pulcilorenzetto

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI – “RUBLO IN CRISI, INTERVIENE PUTIN: LA STRATEGIA PUNITIVA PER FERMARE IL CROLLO DELLA VALUTA”. COSÌ IL SITO DEL “CORRIERE DELLA SERA” TITOLA UN ARTICOLO DI FEDERICO FUBINI. PECCATO CHE LA FOTO PRESCELTA PER ILLUSTRARLO RAPPRESENTI UNA MAZZETTA DI BANCONOTE DELL’UCRAINA – “LIBERO” PRENDE IN GIRO MARCO DAMBROSIO, VIGNETTISTA DI “PROPAGANDA LIVE”: “A MAKKOX SERVE SUBITO UN MALOX”. MA IL GIOCHINO DI PAROLE RIESCE A METÀ: IL FARMACO ANTIACIDO SI CHIAMA MAALOX, CON DUE A…

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto dal sito  

http://www.stefanolorenzetto.it/pulci.htm pubblicato da “Italia Oggi”

 

 

il dantino di giosue borsi

«La maestra mi regalò un’edizione mignon della Divina Commedia, che era appartenuta al fidanzato, il poeta Giosuè Borsi che morì nel novembre 1915 durante la battaglia dell’Isonzo. Ritrovarono nel giubbetto la piccola copia della Commedia che mi arrivò imprevedibilmente come dono», afferma il musicologo Quirino Principe, noto simpatizzante del diavolo, intervistato da Antonio Gnoli su Robinson, supplemento culturale della Repubblica.

 

Detta così, anche se all’epoca Principe frequentava le elementari e oggi ha 87 anni, sembra vera. E invece no, come poteva facilmente sospettare il coltissimo intervistatore. Infatti il celebre “Dantino” – conservato per un periodo nel sacrario di Montughi e poi dall’Associazione culturale Giosuè Borsi – si trova ora presso il Comune di Livorno. Il poeta cadde nel pomeriggio del 10 novembre 1915 a Zagora, non lontano da Gorizia, colpito mortalmente alla tempia sinistra.

 

QUIRINO PRINCIPE 7

Il cadavere, rimasto insepolto per qualche giorno, fu poi portato nel piccolo cimitero militare di Plava, finché non scomparve per sempre sotto il fuoco delle artiglierie. Secondo le testimonianze dei commilitoni che rinvennero la salma, Borsi stringeva al petto una copia del Vangelo, il rosario e il “Dantino” intriso di sangue. Dunque il piccolo libro non può appartenere a Principe, checché ne dica l’interessato. Infatti lo si vede spesso esposto nelle mostre, com’è avvenuto dal 12 novembre 2021 al 12 marzo 2022 alla Biblioteca Labronica di Livorno.

 

Molto opportunamente, Principe, alla domanda «Qual è il piacere più grande?», aveva risposto all’intervistatore: «Il sapere, un bene supremo. Ma dobbiamo meritarcelo». Gnoli non sa che il (povero) diavolo fa le pentole ma non i coperchi?

 

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la stampa, gli indagati trasformati in imputati

Alfonso Celotto, che il sito della Stampa qualifica come docente ordinario di diritto costituzionale, scrive: «La notizia della scarcerazione di uno degli imputati dello stupro di gruppo a Palermo fa discutere». Fa discutere anche un docente universitario che definisce imputati dei semplici indagati, non ancora rinviati a giudizio. Consigliamo al professor Celotto un ripasso di diritto penale.

 

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«E qui la questione non è più etica ma spirituale e chiama in causa il cristianesimo, che invece è proprio la religione della seconda possibilità, da Noè e la sua famiglia che ripartono dopo il diluvio fino a Cristo che torna dai suoi “amici”, traditori, rinnegatori e codardi, per dirgli: forza, riproviamoci insieme!», scrive Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano.

 

ANDREA MONDA CON PAPA FRANCESCO

Quindi, secondo il timoniere del giornale della Santa Sede, Noè e la sua famiglia erano già cristiani chissà quanti millenni prima nella nascita di Cristo. Arca miseria! Che notizia. (Al pari di molti personaggi ed episodi della Bibbia ebraica, anche Noè e l’arca sono interpretati come prefigurazioni, sin dal Nuovo Testamento: così il patriarca è modello dell’uomo giusto, o di Cristo stesso, e non del peccatore a cui viene data una seconda possibilità, come scrive Monda. E a voler essere precisi, il cristianesimo prevede infinite possibilità di riscatto, non solo due).

 

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corriere della sera, grivnie scambiate per rubli

«Rublo in crisi, interviene Putin: la strategia punitiva per fermare il crollo della valuta». Così il sito del Corriere della Sera titola un articolo di Federico Fubini. Peccato che la foto prescelta per illustrarlo rappresenti una mazzetta di banconote dell’Ucraina, del valore di 200 grivne, raffiguranti la poetessa ucraina Lesja Ukraïnka (1871-1913), con tanto di scritta «Ucraina» e di tryzub, il tridente bizantino adottato come simbolo nello stemma dell’Ucraina.

 

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Titolo d’apertura della Verità, in prima pagina, sul caso del generale Roberto Vannacci e sulle sue pregresse denunce relative all’utilizzo dell’uranio impoverito nei teatri di guerra dei Balcani: «Circa 500 morti e migliaia di malati». Sommario a pagina 2: «Stando alle stime al ribasso, gli italiani morti dopo la contaminazione sono almeno 340». Quindi circa 500 o almeno 340?

 

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la repubblica, raffica di cosi

Titoli da un’unica edizione della Repubblica. Pagina 3: «Dalla Sicilia ad Aosta così si prova a resistere». Ancora pagina 3: «Così il mobilificio evita la crisi». Pagina 4: «Così Salvini finanzia le opere al Nord». Pagina 32: «Così nacque una star». Pagina 37: «Così il ciclone Antropova ha tolto il posto a Egonu». Un giornale un po’ così.

 

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Sul Corriere della Sera, Maria Egizia Fiaschetti firma un servizio intitolato «Nel Lazio. De Angelis e il cognato nel suo staff. È polemica». A questo proposito, l’autrice cita le «critiche aspre» del consigliere di Azione, Alessio D’Amato, il quale conclude: «Chiedo di invitare al consiglio straordinario richiesto dalle opposizioni i rappresentanti della strage neofascista di Bologna».

 

Escludendo che D’Amato intendesse convocare nel Lazio una selezione delle povere vittime, e neppure una delegazione democraticamente eletta degli autori dell’infame attentato, è verosimile che la frase debba intendersi come un invito per «i rappresentanti dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980», questa la denominazione ufficiale del sodalizio costituitosi a Bologna il 1° giugno 1981. D’accordo, sarebbe stato un po’ lungo riportarla, ma le sintesi dovrebbero avere la delicatezza, dinanzi a tale scempio, di non scivolare nel grottesco o nel macabro. Bastava scrivere: «I rappresentanti dell’Associazione 2 Agosto».

makkox

 

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Con un titolo, Libero prende in giro Marco Dambrosio, vignettista di Propaganda live su La7: «A Makkox serve subito un Malox». Ma il giochino di parole riesce a metà: il farmaco antiacido si chiama Maalox, con due a.

 

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Titolo dal sito del Corriere del Veneto: «Avaria in volo. Asiago, ultraleggero precipita tentando un atterraggio di fortuna: feriti ma vivi pilota e passeggero». Feriti ma morti sarebbe stata una notizia da prima pagina.

corriere della sera, feriti ma viviSTEFANO LORENZETTOstefano lorenzetto per la quinta volta nel guinness dei primati

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