non capivamo bene cosa volesse fare. Cinema di genere o cinema impegnato? Qui c’è la crema del cinema e del teatro italiano del tempo. Ma il film non è un capolavoro, almeno nella visione di allora.
Rai Movie all’1, 35 propone “Il clan dei marsigliesi” di José Giovanni con Jean-Paul Belmondo, Michel Constantin, Gérard Depardieu, che in francese suonava però “Le scoumouné”. Tv8 all’1, 40 passa la commedia sexy spagnola “Sex – Una commedia sentimentalmente scorretta” di Miguel Ángel Lamata con Norma Ruíz, Pilar Rubio, Salomé Jiménez, Miguel Ángel Muñoz, Fele Martinez e Santiago Segura. Solo Ciro Ippolito avrà visto da ragazzino in sala “Destino”, commedia napoletana diretta da Enzo Di Gianni, Domenico Gambino con la cantante Eva Nova, moglie di Di Gianni, Loris Gizzi, Tina Pica, Domenico Modugno, Michele Malaspina, Rete 4 alle 2, 50.
Rai Movie alle 3, 20 passa il biopic un po’ triste “Stanlio e Ollio” di Jon S. Baird con Steve Coogan, John C. Reilly, Shirley Henderson, Nina Arianda, Danny Huston, Rufus Jones. Iris alle 3, 35 l’action con terrorista. E squadra anti-terroristi “Attacco piattaforma Jennifer” diretto da Andrew McLaglen, scritto da Jack Davies con Roger Moore, James Mason, Anthony Perkins, Michael Parks, David Hedison, Jack Watson. Il protagonista, Ffolkes, scozzese amante dei gatti, era stato pensato per Sean Connery, poi doveva essere interpretato da Richard Harris.
Fu Harris a spingerli verso Roger Moore, che accettò solo se ci fosse stato anche James Mason. Per il cattivo si pensava a Robert Mitchum o a Donald Sutherland, poi arrivò Anthony Perkins. Cine 34 alle 3, 45 l’erotico “Quando l’amore è sensualità” diretto da Vittorio De Sisti con Agostina Belli, Gianni Macchia, Ewa Aulin, Françoise Prévost, Femi Benussi. Vittorio De Sisti che riprende la coppia alla Di Leo formata da Gianni Macchia e Françoise Prevost e aggiunge la superstar sexy Agostina Belli.
Come scriveva Giovanni Buttafava, è soprattutto un “successo di assonanza Belli-Antonelli (900 milioni)”. La Belli si trova in breve tempo in cima alle richieste del tempo. “E’ stato un film molto nuovo e diverso per me…”, dice la Belli a “Cine70”, soprattutto difficile da interpretare perché toccava l’argomento della violenza sessuale tra le mura domestiche e dovendo girare delle scene di nudo molto provocanti vivevo il set con una grande angoscia.
Questo mi ha creato molti problemi a livello psicologico. Oltre tutto c’era anche un Gianni Macchia molto bravo che faceva questo ruolo di marito padrone e brutale con molto impeto e virilità. Devo ammettere che è il film che mi ha imbarazzato di più…”. Personalmente, allora, preferivo Monica Monet che ha nel film un piccolo ruolo di tossica.
Chiudo con il capolavoro di Luciano Salce “Basta guardarla”, nato come film estivo per Maria Grazia Buccella e diventato una sorta di omaggio tardivo all’avanspettacolo, con Carlo Giuffrè, Mariangela Melato, Franca Valeri, Luciano Salce, Pippo Franco, Cine 34 alle 5. Tognazzi, che doveva interpretare il capocomico Farfarello scappò e lo dovette interpretare Salce. Che è favoloso. “L’amore non è bello se non è con Farfarello”. Strepitosa la Melato come finta spagnola e Franca Valeri come Pola Prima.
franca valeri basta guardarla
mariangela melato basta guardarla
maria grazia buccella basta guardarla.



















