METTI LATOUCHE A CAPALBIO – COME IL PARA-GURU DELLA “DECRESCITA FELICE” HA INFINOCCHIATO I RADICAL-SCIOCCHI DELLA PICCOLA ATENE

Paolo Forcellini per Blitzquotidiano.it

L'ideologo francese Serge Latouche si è fatto una settimana di ferie in quel di Capalbio, ospite e principale premiato dell'alloro internazionale intitolato alla cittadina maremmana che viene attribuito ogni anno a fine agosto. Un pubblico variegato di villeggianti, butteri e nobili proprietari di ville, casali e tenute ha così potuto ascoltare dalla viva voce del teorico della "decrescita felice" in cosa consiste la sua ricetta contro la crisi e per il futuro del globo.

Punto di partenza, un'analisi delle storture dello sviluppo così come l'abbiamo conosciuto nell'ultimo mezzo secolo: utilizzo smodato delle risorse naturali che oramai starebbero in molti casi andando verso l'esaurimento; consumi superflui a go-go, indotti anche dalla pubblicità; disoccupazione di molti e supersfruttamento di chi lavora;

distruzione del paesaggio naturale e di quello urbano del tempo che fu; dittatura della moda con relativi sprechi; obsolescenza accelerata dei mezzi di produzione e dei prodotti che mettono fuori mercato beni che avrebbero ancora capacità di produrre e soddisfare bisogni; altre nefandezze ancora.

Una descrizione tutt'altro che nuova: basti pensare a testi fondamentale che spesso ormai hanno compiuto cinquant'anni, come "La società opulenta" di Galbraith o "I persuasori occulti" di Packard.

Quando poi il pensatore d'oltralpe passa dalla descrizione, poco originale e in parte condivisibile, alla prescrizione, vale a dire a indicare le strade che l'umanità dovrebbe imboccare per superare le mortali aporie del capitalismo, allora di condivisibile rimane poco o nulla.

Latouche, ad esempio, "consiglia" di abbandonare la divisione internazionale del lavoro e il (relativamente) libero commercio internazionale per creare una "rete" di comunità locali ciascuna delle quali fabbrichi quanto è necessario ai suoi cittadini. Le produzioni che in decenni di globalizzazione sono state delocalizzare in aree con costi più bassi dovrebbero venire "rilocalizzate": l'Italia, per fare un esempio, dovrebbe tornare a produrre beni maturi, a bassissimo livello tecnologico, anziché puntare sui segmenti di mercato più innovativi e ad alta produttività.

Naturalmente tutti i paesi dovrebbero fare altrettanto. Per superare il problema della crescente disoccupazione, inoltre, il teorico francese rispolvera lo slogan del "lavorare meno per lavorare tutti" che ebbe una certa fortuna in Italia negli anni Settanta. Anche in questo caso le questioni delle interrelazioni fra le variabili macroeconomiche, della competitività internazionale, delle dinamiche retributive (guadagnare meno? e quanto meno?) vengono bellamente trascurate.

Pare che Latouche non abbia mai sentito parlare della teoria dei vantaggi comparati che David Ricardo elaborò due secoli fa, dimostrando che la specializzazione produttiva fra paesi portava vantaggi a tutti gli attori in gioco.

Nel pensiero debolissimo del "filosofo" francese rientra anche l'abolizione della pubblicità, fattore decisivo per trasformare consumi equi e necessari in una dissennata corsa ai consumi, quella del turismo, che provoca inquinamento e rovina il paesaggio, quella della moda, quella delle automobili che andrebbero sostituite da mezzi pubblici e biciclette, e via elencando. Ma ci fermiamo qui. Piuttosto è il caso di aggiungere solo due considerazioni di carattere generale.

La prima: stupisce che tesi così palesemente insostenibili trovino una favorevole accoglienza presso un pubblico relativamente ampio e non solo giovanile: a Capalbio si sono visti attempati e colti signori e signore che pendevano dalle labbra del guru d'oltralpe.

Evidentemente la cultura economica è assai poco diffusa nel Bel paese. Un paese, peraltro, dove la decrescita è in atto da più di un decennio e sta provocando enormi disastri economici e sociali: una "decrescita infelice", anzi infelicissima, insomma.

Sarebbe interessante comparare il successo ottenuto dalla teoria della "decrescita felice" nella "piccola Atene" maremmana con l'accoglienza che potrebbe avere se predicata a un pubblico come quello dei lavoratori dell'Ilva di Taranto o di disoccupati lasciati sul lastrico da centinaia di altre industrie disseminate nella penisola e già chiuse o in via di smantellamento.

Ultima considerazione: chi stabilisce quali consumi andrebbero ridotti e in quale misura? E soprattutto: a chi vanno ridotti? Perché, è evidente, la decrescita può anche piacere, purché sia quella degli altri. Inoltre, chi decide quando chiudere le frontiere al commercio internazionale, quali beni contingentare, come far sì che tutti i paesi accettino questo modus operandi?

A queste domande riesco a rispondere in un solo modo. Basta con la tirannia del mercato, basta con le scelte libere ma stupide dei cittadini: tutto il potere mondiale va concentrato in un solo Stato sovrano e a capo di questo un solo uomo: Pol Pot Latouche, ovviamente.

 

SERGE LATOUCHE jpegSERGE LATOUCHE jpegSERGE LATOUCHE jpegcaracciolo, latouchemarramao, serri, caracciolo, latouche

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...