DIN DON BACKY SPARA A ZERO SU ADRIANO CIARLATANO, EX COMPAGNO DI CLAN - “SPETTACOLO IGNOBILE. ANCHE LE PAUSE NON SONO VERE, DOPO LA PARTECIPAZIONE A ‘FANTASTICO’ GLI SI È SECCATO UNO DEI POCHI NEURONI CHE HA ED È RIMASTO SENZA SALIVA” - “GLI ORGANIZZATORI ERANO I PRIMI A SAPERE CHE AVREBBE TIRATO FUORI DAL CILINDRO QUALCHE SCEMENZA” - IL MOLLEGGIATO CON L’ARTROSI: “FA IL MOLLEGGIATO A 74 ANNI, È PATETICO. CRITICA LE TINTURE AI CAPELLI, MA TRA LUI E MORANDI FANNO A GARA”…

Gloria Sabatini per "il Secolo d'Italia"

http://www.secoloditalia.it/stories/Interviste/2567_don_backy_celentano_non_sa_invecchiare_pensa_dessere_un_dio/

"Sì, un po' l'ho sbirciato, anche se sono 42 anni che non vedo il Festival di Sanremo, dal '72, mia ultima partecipazione», dice Don Backy, «loro non mi prendono e io li ripago della stessa moneta...». L'ex ragazzo del Clan Celentano (al secolo Aldo Caponi) sorride il giorno dopo la bufera che si è abbattuta sull'Ariston. Uno tsunami prevedibile, anzi, orchestrato ad arte. «Oggi non si parla d'altro», ironizza su chi si straccia le vesti per lo scandalo del molleggiato che attacca i preti, i giudici, e il buon gusto.

Se l'aspettava questo putiferio?
Quando si dà il via libera a un personaggio come Adriano è il minimo che possa capitare, a meno che non si includa nel contratto una penale astronomica... La tempesta era preventivata. Era ovvio, e gli organizzatori erano i primi a sapere che avrebbe tirato fuori dal cilindro qualche scemenza.

Adesso la Rai manda Marano a "controllare"...
Ma andiamo. Adesso ci manca solo che Celentano scompaia dalle altre serate. Non aspetta altro, così gli fa causa e si fa anche pagare...

A proposito di soldi, prima del debutto fiumi di polemiche sul cachet. Poi la scelta di devolverlo ai più bisognosi...
Anche qui, non mi faccia parlare. E poi mi stanno sulle balle anche quelli che difendono i prezzi del mercato, che vuol dire? In Africa ci sono bambini scheletriti fotografati in mezzo alle mosche e noi occidentali raffinati rispondiamo che le prestazioni degli artisti hanno un prezzo dettato dal mercato...

E veniamo ai contenuti del sermone tra attacchi alla Chiesa e lunghe pause.
C'è un proverbio che dice "se una cosa non la sai, stai zitto, perché se parli fai la figura dell'imbecille". Anche le pause non sono vere, non riesce più a farle, dopo la partecipazione a Fantastico gli si è seccato uno dei pochi neuroni che ha ed è rimasto senza saliva.

Cattiva questa...
Ma succede, per la troppa emozione. A me è capitato: nel '67 a Sanremo, mi chiamano sul palco per cantare "L'immensità", io avrei dovuto strizzare l'occhio al direttore d'orchestra Detto Mariano per fargli capire che ero pronto e invece rimasi paralizzato, come annebbiato. Se l'orchestra non fosse partita con la musica, sarei ancora là. Ad Adriano è capitato lo stesso di fronte a un impegno serio, di responsabilità.

A parte i suoi silenzi proverbiali, sul palco dell'Ariston ha anche cantato...
Faceva meglio a non farlo. Continuare a fare il molleggiato a 74 anni e a inventarsi le parole in inglese, come facevamo ai tempi del clan, è patetico, è ridicolo. Critica le tinture ai capelli, ma tra lui e Morandi l'altra sera non si sa chi era più tinto.

Non sa invecchiare?
Direi che non sa quello che fa, pensa di essere la parola di Dio sulla terra. Si paragona a Gesù Cristo, che ha pure interpretato in un film che è costato 18 miliardi e ha incassato 7-8 milioni.

Pericoloso?
No, schizofrenico.

Lei lo conosce bene. Irriverente, fuori dal coro, eretico. Eravate così, forse lo siete ancora...
Beh, lo conosco, certo. Diciamo che l'ho frequentato per cinque anni, sono andato via dal Clan Celentano, come tutti sanno, per problemi legati alle royalties, in pratica non mi pagavano i dischi. Per me è difficile parlare di Adriano perché corro sempre due rischi: se ne parlo bene passo per un lecchino, se ne parlo male per un acrimonioso. Ma io non ce l'ho con lui. Nel '74, quando finalmente c'è stato il processo, accettai la transazione per uscire da un mare di guai.

Da allora non avete più ricucito i rapporti?
Non ci penso proprio, a intervalli regolari c'è chi mi chiede di fare la pace, ma io rispondo "perché non la fa lui con me?", Nelle canzoni, ogni tanto, lo prendo in giro, ho realizzato un libretto satirico, Clanlyricon, su quella esperienza. Ma lo spettacolo di ieri all'Ariston è stato ignobile. Un'ora di inutili parole.

Eppure Sanremo è un totem. Forse andrebbe rivisto?
Non è più il Festival della canzone italiana, la musica è stata esiliata. Ha ragione Francesco Renga quando protesta. Questa edizione, in particolare, sarà un flop clamoroso. Mazzi non ha i titoli per fare il direttore artistico, ma chi è? Noi abbiamo un signore che si chiama Renzo Arbore che potrebbe organizzare non il Festival di Sanremo, ma la programmazione di un anno di televisione. Sanremo va ripensato dalle radici.

Ha qualche idea?
Ho presentato all'Afi, associazione dei fonografici italiani, un regolamento che privilegi le canzoni. Via nani e ballerine, via la Canalis - le hanno chiesto "che fai ritorni?" Ma certo, se la paghi vedi come ritorna subito. Via spettacoli e teatrini, restino le canzoni. Una quota di multinazionali e di etichette indipendenti (che abbiano prodotto almeno 5 cd di artisti), entrambe selezionate non da Sanremo ma dai discografici d'intesa con i cantanti e con gli autori.

 

Don Backy MAR DON BACKYDON BACKYdon backy 001ADRIANO CELENTANO A SANREMO ADRIANO CELENTANO DURANTE LA SUA ESIBIZIONE A SANREMO CELENTANOMAURO MAZZA BELEN CON LA FICA DI FUORI AL FESTIVAL DI SANREMO SANREMO SECONDA SERATA jpeg

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