1- “A ISIDE FAMME ’NA POMPA!”, VECCHIO CAVALLO DI BATTAGLIA DI “SPQR” DEI VANZINA, CONSIDERATO UNO DEI FILM PIU’ VOLGARI DI OGNI TEMPO, E’ QUASI UNA BATTUTA SHAKESPERIANA RISPETTO A QUELLO CHE VIENE FUORI DAL TOGA-PARTY DI DE ROMANIS 2- MA E’ POSSIBILE CHE QUESTO FIORITO NON LO AVESSIMO MAI VISTO PRIMA? MA E’ POSSIBILE CHE NON CI FOSSE ALMENO UNO DI QUEI GENIALI PISTAROLI, COSI’ IN SPOLVERO SU ‘’CORRIERE’’ E ‘’REPUBBLICA’’ (MERLO), SPECIALIZZATI A SCHIFARE I CAFONAL DI DAGOSPIA, CHE NON SI FOSSE ACCORTO DI QUELLO CHE SUCCEDEVA NELLA REGIONE LAZIO? 3- PAGINE E PAGINE SUL CASO MULLER-POLVERINI E MAI UN RIGO SU POLVERINI-FIORITO! EPPURE ER BATMAN ERA BEN VISIVIBILE, LUI E LA SUA X-5, PARCHEGGIATO IN TERZA FILA 4- SOLO LA RETE RIESCE A PERCEPIRE IMMEDIATAMENTE LO STATO FEBBRILE DEL REALE

Marco Giusti per Dagospia

"A Iside famme 'na pompa!", vecchio cavallo di battaglia di "SPQR" dei Vanzina, considerato uno dei film piu' volgari di ogni tempo, e' quasi una battuta shakesperiana rispetto a quello che viene fuori dalle feste da antichi romani di De Romanis e dalla figura a meta' tra Mario Brega e Falstaff del grande (1,90 per 170 chili) Francone Fiorito.

Viste le foto? Visti i nomi? Viste le maschere da maiali? E le centinaia di tweet sul caso? Guardate sotto #magnatepurestotweet, o solo sotto #Fiorito o #Deromanis ("Il PDL si apre alla democrazia: "avete domande da porci?", "La festa di De Romanis sembra partorita apposta per Dagospia").

Qua non siamo tra i coatti della generazione Cafonal Doc o nelle feste di Arcore. Qua siamo di fronte a nuove e nuovissime generazioni di coatti romani, portaborse di Storace e Tajani, militanti trentenni del PDL, burini laziali in gita col suv, cresciuti con film e reality cafoni che noi schiviamo accuratamente. Ma veramente abbiamo tempo per Facchinetti o Cattelan o Alessia Marcuzzi, dai...

Mentre i figli della buona borghesia sono costretti a andare all'estero a studiare latino (o a studiare e basta o a lavorare e basta), qua, tra i rampolli della #romapariolaefascistella il mondo antico si studia con le parodie Mediaset di Ulisse, o con la lunga serie tutta sesso e sangue "Spartacus" su Sky o coi film americani impossibili sui miti greci, come il terribile "La furia dei Titani".

Quello che ne e' venuto fuori e' un New Cafonal strafottente, aggressivo e violento che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ma che non avevamo visto o previsto. Forse perche' "noi" viviamo in un mondo diviso tra Bellocchio o Kim Ki Duk, dove la cosa piu' trash della giornata e' un articolo di Cazzullo o di Alberto Bevilacqua in gita al Verano.

Un mondo molto limitato dove i giornalisti spesso non vedono al di la' delle pagine che hanno davanti e delle quali in gran parte sono responsabili. Ma e' possibile che non ci fosse almeno uno di quei geniali pistaroli, cosi' in spolvero su Corriere e Repubblica, che non si fosse accorto di quello che succedeva nella Regione Lazio?

Un Fabrizio Gatti che si fosse infiltrato non sui barconi degli extracomunitari, ma tra le ancelle della festa di Ulisse? Pagine e pagine sul caso Muller-De Tassis e Muller-Polverini e mai un rigo su Fiorito e De Romanis... Eppure Fiorito era ben visivibile, lui e la sua X-5, che avra' parcheggiato in seconda e terza fila nelle notti romane.

E Paolo Sorrentino, che sta girando proprio in questi giorni il suo diario cafonal del 2000, "La grande bellezza", avra' inserito tutto questo bendidio nel suo film? Eppure proprio lui aveva immortalato, grazie a un'interpretazione magistrale di Massimo Popolizio nel "Divo", il prototipo sbardelliano di Fiorito. Capello liscio indietro, faccione, barbetta rasata, doppio petto e cravattone di Marinella.

Occhio mezzo fracico, sguardo furbo alla Mario Riva, un italiano standard per il salotto di Vespa e il burino per la lotta politica. Popolizio nel "Divo" e' gia' un piccolo Fiorito, anche se e' stato chiamato per fare Sbardella, detto lo Squalo, prototipo di tutti i Fiorito del mondo.

Certo, anche se Sorrentino lo inserisse a volo nel film, Fiorito, il suo suv e le sue otto case, la sua Sissi, tra tre-quattro mesi tutto questo potrebbe essere gia' vecchio. Come il povero Trota, che non e' stato immortalato nemmeno in una festa celtica con l'elmo con le corna, che non ha avuto il tempo nemmeno per una Iside e una festa romana (certo, lui a Roma, poveretoo, non ci poteva andare...).

Solo la rete riesce a percepire immediatamente lo stato febbrile del caso Polverini-Fiorito-De Romanis. Venti, ventiquattro tweets in pochi secondi. Battute, commenti ("Per un' Italia senza Proci, vota De Romanis", "Non spendete i soldi per il cinema oggi: guardate le foto della festa di De Romanis"). Ma, ripeto, e' possibile che questo Fiorito non lo avessimo mai visto prima?

 

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