ghali fedez

GHALI DA COMBATTIMENTO – "FEDEZ MI DICEVA: 'NON FARAI MAI NULLA'. MA FU IL PRIMO A CREDERE IN ME, MI SUGGERI’: 'FATTI ODIARE'. OGGI NON CI SONO RAPPORTI. OGNI TANTO PROVA AD AVVICINARSI, MA IO CERCO DI EVITARLO. PENTITO DI AVER DEFINITO NOIOSO IL SUO ULTIMO DISCO? NO. SE LA PROSSIMA VOLTA FARÀ UN DISCO BRUTTO, EVITERÒ DI COMMENTARLO” – LA CADUTA DELLE SCALE A SANREMO E IL SENSO DI RIVINCITA:"HO PRESO SEMPRE TANTA MERDA...” – VIDEO

 

Mattia Marzi per il Messaggero

 

ghali

Nel 2017 Ghali piombò sulla scena hip hop italiana come un asteroide. Il suo primo disco, Album, spalancò le porte della discografia a una nuova generazione di artisti partiti dal basso e arrivati a tagliare traguardi importanti grazie al web.

 

Cresciuto solo con la madre (per via dei problemi con la giustizia del padre, finito in prigione quando lui era solo un bambino) tra le case popolari di Baggio, periferia milanese, Ghali (vero nome Ghali Amdouni, 27 anni a maggio) in questi tre anni ha visto la sua vita cambiare, tra Dischi d'oro e di platino, collaborazioni internazionali e un tour nei palasport. Ora il rapper di origini tunisine torna con Dna, il nuovo album (nei negozi da oggi). Per dimostrare di non essere più solo un fenomeno.

 

ghali fedez

Quanto è stato difficile adattarsi a questa nuova vita?

«Non ho ancora realizzato quanto sia cambiata. E come me anche chi mi sta accanto, a partire da mia madre. È tutto così grande».

Cosa le piace del successo?

«Il fatto che ora posso dedicarmi completamente alla musica: sono riuscito a trasformare quella che era la mia passione in un lavoro».

 

E il lato negativo?

ghali e mariacarla boscono

«Purtroppo non posso occuparmi solo di questo. Fare il cantante, oggi, significa essere anche imprenditore di se stesso».

La sua etichetta, Sto Records, è stata acquisita dalla multinazionale Warner: Ghali è anche un talent scout?

«Mi diverte scoprire emergenti. Voglio fare quello che non i grandi artisti non hanno fatto con me».

 

Bussò a molte porte prima del successo della sua hit Ninna nanna?

«Sì, ma nessuno apriva. Erano troppo presi dalle loro carriere».

Il primo a credere in lei?

«Fedez. Lo accompagnai in tour nel 2012. Poi chi non mi ha aiutato è venuto a chiedermi duetti. In questo ambiente c'è molto opportunismo».

 

ghali e la fidanzata

Nella canzone che dà il titolo all'album dice: Ricordo quando mi dicevano non farai mai nulla e resterai per sempre nel buio in un angolo. Oggi come risponde?

«Con i successi. Voglio dirlo, perché è giusto che la gente lo sappia: fu proprio Fedez a dirmi quelle cose, quando eravamo in tour insieme. Io mi esibivo insieme al mio primo gruppo, i Troupe d'Elite, ma il successo tardava ad arrivare e venivamo costantemente attaccati. Fedez mi diceva: Guarda quali sono i riscontri... Cosa potresti mai fare? Quale potrebbe essere il tuo messaggio? Cosa potresti raccontare agli italiani? Fatti odiare».

 

Oggi i rapporti come sono?

«Non ci sono rapporti. Ogni tanto prova ad avvicinarsi, ma io cerco di evitarlo».

ghali fedez

Tra di voi non sono mancate frecciatine. L'anno scorso, commentando il suo disco Paranoia airlines, scrisse sui social: Che noia airlines. Se ne è pentito?

«No. Era ciò che pensavo. Forse ho sbagliato, perché nessuno sa quanto tempo e quanta dedizione ci sia dietro un disco. Se la prossima volta farà un disco brutto, eviterò di commentarlo».

Anche lei è spesso attaccato e lo racconta nelle canzoni, come in Fallito. Il successo è stata la sua rivincita?

«È così. Mi ricordo i bellocci della scuola, che poi nella vita non hanno concluso niente. Io, invece, ho preso sempre tanta merda».

 

Cuore a destra è un titolo fraintendibile per una canzone, non trova?

«Ma in realtà il pezzo parla di tutt'altro: nel testo dico che il mio cuore si sposta a destra quando provano a colpirmi».

ghali

E a livello politico il suo cuore dov'è?

«Non me ne intendo di politica, so solo che l'odio non mi piace. È giusto che un politico faccia il suo lavoro e che cerchi di applicare il suo programma, ma senza cavalcare l'odio. La comunicazione va cambiata».

 

A Sanremo ha fatto parlare di sé soprattutto per la trovata della caduta dalla scalinata.

«Era la metafora della mia caduta personale dopo il successo del disco. Una volta raggiunti gli obiettivi che mi ero prefissato, mi sono bloccato. È stata la scrittura a farmi rialzare».

Quest'anno ci sono state polemiche legate ai testi dei rapper al Festival. Qualcuno le ha chiesto di leggere quelli delle sue canzoni prima dell'esibizione?

«No. Ma se ti piace un artista non lo devi chiamare solo per i numeri che può generare e poi fare polemica sui testi: meglio non chiamarlo per niente».

Il nuovo album sarà presentato nei club: i palasport arrivarono troppo presto?

«Diciamo che il tempismo non fu perfetto: quel tour partì quasi due anni dopo l'uscita del disco. Oggi non voglio più fermarmi».

ghali fiorello amadeusghali mariacarla bosconoGHALI MARIACARLA BOSCONO ghali cara italia 4GHALIGHALIghali 1ghali 1mariacarla boscono ghalighali cara italia 5ghalimariacarla boscono ghalimariacarla boscono ghalimariacarla boscono ghalighali mariacarla boscono

 

ghali 2ghali 3GHALI GHALI

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…