“ELETTRA LAMBORGHINI? QUESTA È LA CANZONE CANDIDATA A COLONNA SONORA DELL'INFERNO" - I PRE-ASCOLTI DEI BRANI IN GARA AL FESTIVAL DI SANREMO BY MICHELE MONINA – "CON DITONELLAPIAGA SI BALLA. E MUOVENDO IL CULO ANCHE LA TESTA GLI VA DIETRO – SAL DA VINCI DIVENTERÀ VIRALISSIMO SU TIK TOK, TREDICIPIETRO DEVE SAPERE CHE NON SI METTE MAI IL VERBO CADERE IN UN TITOLO, DARGEN D’AMICO IN BILICO TRA IRRILEVANZA E INUTILITÀ" – E POI BRANCALE, ARISA, PATTY PRAVO, FEDEZ E MASINI E…
Michele Monina per https://michelemonina.substack.com/ - Estratti
Si comincia. (…) Oggi, negli storici studi Rai di Corso Sempione, si è tenuto però l’ascolto dei brani in gara per giornalisti e critici musicali, alla presenza di Carlo Conti e con giornalisti e critici musicali collegati anche dagli studi Rai di Roma.
Tommaso Paradiso- I romantici 6
Inizia con un vociare di bambini, poi partono piano e synth a simulare l’orchestra. Poi parte Tommaso Paradiso che fa Tommaso Paradiso, una canzone dedicata alla figliola, toh. Non fosse che è la prima canzone delle trenta che ascoltiamo, direi che potrebbe tranquillamente candidarsi alla vittoria finale. Purtroppo, aggiungerei, poi, imprecando.
Malika Ayane- Animali notturni 6-
Malika si lascia andare a un fuknkettone cantato come non fosse Malika. Quasi irriconoscibile. Chi sperava in un ritorno alla Adesso e qui, con quel “silenzi per cena” che ci ha fatto sognare, non può che rimanerci male. Sorprendente, senza ombra di dubbio, da capire se sorprendente come un incontro insperato o uno tsunami che arriva dopo che ti sei steso a prendere il sole.
Sayf- Tu mi piaci tanto 6,5
Un po’ il Tony Effe di quest’anno, parlo di spiazzamento, porta una canzone che, fottendosene dei cliché jazzy cui ci ha abituato fin qui, parte come una sorta di stornello, e noi che ci aspettavamo un rap o comunque qualcosa di area urban. Il ritornello incalza, cassa dritta e andare, più Tutta l’Italia che Damme ‘na mano. Combo interessante, il ragazzo usa tante parole, per raccontare il suo essere arrivato fin qui e i propositi per il futuro, parole rivolte a una lei.
Patty Pravo- Opera 7
Vengo, mi vesto, canto, me ne vado. Così ha riassunto il suo mood sanremese, quando Carlo Conti ha invitato alla finale di Sanremo Giovani i Big, lì a presentare i propri brani. Brano che nel suo caso è una ballata ariosa, con un gran ritornello che le permette di essere Patty Pravo al 100%. Tocca capire se la reggerà sul palco, ma oggi e fin qui è la migliore.
Luchè- Labirinto 6-
Luchè presenta una ballata. Cioè, una ballata per come la può concepire un rapper come Luchè. Specie l’ultimo Luché. In italiano, va sottolineato, così che anche chi non sa il napoletano può capire il testo. E non è detto che sia una cosa cui guardare con gratitudine. “Quello che so di te è che sei bella come una bugia”, dice nel ritornello, e credo che altro a aggiungere non ci sia.
Mara Sattei- Le cose che non sai di me 6,5
Mara Sattei si presenta al suo secondo Sanremo con una ballata, dopo aver esordito anni fa con una canzone scritta per lei da Damiano David dei Maneskin. Una ballata dove il suo tipico modo di appoggiare le parole sulla melodia la fa da padrona, con tanto di citazione sonora dei Beatles. Una bella canzone che però rischia di sparire seppellita dalle altre ventinove.
Francesco Renga- Il meglio di me 6,5
Titolo in odor di flexamento, ma in realtà una canzone che parla del tempo che passa, una melodia che fa comunque i conti con la contemporaneità, al servizio della sua voce importante. Una canzone che tiene conto dell’anagrafe dell’artista, e direi che era anche ora.
Ditonellapiaga- Che fastidio! 9
Ecco, questa canzone è una grande canzone, una hit con un testo che, Ditonellapiaga è pur sempre una delle artiste più interessanti che abbiamo in Italia, si candida a vincere il premio ai testi dedicato. Si balla, ma come insegnava George Clinton, muovendo il culo anche la testa gli andrà dietro. Gigantesca.
Leo Gasmann- Naturale 5
Leo Gasmann si presenta con una ballad sanremese. Per come Sanremo è stato negli ultimi anni. Altro da dire, al momento, non ho. Credo dovrebbe essermene grato.
Sal Da Vinci- Per sempre sì 7
Un funkettone neomelodico. “Un amore non è amore per la vita se non ha affrontato la più ripida salita.” Che altro gli si dovrebbe dire a Sal Da Vinci? Io niente, anche perché settimana prossima festeggerò trentotto anni con mia moglie. Finalone in napoletano, evviva. Diventerà viralissima su Tik Tok. Io non sto su Tik Tok.
Levante- Sei tu 7
Levante parla di corpi, e di corpi che vivono la fase dell’innamoramento. Lo fa giocando tra voce e orchestra, rallentando i battiti rispetto al passato e dimostrandosi ancora una volta grande cantautrice. Con una melodia che simula quello stato di agitazione che l’innamoramento porta giocoforza con sé. Una canzone che spero rimanga nel tempo.
Tredici Pietro- Uomo che cade N.C.
Quando mi occupavo di libri, in Mondadori, il decano Ferruccio Parazzoli mi ha spiegato che non si deve mai mettere il verbo cadere dentro un titolo. Ecco. Tredici Pietro non conosce Ferruccio Parazzoli, buon per Parazzoli. Un rap, ecco cosa presenta, con un ritornello cantato, anche piuttosto orecchiabile, punto di forza insieme all’orchestrazione, molto sofisticata. Devo riascoltarla per capirla meglio.
Enrico Nigiotti- Ogni volta che non so volare 7,5
Nigiotti sfoglia l’album dei ricordi, e cerca di fare il punto su quello che è successo fin qui, sopra un giro di pianoforte che poi si apre all’orchestra. Gioca sull’empatia, che è il suo terreno di gioco preferito, con quella voce non vedo come potrebbe fare altrimenti. Una canzone da adulto che dal vivo renderà anche meglio. A suo modo epica. Ci voleva.
Samurai Jay- Ossessione 3
Fino al momento in cui Carlo Conti ha svelato il cast del Festival, a fine novembre, non avevo mai sentito nominare Samurai Jay. Ah, come erano belli i vecchi tempi. Un reggaeton che ti toglie la voglia di vivere, non bastasse quel che succede fuori di qui. Vado a cercarmi una vena.
Serena Brancale- Qui con me 8,5
Serena cambia ritmo. Stavolta si presenta con un lento, dedicato alla mamma che non c’è più da tempo. Ecco, questa dovrebbe ambire alla vittoria, perché Serena Brancale è una grande cantante e una grande compositrice, e stavolta ce lo fa capire senza troppi orpelli, onorando un palco che grandi ballate ne ha sentire passare parecchio.
Arisa- Magica favola 8
Arisa si presenta con una canzone che sta dalle parti de La Notte, non come tematica, ma come intensità. Una voce da angelo, quella ha, al servizio di una canzone costruita per metterla in risalto. Anche lei, come altri, parla del tempo che passa, vai a capire se quel che succede fuori da qui in qualche modo non abbia spinto molti a fare i conti con la vita. Una bella ballata, con rimandi alla nostra tradizione del bel canto, e che in effetti bel canto ci regala.
Nayt- Prima che 7
Uno dei testi più interessanti sentiti fin qui. Forse anche perché la canzone è scritta proprio per mettere in risalto le parole, per un rapper direi cosa ovvia ma non scontata. Presumibilmente fuori contesto, anche in un Sanremo datato 2026, ma indubbiamente un tentativo di non snaturarsi pur provando a fare i conti con un palco così mainstream.
Dargen D’Amico- Ai Ai 5
Il brano parte lento, poi diventata un funkettone pimpante. Capire di cosa parli a un primo ascolto è praticamente impossibile, quindi ci si affida al ritmo, più pulsante e meno elegante del funkettone di Malika, ma destinato presumibilmente a un maggior successo. A occhio siamo in bilico tra irrilevanza e inutilità.
Raf- Ora e per sempre 6,5
Raf in chiave romantica. Ma romantica come sa esserlo Raf, uno che a differenza di Tommaso Paradiso gli anni Ottanta non si limita a citarli, li ha proprio scritti di suo pugno. Tocca capire come la farà dal vivo, ma è indubbiamente una canzone che ha tutti gli ingredienti giusti per stare lì e fare il suo.
LDA & Aka 7even- Poesie clandestine 6,5
I due ex Amici si muovono in zona Spagna/Latinamerica, con ovvie aperture alla loro Napoli. Rispettosi di una tradizione che non solo viene citata, ma entra nel DNA della canzone, i due si alternano al canto, confesso rendendosi a tratti irriconoscibili al mio udito, ma portando a casa il risultato. Con un basso pulsante che, anche non volendo, ti fa muovere il piede.
Bambole di pezza- Resta con me 7,5
Una power ballad, così si dice quando il brano è sì lento, ma con quelle sonorità che fanno riferimento al mondo in quattro quarti. Pulsante e positiva, con riferimenti diretti al “mondo di odio” cui ambisce a contrapporsi, chiedendo compagnia. Tutto al posto giusto, la voce di Cleo ottimamente supportata dalle altre quattro ragazze. Un posto sul podio ci starebbe tutto.
Fulminacci- Stupida sfortuna 7
Un Fulminacci malinconico quello di Stupida sfortuna, lì a raccontarci in sonorità quasi anni Settanta. Da lui, magari, ci saremmo aspettati una canzone politica, ma a volte anche i sentimenti meritano attenzione. Fuori dal tempo, con grande classe.
Ermal Meta- Stella Stellina 7
Tra ritmi mediorientali, Ermal si addentra in una storia di vita quotidiana in scenari di guerra. Canzone già accusata dal tribunale del web di essere paracula, è invece una presa di posizione di un cantautore che decide di fare il cantautore e raccontare un oggi che non si limiti alle quattro parole di casa propria, la Palestina lì presente nei suoni, nei riferimenti, evocazione invece che cronaca. Una gran bella canzone, come lo era il brano con cui, anni fa, ha raccontato la reazione alla paura del terrorismo.
Elettra Lamborghini- Voilà 3
E visto che Sanremo è Sanremo, dopo la bambina palestinese di Ermal ecco che arriva la dance di Elettra Lamborghini, canzone scritta, ha detto, per muovere il boom boom. Ecco, se mai dovessi pensare a un versione realistica dell’inferno, seguendo gli insegnamenti di Ratzinger, questa è la canzone candidata alla colonna sonora, i dildi che anni fa proprio da Sanremo, ha mostrato in una diretta social a fare il resto.
“Viva la Carrà” dovrebbe portare in città tutti i carri dei Pride di tutta Italia a venire in città, carichi di letame. Chiederò a revoca del diritto di voto, non sia mai che faccia danni anche altrove.
Chiello- Ti penso sempre 7
A me questa canzone, come incedere e melodia, ricorda gli Smiths. Lo so, merito di essere denutato, coperto di pece e piume e diventare oggetto di una lapidazione, ma tant’è. Chiello, quando è lucido, è bravo. Una canzone sulla voglia di scordarsi di qualcuno.
Eddie Brock- Avvoltoi 7
Eddie Brock entra a Sanremo da outsider puro, campione di condivisione su Tik Tok. Credo che ne uscirà come una bella scoperta per molti, un cantautore indie, di quando l’indie non ambiva a fare il verso agli anni Ottanta, o meglio, ci ambiva, ma con classe. Un bella canzone che ce lo farà apprezzare anche come interprete. C’è anche un assolo di chitarra, pensa te.
Maria Antonietta e Colombre- La felicità e basta 7,5
Siamo negli anni Ottanta, con un testo che si candida a essere il più politico dei trenta presentati. Una canzone ironica, dal ritmo incalzante, che vuole a ragione diventare un inno al diritto di essere felici. Fosse poco. Bravi, ragazzi.
Fedez e Marco Masini- Male necessario 7-
Inizia Fedez, poi arriva Marco che infila uno dei momenti più intensi tra i trenta brani in gara. Diciamo che è uno dei brani che se la giocheranno, anche se senza Fedez probabilmente non ci sarebbe stata proprio partita. Comunque i due insieme girano benissimo. Dimmi tu se mi toccava dare un bel voto a Fedez, Dio santo.
Michele Bravi- Prima o poi 7
Michele Bravi indossa i panni del crooner che racconta se stesso in confidenza, su una base classicheggiante, d’altri tempi. Un brano che proprio per questo suo essere poco canonico oggi, canoni risibili e imbarazzanti, quelli di oggi, una sorta di Rufus Wainright italiano, ormai, il nostro. E credo sia un assoluto bene.
J-Ax- Italia Starter Pack 7
Dice J- Ax si è dato al country, vedi che veste da cowboy. Ecco, sentite questa canzone e capite che il look è assolutamente coerente con la nuova veste musicale. Puro western style. Una canzone che parla dell’Italia, il titolo sta lì mica per caso, e che vuole in qualche modo dirci quello che i tanti stereotipi messi in campo da Gabry Ponte. Il fatto che sia stata scritta con quell’Andrea Bonomo che Tutta l’Italia cantava e che ne aveva scritto il testo, immagino, sia un modo per chiedere scusa. Scuse accettate.
serena brancale
arisa
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elettra lamborghini 1








