FICA LIBERA! - SCARCERATE DUE PUSSY RIOT GRAZIE ALL’AMNISTIA DEL CARO PUTIN - LA BELLA NADIA E MARIA LIBERE CON TRE MESI DI ANTICIPO

Da www.repubblica.it

Le due componenti delle Pussy Riot Nadia Tolokonnikova e Maria Alyokhina sono state scarcerate beneficiando dell'amnistia voluta dalla Duma, il provvedimento che aveva già permesso la scarcerazione degli attivisti di Greenpeace, tra cui l'italiano Cristian D'Alessandro. La loro liberazione arriva inoltre poco dopo la grazia con la quale il Cremlino ha rimesso in libertà l'ex oligarca Khodorkovski.

Ad annunciare la scarcerazione era stato Piotr Verzilov, marito di Nadia: "Alle 9,10 circa Maria è uscita dalla colonia penale numero 2 di Nizhni Novgorod, si è diretta alla stazione con il suo avvocato ed è partita per Mosca". Poche ore dopo, nell'attesa generale, è arrivata anche la notizia della liberazione di Nadia, fatta uscire dall'ospedale numero 1 del Servizio Penitenziario regionale di Krasnojarsk dove era ricoverata (guarda video).

Nadia e Maria stavano scontando una pena di due anni di reclusione per "teppismo motivato da odio religioso". Erano tre le cinque compagne del gruppo punk femminista Pussy Riot che, nel febbraio 2012, misero in scena una performance contro Vladimir Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, con la quale si attirarono le ire del Patriarcato Ortodosso russo e dello stesso Cremlino, dove Putin si preparava a tornare per il suo terzo mandato presidenziale.

La scadenza naturale della pena era prevista per il prossimo marzo, ma l'amnistia approvata la settimana scorsa dalla Duma ha offerto loro, inaspettatamente, la possibilità di uscire con qualche mese di anticipo.

Poco dopo esser stata liberata, Nadia ha rilasciato dichiarazioni molto dure: "la Russia è costruita sul modello di una colonia penale e bisogna cambiare questa struttura - ha detto - Il confine tra libertà e non libertà è molto sottile in Russia, un paese autoritario. Io farò di tutto per aiutare i prigionieri, perché ora ho un legame di sangue con il sistema penitenziario e cercherò di fare in modo che diventi migliore".

La Tolokonnikova ha inoltre annunciato che creerà, assieme a Maria, un gruppo di difesa dei diritti umani e che è pronta a boicottare le prossime Olimpiadi invernali, che si terranno a Sochi dal 7 al 23 febbraio 2014: "E' ridicolo rilasciare persone solo pochi mesi prima della fine della loro pena. L'amnistia avrebbe dovuto avere dimensioni molto maggiori. I paesi europei dovrebbero rivedere la loro posizione sui Giochi olimpici".

Qualche ora prima, subito dopo la sua scarcerazione, Maria aveva invece commentato il provvedimento della Duma: "Questa non è amnistia, ma solo una propaganda". Ieri sera all'emittente televisiva indipendente russa 'Dozhd' un'amica di Alyokhina, Taisa Poliakova, aveva riferito l'intenzione di Maria di non usufruire dell'amnistia e di rimanere in carcere, temendo per la sorte delle altre detenute.

Secondo quanto le ha raccontato la stessa Alyokhina in un recente colloquio, alcune sue compagne sono state minacciate più volte dall'amministrazione del penitenziario solo perchè parlavano con lei. Maria è sicura che ora, dopo i due rilasci, la situazione di quelle recluse peggiorerà. Per questo l'attivista si è detta pronta a chiedere il sostegno della Commissione di Vigilanza Pubblica affinché monitori le condizioni delle amiche rimaste in carcere.

Delle tre attiviste arrestate dopo l'esibizione nella Cattedrale di Cristo Salvatore solo Yekaterina Samutsevich era già stata scarcerata, ottenendo la libertà vigilata il 10 ottobre 2012. Si era dissociata dal gruppo, anche se i suoi avvocati avevano spiegato di aver puntato su un'altra strategia difensiva: la sua limitata partecipazione all'esibizione delle Pussy Riot, dato che Yekaterina era stata bloccata prima dell'inizio della performance.

 

 

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