baricco farinetti guerra

FELTRINELLI SI PAPPA LA SCUOLA HOLDEN CON L’AIUTO DI FARINETTI & FRIENDS – NEL CDA BARICCO, FONDATORE DELL'ACCADEMIA DI SCRITTURA CREATIVA E IL GURU DI EATALY: LA SCALATA COINVOLGE ANCHE ANDREA GUERRA, EX CONSIGLIERE DI RENZI - MANI SUGLI AUTORI E SUI CONTENUTI, RISCHIO MONOPOLIO - IL CORSO DI SCRITTURA DELLA SCUOLA HOLDEN,INOLTRE, SARÀ PRESTO PARIFICATO A UN CORSO DI LAUREA TRIENNALE DEL DAMS...

Marco Lanterna per la Verità

 

baricco

Il gruppo Feltrinelli è divenuto l' azionista di maggioranza della Scuola Holden, l' accademia di scrittura creativa fondata da Alessandro Baricco a Torino nel 1994. Feltrinelli da qualche giorno ne detiene il 51,5%, di fatto controllandola. La Holden, nata in origine come una sorta di bottega per aspiranti scrittori, alla maniera dei writing workshop americani, negli anni è cresciuta sempre più.

 

Sono arrivati nuovi partner finanziari - come appunto Feltrinelli, inizialmente al 31,5% - che ne hanno permesso l' ampliamento mediante l' acquisto, per esempio, dell' ex caserma Cavalli, un edificio storico di 5000 metri quadrati. Anche i corsi si sono evoluti, affiancando alla scrittura ogni tipo di media; come pure si sono evoluti i docenti, ormai tutti nomi che chiamano (molti provenienti dal parco autori Feltrinelli) invitati a tenervi costosi master o molto reclamizzate lezioni.

 

farinetti

Sicché oggi il gruppo editoriale Feltrinelli, il quale già pubblica distribuisce e controlla diverse case editrici (tra possedute e partecipate siamo circa a una decina di marchi), si perfeziona con un ultimo prezioso tassello, quello dell' ideazione dei contenuti. Ora Feltrinelli copre tutta la filiera: dall' autore fino al consumatore.

 

Attraverso la Holden, l' editore si garantirà (ma forse il verbo più corretto è alleverà) un nuovo serraglio di autori, per dir così Feltrinelly correct, capaci cioè di realizzare in un modo dolce quella «persuasione permanente» che era uno dei sogni di Antonio Gramsci. Diciamo che se in politica s' invoca sempre a gran voce il pluralismo, in ambito di editoria e affari è molto meglio l' oligopolio, in vista del monopolio assoluto (essendo rimasti ormai in Italia solo due colossali competitori, ossia Feltrinelli e Mondadori). Al punto che sarà sempre più lecito domandarsi da intellettuali e cittadini: e chi la pensa diversamente? Per intenderci non come Feltrinelli & soci?

 

Avrà ancora la possibilità di essere pubblicato, distribuito, letto? oppure gli resteranno solo i muri nei bagni delle stazioni per gridare il proprio «no»?

Oltre all' ideologia che persiste sotto nuove forme, oggi come ieri, in questo riassetto societario s' intravede pure, mescolato a frasi da parata sull' importanza umanistica dell' educazione, l' interesse per il nuovo business della formazione (si veda a ulteriore esempio l' Academy del Corriere della Sera appena varata da Urbano Cairo). Il corso di scrittura della Scuola Holden sarà presto parificato a un corso di laurea triennale del Dams, diverrà così la prima laurea in scrittura d' Italia, la seconda in tutta Europa.

guerra

 

Ora, considerando che in Italia esistono ormai più aspiranti scrittori che lettori, ciò trasformerà la Holden in un opulento diplomificio, seppure sempre smart e cool, secondo le logiche americane di scrittura-contabile importate qui da Baricco. Il numero dei partecipanti - un tempo di 40 l' anno - è cresciuto negli anni fino a 400, e ancor più crescerà con la nuova dirigenza Feltrinelli; come d' altronde è cresciuta la retta della scuola (di base 10.000 euro l' anno), più simile a quella di un campus, o di un master, che non a una scuola per aspiranti scribacchini. Ma come dar torto alla Holden e a quelli che la gestiscono, quando, come la sofistica antica, tale scuola dei miracoli promette d' insegnare come far denaro con le chiacchiere - in inglese storytelling - per poi sfondare nel mondo dell' editoria. Bisogna però ricordare a tutti quei giovani speranzosi che s' iscriveranno per dotarsi di un curriculum alla J.D. Salinger, che, come durante la corsa all' oro nel selvaggio West, ad arricchirsi alla fine non erano tanto i cercatori - i cenciosi padellari - ma chi vendeva loro pale e picconi restando al caldo negli empori.

farinetti fico eataly world

 

La scalata di Feltrinelli alla Holden, che si stima milionaria, rimane a detta degli stessi interessati pur sempre una cosa «tra amici» (cioè con grandi pacche sulla schiena e sorrisi) e coinvolge Carlo Fitzgerald Feltrinelli, fresco presidente del consiglio d' amministrazione, Alessandro Baricco preside e docente (che conserverà il 25,5% della scuola), Andrea Guerra manager ex consigliere di Matteo Renzi (7%), nonché Oscar Farinetti (che attraverso Eataly ne detiene il 16%), il quale com' è risaputo - tra un affare enogastronomico e l' altro - ammazza il tempo scrivendo libri che spaziano dal saggismo filosofico alla poesia intimista.

alessandro baricco

Vena di certo ottima per tenere una lectio magistralis alla Holden, ma invero non molto apprezzata né da intenditori che posteri.

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?