MUGHINI: I “MORTI DI FAMA” HANNO UCCISO LA TV - A FURIA DI RIEMPIRE I TALK DI TIPINI CHE VANNO IN TV ANCHE IN GINOCCHIO E SOPRATTUTTO GRATIS, LA QUALITÀ È CROLLATA - “IO IN TV GRATIS NON CI VADO NEMMENO A DIRE CHE ORA È”

Giampiero Mughini per "IL" ripreso da "il Foglio del Lunedì"

 

GIAMPIERO MUGHINIGIAMPIERO MUGHINI

Mi hai chiamato a far da ospite del tuo talk show, io vengo e dunque tu mi paghi. No, io non ti do un centesimo che sia uno, te vieni gratis e ringrazia Iddio che ti ci faccio venire.

 

Eccola qui la regola produttiva e l’anima morale di questo format televisivo di cui i commentatori dicono che è in crisi di ascolti perché i più rinomati tra loro stentano a toccare il 6 per cento di share, e invece a me pare un miracolo che ogni sera ci siano uno/due milioni e anche più di telespettatori che abboccano alle primizie pronunciate da Alessandra Moretti, Daniela Santanchè o da un qualche grillino di seconda o terza fila (e ammesso che nel Movimento 5 Stelle esista una prima fila, dico nel senso della qualità), ma anche da avvocati che hanno preso l’aereo alla mattina presto pur di esserci anche loro nella “fiera delle vanità” televisive o autori di libri che si presentano tenendo per i denti la copertina del loro ultimo libro da promuovere.

 

Tutti rigorosamente a costo zero. Un disastro per chi del proprio lavoro ci vive, quale il sottoscritto, uno che in tv gratis non ci va nemmeno a dire che ora è. Quando alla mattina presto partecipavo ad Agorà, un intelligente talk su Rai 3, mi dicevano che ero l’unico a essere pagato. Naturalmente facevo un figurone rispetto a quelli che andavano lì gratuitamente.

 

SANTORO servizio pubblicoSANTORO servizio pubblico

Da quando il mio amico Andrea Vianello è divenuto direttore di Rai 3 non mi invitano più. Nel loro budget quelle poche centinaia di euro evidentemente non ci sono più. I talk show televisivi esistono, e continuano, e insistono, semplicemente perché costano pochissimo a Urbano Cairo o alla Rai. La paga al conduttore, e ce ne sono che hanno arraffato un malloppo mica male (che invidia!). La paga degli autori.

 

Tutto il resto a gratis. I politici di professione ci rimettono anche le spese di viaggio, va bene che loro hanno le auto blu. E vorrei vedere il contrario. Per uno di loro che va a un talk show, si siede comodo e pronuncia il suo credo politico-filosofico meglio se con voce rauca e occhi sguainati a odiare il dirimpettaio, quella presenza televisiva – quel mostrare la sua faccia, la sua grinta, gli occhi azzurrissimi della Moretti – è una manna. È autocelebrazione, è trionfo professionale.

 

Floris diMartedìFloris diMartedì

È cento volte meglio di un comizio a Piazza del Popolo, come se ne facevano quarant’anni fa. È politica alla grande. Perché a questo è ridotta la miserevole politica italiana: alle chiacchiere televisive che dalle otto del mattino alla mezzanotte si scambiano una compagnia di giro, sia detto con rispetto delle persone. Non siamo al tempo in cui Enrico Berlinguer faceva il bilancio di quanto era accaduto nel Cile di Salvador Allende e ci scriveva sopra un saggio tra le 50 e le 60 cartelle; siamo al tempo del tweet e di un ministro della Cultura francese che ammette di non aver letto un libro negli ultimi due anni.

andrea vianelloandrea vianello

 

Il peccato originario era stato il Maurizio Costanzo Show, il più bel talk televisivo nella storia della tv italiana. Cominciava attorno alle undici di sera, quando ancora esisteva la “seconda serata”. Otto o nove ospiti a botta. Tutti rigorosamente gratis. (Ci sarò andato 70-80 volte). Solo che quegli ospiti avrebbero dovuto essere grati per sempre alla maestria del conduttore. Loro avrebbero dovuto pagare, non il contrario.

 

Puoi fare una lunga lista di quanti a Costanzo devono molto della loro ascesa professionale, e del resto quei nomi di comici o opinionisti o bellimbusti o starlettes sono stati fatti tante volte. Che bella televisione che era.

 

MAURIZIO COSTANZO SHOWMAURIZIO COSTANZO SHOW

Di canali televisivi vitali e operanti ce n’erano sei o sette, ma bastavano e strabastavano e dappertutto le paghe erano decenti. Adesso di euro a rendere più appetibili i palinsesti non ce ne sono più, di canali televisivi invece ce n’è a centinaia e si contendono i telespettatori uno a uno, e su alcuni di quei canali vengono programmate quelle serie televisive americane che in fatto di politica – da 24: Live Another Day a Homeland – ti insegnano molto più di quanto non facciano i talk di Santoro o di Floris.

 

Serie che lavorano su una materia – le guerre del terzo millennio, il terrorismo, il sottile muro divisorio che fa di un uomo un eroe o una canaglia – infinitamente più bruciante che non lo sparare banalità sull’annosa questione se Renzi sia Superman o un mucchietto di fuffa toscana. L’annosa questione che sera dopo sera fa da canovaccio di tutti i talk show e dei loro esuberanti ospiti a costo zero. 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...