natale da chef -1

IL CINEMA DEI GIUSTI - “A FURIA DI SUCCHIARMELO ME L’HA ALLUNGATO!”. “DO STA LA MAIALA?”. “LO VUOI VEDERE IL PASTICCIOTTO?”. “MIA MOGLIE FARA' I BOMBOLOTTI A TRUMP!”. CI SIAMO: CON ‘NATALE DA CHEF’ NERI PARENTI FIRMA IL SUO PRIMO CINEPANETTONE ‘APOCRIFO’ CON MASSIMO BOLDI. E BIAGIO IZZO CHE MANGIA LE CACCHE DELLE CAPRE PENSANDO CHE SIANO OLIVE - NON TUTTO FUNZIONA, MA I CANONI DEL GENERE SONO RISPETTATI. L’ARIA CHE SI RESPIRA È PARTICOLARMENTE LIBERA…

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

Natale da chef di Neri Parenti

 

natale da chef 6

“Do sta la maiala?”. “Lo vuoi vedere il pasticciotto?”. “Ma lei ha proprio un bel curriculum!”.  “A furia di succhiarmelo me l’ha allungato!”. “Non c’è cosa più divina che ciularsi la nonnina!”. “Che trombata che mi feci co sta vecchiazza!”. Queste le battute. Per non parlare di Biagio Izzo che mangia le cacche delle capre pensando che siano olive o di un finale che vede in una specie di G7 fetente in quel di Trento addirittura Trump che vomita le delizie cucinate da Boldi chef, Gentiloni sulla tazza del cesso che non fa entrare la May e la Merkel (“Vai via culona”) che stanno per esplodere fuori dalla porta del bagno.

natale da chef 5

 

Ci siamo. Con questo sciagurato ma divertente, ben ritmato, totalmente stracult Natale da chef, Neri Parenti firma alla grande la regia del suo primo cinepanettone “apocrifo” con Massimo Boldi protagonista, che è proprio un genere, costola o spin-off della saga dei cinepanettoni doc prodotti da Aurelio De Laurentiis. E con Massimo Boldi&co, Biagio Izzo-Enzo Salvi-Paolo Conticini-Dario Bandiera torna al fortunato modello comico nella versione più classica, mentre il fuggiasco Christian De Sica è alle prese non solo con il suo Poveri ma ricchissimi, ma anche col pesante “caso” Fausto Brizzi, e mentre Aurelio De Laurentiis lancia il suo film di montaggio dei cinepanettoni passati con Paolino Ruffini regista.

natale da chef 3

 

Non sarà un Natale facile per nessuno. Si sa. E non sarà facile, soprattutto, in una situazione di guerra cinepanettonesca così compromessa, fra cause legali e ombre non chiarite. Ma per Neri Parenti e Massimo Boldi è un bel risultato e un bel ritorno a casa.

 

Intanto perché è un film decisamente superiore a tutti i precedenti cinepanettoni di Boldi post Filmauro, più controllato nella costruzione delle gag e nella distribuzione dei personaggi, scritto con più accortezza, assieme a Bomprezzi-Bencivenni-Saverni, e fa decisamente più ridere. Parenti tiene ben fermo Massimo Boldi assieme a Biagio Izzo al centro della storia, lo chef incapace e il suo socio che non sente più i gusti, mentre riesce a far muovere le altre storie, come fossero episodi singoli, attorno a loro, Paolo Conticini con Rocio Morales, Dario Bandiera con Francesca Chillemi, tenendo Maurizio Casagrande e Enzo Salvi come jolly per aprire o chiudere le situazioni.

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E ha l’accortezza di affidare l’episodio più divertente già sulla carta, ma molto scorretto, quello cioè del sommelier astemio che cerca di concupire una “vecchia” per ottenerne il voto pensando che sia un giudice in incognito della gara degli chef, a una divina Milena Vukotic nel ruolo della “vecchia”, a un Dario Bandiera in gran forma e alla fresca e notevolissima Francesca Chillemi, che è il vero giudice che ha ordito lo scherzo.

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Al grido di “Fimminazza”, Bandiera si getta nella scontro amoroso con la stupita Vukotic che sfodera con grazia magistrale via via tutto il vecchio repertorio della signora Pina che riscopre la passione. Più Bandiera esplode in espressioni sicule pesantissime, “bella sticchiottella”, coinvolgendo soprattutto Enzo Salvi, che giustamente non capisce, “ma se per toccarla devi chiedere il permesso ai Beni Culturali?”, più la Vukotic cambia atteggiamento nei confronti del giovanotto, aiutata da un Neri Parenti che sembra riprendere le pagine migliori di Fracchia la belva umana e dei suoi Fantozzi.

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Non tutto funziona, certo, come sempre in questo tipo di film, ma la parte pochadistica, diciamo alla Mariano Laurenti, con la scambio di coppie, è ben risolta, con Dario Bandiera che ha passato la notte con la Chillemi ma pensa di averlo fatto con la Vukotic, “Che trombata che mi feci co sta vecchiazza”, le cose più trash, come Boldi che cerca di mungere latte dalle palle di una capra, fanno anche più ridere, le quote comiche regionali, napoletane con Izzo e Barbara Foria, pugliesi con Fabrizio Buompastore e Paolo De Vita sono rispettate e circola comunque un’allegria da cinepanettone libero, senza tanti vincoli produttivi che è piuttosto contagiosa.  In sala dal 14 dicembre.

NATALE DA CHEF

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