exile rolling stones

DROGA, SESSO E ROLLING STONES - “EXILE”, LA LEGGENDA DI UN CAPOLAVORO NEGLI ANNI DELL’ESILIO DEGLI STONES IN FRANCIA, 1971 - KEITH RICHARDS SEMINUDO E STRAFATTO DI EROINA E LA VILLA IN COSTA AZZURRA CHE DIVENTO’ UN COVO DI TOSSICI - ERIC CLAPTON RITROVATO CON UN AGO NEL BRACCIO, JOHN LENNON VOMITÒ NELL’ATRIO

Rich Cohen per Salon

 

rolling stones a villa nellcoterolling stones a villa nellcote

Estratto dal libro “The Sun & The Moon & Th Rolling Stones”

 

Quand’è che Keith Richards si è fatto per la prima volta di eroina? Non lo sa nemmeno lui. Probabilmente ad una festa. Era ovunque, economica, impossibile da evitare. Una conseguenza involontaria della guerra in Vietnam: aprimmo un canale per l’Asia del sud-est e la “china white” defluì.

 

L’eroina fu la passione degli eroi blues di Keith e, per fare musica a quelle profondità, lui volle provare quello che avevano provato, toccare il fondo. Non era stato nei campi di cotone e cercava l’autenticità nella dissolutezza. L’eroina fu la sua risposta ad Altamont: lo faceva sentire bene, rispondeva a tutte le domande, lo aiutava a stare fra la gente quando trovò quella fama che non gli piaceva. 

 

villa nellcote tra tossici e artistivilla nellcote tra tossici e artisti

Il passaggio dai ‘60 ai ‘70 fu quello dall’LSD all’eroina, dall’ascensionale al nichilista. L’epifania hippie era sparita. Keith incarnava tutto questo. Gli Stones erano distrutti. Non avevano soldi, nonostante tutto il successo e i dischi venduti. Secondo un contratto capestro, royalties ed edizioni appartenevano tutte ad Allen Klein. Gli Stones erano suoi impiegati, lui possedeva ogni canzone, dava loro soltanto i soldi che riteneva adeguati.

 

Non pagò mai le tasse e quindi i musicisti si ritrovarono con un debito enorme. Gli Stones non erano più sicuri in Gran Bretagna, rischiavano brutto, e dovettero trasferirsi in Francia. In esilio. Intanto fecero causa a Klein per quasi trenta milioni di dollari. 

 

Prima di partire, Keith dovette ripulirsi. Non poteva portarsi la droga in Francia, né andare alla ricerca di spacciatori locali. Vomitò, pianse, si fece la crisi d’astinenza. Visse con Anita a Villefranche-sur-Mer, in Costa Azzurra, dove non succedeva granché. Qui, nel seminterrato un tempo abitato da nazisti, fu registrato “Exile on Main Street”, ora la villa europea è stata comprata da un oligarca russo.

pomeriggio a villa nellcotepomeriggio a villa nellcote

 

Com’era me lo ha raccontato nei dettagli June Shelley, che in quei mesi cruciali del 1971, fu assunta come donna di fiducia: «Era come se in città fosse arrivato il circo, con gente ovunque, cane e figli. Il primo piano era per i musicisti buttati in ogni angolo. Il secondo era di Keith e Anita e nessuno si azzardava a salire, nemmeno Jagger».

 

Mick viveva a Parigi, dove si innamorò di Bianca, gli altri erano sparsi per la Francia. Keith e Anita a Nellcôte ripiombarono subito nell’eroina. Si era sparsa voce della loro presenza e gli spacciatori arrivarono come avvoltoi. In poco tempo la casa divenne un luogo di tossici. Keith si alzava dopopranzo, si imbottiva di roba e la notte lavorava in cantina. Suo figlio Marlon aveva solo 8 mesi e lui si devastava.

 

nella catacomba della villa in francia nella catacomba della villa in francia

A Nellcôte andarono a fare visita Eric Clapton, che fu ritrovato con un ago nel braccio, e John Lennon, che vomitò nell’atrio. In cantina con Keith, suonava Gram Parsons, relazione intensa e misteriosa, una vera connessione spirituale che li portava a suonare per giorni di fila. Jagger li ascoltava, prendeva il mood, si ispirava, pur non andando molto d’accordo con Gram.

 

Gli Stones erano tribali. Parsons era l’uomo invisibile che determinò l’umore del disco. Fu registrato in casa, nella ex stanza di tortura della Seconda Guerra Mondiale, perché Keith non era in grado di uscire, in quello stato. Il posto era praticamente una catacomba, loro suonavano senza scarpe e seminudi. Il disco assorbì quell’atmosfera, tramite un percorso di forze metafisiche, caos, rumori.

cover libro di rich cohencover libro di rich cohenpomeriggio a villa nellcotepomeriggio a villa nellcoteatrio villa nellcote,atrio villa nellcote,gli stones in franciagli stones in franciaketh richards exile sessionsketh richards exile sessionsla vita a villa nellcote,la vita a villa nellcote,mick e keith in exilemick e keith in exile

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…