berlinguer santoro mucciante masi marcello

EPURATI E PREMIATI - ANZALDI: ''LA BERLINGUER AL TG3 HA PERSO ASCOLTI E GUADAGNA 2 PROGRAMMI. MUCCIANTE A RADIORAI NE HA CONQUISTATI E VIENE MANDATO VIA DOPO SOLO 2 ANNI E SENZA NUOVI INCARICHI'' - E LA COLLEGA DELLA FORNARIO, CHE HA GRIDATO AL BAVAGLIO RENZIANO: ''NESSUNA DIRETTIVA'' - TRAVAGLIO SMENTISCE IL RITORNO IN RAI: 'BENE PER BIANCA E MICHELE, MA IO NON CI METTERÒ PIEDE'

1. MUCCIANTE E RADIO RAI CONTINUA L' EPURAZIONE DEL «MANUALE RENZELLI»

Gian Maria De Francesco per “il Giornale

giancarlo leone flavio mucciante renzo arboregiancarlo leone flavio mucciante renzo arbore

 

La bomba è stata fatta esplodere su Twitter dal deputato renziano con licenza di eterodossia, Michele Anzaldi. «Mucciante (Gr Rai): +400mila ascoltatori, via dopo 2 anni. Berlinguer (Tg3): -400mila telespettatori, via dopo 7 anni. Per chi ci si indigna?», ha scritto sul social network. Poi ha rincarato la dose: «Mucciante dopo due anni di risultati e nessuna critica: senza incarico. Berlinguer avrà 2 trasmissioni, Masi vice Verdelli. Bene così?». Insomma, il premier Matteo Renzi, che dell' applicazione di severi parametri meritocratici ha sempre fatto la propria bandiera, sembra aver cambiato spartito ora che siede stabilmente nella stanza dei bottoni.

 

bianca berlinguer (3)bianca berlinguer (3)

I rilievi di Anzaldi, infatti, sono fondati. Come ha scritto l' ex direttore di Rai RadioUno e dei Giornali Radio, Flavio Mucciante, nella lettera di commiato alla redazione, Rai RadioUno nel 2015 ha totalizzato un +6% di ascolti (+238mla ascoltatori, +400mila su aprile 2014 quando Mucciante fu nominato alla guida). Dati sostanzialmente confermati anche nel primo semestre 2016 (-0,7% annuo a circa 4,2 milioni di ascoltatori medi).

 

La scelta di fare un canale all news con l' aggiunta di Tutto il calcio minuto per minuto è stata premiata dal pubblico e RadioUno è l' unica rete pubblica a tenere testa non solo alle radio private, ma anche ai programmi di massimo ascolto di Radio 105 (Tutto esaurito e Lo zoo di 105) e di Rtl 102.5 (La famiglia giù al Nord) cui la concorrenza commerciale oppone ormai una debole controprogrammazione. Discorso diverso per Bianca Berlinguer che, dopo aver raggiunto picchi di 2,5 milioni di telespettatori del Tg3 nel 2010 all' apice delll' antiberlusconismo militante, ha lasciato il telegiornale delle 19 a una media di 1,5 milioni di audience.

ANZALDIANZALDI

 

A differenza della anchorwoman, però, Mucciante è rimasto senza incarico, mentre il suo collega del Tg2 Marcello Masi è stato ricollocato come vice di Carlo Verdelli all' Offerta informativa. E dire che dopo le brillanti dirette sui fatti di Nizza e di Monaco nonché sull' incidente ferroviario tra Corato e Andria, sia Verdelli che il dg Rai Antonio Campo dall' Orto si erano personalmente complimentati per la qualità dei servizi di Radio Uno. Salvo poi defenestrarlo insalutato ospite. Poiché il mandato di Mucciante è triennale e scade nel prossimo aprile 2017, egli continuerà tuttavia a percepire il proprio compenso senza far nulla.

 

carlo  verdellicarlo verdelli

Perché sprecare dunque una risorsa? La risposta forse è nel comunicato del comitato di redazione del Giornale radio Rai. «Radio Uno è e deve mantenere la sua natura di canale di informazione di flusso», si legge nella nota di saluto a Mucciante e di benvenuto al nuovo direttore Andrea Montanari. Un chiaro riferimento alle idee del direttore artistico di Radio Rai, Carlo Conti, che intenderebbe, secondo quanto trapela dai rumor, traslocare alcuni programmi di Radio Due sul primo canale.

 

In questo modo potrebbe essere più difficile trasmettere dirette sui grandi temi se il palinsesto è meno fluido. Idem per Radio Due se il suo futuro sarà legato alla musica mainstream. E, tutto sommato, questo nuovo andazzo potrebbe andar bene sia al direttore generale Campo dall' Orto che al Premier Matteo Renzi, soprattutto nel periodo autunnale quando ogni sforzo dovrà concentrarsi sul sì al referendum.

 

Bocciando il merito, però, Renzi si espone alle polemiche. Ultima quella dell' autrice Francesca Fornario che ha lamentato il divieto di satira sul premier nella sua trasmissione Mamma non mamma su Radio Due. Peccato avesse già accettato di fare un programma di costume e non a sfondo politico. Ma, dopo l' occupazione manu militari di Renzi, vale tutto.

 

 

FRANCESCA FORNARIOFRANCESCA FORNARIO

2. RAI, ESTATE SENZA PACE "BAVAGLIO ALLA SATIRA" L' AZIENDA: ACCUSE FALSE

Andrea Carugati per “la Repubblica

 

L' estate rovente della Rai sembra non finire mai. Dopo «l' operazione trasparenza» che ha scatenato un vespaio di critiche sui maxi stipendi è arrivato il blitz agostano sulle nomine dei tg, con l' opposizione e la minoranza dem scatenate contro la «normalizzazione » della tv pubblica. Ora è il turno della radio.

 

Francesca Fornario Francesca Fornario

In queste ore Francesca Fornario, autrice e conduttrice su Radio2, ha deciso di lasciare la trasmissione «MammaNonMamma» denunciando pressioni per «evitare battute sulla politica, imitazioni, scenette come quella con la mamma di Renzi».

 

Le parole della Fornario, che lavora come autrice anche a «Un giorno da pecora» (ma non è chiaro se proseguirà) hanno scatenato la reazione indignata di Roberto Fico (M5S), che vuole convocare in Vigilanza i vertici di RadioRai a settembre, e della minoranza dem che parla di una «direttiva sulla censura preventiva» e chiama in causa la presidente Monica Maggioni: «Non può restare silente».

FEDERICA CIFOLA FEDERICA CIFOLA

 

Arriva anche la protesta di Luca Mercalli, conduttore di «Scala Mercalli» su Rai3, per la chiusura della sua trasmissione: «Abbiamo trattato argomenti scomodi per il governo, siamo andati contro le trivelle e le grandi opere », spiega in un' intervista a L' Espresso. «Lo stop è arrivato un paio di settimane fa, senza spiegazioni. Questa Rai somiglia a quella di Berlusconi».

 

A viale Mazzini non si aspettavano questi nuovi focolai. Sul caso Fornario la linea è netta: «Nessuna censura». «Se differenziare la programmazione significa mettere il bavaglio, allora alzo le mani», spiega Paola Marchesini, direttrice di Radio2.

 

«"MammaNonmamma" non è programma di satira politica. Nella prima edizione c' erano personaggi di questo tipo, poi abbiamo deciso di concentrarci sulla satira di costume». Le porte per la Fornario restano aperte, ma «le sue argomentazioni mi sembrano confuse». Marchesini difende il direttore artistico Carlo Conti, nel mirino anche per la (temporanea) chiusura del programma «610» di Lillo&Greg.

RENZI MAGGIONIRENZI MAGGIONI

 

«L' idea di non fare satira politica risale a prima che lui arrivasse».

Alla Rai si parla di «polemiche o orologeria », quasi a voler sfruttare l' ondata seguita alle nomine nei tg. E si cita il sito di «Un giorno da pecora», dove compaiono in home page diverse battute della Fornario anche su Renzi. Spunta anche un documento di aprile, una sorta di sinossi della nuova edizione di «MammaNonMamma», che già contiene le novità riguardo ai temi. Scende in campo anche la co-conduttrice Federica Cifola: «Polverone assurdo, mai stata alcuna censura».

renzi carlo conti renzi carlo conti

 

Il 7 settembre il cda guidato da Monica Maggioni sarà audito in Vigilanza sul tema del pluralismo. «Sarà l' occasione per fare i conti sulla radio e anche sui tg», avverte Carlo Freccero, membro del cda indicato dal M5S. «Non mi risultano direttive, se ci fossero sarebbe molto grave. E voglio capire bene il ruolo di Carlo Conti, mi auguro che non sia lui a occuparsi di linee editoriali. Meglio che si dedichi ai solarium...».

TRAVAGLIO SANTORO TRAVAGLIO SANTORO

 

Il ritorno di Marco Travaglio in Rai sembra invece rinviato a data da destinarsi. Rumors lo indicherebbero in team con Bianca Berlinguer e Michele Santoro nella nuova fascia quotidiana. Ma lui smentisce: «Felice che Michele lavori con Bianca, ma in questa Rai monocolore non metterò piede».

 

 

Ultimi Dagoreport

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, LA DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LO SCAZZO CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…