pasolini bertolucci

ENZO SICILIANO ACAMPO DE' FIORI” - LA PACE PASOLINI-BERTOLUCCI SUL CAMPO DI CALCIO, “A PIER PAOLO ‘’ULTIMO’’ TANGO NON ERA PIACIUTO, E NE AVEVA DISCUSSO CON UNA DUREZZA CHE AVEVA FERITO BERNARDO” – L’EROTISMO PASOLINIANO: “A PARIGI LO AVEVANO PORTATO IN UN CINEMA A LUCI ROSSE: ‘’LA FICA, SPALANCATA, ENORME, SU TUTTO LO SCHERMO: UN ORRORE’’

ENZO SICILIANO

Brano estratto da “Campo de’ Fiori” di Enzo Siciliano pubblicato da il Giornale

 

pasolini godard bertolucci

Pubblichiamo un brano da “Campo de’ Fiori” di Enzo Siciliano (Theoria, pagg.155, euro 14, postfazione di Andrea Caterini). Nato a Roma nel 1934, scrittore, intellettuale e direttore della rivista Nuovi Argomenti dal 1972 alla morte, nel 2006, Siciliano in questo libro, uscito la prima volta nel ’93 assembla una collana di ricordi con al centro un evento drammatico: la morte di Pasolini

 

pasolini e bertolucci

Pier Paolo e Laura erano venuti a trovarci, la settimana prima, dopo cena, e Laura aveva voluto che Pier Paolo portasse un dolce. Non l' avevamo mangiato ed era rimasto per i ragazzi.

Avevamo parlato delle ultime riprese di Salò. L' argomento era la partita di pallone che la troupe di Salò aveva giocato contro la troupe di Novecento, in un campo sportivo tra Parma e Mantova.

pier paolo pasolini e italo calvino al caffe rosati

Era stata quella l' occasione perché Pier Paolo e Bernardo Bertolucci si rivedessero dopo l' uscita di Ultimo tango a Parigi. A Pier Paolo Ultimo tango non era piaciuto, e ne aveva discusso con una durezza che aveva ferito Bernardo.

 

Laura raccontò come aveva orchestrato la riappacificazione - la partita le era sembrata il modo per coronare un lungo, meticoloso lavorìo diplomatico -, viaggi continui fra Parma e Mantova. Laura gorgogliava di gioia. Era stato affittato un campo regolamentare, era stata ordinata a un pasticciere una torta enorme, erano stati chiamati i fotografi, anche i cronisti dei giornali locali.

 

pasolini bertolucci la comare secca

Pier Paolo adesso rideva. Dissi: «Capitolazione». «Che dici!» rispose. Riparlò dei motivi per cui Ultimo tango non gli era piaciuto: nelle parole lasciava precipitare la forma didascalica del proprio puntiglio, e lo faceva con chiara insistenza. Si poteva pensare che, al fondo di quella chiarezza, vi fosse qualcosa di opaco. Diceva che con Ultimo tango Bernardo aveva tradito il cinema del Conformista. Insisteva: la qualità dei dialoghi - «dialoghi irreali». Ma non si trattenne dal parlare anche del talento di Bernardo, di quanto lo amasse: ne parlò con felicità riconquistata.

moravia e pasolini 1

 

Laura, con foga insistente, tornò a raccontare della partita di pallone. Pier Paolo alzò gli occhi al soffitto. Ironizzò, ma con un sospiro: «Laura!». E lei: «Avete fatto pace, e basta».

Laura sa quale accento usare per raccogliere chiunque sotto le sue gonne. E Pier Paolo concluse: «Va bene. È finita».

 

Raccontò del viaggio che aveva appena fatto a Parigi, per l' edizione francese di Salò. Lo avevano portato in un cinema a luci rosse: «La fica, spalancata, enorme, su tutto lo schermo: un orrore».

Si riaprì il contenzioso con Laura su un fronte tutto diverso: ed era un collaudatissimo gioco delle parti.

ENZO SICILIANO PASOLINI

Il tempo aveva accentuato in lui il desiderio di provocare gli amici su tutto quanto riguardava il sesso.

 

Pier Paolo sembrava aver raggiunto nei confronti della propria omosessualità uno stato di leggerezza che anni prima gli era forse estraneo. Di leggerezza e di disinvoltura. Negli ultimi tempi il suo orizzonte erotico aveva preso aspetti più mossi - per lo meno da quanto trapelava dalle sue parole, anche da un intimo suono di comicità in quelle parole.

aldo moro pier paolo pasolini venezia 1964bertolucci pasolini accattone

 

Pier Paolo coltivava il riserbo. Poteva ricordare con un sorriso profumato di nostalgia, e un' occhiata densa di allusioni, quel «ragazzino di Tangeri»; poteva aggiungere che era «bellissimo o delizioso», e aveva un modo così particolare di dire «delizioso», aiutando l' eco friulana nel suo accento, da svelare per intero il carico di sensualità sollevato dal ricordo: - ma oltre non andava.

 

BERTOLUCCI PASOLINI E FRANCO CITTI

Qualche anno prima, a Sabaudia, d' estate, preparando la sceneggiatura del Fiore delle Mille e una notte con Dacia, passò una decina di giorni in casa di Moravia. Noi abitavamo, sempre sulle dune del litorale, qualche casa più in là. Cenavamo spesso da Alberto. Pier Paolo ci lasciava appena finita la cena, come d' altra parte era sempre avvenuto a Roma e altrove. Stavolta aveva appuntamenti con allievi della scuola di polizia di Nettuno.

 

Sembrava lo confessasse per sfida. «Sono deliziosi» - e lo ripeteva fino alla nausea contro le nostre ironie, che prendevano a pretesto anche i suoi versi sulla battaglia di Valle Giulia, i versi sugli studenti e i poliziotti. Per tutta risposta, con il rombo dell' Alfa Romeo, si lasciava inghiottire dal buio sul rettifilo del lungomare.

bertolucci pasolini accattone

 

Tornava alla mente la voce di Gadda, profonda, esitante per timidezza e strafottenza, «Ah, l' erotismo numerico e generico di Pasolini!». Pier Paolo aveva sempre ribattuto: «Il numero, certo: il numero!».

 

brando bertolucci tango 620x420

Ho trovato una cartolina spedita dall' Ingegnere a Pier Paolo, con la data del 16 ottobre 1957 da Parma: «Carissimo, ti abbiamo ricordato con affetto, in questi giorni parmensi pieni di luce. Oltre le ore del mio nobile dovere, Attilio mi ha trattenuto e ospitato: e con lui Antonio Allegri. Questa gentile carognetta sia messaggero del mio costante ricordo. Il tuo Gadda». Accanto al nome di Gadda, Bertolucci ha scritto il suo «Attilio» a caratteri più minuti.

 

stefania sandrelli e bernardo bertolucci 1

La «gentile carognetta» di cui parla Gadda è, sul retro della cartolina, un Alessandro Farnese adolescente ritratto da Antonio Mor, conservato nella Pinacoteca di Parma. È un ragazzino quindicenne, magrissimo, elegantissimo, in calzamaglia color carne, berretto piumato, giustacuore di un chiarissimo turchese, e sulle spalle una giacca di raso blu foderata di pelliccia.

 

Anthonis Mor , Ritratto di Alessandro Farnese

Labbra a cuore, sguardo serio, morboso in modo inequivocabile, quell' Alessandro Farnese messo su carta, «messaggero» di un «Costante ricordo», voleva forse essere il comico correttivo all' erotismo numerico tanto discusso? Ancora di più: voleva essere, in puro stile gaddiano, quasi un nonsense citazionistico, una provocazione all' erotismo borgataro pasoliniano?

dacia maraini

 

ENZO SICILIANO PRESENTA IL LIBRO DI BISIGNANI NELL OTTANTOTTO

Nella cristallizzazione erotica che viveva, Pier Paolo non lasciava posto alle «carognette» del tipo ritratto da Mor: niente adolescenti segnati dal morbo delle classi alte, il vizio marcato nell' estenuazione della carne, nel pallore violaceo delle occhiaie, dei polsi e delle caviglie fragili.

 

bertolucci (4)

Il Riccetto di Ragazzi di vita era una creatura, tutti quelli come lui lo erano: polsi massicci, il pallore di una fame robusta. La luce dei loro occhi tradiva la particolare creaturalità che è un diritto alla vita - il diritto alla vita che li rendeva, alla sensibilità di Pasolini, non solo simpatici ma attraenti. Creature: - una parola che siglava un destino pensato e discusso dalla mente di un raffinato critico letterario, un Auerbach ad esempio.

 

GADDA

 

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