fulvio abbate patrizia de blanck

“IL ‘GRANDE FRATELLO VIP’ È AVVENTURA ASSAI PIÙ LETTERARIA DI OGNI ALTRA OCCASIONE LAUREATA” - FULVIO ABBATE ESCE DALLA CASA E MANDA UN PENSIERO AI SUOI COLLEGHI: “TOLTE LE PAROLE DI PARENTE, CHE MI HA DATO DELL’IMBECILLE O GIÙ DI LÌ, NON C’È STATO UNO STRACCIO DI COMMENTO PUBBLICO DA PARTE LORO” – “VIENE DA PENSARLI, MENTRE SI SFREGANO LE MANI: NOI L’ABBIAMO SEMPRE PENSATO CHE ERA UN COGLIONE. L’UNICO CHE ABBIA MOSTRATO ATTENZIONE ALLA MIA IMPRESA È STATO…”

 

 

Fulvio Abbate per www.ilriformista.it

 

FULVIO ABBATE

Se fosse un reportage, un documentario, un carosello, un film dovrebbe intitolarsi: “Un intellettuale al Grande Fratello Vip”. Avendo l’obbligo di raccontare le traversie di un concorrente particolare, un corpo estraneo all’entusiasmo spettacolare ordinario.

 

Cercando così, soprattutto, di ricostruire nel dettaglio il modo in cui i “colleghi” scrittori hanno appreso ed elaborato la cosa. Come dunque l’hanno interpretata, commentata, ignorata, sottraendosi in questo modo alla comprensione del significato profondo dell’avventura intrapresa dall’autore de La peste nuova, un romanzo sul senso del limite in tempi di epidemie.

 

Si sappia intanto che il Gf Vip, a dispetto di coloro che lo associano al gossip, è un “gioco” crudelissimo, sorta di master esistenziale, sciocchezze pensare che si risolva nel pettegolezzo condominiale cui partecipa ogni singolo condomino della “Casa”.

fulvio abbate al grande fratello vip copia

 

Il GfVip, al contrario, pone l’individuo che dovesse scegliere di affrontarlo di fronte ad alcuni macigni emotivi primari. Un po’ come il trapezista nel momento di combattere il vuoto che si apre sotto le sue gambe. Personalmente, dentro la “Casa” ho fatto alcune scoperte immense su me stesso.

 

Come uno speleologo, forse addirittura un palombaro, sono sceso negli abissi della mia insicurezza, dell’incapacità di operare il controllo emotivo, soprattutto quando sentivo di trovarmi davanti chi affatto comprendeva il mio lessico. E qui vale, l’ho già detto, ciò che afferma Oscar Wilde: «Non discutere mai con un idiota, ti porta al suo livello e ti batte con l’esperienza». Ma dicevamo dei “colleghi”, appunto. I colleghi scrittori, i colleghi intellettuali.

adua del vesco dayane mello

 

Tolte le parole impagabili del “collega” Massimiliano Parente, che su Dagospia mi ha dato dell’imbecille o giù di lì, che io sappia, non c’è stato un cenno, uno straccio di commento pubblico da parte loro; sarebbe però fin troppo meschino immaginare che si tratti, direbbero altri, di banale “rosicamento”, ovvero: perché-lui-e-non-io-eh?

 

Proviamo semmai a bere l’amaro calice dell’oggettivo stato delle cose: il silenzio altrui verso la nostra titanica impresa, come l’Agnus Dei. Ovvero dimostrare d’essere ora e sempre “persona”, allo stesso modo di quando, in aeroporto, un ritardo di quattro ore ti porta a diventare amico di tutti, mattatore: ufficiale di collegamento tra i tuoi compagni di sventura aeroportuale e la compagnia aerea.

 

PATRIZIA DE BLANCK FULVIO ABBATE

Esperienze che legano per la vita. Sia detto tra parentesi, credo di avercela fatta, e questo al di là dell’esito finale, sono il vincitore immorale del Gf Vip 5. Ho dimostrato che perfino uno scrittore può resistere a temperature abissali, può raccontare qualcosa del mondo, spiegare a un uditorio, preoccupato piuttosto di fitness o piastra per capelli, che scrivere, fare professione d’arte, significa “dare nome alle cose”. Che poi a molti questo genere di cose possano apparire ininteressanti è un altro paio di maniche.

 

In ogni caso, per giustificare la nostra scelta di andare al Gf Vip non ricorreremo al banale discorso sulla necessità di “surfare” tra alto e basso, tra pop e maiuscole. Pur avendone contezza, non ci comprometteremo con la paccottiglia pop, diremo soltanto che nel nostro palmarès, accanto all’onorificenza di commendatore del Collegio di Patafisica, adesso brilla anche questa nuova avventura.

 

fulvio abbate adua del vesco

Nel banner di una ipotetica pellicola qualcuno ha scritto così: «Cosa resta della rivoluzione, un film di Fulvio Abbate. Da scrittore radical chic comunista trotskista a concorrente al Gf Vip e ospite di Barbara D’Urso».

 

Scendendo nei dettagli delle dinamiche, il Gf Vip, mentre ti trovi “segregato” nella “Casa”, funziona più o meno così, una voce ti chiama e ti dice: come sei bello, come sei bravo, splendida la caponata che hai preparato, ci piacerebbe molto assaggiarla, complimenti! Seguono gli Applausi.

fulvio abbate al grande fratello vip

 

Un attimo dopo richiamano e aggiungono: a proposito, c’è un articolo dove, metti, tua cugina racconta che fai i pompini senza cuore! Tu a quel punto ritieni si tratti di una frase consegnata unicamente a te, nel cuore del “Confessionale”, invece, illuso, l’hanno sentita tutti.

 

Il semplice, a questo punto, dichiara a sé stesso: non posso essere sputtanato davanti all’Italia intera. L’uomo di mondo invece, lo scrittore, l’intellettuale, il vero radical chic che nulla teme, cavalca ciò che altri riterrebbero un insulto dicendo che, sì, effettivamente devo ancora imparare a farli meglio, ‘sti benedetti pompini. E così facendo abbatte perbenismo e fa trionfare l’autoironia.

 

FULVIO ABBATE

Inutile aggiungere che questo genere di battute, di paradossi, dentro il Gf Vip non vengono compresi, laggiù, forse l’ho già detto, ironia è parola oscura, forse anche Cultura, trovi soprattutto paccottiglia pop, da “Striscia” a Sanremo; citazioni di Toto Cutugno e Anna Tatangelo, l’orizzonte espressivo, poetico dei suoi partecipanti.

 

Intanto, nonostante tu abbia cercato di dare il meglio di te, perfino raccontando alle “nutrie” e alle “scimmie urlatrici”, che so, Il maestro e Margherita di Bulgakov oppure come nasce il blu di Yves Klein o ancora in quanti modi può essere declinato il termine “anarchico”, dai colleghi neanche una parola, anzi, pensando ci bene, torna in mente un articolo apparso su Libero prima del tuo ingresso negli studi di Cinecittà: “L’intellettuale antiberlusconiano Fulvio Abbate va al Gf Vip: che brutta fine!”

 

grande fratello vip 127

Viene a questo punto da pensarli, proprio i colleghi, mentre si sfregano le mani: noi l’abbiamo sempre pensato e detto che era un coglione, altro che… Nell’esatto istante in cui loro brillano così, tu sei dentro a spiegare l’espressionismo astratto e Jackson Pollock a quegli altri, non perché tu voglia educarli, anzi, sei arrivato con l’intenzione programmatica di abbassare il livello culturale, invece, pensa, hai già affrontato il fallimento, non tanto perché siano stati gli altri a farti regredire semmai perché nella “Casa”, l’ho già detto, devi fare i conti soprattutto con le emozioni e i concetti primari, la sopravvivenza tra cesso e cucina.

 

FULVIO ABBATE

Improvvisamente, a dispetto di tutto, sembra di raggiungere una consapevolezza che quand’eri fuori sembrava impossibile, una consapevolezza che forse i tuoi colleghi non toccheranno mai. Per esempio ti si chiarisce il senso esatto dell’Utopia. Ora tutto appare chiaro, terso, improvvisamente, osservando le “nutrie” e le “scimmie urlatrici” intente a litigare sulle uova, scopri di essere tornato pienamente, felicemente, eroticamente “comunista”.

BUGO MORGAN - MEME BY SHILIPOTI

 

I cretini a questo punto penserebbero che stai rivalutando il gulag e il grumo di supponenza autoritaria machiavellica che serve a legittimare la “dittatura del proletariato”, invece, sempre d’improvviso, in te è tornata a balenare un pensiero di Marx: «I filosofi finora hanno interpretato il mondo ognuno a suo modo, si tratta adesso di trasformarlo».

 

Ecco, senza il “Grande fratello Vip” non saresti arrivato al nocciolo secondo cui l’umanità, gli individui, anzi, le persone (non la “gente”, espressione insignificante) si dividono in categorie distinte: coloro che mettono in discussione l’esistente e quegli altri che invece l’esistente lo accolgono interamente, senza alcuna critica.

fulvio abbate al grande fratello vip 2 copia

 

Gli stessi per cui la merce più banale è comunque oro colato e intoccabile della società dello spettacolo; questi ultimi si nutrono di battute quali: “Dov’è Bugo?”, “La Luna nera!!!!”. Alla fine, esci dalla Casa nuovamente “comunista”, nonostante avessi fatto di tutto per smettere: punture, clisteri, lozioni, e ogni altro genere di presidio medicale dialettico. È bastato un apparente nonnulla, semplicemente risiedere nella “Casa” per ritrovare coscienza delle cose, per comprendere, dai, mi voglio rovinare, il senso della complessità.

 

sandro veronesi 2

Una volta tornato alla luce del quotidiano non più artificiale, pensi ai colleghi, agli intellettuali, li immagini in affanno al pensiero del prossimo Premio Strega o del Campiello, cacciatori di recensioni, in cerca di concetti profondi da pronunciare ai microfoni di Radio 3 Rai, al Festival di Mantova, o durante la rassegna editoriale che ha luogo alla “Nuvola” dell’Eur, alla serata finale al Ninfeo di Villa Giulia dove accorre il generone romano… Sappiano questi carissimi amici che il “Grande fratello Vip” è avventura assai più letteraria d’ogni altra occasione laureata che possa avvincerli.

 

la lettera di flavio briatore a elisabetta gregoraci 1

Dimenticavo: l’unico che abbia mostrato attenzione alla mia impresa è stato Sandro Veronesi, ci conosciamo da più di trent’anni, l’anno prossimo, magari, se ci prendono, torniamo insieme nella “Casa” di Cinecittà.

sandro veronesifrancesco oppini dayane mello grande fratello vipfulvio abbate e enock barwuahsandro veronesi 5grande fratello vip 131fulvio abbate al gfvipfulvio abbate al grande fratello vip 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO