monica vitti

LA DOLCE VITTIDA MUSA DI ANTONIONI ALLA SVOLTA COMICA NONOSTANTE LEI VOLESSE "DISPERATAMENTE FARE LA TRAGICA", A ROMA UNA MOSTRA CELEBRA L' ATTRICE REGINA DELLA COMMEDIA ITALIANA – SORDI: "ERA L’IDEALE PER RECITARE IN COPPIA" - E PENSARE CHE UN MEDICO LE DISSE: “CON QUELLE CORDE VOCALI ARRUGGINITE, TUTTO POTRÀ FARE TRANNE CHE L' ATTRICE” - VIDEO

 

 

Paolo Scotti per il Giornale

 

monica vitti e alberto sordi

 «Con quelle corde vocali arrugginite, tutto potrà fare tranne che l' attrice». Quando si dice essere cattivi profeti. Il medico che nel 1950 sconsigliò a Monica Vitti di diventare Monica Vitti, non poteva prevedere che sarebbe stata proprio quella voce, così inconfondibilmente sgranata, ad accogliere i visitatori di La dolce Vitti: la prima mostra che Roma dedichi (da oggi al 10 giugno presso il teatro dei Dioscuri al Quirinale) alla musa di Antonioni e regina della commedia all' italiana, ormai da vent' anni protetta dal silenzio che avvolge la sua lunga malattia.

 

Sono infatti vecchie registrazioni della voce dell' attrice (oggi ottantaseienne, amorevolmente accudita in casa dal marito Roberto Russo) a raccontare in questa mostra «l' interprete più completa che l' Italia abbia mai avuto, dopo Anna Magnani», considera Stefano Stefanutto Rosa, curatore assieme a Nevio De Pascalis e a Marco Dionisi. E tenerezza e malinconia fatalmente ti assalgono, mentre quella voce ti accompagna in audio o per iscritto - a sfogliare l' album della memoria: 70 foto spesso rare, con testimonianze degli amici illustri di ieri (da Sordi a Scola, da Risi a Steno) a quelli di oggi (dalla Maraini a Placido, da Giannini ai Vanzina), assieme a filmati d' archivio e a documenti curiosi. Primo fra tutti il referto del foniatra che prese la suddetta, clamorosa cantonata.

 

monica vitti

Ecco allora le immagini dell' Accademia d' Arte Drammatica, dove l' allieva Maria Luisa Ceciarelli, prima respinta e poi ammessa («Figurarsi: lì era la voce di Gassman a fare da modello, che posto poteva esserci per la mia?»), grazie a Sergio Tofano assunse il nome di Monica Vitti, e si scoprì comica nonostante volesse «disperatamente fare la tragica».

 

Ecco le immagini de Il grido di Antonioni, dove doppiando Dorian Gray («mi facevano doppiare solo le popolane: la prostituta di Cabiria, la ladra de I soliti ignoti, la moglie di Accattone») colpì il maestro, che vedendola per la prima volta da dietro, ne ammirò «la bellissima nuca». Il teatro fu l' ancora di salvataggio da un' adolescenza inquieta («A quattordici anni e mezzo capii che potevo vivere solo fingendo d' essere un' altra») ma fu l' antoniana «tetralogia dell' incomunicabilità» riassunta da bellissimi fotogrammi di L' avventura, La notte, L' eclisse, Deserto Rosso - a lanciarla in tutto il mondo come interprete sofisticata ed enigmatica.

 

«Michelangelo mi guardava sempre con occhi pieni di attenzione. E non è questo, che noi tutti desideriamo?». Finché, nel 1968 la virata clamorosa: «Chiuso il rapporto con lui mi chiesi: e ora che cinema faccio?

 

monica vitti

Non sono una bambola, non sono una caratterista... Decisi di ripartire da zero». E divenne un unicum: grazie a La ragazza con la pistola di Monicelli fu infatti la prima attrice italiana che abbinasse, in pari misura, bellezza e talento comico. «E fu la migliore di tutte testimonia Alberto Sordi- Con lei io avevo un feeling assoluto, era l' ideale, per recitare in coppia. Al punto che riuscì ad affermarsi in un genere allora dominato esclusivamente dai maschi: me, Manfredi, Gassman, Tognazzi». Tipica la scelta di Ettore Scola, che per il delizioso Dramma della gelosia indeciso tra la comica Franca Valeri e la sontuosa Silvana Mangano, scelse (racconta lui stesso) «la perfetta sintesi fra comicità dell' una e beltà dell' altra. Monica Vitti». E fu così che l' algida musa dell' incomunicabilità si trasformò nell' esplosiva regina della commedia all' italiana: Amore mio aiutami, Le coppie, Ninì Tirabusciò, Teresa la ladra, Polvere di stelle.

 

monica vitti alberto sordi

«Non voleva essere considerata una diva considera Stefanutto, davanti ad una galleria di decine di copertine di riviste internazionali, dedicatele in trent' anni di carriera -. Ma lo divenne presto. Ne aveva tutto il carisma. E il fisico. Mentre i critici ne applaudivano le performances, il pubblico maschile ne ammirava anche le gambe». Copiosa, e irresistibile, anche la sua presenza in tv: dalle ospitate di lusso a Canzonissima e Milleluci, in trio con Mina e la Carrà, di cui la mostra offre i filmati, alla conduzione della Domenica In nel 1993. «Ed era naturale osserva il marito Roberto Russo (che la sposò nel 2000 dopo 27 anni di convivenza, e che ieri ha visitato la mostra, apprezzandola molto) - che Monica finisse per scrivere e dirigere anche i suoi ultimi film: Flirt, Scandalo segreto».

monica vitti

 

Le ultime immagini sono quelle dei cinegiornali Luce: una sfilata di volti ultranoti - Rossellini, De Sica, Strehler, De Chirico, Laurence Olivier, la Magnani - che in occasione di premiazioni, prime teatrali o cinematografiche, fanno corona al suo, biondo, sempre sorridente, sempre radioso. E La dolce Vitti sigla così, con parecchi sorrisi e una lacrima di malinconia, l' affetto verso un' attrice (e una voce) più che unica. Irripetibile.

monica vitti monica vittimonica vittisteno monica vittigabriele ferzetti monica vittiMONICA VITTI BY SETTANNIimages monica vitti

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?