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MAI DIRE RAI! PARTE LA NUOVA STAGIONE DEI TALK: DAL RENZIANO GUELFI AL GRILLINO FRECCERO, SONO TUTTI CONTRO LE AMMUCCHIATE E LE PUNTATE-POLLAIO - CI SARANNO DAVVERO PIÙ INTERVISTE E MENO SCAZZI, COME SOGNA CAMPOSANTO DALL’ORTO?

Dagonews

 

ANTONIO CAMPO DALL ORTOANTONIO CAMPO DALL ORTO

Parte la nuova stagione dei talk show, con il nuovo corso by Campo Dall’Orto tutto rimarrà come prima? Nei palazzi romani della politica gira un dossier, arrivato sul tavolo (metaforico, perché non hanno ancora la stanza) anche di alcuni consiglieri di Viale Mazzini, sulle tendenze di ascolto dei principali talk show Rai nelle ultime stagioni.

 

Se Brunello Vespa, su Raiuno, riesce a salvarsi, essendosi attestato lo scorso anno su una media di share del 13,5%, in lieve crescita sulla stagione precedente ma in calo rispetto al 15,6% di due anni fa, a registrare un crollo verticale è “Ballarò”:

 

Floris su La7 con il suo “DiMartedì” e Giannini su Raitre si sono divisi la torta. 

giannini vs floris sfida tv 590520giannini vs floris sfida tv 590520

Nella stagione 2013-2014 lo share medio era stato il 12,95% con 3.319.384 telespettatori, mentre lo scorso anno il dato medio è stato il 6,7% con 1,5 milioni di utenti.

 

Floris diMartediFloris diMartedì

 

 

2 - RAI, IL PIANO SUI TALK SHOW: PIÙ INTERVISTE, MENO PIAZZE

Claudio Marincola per “Il Messaggero”

la prima puntata di ballaro' con massimo gianninila prima puntata di ballaro' con massimo giannini

 

Più interviste, più faccia a faccia tra ospiti che escono di scena per lasciare il posto ad altri, meno piazze, più storie. Non è la riforma dei talk show che vuole Renzi. Ma è già un altro copione. Il siparietto serale dei “politici-contro” ha fatto il suo tempo. Il vecchio format, lo spettacolo delle parole urlate, è considerato dal premier diseducativo e dal nuovo direttore generale Antonio Campo Dall’Orto un pessimo modo di fare informazione. Serve un confronto «comprensibile», «poche persone che parlano, punti di vista differenti, molte conversazioni a due, anche solo con il conduttore», ha spiegato di recente il dg al “Foglio”. Le sue linee guida, quasi un manifesto. E tutti si sono adeguati, a cominciare da Ballarò che da domani sera tornerà in onda su RaiTre.

 

massimo giannini -ballaromassimo giannini -ballaro

Massimo Giannini, chiamato a condurre per il secondo anno la trasmissione, è felice di allontanarsi dal fantasma di Giovanni Floris, cui subentrò in corsa. Il nuovo modello prevede confronti a due, ospiti che si avvicendano, una rotazione del contradditorio che cambia scorrendo la scaletta. Purché non si scada nel «grande pollaio senza anima», come Renzi qualificò certi talk show.

 

Guelfo Guelfi è uno dei nuovi consiglieri Rai. Non avendo una esperienza specifica in materia, si rifà alle full immersion da teleutente, «a certe stagioni piovose»: «Io forse sono un po’ anziano e per questo ho ricevuto anche qualche critica. Ma ricordo certe tribune politiche che ci tenevano con il fiato sospeso. L’Italia si fermava. I personaggi di allora si chiamavano Togliatti o Almirante. E noi, sia chiaro, non abbiamo nostalgia di quei tempi. Ma della civiltà di quelle tribune elettorali sì.

MASSIMO GIANNINI ANDREA VIANELLO BALLAROMASSIMO GIANNINI ANDREA VIANELLO BALLARO

 

Se l’alternativa sono le ammucchiate allora preferisco le opinioni espresse in quel modo. E vorrei che alla vecchia rappresentazione della piazza, dei cartelli e della protesta, che pure per vent’anni ha avuto un senso, subentrasse il racconto. Quelle piazze, intendiamoci, non erano composte da figuranti ma da gente vera. Ora i tempi però sono cambiati e la tv deve raccontare questo cambiamento perché ognuno possa farsi un’idea».

 

CAMBIO DI ATMOSFERA

Con la prima ospitata del premier a Porta a Porta da ieri è ripartita la stagione. Oggi in prima serata toccherà a Ballarò. E già lo studio «circolare e avvolgente», «più inclusivo rispetto alle due curve che si scontrano» la dice lunga sul cambio di atmosfera. Una scenografia «più moderna e funzionale», per superare la logica dualistica «degli schieramenti contrapposti», per dirlo con le parole di Massimo Giannini. Un cambio di strategia per scommettere tutto sul giornalismo: inchieste, reportage, collegamenti in diretta, «al di là del confronto in studio».

carlo freccero  carlo freccero

 

Paolo Beldì, storico (e geniale) regista di “Quelli che il calcio” si aggiungerà a una squadra ormai collaudata. I primi ospiti saranno il cardinal Bagnasco, il ministro Martina e il leader della Lega Salvini. «Avrei voluto questi cambiamenti fin dall’inizio - ha confessato Giannini - la nostra missione era riconfermare la leadership in prima serata di Ballarò, operazione riuscita con una media del 6.7% e oltre 1,5 milioni di spettatori.

 

«Vinta questa sfida, il programma può seguire più liberamente la sua strada, fin dalla prima puntata. Proprio per la crisi del discorso pubblico e della rappresentanza politica, e di conseguenza dei talk show, sono convinto che conterà sempre di più la qualità dei materiali giornalistici che saremo in grado di proporre: è necessario portare dentro questi studi quanti più pezzi di realtà la situazione nazionale e internazionale ci offre».

 

carlo freccero servizio pubblicocarlo freccero servizio pubblico

NUOVI SCENARI

Chi in passato non ha risparmiato critiche ai talk è Carlo Freccero, neo consigliere Rai grazie ai grillini e a Sel. Che stavolta è più cauto: «Li considero molto fortunati perché in questo momento hanno dinanzi a loro i “fatti”: la svolta della Merkel, le elezioni in Grecia e in Spagna, la crisi della Borsa in Cina. Non ci sono più le piazze da raccontare ma gli scenari che cambiano, hanno la Storia in diretta che passa davanti. In queste occasioni viene fuori la competenza.

 

Se perdono anche questa occasione per ricadere nel rimasticamento e nel balbettio allora proprio non vedo per loro un futuro». Ma non ci sono solo i talk show. L`azienda di viale Mazzini continua a negoziare per inserire sulla piattaforma Sky, al canale 104, uno dei suoi canali free da definire tra Rai4, Rai Movie e Rai5. L`accordo è molto vicino. Per la Rai avrebbe un valore aggiunto sia in termini economici che di palinsesto. E si allargherebbe la platea come richiesto dal contratto di servizio.

 

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