gianna nannini

GIANNA “NONNINI” - “LA MATERNITÀ OVER 50? LA BIBBIA PARLA DI MADRI A 70 ANNI... SE ROD STEWART FA UN FIGLIO A 65 NESSUNO DICE NULLA - IL DECENNIO '83-'94? UN BARATRO. "QUESTO AMORE È UNA CAMERA A GAS" LA SCRISSI DOPO ESSERMI TAGLIATA UN TENDINE DEL POLLICE CON UN POSACENERE. MI ERO PERSA” - VIDEO

 

 

Andrea Laffranchi per il Corriere della Sera

 

GIANNA NANNINIGIANNA NANNINI

Gianna apre la porta di una delle stanze del suo quartier generale di Milano. Una delle sue rare visite italiane in una primavera che la sta portando in tour in Europa, in particolare in quella Germania che le regala titoloni sui giornali in stile «la donna che ha dato al rock italiano un nome, una voce, un significato» ( Die Welt ) o «Come una furia a cavallo» ( Abendzeitung ).

 

Alle pareti ci sono i master dei suoi dischi ordinati cronologicamente. A terra in una busta ce ne sono alcuni non ancora catalogati. «Durante questo tour ho recuperato gli ultimi. Adesso ho riunito tutto il mio catalogo, lì dentro ci sono io». Spunta anche un «Europa mitica», brano ancora inedito. «Risale al 1985-86 circa, mi ricordo un passaggio pucciniano... Devo restaurare i nastri e riascoltare tutto».

 

Il legame fra Gianna e l' Europa è forte. «Negli ultimi 10 anni sono stata troppo in Italia e ho trascurato i fan all' estero. .

 

GIANNA NANNINIGIANNA NANNINI

In Germania ho sentito entusiasmo. Da noi non c' è quell' atteggiamento rock nel senso della partecipazione fisica, si pensa di più alle parole». Era il 1982 quando cantava «Ragazzo dell' Europa». «Parlavo di un polacco conosciuto a Berlino. Lui era lì per evitare il militare. L' Europa che intendevo io era la nostra, quella del libero pensiero. Qualcosa più di coscienza che quell' insieme di bandierine che per la cultura ha fatto poco». Nel Vecchio continente ora si sente lo spettro del nazionalismo. Vedi alla voce Marine Le Pen. «In Germania non ho visto intolleranza. Gli episodi accaduti vengono amplificati per creare paura e poi dividerci. La divisione mi fa paura, non la diversità che è un tesoro». Nel frattempo lei ha traslocato a Londra.

gianna  nannini con penelopegianna nannini con penelope

 

«Londra è tutto il mondo, tutti i colori diversi che stanno assieme, ma gli inglesi sono sempre stati "brexit". Ho scelto di vivere qui perché così mia figlia Penelope cresce senza preconcetti. Ho pensato di darle garanzie e rispetto. Allora da noi non c' erano nemmeno le unioni civili, figuriamoci la stepchild adoption». E invece lei ha approfittato di entrambe assieme alla compagna Carla, come ha raccontato nell' autobiografia Cazzimiei.

 

GIANNA NANNINIGIANNA NANNINI

«Mi manca la mia terra. Mi manca il mio vino. Tornerò prima o poi per vivere questo lato legato alla natura». Forse c' era anche il bisogno di sottrarsi alle polemiche sulla maternità over 50. «La Bibbia parla di madri a 70 anni... Se Rod Stewart fa un figlio a 65 nessuno dice nulla. Invece con me si parla di questo e non della mia musica».

 

gianna  nannini  con penelopegianna nannini con penelope

Cazzimiei non è un' autobiografia classica, è un flusso di pensieri da cui emergono anche i fantasmi del passato. A un certo punto Gianna descrive il decennio 83-94 come un periodo psicologicamente difficile, «un baratro che mi ha attanagliato la mente, impedendomi di tornare in me».

 

«Si capisce se si guarda la copertina di "Puzzle", ho lo sguardo assente». Fu il momento in cui la carriera esplose con «Fotoromanza», hit da esportazione. «Sembrava un valzer alla Mozart. Mi sembrava troppo per turisti. Conny Plank (produttore di Gianna ma anche di Kraftwerk, Eurythmics, Ultravox e tanti altri ndr ) mi diede il coraggio e il groove su cui far viaggiare la melodia. La frase "questo amore è una camera a gas" la scrissi dopo essermi tagliata un tendine del pollice con un posacenere. Mi ero persa».

 

Tanta Europa, ma Gianna non dimentica l' Italia. C' è un nuovo disco in arrivo. Ancora senza titolo, uscirà il 27 ottobre e sarà presentato con tre date uniche a dicembre a Milano, Roma e Firenze. «Si sentirà una scrittura nuova, sempre Gianna Nannini ma più spontanea. Sarà un album sofferto, perché era fermo da tempo, la mia creatività è stata repressa, ma con l' entusiasmo che arriva da nuove collaborazioni».

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L' idea di Gianna è quella di creare una factory, guidata da Davide Tagliapietra, suo chitarrista. «Voglio prestare la mia voce e la mia esperienza a nuovi talenti perché noi vintage dobbiamo dare qualcosa. In cambio prendo energie per rinnovarmi mentalmente. Dopo Fabri Fibra, uno degli ultimi a colpirmi, della nuova generazione mi piace Calcutta».

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