1- GLI SCHETTINO DELLA VIRGOLA A FORZA DI RIMIRARE ESTASIATI I MONTI (MARIO) VENERDÌ 13 GENNAIO NON SI SONO ACCORTI CHE IN MARE, A UN’ORA DALLA CAPITALE, AVEVA LUOGO LA PIÙ GRAVE SCIAGURA NAVALE DAI TEMPI LONTANI DELL’ITALIANISSIMA “ANDREA DORIA” 2- IL GIORNO DOPO, LA TRAGEDIA DEL NAUFRAGIO DELLA CONCORDIA NON TROVAVA SPAZIO NELLE PRIME PAGINE DEL ‘CORRIERONE’ E DELLA ‘REPUBBLICA’. LA NOTIZIA GIACEVA NELLE CRONACHE INTERNE CON UNA CORRISPONDENZA STRINGATA DA LIVORNO 3- GALLI DELLA LOGGIA SCOPRE L’OLIGARCHIA DEI GRAND COMMIS E DIMENTICA LA GENEROSA LOBBY DEI DIRETTORI DI GIORNALI, SEMPRE GLI STESSI, CHE DOPO AVER FATTO L’INCHINO AI VARI AGNELLI, ROMITI E GERONZI RECLAMANO POI L’AUTONOMIA DELLA STAMPA 4- BRAGANTINI S’ACCORGE SOLO DOPO LA LORO CADUTA CHE I LIGRESTI AVEVANO PROTEZIONE (E SOLDI) DA MEDIOBANCA. E LA CONSOB, DI CUI BRAGANTINI È STATO A LUNGO COMPONENTE INDIPENDENTE, SU COSA VIGILAVA? E DEI RAPPORTI STRETTI TRA CUCCIA E LIGRESTI HA MAI SENTITO PARLARE L’EDITORIALISTA À LA CARTE DI VIA SOLFERINO?

DAGOREPORT

1- GLI SCHETTINO IN SALA STAMPA.
L'altro giorno il grande quotidiano del nord è uscito edicola con la data del giorno prima. Un banale errore tipografico, che tuttavia segnala un fenomeno serio: ormai la carta stampata viaggia a vista e marcia a scartamento ridotto (anche nelle edicole).

Già, a forza di rimirare estasiata i Monti (Mario) e le sue scalate governative o prendere a schiaffi un giorno sì e l'altro pure ogni Casta che gli capita a tiro (meno i giornalisti), venerdì 13 gennaio i giornaloni - quelli che una volta venivano chiamati le Corazzate di Carta - non si sono accorti che in mare, a un'ora e poco più dalla capitale, aveva luogo la più grave sciagura navale dai tempi lontani dell'italianissima "Andrea Doria".

Basta andare a rileggere i quotidiani del giorno dopo per avere conferma che la plancia di comando dei media è governata da tanti piccoli e arroganti Schettino.

2- QUANTE FALLE NELLE REDAZIONI DA SBARCO.
La tragedia dell'affondamento della Concordia (decine di morti e centinaia di feriti) non trovava spazio nelle prime pagine del Corrierone e della Repubblica. Il quotidiano di via Solferino ne comunicava notizia nelle cronache interne con una corrispondenza stringata da Livorno. Idem il suo agguerrito concorrente di Largo Fochetti.

Eppure la nave ammiraglia della Costa Crociere, 115 mila tonnellate di stazza, che poco prima delle dieci di venerdì notte si è incagliata davanti al Giglio era visibile a occhio nudo a qualsiasi cronista avvertito.

Niente, sono trascorse quasi dieci ore dalla tragedia affinché gli Schettino al timone delle Corazzate di Carta si rendessero conto delle falle in casa loro. Ma nemmeno gli emuli del comandante (vile) di Sorrento hanno avuto il coraggio di alzare bandiera bianca.

3- EPIGONI DELLA MEMORIA STORTA/1.
Toh, capita di leggere sul "Corriere della Sera", che in Italia esisterebbe anche una super Casta fin qui sfuggita agli occhi dei Gabibbo delle virgole (altrui) Stella&Rizzo.
La mirabolante scoperta è opera del settantenne prof. Ernesto Galli della Loggia.
Di che si tratta è presto detto: l'alta burocrazia pubblica, troppo legata alla poltrona e usa obbedir (tradendo) nelle varie stagioni della politica. Anzi, facendosi oligarchia. Insomma, quelli che una volta venivano chiamati i nostri migliori gran commis è soltanto gentaglia, che non passa da alcun vaglio selettivo.

E di cui l'anziano docente (ex Regale Accademia San Verzè) fin qui non aveva avuto conoscenza. Neppure dopo la nomina dell'ex presidente della Fieg, Carlo Malinconico, a sottosegretario all'editoria, molto prodiga di milioni con il fallimentare magazine romitiano ‘'Liberal'', diretto da Ernestino. E le sue successive dimissioni del Malinconico per essere andato in vacanza a scrocco a spese della Cricca.

Stiamo parlando, appunto, di un'invisibile Casta non lontana dallo spirito che anima la lobby dei direttori di giornali - sempre gli stessi da oltre vent'anni -, che dopo aver fatto l'inchino "alla Schettino" ai vari Agnelli, Romiti e Geronzi reclamano poi l'autonomia della stampa.

L'ex assistente (a libro paga) del socialista Claudio Martelli (‘'Mondo operaio'' e ‘'Pagina'') dovrebbe conoscere attraverso Paolino Mieli, munifico finanziatore della ditta Della Loggia&Scaraffia, che senza le Caste invisibili lui non sarebbe mai arrivato a scalare le colonne (editoriali) di via Solferino.

4- EPIGONI DELLA MEMORIA STORTA/2.
E bravo Salvatore Bragantini. Scrive il nostro sul Corrierone, a proposito del crollo dei Ligresti: non è giusto bastonare il cane che affoga. Ed ecco, allora, il Bragantini prendere finalmente a sberle l'establishment: da Mediobanca all'Isvap: Dai quali Premafin-Fonsai avrebbero avuto quale aiutino (di troppo). E la Consob, di cui Bragantini è stato a lungo componente indipendente, su cosa vigilava?
E dei rapporti stretti tra il mitico Enrico Cuccia e Ligresti ha mai sentito parlare l'editorialista à la carte, ora tornato in pista lunga in via Solferino?

5- UN'ALTRA (S)COPPOLA A FINANZA&MERCATI.
Sciopero di quarantore ore a Finanza&Mercati da mesi a rischio fallimentare. Il suo editore, Danilo Coppola, ha avviato con il tribunale fallimentare di Milano una procedura di concordato preventivo per appianare i debiti (14 milioni). Ma mentre l'ex furbetto del quartierino ha ottenuto dal fisco il dissequestro delle sue auto di lusso, Ferrari compresa, ai redattori del quotidiano economico ancora non è stata pagata la mensilità di dicembre (insieme alla tredicesima). Di qui, l'astensione dal lavoro dei giornalisti nonostante le feroci divisioni interne.
Sott'accusa c'è soprattutto il leader sindacale, Angelo Ciancarella. Nonostante l'aria di chiusura che aleggia nel quotidiano, avrebbe uno stipendio, quasi diecimila euro mensili, superiore a quello del direttore, Vittorio Zirnstein.

Diceva un vecchio economista: "A volte il sottoprodotto è più prezioso del prodotto".

6- IL TRAVAGLIO REFERENDARIO.
Preso sul Fatto, l'eccellente Eugenio Scalfari, non ha perso tempo a ribattere puntuto alle accuse di Marco Travaglio dopo la bocciatura della Consulta del referendum per superare il Porcellum. Una decisione quella della Corte costituzionale scontata, nonostante la tiritera delle polemiche che l'hanno accompagnata.

Ma rimproverare il fondatore della Repubblica (favorevole alla decisione assunta) di aver esultato ai tempi del referendum Segni (1991) per difendere tesi (insostenibili) è davvero poco elegante. E sbagliato. Anche se una ragione Travaglio c'è, senza saperlo: anche quella consultazione (autorizzata a denti stretti) fu una porcata. Non si chiamò Porcellum ma, costituzionalmente parlando, fu uno sfregio alla Carta. Meglio non averlo ripetuto.

7- GIULIO E LA TERZA CAMERA (DI SERVIZIO).
Non passa giorno che i media non citino (a sproposito) una vecchia battuta di Giulio Andreotti sul ruolo politico che era andata assumendo in tv "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa: "Ormai è diventata la terza Camera parlamentare".

Con quell'espressione maliziosa il senatore a vita non ha mai voluto, lui è stato sempre convinto del primato delle assemblee anche sui governi (da lui presieduti), elogiare la trasmissione. Bensì lasciar capire che oramai la politica era ridotta a fare anticamera nel salotto di Vespa.

 

francesco schettino monti IL NAUFRAGIO DELLA CONCORDIA ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA carlo malinconicoromiti geronzi 0001shar26 claudio martelliSALVATORE BRAGANTINI CONSULENTE BORSA MieliCUCCIA LIGRESTIy lr28 danilo coppolaMARCO TRAVAGLIO EUGENIO SCALFARIe

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...