fiorello amadeus 2022sanremo

“AMADEUS HA GIÀ ACCETTATO DI FARE IL QUARTO E QUINTO FESTIVAL E IO CI SARÒ. ANDRÒ A SANREMO DUE MESI PRIMA” - FIORELLO IRROMPE AL TELEFONO DA FAZIO PER ANNUNCIARE CHE AMADEUS HA ACCETTATO LA DIREZIONE ARTISTICA DI SANREMO PER IL 2023 E PER IL 2024 – LO SHOWMAN STA GIRANDO L’ITALIA CON UNO SPETTACOLO TEATRALE. GAG, KARAOKE E CONTAMINAZIONI MUSICALI MA NIENTE POLITICA (A PARTE LO SKETCH SUI CLONI DI CUI SI SERVIREBBERO IL PRESIDENTE MATTARELLA, LA REGINA ELISABETTA E QUALCHE ALTRO VIP….) - VIDEO

 

AMADEUS CON FIORELLO AL TELEFONO

 (ANSA) "Amadeus ha già accettato di fare il quarto e quinto Festival e io ci sarò. Addirittura andrò a Sanremo due mesi prima". Fiorello ironizza come sempre, mentre al telefono in diretta con Amadeus, ospite di Fabio Fazio nella puntata di ieri sera di Che tempo che fa, annuncia a modo suo che Ama ha accettato la direzione artistica di Sanremo per il 2023 e per il 2024.

 

Fiorello risponde all'amico che in una puntata di Porta a Porta qualche giorno fa aveva detto: "Non so se ci sara' il quater ma se ci sara' , sara' solo se lui (Fiorello ndr) sara' presente sul palco".

 

FIORELLO

fiorello amadeus

Maurizio Caverzan per La Verità

 

Leggerezza, giocosità, buona musica, invenzione, spensieratezza: dove si trova tutto questo? Nel nuovo show di Rosario Fiorello, intitolato Fiorello presenta, con l'aggiunta del nome della città nella quale va in scena il recital.

 

Venerdì sera è toccato a Padova. Oltre due ore di puro divertimento, concluse con l'intera platea in piedi, prima a ballare e cantare insieme allo showman, poi ad applaudirlo per i saluti finali e richiamarlo al bis.

 

Il Teatro Geox era sold out nei suoi 2.500 posti a sedere, tanto che sono state aggiunte nuove date a fine marzo, dopo che la tournée avrà toccato altre città. Sarebbe facile raccontare lo spettacolo citando le battute e i tormentoni, ma vorrebbe dire togliere il piacere della sorpresa ai prossimi spettatori.

amadeus fiorello. 5

 

Gli show saranno sempre diversi, da una città all'altra e la contestualizzazione accentuerà la differenza. Padova, com' è noto, è la città dei «tre senza». Prato della Valle, la piazza senza il prato, il caffè Pedrocchi, senza le porte, il Santo, senza il nome.

 

«Ma ha un "con" che compensa tutto: lo spritz». Fiorello usa il dialetto alla perfezione nell'intercalare del turpiloquio e di quella grinta un po' rabbiosa dei veneti, punteggiatura della serata opposta ai Brividi lamentosi di Mahmood.

 

amadeus fiorello 3

Tutto, però, è universalmente italiano. Musica, gag, brevi squarci di vita quotidiana, imitazioni volanti, karaoke in giacca color zucca e coda di cavallo, amarcord d'infanzia e di gioventù, improvvisazioni con il pubblico nel quale erano confusi il sindaco Aldo Giordani e Adriano Panatta, infilzato per tutta la sera come una bambolina. Un varietà assoluto, nel senso della versatilità dei linguaggi e delle espressioni.

 

Ma anche nel senso delle varie età cui si rivolge e di cui, con rapido appello, Rosario ha voluto conoscere la diversa rappresentanza in sala. Se ci fosse un organismo deputato a tutelare il patrimonio dell'italico divertimento come l'Unesco sancisce la protezione dei patrimoni dell'umanità, lo showman siciliano andrebbe iscritto per primo in questa speciale categoria. Fiorello è un artista completo, compiuto, perfettamente risolto.

 

fiorello

Regalare uno spazio di piacere collettivo come ha fatto l'altra sera è qualcosa di unico. Non si tratta solo di evasione, di distrazione di massa. Le problematiche della quotidianità, soprattutto quelle connesse al rapporto tra le generazioni, non sono dimenticate, ma riproposte in chiave comica, paradossale o sull'onda di felici iperboli, con l'esito di sdrammatizzarle. Uno show in cui si parla con delicatezza del tempo che fugge veloce e della morte.

 

A ben guardare, c'è un'avvertenza sottesa all'intero canovaccio: la giusta distanza dalla politica. Proprio questo, in fondo, dà ariosità e freschezza a tutto lo spettacolo. Siamo persone, molto prima e molto più che militanti di qualcosa, espressione di qualche schieramento.

 

La politica è divisiva e un filo tossica. Fiorello se ne sta alla larga, sfiorandola appena con una rapida citazione della padovana presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e con la gag innocua dei cloni di cui si servirebbero il presidente Sergio Mattarella, la regina Elisabetta d'Inghilterra e qualche altro vip. Non ci sono manierismi, gne gne salottieri, correttismi dei migliori.

 

FIORELLO KARAOKE

Ma joie de vivre, voglia di cantare e ballare, attraversando i decenni e connettendo le generazioni attraverso i generi musicali. Una delle eredità lasciate dall'ultimo Festival di Sanremo è proprio il confronto a distanza tra le diverse età e la difficoltà a intrecciarne i linguaggi. In La musica è cambiata?! (Baldini+Castoldi) lo sostiene anche Mimma Gaspari, storica promoter di Paolo Conte, Gianni Morandi e Renato Zero: i rapper e i trapper di oggi non conoscono e forse nemmeno vogliono conoscere la musica di ieri, la tradizione melodica e il mondo dei cantautori. Fiorello prova a creare questa comunicazione proponendosi come ponte tra universi paralleli, per evitare di rapportarci al rap come i nostri genitori facevano con i Bee Gees.

 

Così I giardini di marzo surfano su una metrica sincopata e Figli di puttana di Blanco prova a trasformarsi in una ballata di Domenico Modugno. Gli Ottanta e i Novanta sono stati decenni fortunati per la fusion, il jazz rock interpretato da musicisti particolarmente talentuosi. Ma Fiorello non compie un'operazione virtuosistica, la sua comunicazione non ha niente di etico e viaggia sulle ali del divertimento, suo e nostro.

 

AMADEUS - LEONARDO PIERACCIONI - FIORELLO - LINUS

Se i brani dei rapper contemporanei usano senza sfumature il turpiloquio, Gino Paoli e Tony Renis si divertivano con le metafore e i sottotesti del Cielo in una stanza e di Grande grande grande. Sul sesso non si poteva essere espliciti, eppure il linguaggio era più fresco perché non incombeva il politicamente corretto. Edoardo Vianello poteva cantare I Watussi («Nel continente nero/ Alle falde del Kilimangiaro/ Ci sta un popolo di negri») che oggi Ghali riproporrebbe in versione urban liofilizzata. Fiorello contamina, divaga, sconfina nella musica classica citando l'Ave Maria di Schubert cantata in latino da chierichetto, fino a proporre un'ispirata versione del Padre nostro sulle note di un brano di Tiziano Ferro.

 

 

fiorello 1

Narra Elvis Presley in vacanza in Italia che si affaccia dalla Torre degli Anziani roteando il bacino e s' imbatte in Questo piccolo grande amore di Claudio Baglioni Plana sull'adolescenza e la psicologia moderna che raccomanda ai genitori di dialogare senza giudicare per «non minare l'autostima dei figli» anche quando prendono tre nel compito di greco. Seguono gli omaggi senza pose ruffiane a Raffaella Carrà e Franco Battiato, il medley di karaoke, la disco anni Novanta Tutti in piedi con Ciuri.

fiorello

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