BOCCA AMARA - LE “DUE ITALIE” NEL SUO ULTIMO LIBRO-TESTAMENTO: “L´ITALIA DEI LADRI NON SOLO È PRIVA DI VERGOGNA, MA PROTERVA E PROTETTA. IL NOTO IMPRESARIO COSTRUTTORE DICHIARA A MUSO DURO CHE SI AVVARRÀ DELLA FACOLTÀ DI NON RISPONDERE A QUEI MENAGRAMO FILOCOMUNISTI DEI MAGISTRATI, E QUASI TUTTI, NON APPENA COLTI CON LE MANI NEL SACCO, MINACCIANO AGLI INCAUTI GIORNALISTI QUERELE MILIARDARIE. SU TUTTI I MEDIA PADRONALI S´IMPARTISCONO LEZIONI A MISURA DEI LADRI”…

Brano, pubblicato da "la Repubblica", dall'ultimo libro di Giorgio Bocca, "Grazie no"

Due Italie separate e non comunicanti. L´Italia delle caste e delle cricche e quella che si guadagna onestamente la vita. Lontane l´una dall´altra anni luce, nel modo di vivere, di pensare, nei modelli di morale e di estetica. Come sia possibile la loro convivenza senza una dura resa dei conti resta un mistero. Forse è l´istinto di sopravvivenza, lo stare comunque sulla stessa barca, nello stesso mare infido.

Ogni mattina giornali, radio e televisioni informano gli italiani onesti, rispettosi delle leggi, attenti alla morale corrente e al giudizio del prossimo che nell´altra Italia centinaia, migliaia di concittadini hanno sfidato la prigione, il disonore, i carabinieri e i poliziotti per arricchirsi a mezzo della politica e ai danni dello Stato, e lo hanno fatto senza provare vergogna o rimorso, anzi con il compiacimento di chi si sente parte della classe ladrona che finge di essere classe dirigente. Il paese Italia vive in stato di schizofrenia, anche se i mezzi di informazione si affannano ogni mattina a informare gli onesti che i loro vicini di casa appena possono rubano o malversano.

La coesistenza delle due Italie è permessa dalla naturale ritrosia degli onesti a frequentare i ladri, una scelta spesso a fiuto, a istinto, e viceversa la diffidenza e più ancora il fastidio dei ladri per le persone oneste. Fatto sta che spesso accade che un onesto alla notizia di una nuova ennesima retata di ladri si chieda: ma è possibile che io non ne conosca e riconosca mai uno, che incontri per il mio lavoro capiufficio, direttori, pubblici ufficiali, imprenditori e mai una volta mi renda conto che sono dei ladri? O forse accade proprio il contrario, che a fiuto, a istinto lo riconoscono subito il ladro, ma si accontentano di girare alla larga.
Quando si è giovani con figli piccoli, la presenza della razza ladrona la vedi facilmente, perché i tuoi figli vanno a scuola e hanno molti amici, devi andare alle feste con i parenti dei loro compagni e non puoi non riconoscerli, i ladroni e i cortigiani. Ma avanti negli anni il rischio di incontrarli diminuisce o si annulla, la cerchia dei tuoi amici si riduce ai pochi e fidati, sicché poi, ogni mattina quando arriva l´informazione, ti sorprendi a chiederti: ma è possibile che sia questa la società in cui vivo, questa in cui si è perso non solo il più elementare rispetto della pubblica opinione, ma di ogni tipo di vergogna, di pentimento, di disagio?

L´Italia dei ladri non solo è priva di vergogna, ma proterva e protetta. Il noto impresario costruttore dichiara a muso duro che si avvarrà della facoltà di non rispondere a quei menagramo filocomunisti dei magistrati, e quasi tutti, non appena colti con le mani nel sacco, minacciano agli incauti giornalisti querele miliardarie. Su tutti i media padronali s´impartiscono lezioni a misura dei ladri.

Non esistono più datori di lavoro che si giovano del lavoro e dei talenti dei loro dipendenti, ma benefattori che accusano i loro dipendenti di "sputare nel piatto in cui mangiano". Ragion per cui uno scrittore che ha fatto guadagnare una fortuna al suo editore viene accusato di tradimento e fellonia: che vergogna! Ha scritto un libro da un milione di copie, ha fatto guadagnare al suo editore miliardi e osa criticarlo o essere di diversa opinione.

Spesso gli italiani dell´Italia onesta vivono nel loro paese come in un paese straniero, cercando di passare inosservati, di non incorrere nelle ire e nelle vendette dei padroni, che al minimo dissenso li accusano di essere dei sovversivi, iscritti al partito dell´odio.
Quando arriva la vecchiaia ti accorgi subito di essere al mercato dell´usato, per dire il distacco, il mutamento, l´incomprensione di tutto ciò, di molto di ciò che fino a ieri pareva far parte integrante della tua vita. Ciò che ieri ti faceva felice ti dà solo un momento di sollievo, ciò che ti indignava sembra sopportabile o indifferente. Ma questa volta qualcosa di concreto e di non rimediabile mi pare ci sia nel cambiamento di epoca.

L´Italia e il mondo sono pieni di scandali legati a corruzione e a furti, e i colpevoli vengono perdonati subito, dimenticati e giustificati. Il furto non è più una vergogna e un disonore, è un affare che rientra nella normalità se va bene e che si dimentica se fallisce. E così l´uso del sesso a fini spudorati di potere politico o di buoni affari, l´uso del sesso in qualsiasi opera politica o imprenditoriale.

Cosa fanno le televisioni di tutti i canali, di tutte le aziende? Arruolano un congruo numero di donne procaci senza particolari doti artistiche perché è evidente che il loro unico scopo è di permettere alle telecamere di arrivare alla loro intimità sotto le gonne. Quello che solo ieri era considerato scandaloso, vergognoso, disonorante è diventato la normalità, e chi è cresciuto in altri tempi, con altre idee dello scandalo e del peccato si sente non solo sorpassato ma estraneo al modo di vivere in società.

 

Berlusconi in tribunaleBocca Giorgio Bocca Bocca Giorgio Bocca Giorgio Boccabocca giorgio GBGiorgio BoccaGIORGIO BOCCA ED EUGENIO SCALFARI

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