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C'È UN'ORGIA FEMMINILE CHE VA IN SCENA OGNI MESE IN CALIFORNIA, SI CHIAMA ''GIRL PILE'' (PILA DI RAGAZZE) E OFFRE DI TUTTO. PURE IL FISTING PER LE DONNE INCINTE ALL'OTTAVO MESE - IL RACCONTO: ''A QUESTI PARTY ANCHE LA CHIACCHIERATA PIÙ INNOCUA DIVENTA SESSUALE, SE UNO DEI DUE È NUDO''

Anna Pulley per “New York Magazine”

 

san francisco capitale delle orgesan francisco capitale delle orge

Nel salone con luce fioca, ogni superficie è coperta da vivaci lenzuola viola e leggeri fazzoletti rossi e foulard attenuano i bagliori delle lampade. E’ il tipico festino sessuale di San Francisco. Una donna tatuata e voluttuosa, con solo un tanga indosso, rompe il silenzio: «Nessuno che voglia aiutarmi a scopare la mia amica incinta?».

 

La risposta è stata un coro di mani alzate e io sono rimasta sola, guardando un gruppo di donne che circondavano la donna incinta di otto mesi che si faceva entusiasticamente mettere pugni e dita in fica. Mi trovavo al “Girl Pile”, orgia femminile di lunga data che ogni mese si tiene nella Bay area, e ancora una volta io restavo seduta a chiedermi cosa ci facessi in quel posto.

 

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Sono impacciata ai festini. Lo sono anche alle feste normali. L’imbarazzo nasce dal fatto che scrivo di sesso e non sono brava a partecipare a queste occasioni. Sono brava a farmi invitare, ma questo capita perché vivo nella Bay Area, dove non puoi andare a prendere un tè kombucha senza finire in un’orgia.

 

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Negli anni sono stata ad orge lesbo e miste, grazie alla mia fidanzata, che è disegnatrice di ammucchiate al “Girl Pile”. Prima di farlo, mai avrei pensato di partecipare ad un’orgia. Non era nella mia lista di obiettivi, finché la donna della mia vita non mi ha mollato e mi sono ritrovata a fare cose che altrimenti avrei evitato.

 

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La prima volta un gentiluomo mi si avvicinò vestito da Aladino (sulla pagina del sito si consiglia di indossare qualcosa di creativo per farsi più amici) e, dopo 30 secondi, mi mise la mano sulla coscia e cominciò a strofinarla cortesemente. Ero a disagio e impreparata a fare sesso con un personaggio della Disney, così scappai.

 

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In genere mento a me stessa, fingendo l’eccitazione per nuovi incontri, e poi resto delusa perché sono di più le volte che non succede. Non so come passare dalla chiacchierata e una cosa più desiderabile. I bonobo si salutano facendo sesso orale e, anche se noi ci siamo evoluti, dopo tutti questi secoli riusciamo solo ad esordire con un: «Allora, che fai nella vita?».

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A questi party anche la chiacchierata più innocua diventa sessuale, se uno dei due è nudo. Un mio commento sulle decorazioni della casa, ad esempio, fu preso come un commento sulla tappezzeria pubica della donna che mi stava accanto. Alla fine, ho smesso di parlare. Il mio primo successo, infatti, lo ebbi dopo una conversazione lunga due frasi. «Mi ostruite la strada apposta?» chiesi ad una coppia che mi si era parata davanti, «Sì» rispose lui, buttandomi sul letto. Ecco tutto.

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Mentre l’ammucchiata con la donna incinta aumenta, saluto il mio collega Andrea. «Non mi chiamo più così» risponde «Il mio nome burlesque è Fifi La Plum». Se ne è andato a scopare con una lesbica. Li ho visti rotolarsi sul pavimento e ho ammirato sia la sua efficienza sia il suo coraggio di scegliere un nome da cane.

 

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La mia fidanzata è spesso occupata a disegnare la dissolutezza dell’orgia, quindi io devo cavarmela da sola e non funziona granché. In quanto persona con ansia sociale, faccio quello che fanno quelli come me nella stessa circostanza, ovvero trovo l’animale più vicino e ci parlo. Non è difficile al “Girl Pile” perché, anche se la location cambia ogni volta, c’è sempre un gatto da qualche parte.

 

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Oppure do un’occhiata alla libreria del proprietario di casa. Il primo volume che pesco è intitolato “Il sesso è necessario?”, l’altro “Evangelismo come danza nel Matrix post-moderno”. Chi vive qui?, mi chiedo mentre vedo una mare di tette e flagellazioni. Una donna nuda passa di stanza in stanza per distribuire  biscotti e fragole. Non ho fame ma li prendo.

 

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Non condanno le orge per la mia goffaggine sessuale, condanno me. Al party “Second Base”, molto elitario, i partecipanti possono andare fino alla seconda base, io non ho raggiunto nemmeno il primo. Nella prima base ci si bacia, nella seconda si arriva al girovita, alla terza sotto la vita, il fuoricampo è il rapporto completo, il doppio incontro è sesso orale.

 

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Frequento ma sono intimidita. Fare cose che ci spaventano, ci fa sentire più vivi. E’ adrenalina. Nel mio caso, scappo da donne che mi attraggono. Partecipo anche per restare aggiornata sulla comunità sessuale di cui spesso scrivo, e per stare al fianco della mia fidanzata. Vado per non essere esclusa, perché, come molte donne, voglio sentirmi desiderata e connessa gli altri. Di recente, sembra che io vada più per i biscotti.

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In un’altra stanza alcune ragazze vengono massaggiate con il fuoco. Proprio così. La massaggiatrice di casa ha una forchetta da fonduta avvolta nella garza e la immerge nell’alcol, la accende e la applica sulla pelle della persona stesa sul tavolo, facendo spirali con la fiamma. La donna sul tavolo ridacchia e si contorce.

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Ho provato di tutto per evitare la mia inerzia durante le orge. Mi sono vestita di nero e coi tacchi, mi sono vestita da lesbica in flanella e con gli stivali da cowboy, ho provato ad essere schiva o sicura di me. Quando sono stata più esplicita, ho ottenuto di essere sculacciata delicatamente.

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Il fatto è che nelle orge non ci si attiene alle regole standard dei rituali di corteggiamento. Non esiste flirt, non chiami dopo tre giorni per rincontrarti, è solo carne, la sicurezza di sudore e mani appiccicaticce. E poi ci sono io, seduta da una parte a scrivere, sperando e non sperando che qualcuno mi si avvicini e mi chieda: «Cosa fai nella vita?».

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