UN FESTIVAL DA 18 MILIONI - A SANREMO NON SI FANNO PIÙ FOLLIE PER GLI OSPITI STRANIERI: FAZIO SI PAPPA 600MILA EURO, LITTI TRA I 300 E I 350 – NO A MCCARTNEY E ROGER WATERS: SONO FUORI BUDGET

1. FAZIO E LITTI UN "MILIONCINO". IL CARROZZONE NE COSTA DICIOTTO
Laura Rio per ‘Il Giornale'

Bissare il successo dello scorso anno. È questo il problema di Fabio Fazio e compagnia. Più che un problema, una sfida. Fatta di idee e conti. Perché dietro allo spettacolo e alla musica che - con la squadra messa in campo - sembrano garantiti, ci sono i numeri. Molti milioni di euro che, se non dovessero essere compensati con la pubblicità, andrebbero ripagati con il canone.

Non per nulla, pochi giorni fa, il direttore di Raiuno Giancarlo Leone, per smorzare eventuali polemiche, si è affrettato ad assicurare che la kermesse costerà come lo scorso anno - 18 milioni euro - che verranno interamente coperti con gli incassi pubblicitari. Le conferme degli investitori stanno arrivando in questi giorni, ma pare che - nonostante la crisi - la raccolta prometta bene.

Mentre, dal punto di vista del pubblico, l'obiettivo è raggiungere e, se possibile addirittura superare, gli ascolti stellari delle ultime edizioni (quelle di Fazio e Morandi): la media di share delle 5 serate del 2013 è stata del 47,6 per cento con quasi 12 milioni di spettatori. La serata finale fece il 53,8 con 13 milioni di spettatori.
Di certo - per ora - si sa che la convenzione con il Comune di Sanremo si porta via 7 milioni (che diventeranno 5,2 a partire dalla prossima edizione). Dunque la spesa effettiva per allestire spettacolo, scenografia, musicisti, ospiti e via dicendo sarà di 11 milioni.

Una cifra contenuta (ovviamente in relazione alle dimensioni kolossal dello show) che anche quest'anno non consentirà di strafare (fino a qualche anno fa si arrivava a un budget di 20 milioni), soprattutto per quando riguarda gli ospiti stranieri. Ricordate i cachet stellari - da 300 a 800mila euro - percepiti da John Travolta, Jennifer Lopez, Sharon Stone, Hugh Grant per chiacchierare qualche minuto sul palco? Ecco, altri tempi, era pre-crisi. Non per nulla, la trattativa per avere un nome immenso come quello di Paul McCartney - stando ad alcune voci - si sarebbe arenata sul compenso che avrebbe chiesto il suo staff: 800mila euro.

Quanto ai conduttori, i dati si fanno molto sensibili. Fazio è lo showman maggiormente preso di mira da Renato Brunetta e da tutto quello schieramento che chiede che i cachet delle star della Tv di stato siano resi pubblici. Lo scorso anno prese per la conduzione 600.000 euro che andavano ad aggiungersi ai due milioni di compenso annui per la trasmissione Che tempo che fa. Il suo contratto scade il prossimo giugno: quindi si applica anche a questo festival. Anche se alcune voci suggeriscono che il compenso complessivo (oltre al cachet puro, ci sono i diritti d'immagine) sia superiore, anche di parecchio.

Del resto chi ben lavora e fa guadagnare l'azienda va ricompensato. In più, Fazio ha accettato una diminuzione del compenso nel nuovo contratto (già stipulato) per il prossimo triennio, a partire da luglio: un milione e 800mila all'anno invece di due milioni, che per tre anni fa 5,4 milioni. Per la partner Littizzetto si parla, invece, della stessa cifra del 2013: 300.000-350.000 euro. I conti, si sa, si faranno alla fine.

2. DA NUTINI A BAGLIONI. ECCO UN FESTIVAL CHE SNOBBA I LUSTRINI
Paolo Giordano per "il Giornale"

Dunque le canzoni ci sono. I presentatori pure. Il leit motiv anche: il Festival di Sanremo celebrerà i sessant'anni tondi tondi della Rai Tv che, detto per inciso, è nata ben dopo che Nunzio Filogamo dicesse al Casino quel famoso «Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate!».

Però mancano gli ospiti. I comici. E le sorprese più o meno prevedibili che sono da sempre il copione criticabile, ma necessario, dell'unico evento italiano più resistente del telegiornale. Chi verrà (oltre alla Carrà, così c'è la rima)? Chi farà polemica? Non che siano problemoni, per carità. Però tutto fa show. Ci sono trattative, certo. E, secondo i soliti beninformati, Laetitia Casta farà il bis con Fabio Fazio dopo aver presentato con lui il Festival del 1999.

Arriverà anche Claudio Baglioni nella serata di giovedì, meritatissima apparizione la sua, oltretutto in perfetto stile Anima mia, lo show cult del 1997 su Raidue. E il venerdì sera si farà vedere anche Gino Paoli. D'altronde lui, che è sempre fuori dagli schemi, l'ha annunciato senza problemi proprio ieri a Un giorno da pecora su Rairadiodue: «Andrò a cantare con Danilo Rea e faremo un omaggio ai miei amici Bindi, Tenco, Lauzi e De André». Sarà, e tutti se lo aspettano, uno dei momenti più intensi, se non altro perché Gino Paoli è realmente il testimone più credibile di quell'epoca e di certo il più coerente.

E poi? Si sono perse le tracce del possibile duetto tra Giorgia e Alicia Keys la splendida Pregherò (I will pray) ed è anche assai improbabile che si presenti Laura Pausini perché proprio in quei giorni canterà a San Paolo in Brasile nel bel mezzo del suo tour mondiale. Anche Jovanotti, un altro dei candidati ospiti della prima ora, quando all'Ariston si accenderanno le luci sarà a New York e tanti saluti (a meno che non faccia un improbabile collegamento video).

Però è tutto in movimento, tutto ormai è last minute anche in manifestazioni kolossal come queste, che si mettono in moto tanti mesi prima di andare in scena. E anche per gli ospiti stranieri nessuna notizia ufficiale. La trattativa delle trattative è, come sempre, con Paul McCartney fresco dell'ennesimo Grammy, che avrebbe chiesto addirittura un cachet full optional da 800mila euro, ovviamente respinto al mittente. Idem Roger Waters dei Pink Floyd, fresco di cittadinanza onoraria di Anzio e anche - sempre secondo chi ne sa - di golose richieste per partecipare al Festival: trecentomila euro sull'unghia, tutto compreso. Improbabile vederlo, quindi.

Molto più probabile, anzi quasi certo, Paolo Nutini, golden boy del rock sporcato dal folk, 27 anni, storia da paisà che si calerebbe bene nel mondo di Fabio Fazio: è scozzese, parla un inglese alla Rod Stewart quindi pressoché incomprensibile a noi umani ma suo padre è di Barga, provincia di Lucca, e ha portato spesso il bel Paolo a svacanzare laggiù. Insomma, anche nella scelta degli ospiti, la linea del Festival di Fazio è molto chiara: poco glamour scintillante. Ad esempio non è stata presa in considerazione la possibilità di avere Kylie Minogue all'Ariston a semplice rimborso spese (ha un disco in uscita).

Ed è tramontata anche l'ipotesi Damon Albarn, che dai Blur è passato ai Gorillaz e forse al pubblico ultrasessantenne dirà poco ma per gli under 50 è una divinità del rock. Forse, ma un forse piccolo così, arriveranno Bruno Mars, appena celebrato con un Grammy per il miglior disco pop vocale, o George Michael che ha il disco Symphonica in uscita a metà marzo e quindi arriverebbe a rimborso spese. Grandi attese e qualche speranza anche per Cat Stevens: sarebbe un colpaccio.

Infine il comico, già, manca un comico. Difficile possa essere dirompente e fuori dagli schemi nella tradizione di Paolo Villaggio (1972) o the original Beppe Grillo o Roberto Benigni. Più probabile un signor comico vecchia maniera: Enrico Brignano, si direbbe, almeno non si parlerà di politica e si eviterà l'effetto lingua felpata di Crozza l'anno scorso, sbriciolatosi alla prima contestazione.

 

 

taglioAlta x FABIO FAZIO E ENRICO LETTA FABIO FAZIO E ENRICO LETTA fabio fazio littizzettoCLAUDIO BAGLIONI NEGLI ANNI OTTANTASTING GINO PAOLI BRUCE SPRINGSTEEN PASCAL VICEDOMINI FOTO ADNKRONOSROGER WATERS Pharrell Williams e Paul McCartney LAETITIA CASTA

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...