giancarlo giannini

GIANNINI, L'ULTIMA ''STAR'' - AVRÀ LA SUA STELLA A HOLLYWOOD, IL SECONDO ATTORE DOPO RODOLFO VALENTINO, E ORA RACCONTA I SUOI ANNI CON COPPOLA, ROBERT MITCHUM E BILLY WILDER. ''CONOBBI JULIA ROBERTS SU UN SET, LA CHIAMARONO SOLO PERCHÉ ERA LA SORELLINA DI ERIC. MA DISSI…'' - I FILM CON RIDLEY E TONY SCOTT: ''IL SUICIDIO? CREDO CHE ABBIA SBAGLIATO UNA DI QUELLE GROSSE OPERAZIONI FINANZIARIE CHE FACEVANO LUI E IL FRATELLO''. E QUANDO DISSE DI NO A SPIELBERG

 

Arianna Finos per www.repubblica.it

 

paolo il caldo giancarlo giannini

In attesa di inaugurare a inizio 2021 la stella che Hollywood gli dedica sulla Walk of fame, Giancarlo Giannini, 78 anni ad agosto, se n'è costruita una da solo: "Mi piace fare il muratore, ne ho incassata una sulla pietra serena del marciapiede della casa di campagna - spiega ridendo - sono il secondo attore italiano a riceverlo dopo Rodolfo Valentino, con Anna Magnani, Sophia Loren e Gina Lollobrigida".

 

La stella suggella il suo lungo rapporto con Hollywood.

"In America a volte mi hanno amato più che in Italia. I primi film hollywoodiani li ho girati da noi. Nel '68 Lo sbarco di Anzio, con Robert Mitchum e Peter Falk, ero l'unico italiano, il marine Cellini, piccoletto rispetto agli altri, imbracciavo un fucile sproporzionato, per fortuna a un certo punto lo barattavo col mitra di un caduto. Lo girammo a Taranto, la sera la troupe giocava a poker tra decine di bottiglie di birra, Mitchum non beveva e ce ne andavamo in giro.

 

giancarlo giannini

Mi raccontava di quando aveva convinto un giornalista che andava a raccogliere farfalle nei boschi, o quando aveva radunato cento invitati in smoking obbligatorio a una festa e si era presentato nudo con le parti intime coperte di panna. Era un grande consumatore di marijuana, si faceva le sigarette spacciandole per Marlboro. Io avevo studiato inglese a Londra per il ruolo, con un maestro che mi metteva lo stuzzicadenti per pronunciare 'th', sul set ridevano tutti, Mitchum e gli altri mi dovettero insegnare lo slang americano. Quando lo rividi a Todi, tantissimi anni dopo, si ricordava ancora le battute che mi aveva insegnato".

 

giancarlo giannini rossana podesta

In American dreamer era un assassino francese, in Saving Grace un prete, poi Febbre di gioco.

"Per Fever Pitch (Febbre di giocondr) mi chiamò il regista Richard Brooks mentre ero in vacanza nel deserto dell'Arizona, in un motel a forma di ferro di cavallo con un palo e il telefono al centro. Non volevo andare, mi stavo per sposare. Un aereo privato mi portò agli studios, con le pareti di mogano e i premi, lui mi accolse 'my friend'. Il mio personaggio era un capo mafioso col pallino del golf. Io prendevo lezioni e nella prima scena centrai subito una buca a dodici metri. Nel film non si potè mettere ma il regista mi convocò con una scusa a Los Angeles per consegnarmi il pezzo di pellicola, 'la prova dell'impresa'".

 

Nel 1989 New York Stories con Francis Ford Coppola.

"Lo conobbi a una cena anni prima, aveva visto Amore e anarchia, mi voleva per Apocalypse Now nel ruolo con cui Duvall ha vinto l'Oscar, ma ero impegnato con Visconti. Mi disse 'ma fai spostare il film', come se io avessi quel potere. Un anno prima me lo aveva detto anche Spielberg, mi aveva chiamato per l'antagonista di I predatori dell'arca perduta ma slittò per uno sciopero e poi io ero impegnato con Fassbinder. 'Chi è? Ma sposta quel film', disse Spielberg. Gli americani sono strani, bisogna saperli prendere. Comunque poi Coppola mi richiama, 'devi interpretare mio padre', che era stato primo flauto di Toscanini. Avevo in ballo Il male oscuro con Monicelli, che ebbe un incidente con molte fratture. Coppola mi chiamò il giorno stesso, 'allora il film lo puoi fare'".

 

Mai pensato di trasferirsi?

"No, mi piace il mio paese e a Hollywood ti offrono ruoli da italiano. La Columbia mi offrì un contratto da sei mesi all'anno come protagonista di una serie, un detective italiano rompiscatole spedito in America: 'Sistemi economicamente figli e nipoti'. Non volevo essere legato per anni".

 

giancarlo giannini mimi metallurgico

Ha lavorato con una sconosciuta Julia Roberts.

"Legami di sangue, 1989, western poco interessante in cui ero un patriarca viticoltore, mio figlio era Eric Roberts e avevano chiamato la sorellina. Nella scena in cui un gruppo di cattivi assaltava il ranch e mi aggrediva, Julia aveva un primo piano disperato ed era intensissima, la segnalai ai produttori, 'ma figurati, è solo la sorella di Eric'. Poco tempo dopo era una stella".

 

Le è capitato altre volte di intuire il talento?

"Con Daniel Craig, Bond, all'inizio tutti scettici, io sapevo che grande attore fosse, di una simpatia devastante e capace di farsi da solo gli stunt. Stavamo talmente bene che dopo Casino Royale ho fatto Quantum of solace".

 

giancarlo giannini mariangela melato

Incontri folgoranti?

"Con Billy Wilder. Ero a Los Angeles per un film italiano, mi portano da Spago e lui mi fa invitare dal cameriere al suo tavolo, con Diana Ross, Sidney Poitier, Michael Caine. Mi presenta e si mette a citare, col suo accento anglotedesco, battute di Mimì metallurgico. Con Andy Warhol passeggiavamo, lui aveva sempre una polaroid e un registratore. Mi portò nella sua Factory e mi fece un servizio fotografico".

 

(…)

 

Man on fire con l'altro Scott, Tony. E Denzel Washington.

giancarlo giannini luchino visconti

"Washington bravo, severo, grand'attore. Il mio ruolo bellissimo fu tagliato nel finale, non è simpatico spiegare perché. Le dico solo che gli attori americani hanno un potere enorme, un italiano che cazzo fa? Se Ridley era silenzioso, Tony era esuberante. I due fratelli erano in competizione. Ricordo una scena faraonica di incendio in un locale, 'mio fratello in Black Hawk Down ha avuto 16 macchine, io ne ho 36!'. Era geloso perché Ridley era più famoso. Mi faceva arrivare in Messico bottiglie di Brunello di Montalcino, ed ero astemio, mi regalava piante a cui ero allergico. La mattina alle 4 andava a scalare montagne. Non credo che si sia buttato dal ponte perché malato, penso che abbia sbagliato una di quelle grosse operazioni finanziarie che facevano lui e il fratello e non ha retto alla vergogna".

 

Di recente cosa le è piaciuto fare?

"Con Clooney la serie Catch 22. George mi ha mandato il testo con la sua voce registrata, sul set mi ha preparato bellissimi cartelli con le frasi. Ho invece rifiutato il film Dubbing De Niro, un doppiatore che perdeva la voce e andava in America a incontrare De Niro, ci riusciva nelle ultime scene. Conosco De Niro, ma il progetto non mi ha convinto".

 

giancarlo giannini laura antonelli

Nella casa di campagna conserva gli oggetti della sua carriera?

"Qualcosa, la lettera dispiaciuta di Spielberg quando ho detto no, i complimenti di Ridley Scott e i fumetti che Tony mi mandava la sera sulle riprese, le foto di Warhol. Ma le conservo senza enfasi, le cose si fanno e si dimenticano".

 

giancarlo giannini il dramma della gelosiagiancarlo giannini giancarlo giannini 1giancarlo giannini laura antonelli giancarlo giannini mariangela melatomariangela melato lina wertmuller giancarlo gianninigiancarlo giannini 1giancarlo giannini 1ugo nespolo giancarlo giannini in italiana (2005) giancarlo gianniniGIANCARLO GIANNINI E AMEDEO GAGLIARDIgiancarlo giannini melatogiancarlo gianninigiancarlo giannini luigi dibertigiancarlo gianniniARBORE E GIANCARLO GIANNINIGIANCARLO GIANNINI E MARIANGELA MELATO GIANCARLO GIANNINI E MARIANGELA MELATO giancarlo giannini cadriano e giancarlo gianniniwertmuller giancarlo giannini mariangela melatogiancarlo giannini george clooney

 

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