alessandra de stefano

FLOP MONDIALE: LA DIRETTRICE DI RAISPORT ALESSANDRA DE STEFANO GIA’ RISCHIA IL POSTO. NON SOLO IL TRACOLLO DEL "CIRCOLETTO" (I DATI DICONO CHE GRAN PARTE DI COLORO CHE GUARDANO LA PARTITA AL FISCHIO FINALE ABBANDONANO RAI1) MA ANCHE LE ALTRE DECISIONI PRESE PER I MONDIALI (LA "BOBOTV" ISTITUZIONALIZZATA, LA SCELTA DI CHI INVIARE A DOHA E CHI LASCIARE A ROMA), SONO NEL MIRINO DEI CRITICI, DELLE FRONDE INTERNE E DI CHI MIRA A FARLE LE SCARPE…

Lorenzo Longhi per mowmag.com

 

alessandra de stefano

Direttrice di RaiSport e della Direzione Sport, conduttrice di Circolo dei Mondiali, dopo il fortunato Circolo degli Anelli che seguiva le Olimpiadi. In questo caso sembra aver sbagliato format semplicemente replicando quello che funzionava per l’atletica ma non per gli appassionati del football. Un po’ talk e un po’ varietà, Quelli che il calcio ma trent’anni dopo. e intanto dopo le dirette delle partite la gente cambia canale…

 

Squadra che vince non si cambia, si dice, ma magari se si fa uno sport diverso forse è meglio pensarci due volte a schierare la stessa formazione. Forse è quello che sta pensando Alessandra De Stefano, direttrice di RaiSport e della Direzione Sport da poco più di un anno e dea ex machina – autrice e conduttrice – del Circolo dei Mondiali, talk show che, in seconda serata (ma si tratta di una seconda serata per modo di dire: l’inizio è alle 22.15), allunga lo spazio dedicato dalla Rai alla rassegna calcistica in corso in Qatar, della quale ha i diritti in esclusiva.

alessandra de stefano sara simeoni

 

Ora, il Circolo dei Mondiali ripropone il medesimo e fortunato format con il quale, nell’estate delle Olimpiadi di Tokyo, De Stefano – non ancora direttrice di testata – rinfrescò l’offerta Rai: era, allora, il pluripremiato Circolo degli Anelli, trasmissione sportiva di intrattenimento ma ibrida, un po’ talk show un po’ varietà, estremamente nazionalpopolare anche perché, al suo fianco, portò ospiti fissi conosciutissimi e amatissimi da un pubblico agée come quello del servizio pubblico, vale a dire gli olimpionici d’antan Sara Simeoni e Jury Chechi, in versione amici del circolo appunto, non certo quali pedanti analisti.

 

 

alessandra de stefano

I protagonisti di Circolo dei Mondiali

Gli stessi che, mutatis mutandis, si trovano anche oggi a discettare di calcio, ma se allora la loro presenza aveva un senso (e poteva contare sul traino emotivo della miglior Olimpiadi di sempre per gli azzurri), con il calcio – e con l’Italia a casa – non bastano Bobo Vieri, né De Zerbi, né Mancini a risollevare gli ascolti di un teatrino che raramente è arrivato in doppia cifra in termini di share, e i dati dicono che gran parte di coloro che si sintonizzano sulla gara delle 20, poi, al fischio finale abbandonano la rete.

 

Semplicemente la compagnia di giro olimpico, col calcio, non funziona: non funzionano le mise e i commenti dell’ex altista, non funziona l’orchestrina, non funzionano il biliardino o il Mentana una tantum – a tratti pare scimmiottare il primo Quelli che… il calcio, che era certo innovativo e rivoluzionario, ma è storia di trent’anni fa – e così la voce roca della direttrice che il Circolo l’ha voluto rischia per paradosso di simboleggiare un programma tutt’altro che acuto, a prescindere dalla dichiarazione di poetica con la quale, all’inizio della prima puntata, De Stefano ha spiegato il punto di vista suo e della Rai sull’evento. “Questo Mondiale non si sarebbe dovuto giocare.

alessandra de stefano

 

O meglio non si doveva assegnare al Qatar, che si è offerto allo sport più bello del mondo calpestando i diritti umani, corrompendo, imbrogliando, grazie alla complicità dei signori del football, che glielo hanno venduto nel 2010 (...). Noi ci siamo interrogati sul senso di questo Mondiale senza l’Italia. Aveva senso fare la trasmissione? Aveva senso tenerlo in esclusiva? Decidere non è stato facile, poi ci siamo detti che il Mondiale è di tutti, e non di qualche privilegiato”, questo il suo intervento.

 

56 anni, origini napoletane, prima donna a dirigere la testata sportiva della tv di Stato, descritta come figura grintosa e decisa, Alessandra De Stefano è in Rai dal 1992 e i gradi in Rai li ha guadagnati nel tempo, seguendo il cursus honorum sino alla poltrona più prestigiosa, anche se deve la notorietà al grande pubblico al ciclismo per gli anni da inviata al Giro d’Italia e al Tour de France e conduttrice del Processo alla tappa della corsa rosa.

alessandra de stefano

 

Al ciclismo deve in qualche misura anche parte significativa del suo privato, essendo sposata con il giornalista de L’Équipe Philippe Brunel, molto noto anche in Italia grazie al successo del suo libro Gli ultimi giorni di Marco Pantani, uscito nel 2008 per Rizzoli. Sul profilo Instagram di De Stefano la commistione è palese già nella bio, scritta in un curioso pidgin anglo-italo-francese: “Naples/Rome/ Paris/journalism/ scrittura/l’importance des mots/voyager/découvrir/specially Paris ensemble #Monparisamoi”.

 

Da quando dirige la testata le scelte sono sostanzialmente sue e di conseguenza a lei sono rivolte le proteste delle rappresentanze sindacali dei giornalisti Rai. Su tutte quella, tipica, di ingaggiare risorse esterne, che in viale Mazzini è un classico, ma decisioni come quelle prese per i Mondiali (la BoboTv istituzionalizzata, il Circolo in odore di flop, la scelta di chi inviare a Doha e chi lasciare a Roma), per i quali la Rai ha i diritti esclusivi per l’Italia, sono già nel mirino dei critici, delle fronde interne e di chi mira a farle le scarpe.

bobotv in qatar 1bobotv in qatar bobotv in qatar 2

Ultimi Dagoreport

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...