gianluigi nuzzi

“IL MAGGIORDOMO DI RATZINGER, PAOLO GABRIELE, MI PASSÒ GLI APPUNTI RISERVATI DEL PAPA E SORRISE” – GIANLUIGI NUZZI, A CUI “PIER DUDI” HA AFFIDATO IL POMERIGGIO DI CANALE 5, RICORDA LO SCOPPIO DELLO SCANDALO VATILEAKS: “FU UN MOMENTO DA TOGLIERE IL FIATO. HO VENDUTO LIBRI IN 15 PAESI, HO SUBITO UN PROCESSO, LE MIE FONTI SONO STATE ARRESTATE, È STATA UN’AVVENTURA INTENSA, PERÒ DI VATICANO HO SCRITTO ABBASTANZA” – GLI SCHERZI TELEFONICI FATTI INSIEME AD ANTONELLO VENDITTI: “UNO A FAUSTO BERTINOTTI FU STREPITOSO” – L’INCONTRO CON MICHAIL GORBACIOV: “CAMMINAVA IN CENTRO A MILANO CON LA SCORTA. INFILAI LA MANO NEL SOPRABITO PER PRENDERE UNA SIGARETTA E UNA GUARDIA DEL CORPO MI IMMOBILIZZÒ...”

Estratto dell’articolo di Candida Morvillo per il “Corriere della Sera”

 

Gianluigi Nuzzi, quest’anno, vacanze vere o vacanze però lavorando?

gianluigi nuzzi

«Il primo settembre debutta Dentro la notizia e il 12 riparte Quarto grado, per cui la mente correva sempre al nuovo programma del pomeriggio di Canale 5. Non ho staccato tutte le spine. Ho fatto solo una settimana in un hotel che è una ex miniera, in Sardegna.

 

Ci si arriva con una strada sterrata e ci sono buona cucina, dune di trenta metri e sei in pace con il mondo. È un posto “risolto”: perché lì non devi dimostrare niente a nessuno, non c’è la gara a chi ha la barca più lunga».

 

Vacanze in barca, però, ne ha mai fatte?

gianluigi nuzzi 2

«Col mio amico Antonello Venditti: tante, a vela. La nostra amicizia è un regalo alla vita. L’ho conosciuto al Salone del Libro di Torino nel 2016, avevo un dibattito e prima di me, c’era lui sul palco: ha cantato Notte prima degli esami e io, che pure non soffro di divismo, ero liquefatto. Finisce, ci incrociamo. Io zitto, e lui: ma tu sei il conduttore di Quarto grado! Non ci siamo più persi».

 

Che cosa vi unisce?

«Per me, lui è come il Mago di Oz: mi affascina che arrivi spesso alle mie stesse conclusioni, ma da percorsi completamente diversi, emotivi, sensoriali. È un artista in purezza e ha un senso radicale della libertà, soprattutto quella di pensiero».

 

Altre avventure insieme, non in mare?

«Ricordo un Roma-Milan allo stadio Olimpico. Io sbuffavo perché il Milan perdeva, lui si gira e mi fa: è la prima volta che vedo una partita della Roma non con un romanista. E ci siamo messi a ridere. C’era con noi anche un suo amico cardinale, eravamo andati a prenderlo in Vaticano. In auto, c’erano Venditti, Nuzzi e un cardinale: mi fanno impazzire queste contaminazioni non proprio logiche».

 

GIANLUIGI NUZZI E ANTONELLO VENDITTI

Il cardinale aveva letto i suoi libri sugli scandali in Vaticano?

«Non gliel’ho chiesto, ho mantenuto un ossequioso silenzio. Comunque, entrare all’Olimpico con 70 mila persone che intonano Grazie Roma, che è la canzone scritta da chi sta accanto a te, è pazzesco. E i brani di Venditti non sono canzoni, sono preghiere: “Mi chiamo Gesù e faccio il pescatore del mare e del pesce…”».

 

Che altro fa con Venditti?

«Scherzi telefonici. Ne abbiamo fatto uno a Fausto Bertinotti strepitoso».

 

Me lo dica.

GIANLUIGI NUZZI E ANTONELLO VENDITTI

«Non posso, altrimenti non posso più rifarlo. Gliene racconto uno con Giuseppe Cruciani: una volta, telefonammo a mezzanotte a Carlo Taormina, allora sottosegretario del governo Berlusconi. Io fingevo di essere un giornalista, parlando uno spagnolo inventato: “en España se habla mucho de la ruptura entre Taormina e Berlusconi…”. E Taormina mi prendeva sul serio: “A me, ‘sto Cavaliere non me convince per niente”. Eravamo piegati in due dal ridere».

 

Primo scherzo?

«Iniziò tutto al liceo, con Indro Montanelli. Mia sorella maggiore era contrariata per un suo editoriale e io, da una cabina ai gettoni, chiamai il Giornale e, per farmelo passare, feci la voce dell’avvocato Alberto Dall’Ora, che avevo letto essere un suo amico. Mi rispose e dovetti spiegargli che ero invece un lettore. E lui, con pazienza si mise a spiegarmi il suo editoriale».

 

E da lì nacque l’idea degli scherzi?

PAOLO GABRIELE RATZINGER

«Sì, ma la regola è che lo scherzo è bello se dura poco. Alla fine, mi rivelo sempre. Una volta sola non l’ho fatto, a fine liceo: dovevamo partire in vacanza ma un ragazzo della nostra compagnia temporeggiava perché non sapeva se era stato promosso. Io chiamai la sua scuola fingendomi Roberto Formigoni. Il preside ci cascò e ci diede la conferma: niente esami di riparazione. Risultato: via, tutti in vacanza».

 

[…]

 

Ha conosciuto in vacanza anche la sua compagna Valentina Fontana?

«A Milano e, come dice lei, l’ho presa per sfinimento».

PAOLO GABRIELE E BENEDETTO XVI

 

Quindi, un lungo corteggiamento?

«Più che di corteggiamento, parlerei di assedio».

 

Cosa l’ha spinta a insistere così tanto?

«Quando fai certe cose non sai perché le fai. Non c’era niente di razionale, c’era il sacro fuoco della vita. Stiamo insieme, in prova, da vent’anni. Penso sia il giusto approccio: siamo stati in prova convivendo; poi con un figlio; ora, siamo in prova con due figli».

 

Se le chiedo di un momento incredibile della sua vita?

gianluigi nuzzi alessandra viero quarto grado

«Quando a Milano incontrai Michail Gorbaciov. Avevo vent’anni, camminava in centro con la sua scorta. Infilai la mano nel soprabito per prendere una sigaretta e, in un secondo, una guardia del corpo mi immobilizzò, pensando a un’arma.

 

Ricordo gli occhi di Gorbaciov: grigio-gialli, gelidi. Poi, mi ritrovai imbucato col mio capo di Mondadori al Castello Sforzesco, dove Gorbaciov parlava con industriali, politici: tutti coi capelli bianchi o senza capelli. Io ero l’unico coi capelli castani: mi sentivo una pulce».

 

Un momento da togliere il fiato?

gianluigi nuzzi

«Quando lessi gli appunti riservati di Benedetto XVI sugli scandali del Vaticano. Me li passò il suo maggiordomo, Paolo Gabriele, che mi guardò e sorrise. Da lì nacque il mio libro Sua Santità».

 

Il pontificato di Leone XIV le darà materiale per l’ottavo libro?

«Io spero di no. Quando ho iniziato con Vaticano Spa, nessuno scriveva di scandali vaticani. Io sono stato sei mesi in classifica e ho avuto una solo recensione. Quando Gad Lerner mi invitò in tv per parlarne, mi sembrò talmente incredibile che somatizzai e mi venne 40 di febbre.

 

Ma un giornalista deve fare dei punti e a capo e io ho venduto libri in 15 Paesi, ho subito un processo, le mie fonti sono state arrestate, è stata un’avventura intensa, però di Vaticano ho scritto abbastanza».

 

indro montanelli

Un ricordo assurdo da scrittore di successo?

«A Salisburgo, ospite del mio editore tedesco Dietrich Mateschitz, l’inventore della Red Bull. Mi offrì il suo aereo privato per tornare a Milano. Raggiungo il pilota e chiedo a che ora si parte. E lui, come fossi un extraterrestre: deve essere lei a dirci a che ora vuole partire. Prima figuraccia. Quindi, atterro allo scalo voli privati e altra scena comica… Trovo una limousine ad aspettarmi e non ero abituato. L’autista vuole portarmi a casa e io: faccia così, mi porti a Linate. E lui: ma come dottore, deve già ripartire? La verità è che avevo lasciato il mio vespino a Linate mi imbarazzava dirlo».

 

Un ricordo assurdo da giornalista?

valentina fontana gianluigi nuzzi

«Quando portai al direttore Vittorio Feltri delle intercettazioni del presidente Oscar Luigi Scalfaro in tema di banche. Uno scoop enorme. Feltri mi convoca. Pensavo per complimentarsi e invece mi disse: “Domani, ci arrestano. Io ho già scelto: andrò nel carcere di Lodi, lì si sta decentemente. Informati anche tu su dove vorresti andare”. Per fortuna, non ci arrestarono».

 

Un momento di paura vera?

gianluigi nuzzi davide parenzo

«Nel ’97, durante la guerra civile in Albania. A un posto di blocco clandestino, uno mi mise la canna di una pistola in bocca. Sempre lì, dall’albergo, chiamai mamma e fuori cominciarono a sentirsi i kalashnikov. Sparai la prima cavolata che mi venne in mente: c’è la festa nazionale, sono i fuochi d’artificio».

 

Altre sparatorie?

«Una divertente. Per uno scoop che avevo fatto, senza saperlo, ero pedinato dalla Guardia di finanza. Vado a prendere un caffè con Maurizio Belpietro che aveva la scorta e loro si accorgono che ero seguito. Noi due entriamo nel bar e la sua scorta e i miei pedinatori si scontrano: chi siete? Polizia, carabinieri, forestale… Succede un Far West, ma noi non ci siamo accorti di niente. Io l’ho scoperto poi dai verbali». […]

gianluigi nuzzi presenta dentro la notizia 3gianluigi nuzzi con il colbacco e il covid conduce quarto grado dal terrazzo di casa 6gianluigi nuzzi (3)libro presentatogianluigi nuzzi e emiliano fittipaldi francesca chaouquigianluigi nuzzi col suo libro foto di baccogianluigi nuzzi presenta dentro la notizia 4gianluigi nuzzi e emiliano fittipaldigianluigi nuzzi foto di baccofrancesca chaouqui gianluigi nuzzi emiliano fittipaldigianluigi nuzzi laura sgro foto di baccogianluigi nuzzi davide parenzo (2)

Ultimi Dagoreport

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO