pamela prati a ozieri su chi

FERMI TUTTI: PAMELA PRATI AVEVA INVENTATO ANCHE IL PADRE! ''ERA UN BALLERINO DI FLAMENCO SPAGNOLO''. MADDECHÉ: ERA UN LATIN LOVER DI OZIERI DETTO ''PESCE MORTO'' - ''CHI'' È ANDATO NEL SUO PAESE D'ORIGINE IN SARDEGNA, DOVE TUTTI CONOSCONO LA SOUBRETTE E LE SUE BELLE SORELLE. MA OCCHIO, ''PESCE MORTO'' È UN'ANTIFRASI: ERA IL ROCCO SIFFREDI DEL PAESE. ''QUANDO LE FOTO DI PAMELA SONO USCITE SU 'PLAYBOY'…''

 

Paolo Federici per Chi

 

PAMELA PRATI A OZIERI SU CHI

 

I veri fan di Pamela Prati, quando scendono a Olbia, non girano a destra verso la scintillante Costa Smeralda e i suoi ombrelloni affittati al costo di un trilocale: vanno verso l’interno. Dopo chilometri di prati e montagne brulle e bellissime, in cui si incrociano tante greggi quante persone, arrivano nel centro più grande del Logudoro: Ozieri. La Sardegna più vera e antica, dove la gente passeggia nell’immancabile via Umberto, chiacchierando senza fretta tra case dell’800 restaurate senza sfarzo. La storia di Pamela Prati comincia qui, in questo paese di 10mila abitanti, dove nasce nel 1958.

 

 

LORENZO PIREDDU

«Pamela? Ma che Pamela! Paola, Paola Pireddu», esclama il primo ozierese con cui parliamo, Luigi, più conosciuto come Gigi Polemica. «Paola aveva già una bellissima presenza anche da ragazza, ma noi, i suoi coetanei, la vedevamo come inarrivabile: sembrava già predestinata al successo», attacca. Dietro suo consiglio ci dirigiamo all’Antico Caffè Svizzero, dove Pamela/Paola andava con le sorelle a fare le pulizie per racimolare qualche soldo. Il pub è gestito da Salvatore Falchi e da suo fratello, che però scuote la testa: «Noi siamo più piccoli, non c’eravamo quando Pamela e le sue sorelle ogni tanto venivano a lavorare da mio padre Domenico».

 

Al bar Italia di via Roma due avventori, che però ci tengono a restare anonimi, ricordano che «quando filava con Mirco, il suo ragazzo di allora, era molto riservata. Non è mai, ma proprio mai stata chiacchierata, qui a Ozieri. La loro era una famiglia umile, con tanti fratelli, ma molto dignitosa», racconta quello che dice di chiamarsi Vincenzo B.

 

PAMELA PRATI MARIA PIREDDU

«Però...», e qui fa una pausa, guarda il suo compagno di tavolo ed esplode in una risata: «Però quando se n’era già andata e le sue foto sono uscite su Playboy, la madre e il padrino si sono precipitati a comprare tutte le riviste presenti nelle edicole del paese. Noi siamo dovuti andare fino a Chilivani per riuscire a trovarlo, perché a Ozieri non c’era più una copia che fosse una». Poi, all’improvviso: «Ah, eccolo, quello è Lorenzo, uno dei suoi fratelli. Ma ormai per tutti è Pamelo», dice indicando un passante che si affretta.

 

Poco più in là, al bar Nazionale («Che nell’800 era quello frequentato dai proprietari terrieri: venivano qui con il loro vino, se lo facevano mettere in fresco e poi bevevano quello, così non dovevano pagare», ricorda l’attuale proprietario), scambiamo quattro chiacchiere con Antonio Farina, (ex) macellaio della futura attrice: «Da noi, dai “Fratelli Farina Carni Sarde di Qualità”, venivano tutti, e anche Pamela: era bellissima. Ed era tra le prime a usare le minigonne in pelle. Quando usciva mi si svuotava la macelleria!», ricorda. «Sì, e tu davi sempre ossa e polpa perché Pamela crescesse bene», aggiunge Giuseppe Mantia, per gli amici “Minosse”, forse con un pizzico di malizia.

pamela prati adriano celentano un po' artista un po' no

 

Pamela Prati, comunque, è rimasta nella memoria di tutti anche dopo che se n’è andata. Vittorio Zicchittu era il proiezionista del cinema discoteca De Candia: un piede nel mondo dello spettacolo ce l’aveva anche lui, insomma. «Quando uscì il suo primo film – forse era La moglie in bianco.... l’amante al pepe – qui c’era la fila in strada di gente che voleva vederla: l’avremo tenuto in cartellone per un mese, più della Febbre del sabato sera», rivanga nel passato.

 

 «Ma Pamela veniva spesso anche prima, di persona, al De Candia. A Ozieri non c’era tantissimo da fare, il cinema era una delle poche attrazioni». «E poi si andava alla “valle del pomice”», aggiunge Luigi. «La chiamavano così sia per la pietra che la costituiva, sia perché ci andavano le coppiette. Ci andavamo tutti, erano cose innocenti: si usciva dalla discoteca e si andava lì, dopo avere ballato i lenti. E ci andavano anche Pamela e Mirco».

pamela prati carmen proibita 1

 

«Comunque, Pamela era bella, anche se rispetto alle sue sorelle sembrava il brutto anatroccolo», si intromette Minosse. «Il padre, Paolo Cantara, quello che le ha lasciate, aveva tre “concubine”», spettegola. Paolo Cantara abbandonò la madre, vedova di guerra con già due figli, al suo destino senza nemmeno averla sposata.

 

«In paese lo chiamavano Piscittu Murtu, “Pescetto morto”, per antifrasi (la figura retorica in cui si usa un termine per dire il contrario, ndr): era un po’ il Rocco Siffredi di Ozieri. E ha fatto solo figlie bellissime», aggiunge Vittorio Zicchittu. «Aveva dei geni eccezionali: d’altronde, arrivavano dalla nonna, Ginedda Bedda, Ginetta la Bella», precisa Farina. E Minosse calca la mano: «Cantara, il padre, era uno di quelli che “nella vigna dello zio, quando non c’è lui ci sono io”...

 

pamela prati a live noneladurso 4

Poi Pamela/Paola ha iniziato a raccontare in giro che suo papà era di origini spagnole, che era un ballerino di flamenco...». Antonio Farina lo conosceva abbastanza bene: «Un giorno eravamo andati insieme a caccia al cinghiale», ride, «e parlammo proprio di questo. Io avevo saputo questa cosa e gli dico “Ma dai, Piscittu, allora sei esperto di flamenco?” e la sua unica risposta fu “Ma che, manco conosco il tango...”». «Però era “esperto” di campagne...», non si trattiene Minosse, che ha già iniziato i brindisi con cui festeggerà, stasera, i 45 anni di matrimonio con “la Vincenza”.

PAMELA PRATI E BARBARA D URSO

 

Il padre spagnolo e ballerino di flamenco: ma perché Pamela doveva inventarsi qualcosa di palesemente improbabile? «Perché suonava esotico, perché era una bella fantasia. Intanto, però, Piscittu Murtu era diventato Piscittu Muerto. “Muerto”, non “Murtu” alla sarda, in onore delle sue fantomatiche origini iberiche», sorride Gigi Polemica, mentre arranchiamo sudando in salita, verso la vecchia casa di Pamela. «Ecco», dice indicandoci una fonte, «questa è la fontana dove Pamela andava ad abbeverare la brocca».

eva grimaldi pamela prati milena miconi nathaly caldonazzo

 

 E poco più su, ci mostra un balcone: «E quella era casa sua», spiega. Scattiamo qualche foto sotto il sole che finalmente è diventato estivo, quando si affaccia l’attuale inquilina. «State fotografando casa mia? E perché?», ci chiede. Ma è quasi una domanda retorica. E quando le confermiamo che è per un pezzo su Pamela Prati, ci urla dall’alto: «Noi siamo ozieresi, e tifiamo tutti Pamela Prati». Ed è la verità: tra risate e qualche malizia, tutti quelli che abbiamo incontrato le vogliono e le hanno voluto bene. «Peccato, quando se ne è andata a Civitavecchia ha iniziato a cambiare», si lamenta qualcuno. «Una volta l’ho incrociata in aeroporto ma ha finto di non vedermi, non ha nemmeno alzato al testa. Peccato. Ma comunque è nata qui da noi, siamo di famiglia».

 

E Vittorio Zicchittu aggiunge una nota d’attualità: «Anche il sindaco l’aveva detto: se venivano a Ozieri lei e coso... come si chiamava?... Caltagireddu, la sposavamo qui, nella nostra chiesa».

pamela prati sposaeliana michelazzo 1pamela prati eliana michelazzo perricciolo 1144155PAMELA PRATI SU INSTAGRAM DICE DI NON ESSERE SCAPPATA DALLO STUDIO DI VERISSIMOpamela pratiPAMELA PRATI VERISSIMO CON SILVIA TOFFANIN il compleanno di pamela prati festeggiato nel centro estetico di formelloeliana michelazzo pamela prati CERTIFICATO STATO CIVILE PAMELA PRATI

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?