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“CI SIAMO PIEGATE ALLA NARRAZIONE MASCHILE DEL SESSO” - IN UN ARTICOLO PER IL “GUARDIAN”, ELENA FERRANTE (AL SECOLO ANITA RAJA) CI RIFILA UN PIPPONE VETERO-FEMMINISTA SUL PIACERE: “LA SCENA EROTICA È STATA COSTRUITA INTORNO AL DESIDERIO DEGLI UOMINI NEI CONFRONTI DEL NOSTRO CORPO. IL NOSTRO PIACERE È CONSISTITO NEL VEDERCI COLLOCATE AL CENTRO DELLA LORO SCENA, PRESCINDENDO DALLA REALE SODDISFAZIONE DEL NOSTRO DESIDERIO…”

Marta Vigneri per https://www.tpi.it

 

anita raja elena ferrante cover

Quale donna non ha sognato, guardando scene erotiche di un film romantico, di comportarsi come l’attrice femminile della pellicola anche nei suoi momenti di intimità? Bella, formosa, slanciata, spigliata. Intraprendente. Spesso però la realtà è diversa dalla fantasia, e non corrisponde ai comportamenti proposti dai film che vedono come protagonisti gli smaniosi divi di Hollywood.

 

Questo non vuol dire però che abbiamo qualcosa di sbagliato, ma che probabilmente abbiamo una verità erotica che si distanzia dall’immaginario comune. Lo spiega Elena Ferrante, autrice della saga partenopea “L’amica geniale“, in uno degli articoli pubblicati nella rubrica curata per il sito del quotidiano britannico The Guardian da marzo 2018 a gennaio 2019.

 

“Anche oggi, ci pieghiamo e adattiamo alla narrazione maschile del sesso“, è il titolo tradotto in italiano dell’editoriale in cui la scrittrice affronta il tema della rappresentazione del sesso. “La scena erotica, in linea di massima, è stata costruita intorno al desiderio degli uomini nei confronti del nostro corpo. Dalla lirica d’amore alle serie televisive, siamo state rappresentate come la meta sospirata della loro passione”, scrive l’autrice di origine napoletana, inserita dal Time nella classifica delle 100 donne più influenti al mondo nel 2016.

 

anita raja

Secondo Elena Ferrante, le donne hanno finito per adattarsi ai modelli comportamentali imposti dai partner o suggeriti dall’industria culturale pur di sentirsi attraenti, riducendo così il piacere al compiacimento dei desideri maschili. “Il nostro piacere è consistito nel vederci indiscutibilmente collocate al centro della loro scena, prescindendo dalla reale soddisfazione del nostro desiderio”, afferma la scrittrice.

 

ANITA RAJA

Elena Ferrante è critica anche rispetto agli effetti prodotti dall’affermazione delle donne nella letteratura o nel cinema. Sempre più donne, infatti, hanno iniziato a dirigere o produrre pellicole, a scrivere saggi, per provare a offrire una rappresentazione femminile del rapporto con gli uomini. Ma anche all’interno di questi nuovi prodotti e contenuti, il ruolo della donna a letto risponde ai canoni che gli uomini hanno stabilito da qualche millennio.

 

“Specialmente nelle serie televisive e nel porno, oggi ci viene raccontata una donna sessualmente molto più smaniosa, imperativa, fantasiosa, esigente. Il desiderio femminile è rappresentato come un’esplosione senza preliminari. Certe volte è la donna – bella – a fare la prima mossa”. Quasi sempre infatti è la donna a spogliare il maschio, spiega la scrittrice. Ma questi comportamenti fanno soprattutto la gioia dei maschi, e non di chi li adotta, che si limita ancora una volta ad adattarsi a quello che vuole l’altro. A quello che ci viene imposto dall’immaginario comune.

 

DONNE SESSO

Nonostante le donne si siano affrancate dal ruolo sottomesso che definiva le proprie madri o le proprie nonne, sono ricadute in un altro tipo di rappresentazione elaborata dall’immaginario maschile, quella della donna iperattiva, intraprendente e smaniosa, che continua a non tenere conto della sua vera intimità e dei suoi desideri più autentici.

 

Elena Ferrante conclude l’editoriale della rubrica suggerendo alle donne di elaborare un racconto femminile che “pur dicendo dettagliatamente del sesso, non sia afrodisiaco, e perciò espliciti ciò che noi donne per pudore, per quieto vivere, per amore, sottaciamo”.

DONNE RAPPORTO SESSUALE

“È possibile che la nostra verità erotica, per cominciare a esprimersi, abbia bisogno di questo passaggio”, scrive l’autrice. I 48 editoriali scritti dall’autrice nell’arco di un anno e pubblicati dal The Guardian sono stati raccolti nel libro “L’invenzione occasionale“, illustrato da Andrea Ucini.

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