amori letterari

LE SMANCERIE DEGLI SCRITTORI IN AMORE - ''CARO MANGANELLI, SEI UNA FOCA''. DALLE LETTERE DI ALDA MERINI AL SERIOSO GIORGIO, ALLE DICHIARAZIONI ADORANTI DI SYLVIA PLATH A TED HUGHES, SARTRE E BEAUVOIR, MONTALE E SPAZIANI: UN LIBRO RACCONTA LA PASSIONE DI 18 COPPIE DI AUTORI - GLI SCRITTORI SI CONFERMANO SMIELATI E MESCHINI COME TUTTI. A FINE STORIA, NON SI LANCIANO FRECCIATE SUI SOCIAL, MA SULLE RISPETTIVE OPERE...

 

Gemma Gaetani per ''La Verità''

 

marialaura simone quando gli scrittori fanno coppiamarialaura simone quando gli scrittori fanno coppia

Lo stereotipo dello scrittore innamorato e rifiutato che sfebbra dolore sentimentale vergando altissime parole d' amore (poiché la pagina le accoglie, mentre la reale destinataria gliele riscaglia in faccia), è molto diffuso. Spesso tendiamo a immaginare gli scrittori come vincenti intelletti però incapaci di vivere normalmente le cose della vita, amore compreso.

 

Sembra nato con l' intenzione di rettificare questo luogo comune Amori letterari. Quando gli scrittori fanno coppia, curato da Marialaura Simeone per Franco Cesati Editore. Il libro cataloga 18 coppie di scrittori: 6 sono italiane e il viaggio nelle loro questioni d' amore riserva molte sorprese. E ci rivela che queste anche gli autori da Nobel, di fronte alle questioni di cuore, sono come le persone comuni.

 

Ci sono Jean-Paul Sartre e Simone De Beauvoir, seppelliti insieme a Montparnasse e coppia fissata anche nella toponomastica in Place Sartre - Beauvoir nel VI arrondissement parigino. Restano legati per la vita, dopo il primo incontro, dal patto di un rapporto aperto anche ai tradimenti. Che però non possono erodere la posizione gerarchicamente apicale del loro legame.

giorgio manganelli con la figlia amelia antoniagiorgio manganelli con la figlia amelia antonia

 

 Oggi è la norma scontata di alcuni matrimoni, loro ne fanno una battaglia antiborghese e Jean-Paul, nelle lettere, la chiama «mogliettina morganatica mia». Eugenio Montale e Maria Luisa Spaziani si conoscono ad una conferenza dove il poeta è relatore. Lui la «rimprovera» di non averlo invitato a scrivere per la rivista Il Dado, lei confessa di non avere osato, poi, con la prontezza di qualunque ragazza che flirti nelle chat, svicola e lo stende: «Viene a pranzo da me domani?».

alda merini  alda merini

 

Il poeta, ovviamente, accetta.

«Andai a casa volando», racconta la Spaziani. Montale considera Maria Luisa «la Volpe che mi regala la luce della sua giovinezza», come ogni maschio âgée che ami una donna assai più giovane.

 

C' è tanta normalità, seppure in un oceano di problemi, anche tra Sibilla Aleramo e Dino Campana. Il primo incontro è fatale. Si lasciano dopo tre giorni. Quando lei riparte, come qualsiasi innamorata che pianta le grane perché lui non si palesa con sms e chiamate, gli scrive: «E non m' hai scritto... Quei giorni son stati troppo belli. Ti supplico, Dino, tranquillizzami, mi basta una parola, te l' ho detto... Mi ami sempre?».

 

All' origine dei vagabondaggi di Campana ci sono i suoi problemi psicologici. Sibilla gli si dedica completamente per anni, ma non riuscirà ad evitarne l' internamento manicomiale. Dopo il quale taglierà: «L' amore per se stessa ha superato anche quello così potente e profondo per Campana. Le ultime lettere di Dino a Sibilla sono un urlo disperato di aiuto che lei non ascolterà più», spiega la Simeone. E sorge spontaneo pensare a tutte le donne che abbiano amato un uomo difficile fino all' estremo di...non amarlo più.

  f. scott e zelda fitzgerald f. scott e zelda fitzgerald

 

Gli scrittori, badate bene, si confermano anche meschini come tutti. A fine storia, non si lanciano frecciate sui social, ma sui rispettivi scritti.

Louise Colet, sposata, si innamora, follemente e ricambiata, di Gustave Flaubert. Pretende una dedizione che lo soffoca e, tra fini e ritorni, l' amore trascolora definitivamente nel reciproco disprezzo: la Colet si riconosce nella Madame Bovary dell' omonimo romanzo flaubertiano.

 

Prende malissimo lo spiattellamento sulla pagina dei loro veri dialoghi e dei suoi reali regali (come la terrificante tabacchiera con la scritta Amor nel cor, simbolo di ogni brutto regalo che chiunque di noi, amando, ha fatto o ricevuto).

Per vendetta, anch' ella lo irride rinfacciandogli in una poesia: «Egli sbeffeggiò il regalo con una frase piatta, / ma si tenne il bel sigillo d' agata».

 

Per fortuna, non volano soltanto stracci. C' è pure l' infinita tenerezza dei nomignoli affettuosi e delle trasfigurazioni zoomorfiche dell' oggetto d' amore in «micino», «cagnolina» e compagnia di cui siamo tutti vittime. Nella poesia a lui dedicata, per esempio, Alda Merini descrive Giorgio Manganelli, il serioso scrittore col quale il rapporto d' amore, follia e letteratura fu totale, come «una foca».

 

maria luisa spaziani eugenio montalemaria luisa spaziani eugenio montale

Storia dopo storia, troviamo poi il pensiero ossessivo che consegue alla conoscenza, quello per cui saremmo in grado di elencare le meraviglie dell' amato finanche ad un lampione, pur di parlarne... Sylvia Plath scrive, in una lettera alla madre: «Ti racconterò un fatto miracoloso, strabiliante e tremendo. È quest' uomo, questo poeta, questo Ted Hughes. Non ho mai conosciuto niente di simile. È immenso».

 

L' amato è l' immenso: lo canta anche Eros Ramazzotti in Amarti è l' immenso per me.

Ted, entusiasta del subitaneo matrimonio, confida al fratello: «Lavoriamo, facciamo passeggiate, ripariamo a vicenda quello che scriviamo. Lei è uno dei migliori critici che io abbia mai conosciuto e comprende perfettamente la mia immaginazione, e anch' io credo di comprendere la sua». È il concetto di anime gemelle, quello che muove uomo e donna l' uno verso l' altra da sempre, al di là delle rispettive professioni.

simone de beauvoir e jean paul sartresimone de beauvoir e jean paul sartre

 

Ancora, c' è l' amore della bruttina che finalmente trova chi vuole sposarla e non contiene la gioia e l' ego (Matilde Serao che annota decisa, quasi gongolante: «Io mi sposo Edoardo Scarfoglio»). C' è l' amore difficile, come quello tra Alberto Moravia ed Elsa Morante. Le capovolte emotive di Elsa contenute nel Diario 1938 sembrano messaggini Whatsapp a un' amica: «Davvero tutto è finito con A.?» (5 aprile); «Era tutta una storia, A. non voleva affatto finirla. Ma ora sono io che voglio» (22 aprile); «Altra lettera di A. Non capisco, che cosa debbo fare? Ricominciare?» (27 aprile); «A. viene ogni giorno, e sempre mi cerca. Io stessa lo cerco» (29 maggio).

 

alda merinialda merini

C' è, infine, la dichiarazione d' amore che forse non tutti gli uomini hanno ricevuto, ma Francis Scott Fitzgerald, da Zelda Sayre, sì... Leggete: «Sei l' unica persona che ha sempre fatto tutto quello che doveva fare dannatamente bene. Sei il migliore - il migliore - il migliore e un genio in tanta parte di te che quando trovi qualcuno ti piace pensare che siano così anche loro perché è la tua unica concezione. Amore mio, ti amo tanto - e voglio che tu sia felice. Sei un dio solare»... Anche gli scrittori amano come amano tutti.

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