francesca fagnani enrico mentana

"LA BELVA PEGGIORE IN CASA? ENRICO MENTANA. NON FINGO, PARLO COSÌ: SO' ROMANA DE ROMA SUD" – FRANCESCA FAGNANI IN VERSIONE ROMANELLA E CORATELLA – “ALDO GRASSO MI HA DEFINITO “INTERVIST-ATTRICE”? IO PARTECIPO PIENAMENTE, NON SONO NEUTRA: MA ATTRICE NO” – "NON FACCIO AVERE LE DOMANDE PRIMA AGLI OSPITI, DIVENTEREBBE UNA RECITA” - L’AGENDA ROSSA “FETICCIO” (“UNA VOLTA ME L’HANNO RUBATA”, NEANCHE FOSSE QUELLA DI BORSELLINO!), L’INTERVISTA IMPOSSIBILE ALLA MERKEL E QUELLA DEI SOGNI A MARIA DE FILIPPI (“SONO UNA SUA GRANDE FAN”) E L’AMORE PER I CANI: “ALMENO NON DIVENTANO ADOLESCENTI INGRATI” (MEGLIO CHE PAPA FRANCESCO NON LEGGA QUESTE PAROLE…) – VIDEO

 

 

Maria Luisa Agnese per “Sette – Corriere della Sera”

 

francesca fagnani enrico mentana

Se per Sanremo ci sono i gruppi di ascolto, per Belve ci sono le serate a tema: con il pubblico che se lo rifa a casa, cena e torta con su la scritta «Che Belva ti senti? » e poi l’intervista alla Belve, con due sgabelli al centro, un’amica o un amico con l’agenda rossa che interroga l’altra/o e tutti gli altri intorno.

 

Come per ogni programma che si rispetti crescono i fan e i critici, crescono i post sui social e fiorisce la fenomenologia sulla sua conduttrice, Francesca Fagnani. Nato nel 2018 Belve che prima è stato sul Nove poi su Rai 2, torna ora in campo con la 12esima edizione, 5 puntate dal 22 aprile con uno spin off, una puntata extra sull’altra passione di Fagnani, la devianza (su cui ha scritto anche il libro Mala. Roma criminale). Gli ospiti della prima puntata sono Sabrina Impacciatore, Nathalie Guetta e Marcel Jacobs.

 

(...)

francesca fagnani novella 2000

 

 

Aldo Grasso ha detto che lei è intervist-attrice:

«Io partecipo pienamente, sono due sgabelli….»

 

Magari non recita, ma sta al gioco.

«Ma io sono così, io mi sento più giornalista che attrice, sono quella, quello è il mio modo di essere, di certo è un programma che è totalmente cucito addosso a me. E quindi è un programma dove emerge la mia personalità, non sono neutra: ma attrice no».

Francesca Fagnani e Vittorio Feltri _ph Stefania Casellato

 

Si parla di Fenomenologia Fagnani, molti ci han provato: i silenzi, le pause, gli ehmm, le faccette. Ci si ritrova?

«Oddio esiste questa fenomenologia? Mi dispiacerebbe per gli altri. Penso che la forza di ogni programma è se tu riesci a imprimere la tua personalità. Infatti quando ogni tanto i giornalisti mi dicono ti faccio un’ intervista alla Fagnani, io rispondo: Guarda se tu la fai a tuo modo, con la tua personalità, riesce molto meglio. Io cerco sempre di non fare quello che vedo in giro. Anche se qualcosa mi piace, cerco di non riproporla, perché poi penso che il pubblico ha le antenne sempre ben alzate e quindi in generale se uno fa le cose assecondando la propria personalità, ha più chance di riuscire».

 

ENRICO MENTANA E FRANCESCA FAGNANI AL QUIRINALE

Non copiare dunque, ma i modelli ispiratori ci sono, lei ha spesso parlato di Minoli. Ma forse anche Costanzo, così gattone che si metteva lì, in ascolto…

«Magari, sarebbe un complimento immenso. Riusciva a chiedere qualsiasi cosa con ironia, con lui nessuno si offendeva perché era spontaneo: la spontaneità, quindi mettersi in gioco, passa sempre: il suo era un modello di ironia, perché se tu chiedi con misto ironia e gentilezza, è difficile resistere. E poi quella lucetta rossa della tv è uno specchio: se sei simpatico risulterai simpatico, se provi a fare il simpatico e non lo sei, risulterai uno che prova a fare il simpatico, devi essere un grande attore per sembrare quello che non sei».

 

Dice le domande prima, si mette d’accordo sui temi?

francesca fagnani belve 6

«Ma sta scherzando? Non avrebbe avuto il successo che ha avuto. Diventerebbe una recita. Può essere capitato che ci siamo sentite al telefono, ma in generale, mai anticipata una domanda a nessuno, non una delle 100 che faccio. Le ho chiesto di che avremmo parlato per questa intervista? Non l’avrei mai fatto. È mancanza di rispetto verso chi hai davanti: anche perché, siccome l’intervista non è un’aula di Tribunale e l’intervistatore non è un magistrato, l’altro è libero di non rispondere. E poi lo sguardo, la risata o l’espressione di disagio o di sorpresa che l’intervistato fa quando arriva la domanda inaspettata, tutto quello non lo puoi prevedere».

 

E ce lo perderemmo, tutto questo, comprese le sue faccette.

enrico mentana francesca fagnani (2) ricevimento quirinale 2 giugno 2024

«Ma io sono così e parlo così, so’ romana».

 

Ecco veniamo al romanesco: le piace Pilar Fogliati?

«Follemente, sono una grande fan, è bravissima».

 

Ma lei che accento ha?

«Ma non esiste, è un’invenzione artistica di Pilar… comunque io non nasco nella parte nobile di Roma perché sono di Roma Sud, infatti quando vengono in trasmissione i romani, chiedo sempre Ma lei è di Roma Nord o di Roma Sud?, per capire se hanno avuto un’adolescenza nel circoletto più fighetto dei pariolini oppure in quello più wild di Roma Sud. Che è una linea di confine che i romani non superano».

 

Come si prepara?

francesca fagnani belve 7

«Studio tutto quello che posso studiare del personaggio e studio molto di più di quello che chiedo, perchè poi mi consente di andare a destra e a sinistra durante l’intervista. Se tu studi più di quello che chiedi, puoi cambiare traccia, altrimenti è complicato improvvisare».

 

Deve essere una gran secchiona. Si informa anche in giro?

«Ma secchiona lo sono sempre stata. Per il resto, mi capita di chiedere, ma chiedo solo aspetti più bonari, perché non mi va di mettere le persone in difficoltà».

francesca fagnani belve 5

 

Ma non era una Belva?

«Non mi piace rendere delatore di una cosa negativa un altro; però se conosco i suoi amici, chiedo: Mi racconti un aneddoto simpatico, inedito».

 

Usa l’intelligenza artificiale?

ENRICO MENTANA - FRANCESCA FAGNANI - MEME BY EDOARDO BARALDI

«No, ho provato una volta e mi sono trovata con date sbagliate, non mi attira: la guardo con curiosità per le evoluzioni in campo scientifico e medico, ma in campo artistico no».

 

Poi trascrive tutto sulla famosa agenda rossa.

«Per me è un feticcio, sono una scaramantica, l’agenda è sempre la stessa: le graffette nascono perché io mi scrivo l’intervista al computer, poi la stampo, ritaglio i fogli e li metto dentro con le domande, se no dovrei cambiare sempre agenda, perché mi finirebbe minimo in una stagione».

 

E allora?

«Allora l’agenda è sempre la stessa da anni ed è ancora tutta bianca, salvo che l’ho dovuta cambiare perché me l’hanno rubata una volta in studio, cambiano solo i corpi dei caratteri che con gli anni diventano sempre più larghi… mi scrivo tante domande, possono essere 85 o 106, siccome come si diceva non ho capacità attoriali e non mi piace imparare a memoria: anche quando ho fatto un monologo a Sanremo, non ho voluto il gobbo che non non so usare, io scrivo, sono una giornalista e ho bisogno di leggere i miei fogli».

 

A Natale si è allargata la famiglia canina, con l’arrivo di Blu, terzo Cavalier King dopo Nina e Bice. I cani sostituti dei figli?

francesca fagnani belve 4

«I cani li ho avuti da sempre, fin da bambina, amo gli animali e la natura. Non sono sostituti dei figli, ma è un tipo di affettività piena. Non mi piace pensare a nessuno come sostituto di un altro né di un animale né uomo, però ripeto, è un tipo di affettività completa. E hanno un vantaggio, i cani non diventano adolescenti ingrati».

 

Cinque belve in casa, ora. Qual è la peggiore?

«La metterei così: siccome per me dare a qualcuno della Belva è un complimento, e i complimenti uno non se li fa da solo, le direi Enrico (Mentana, ndr). Sto cercando di instillare nell’ultimo arrivato Blu, che è un maschio, un amore esagerato nei miei confronti e utilizzo tutti i mezzucci perché si innamori di me».

enrico mentana e francesca fagnani 4

 

Facciamo lo zoo ideale: le interviste migliori fra quelle già fatte e quelle da fare.

«Carla Bruni e sua sorella Valeria Bruni Tedeschi, stupenda; poi Valeria Golino ma anche Flavia Vento, Emma Bonino e Jovanotti, per la generosità. E nel mondo mi piacerebbe una che non intervisterò mai, come Angela Merkel, un viaggio nel suo privato di donna di potere che ha pagato un prezzo, e che ha comandato l’Europa mi attrae molto. In Italia, proprio perché sono sua grande fan, mi piacerebbe Maria De Filippi, una donna che da vent’anni, forse di più, sa intercettare il gusto delle persone: perchè chi fa il 30 per cento ancora oggi, con un pubblico disperso su mille reti e mille piattaforme, vuol dire che sa capire qualcosa in più delle persone. E nella conduzione fa quello che non fa nessun conduttore, sa giocare in sottrazione su sé stessa».

noemi francesca fagnani

 

Adesso c’è lo spin off. Teresa Ciabatti ha scritto proprio su 7 che lei affronta questo mondo con lo stesso sguardo, «né giudicante né indulgente». Una nuova Leosini?

«Non ho questa ambizione, lo farò con i miei mezzi e con la mia personalità, quello che mi interessa è anche lì fare un attraversamento, un viaggio nel prima nel durante e anche nel dopo di chi si è trovato nella vita a compiere un reato, di chi sbaglia; potrebbero esserci cold case, come casi più attuali. Cerco di avere un approccio mai giudicante perché ho fiducia nei lettori come negli spettatori: metto sul tavolo tutte le carte a disposizione per consentire una lettura alle persone».

 

elena sofia ricci e francesca fagnani a belve - foto di Stefania Casellato

Ma lei da piccola era delinquentina?

«Ma no, come si fa a pensare alla cattiveria di un bambino? Ero normale, anche se mia madre mi chiamava Faccia d’angelo. Poi la mia vita da inviata mi ha fatto appassionare anche a un’umanità più dolente, un mondo dove alcuni nascono per male, ma dove la maggior parte delle persone non nascono per male, dipende dal contesto: per questo voglio indagare quelle ragioni senza avere un approccio giudicante, perché sei già in posizione privilegiata e il tuo giudizio te lo devi tenere».

francesca fagnani belve 7francesca fagnani belve 6massimo giletti francesca fagnani enrico mentana valeria marini paola batanifrancesca fagnani enrico mentana enrico mentana e francesca fagnanifrancesca fagnani enrico mentana fagnani mentanafrancesca fagnani (7)francesca fagnani roberta zezzafesta per il settimanale di tpi stefano mentana e francesca fagnanifrancesca fagnanifrancesca fagnani (5)francesca fagnani (6)francesca fagnani belve 5enrico mentana e francesca fagnani con i loro canifagnani mentanaenrico mentana francesca fagnanifrancesca fagnani (4)enrico mentana francesca fagnanimarco travaglio francesca fagnani enrico mentanafrancesca fagnani (3)francesca fagnani belve enrico mentana e francesca fagnani 3

Ultimi Dagoreport

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO

papa francesco fazzini tornielli

DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL DIARIO PERSONALE DI PAPA FRANCESCO", LIBRO CURATO DAL CARDINALE ARGENTINO VICTOR MANUEL FERNANDEZ - DIETRO QUESTA OPERAZIONE, CHE HA IL SAPORE DI UN NUOVO “VATILEAKS” CON PARVENZA ISTITUZIONALE, CI SONO ANDREA TORNIELLI, DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE VATICANA, E LORENZO FAZZINI, RESPONSABILE DELLA CASA EDITRICE - PROPRIO FAZZINI HA RACCONTATO CHE IL CARDINALE FERNANDEZ AVEVA RICEVUTO DA FRANCESCO UNO SCATOLONE PIENO DI SUE VECCHIE AGENDE. PECCATO CHE IL PONTEFICE ARGENTINO NON TENESSE DIARI PERSONALI E DISTRUGGEVA TUTTA LA CORRISPONDENZA E LA DOCUMENTAZIONE IN ARRIVO, UNA VOLTA EVASA - ALLORA PERCHÉ IL LIBRO È STATO INTITOLATO "IL DIARIO PERSONALE", SE BERGOGLIO UN DIARIO NON LO AVEVA E MANCO LO VOLEVA? IL TUTTO PUZZA DI BIECA OPERAZIONE COMMERCIALE...

leonardo lorenzo mariani francesco macri'

DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...