1- GOVERNO MALINCONICO: “DOVEVA CACCIARLO SENZA ASPETTARE CHE MONTASSE LA VERGOGNA E SAREBBE STATA ALTA POLITICA SE MONTI L’AVESSE LICENZIATO IN DIRETTA TV” 2- SUI PUBBLICI COSTUMI DEL SOTTOSEGRETARIO “CON DELEGA ALL’EDITORIA” CARLO MALINCONICO I GIORNALI E AGENZIE DI STAMPA SUSSIDIATI DAL GOVERNO SI CAGANO SOTTO 3- LA SCOMPARSA DEI FATTI: CROLLA UNICREDIT, LA SECONDA BANCA ITALIANA, MA LA REPUBBLICA, IL CORRIERE DELLA SERA E LA STAMPA NON METTONO LA NOTIZIA IN PRIMA PAGINA 4- LA SCARPATA-COLOSSEO DELL’ANTITRUST ALLO SCARPARO RIDENS NON PIACE AL CORRIERE. A DON FLEBUCCIO L’ANTITRUST PIACE SOLO QUANDO CRITICA TASSISTI E FARMACISTI? 5- “MONTI SABATO VA DA RATZINGER. IL PAPA: CON L’ITALIA RAPPORTI OTTIMI”. GRAZIE AL CAZZO, SANTITA’! AVEVA APPENA GUARDATO L’ESTRATTO CONTO DI FINE ANNO…

A cura di Minimo Riserbo e Pippo il Patriota

1 - DATE I SOLDI ALLA PATRIA! DATE I SOLDI A UNICREDIT!...
Crolla Unicredit, la seconda banca italiana, ma Repubblica, Corriere della Sera e Stampa non mettono la notizia in prima pagina. E' successo che il mercato ha saggiamente allineato il valore dell'azione in Borsa allo sconto che si volevano assegnare le fondazioni bancarie per mantenere il controllo di piazza Cordusio. Ma anche alle pulizie di bilancio che sarebbe il caso che anche le altre banche, al pari di Unicredit, avessero il coraggio di fare.

Tutto qui, ma anziché un po' di sana autocritica, magari pensando ai soldi regalati ai vari Ligresti, sui giornaloni foderati di pubblicità Unicredit (oggi bis del Corriere ed esordio dello spottone su Libero e Fatto) oggi mancano misteriosamente analisi e retroscena. Anzi, è partita la solita ridicola pippa-ricatto patriottarda, con Sergio Bocconi che lancia il grande allarme: "Banche in saldo a rischio scalate" (Corriere, p.19). Ma magari! Vorrebbe dire che arriva qualcun altro che forse poi le gestisce un po' meglio, facendo meno marchette ai soliti noti del capitalismo di relazione in stile Mediobanca.

Repubblica, come sempre accade quando sono in ballo gli amici di Unicredit, la tiene bassa bassa: "Unicredit a picco affossa Borsa e Mps" (p. 24). Pezzo di cronaca affidato ai numeri delle pagine economiche e nessun retroscena, per carità. Sul Cetriolo, sparata in prima pagina: "Crolla Unicredit. Emergenza banche. Parte male l'aumento di capitale, grandi soci nel caos, contagiate Mps e Mediobanca". Fuori linea anche Libero di Maurizio Belpietro: "Banche dannose, ma il governo non osa toccarle. Ci costano 10 miliardi" (p.1)

2 - T'ADORIAM, MONTI DIVINO (I FATTI SEPARATI DALLA BAVA)...
"Monti e la crescita: Merkel si è convinta. Soddisfazione per il vertice franco-tedesco. Moavero: dialogano tra loro e con noi" (Corriere, p. 5).

3 - QUANDO I PROFESSORI S'AFFIDANO AI MANDARINI...
"Malinconico: "Ho pagato". Sì quattro anni dopo". Il sottosegretario conferma la denuncia del Fatto: è stato ospite di Piscicelli a Porto Ercole "a sua insaputa". Proprio come Scajola". Il Cetriolo Quotidiano non molla l'osso e scaraventa altre due belle pagine sui pubblici costumi del sottosegretario "con delega all'Editoria" (figura un po' da Ventennio a colori, va detto).

I giornali sussidiati dal governo si cagano sotto ed è magnifica la storia dell'Ansa, l'agenzia di stampa che sarebbe una cooperativa di editori (Malinconico era presidente della Fieg), ma che per tirare a campare ha bisogno dei soldi di Palazzo Chigi. La "prima agenzia di stampa italiana" a ieri sera non aveva scritto una riga sullo scandalo di Malinconico. "Dice il direttore Luigi Contu, interpellato dal Fatto: "Non abbiamo pubblicato ancora niente perché siamo in attesa di una replica di Malinconico" (CQ, p. 2). Capito che razza di idea di giornalismo? E per gli uffici stampa di tutta Italia questa è una gran notizia: basta non replicare a una notizia, e sull'Ansa la notizia non esce.

Ma è tutta la categoria dei giornalisti italiani che esce in ginocchio (anzi, a ginocchioni) da questa storia. Come scrive Marco Travaglio, "quella di oggi è una censura diversa, più furba, subdola, felpata, strisciante: diciamo pure tecnica, di larghe intese, molto sobria. Non ha bisogno né di editti né di telefonate. Nasce spontanea, col pilota automatico. Poche parole e molti silenzi. E chi s'impone l'autocensura non si fa schifo guardandosi allo specchio, perché ha un ottimo alibi: c'è la crisi, l'Europa ci guarda, il Colle vigila, i mercati speculano, rischiamo l'euro e il default, è l'ultima occasione sennò poi tornano i politici o magari quello lì" (CQ, p. 1)

Francesco Merlo dimostra già nelle prime tre righe del suo pezzo di oggi su Repubblica (p.1) che sarebbe un consigliere alle pubbliche redazioni ben migliore dei vari peluffi, castrioti e olivi. "Doveva cacciarlo senza aspettare che montasse la vergogna e sarebbe stata alta politica se Mario Monti l'avesse licenziato in diretta tv".

Anche se il "giornalista senza domande" Fazio ci sarebbe rimasto male, di fronte a un simile motu proprio. Bella pagina di Libero, con Enrico Paoli che racconta "gli affari del vice Monti con la regione Toscana. Nel 2007 le Asl stipulano una convenzione con lo studio di Malinconico per seguire la costruzione di 4 ospedali. E anche il governatore Rossi lo sceglie come proprio legale" (p. 9)

Penosa la tardiva paginetta della Stampa, titolata "Malinconico: "Mai fatti favori" (p.9). Il giornale della Fiat del resto non può certo inimicarsi il Pallido Erogatore Malinconico, visto che grazie al perverso meccanismo degli aiuti di Stato anche la Stampa aumenta tirature e vendite allegando quotidiani spacciati come cooperative.

4 - ULTIME DA RAISET...
"Monti vuole il Cda ridotto e un direttore con pieni poteri. "A febbraio saremo pronti". I conti di viale Mazzini: "In dieci anni bruciati 250 milioni e la pubblicità è volata a Mediaset. Nel mirino costo del lavoro e produttività dei dipendenti. Quasi un italiano su tre non paga il canone Rai" (Repubblica, p. 11). Il governo che ha costretto i pensionati ad aprirsi un conto in banca studia il pagamento del canone attraverso un nuovo strumento elettronico: la Minzo-card. Tu la ricarichi in banca, e i mezzobusti spendono tutto in "rappresentanza".

5 - LA SCARPATA DELL'ANTITRUST ALLO SCARPARO RIDENS...
"Colosseo, restauro senza pace. Ora l'Antitrust boccia l'appalto. L'authority: un errore la trattativa con Della Valle". Il sindaco Alè-danno, dall'alto delle sue Hogan: "Sono sconcertato". La Tod's: "Nessuno sfruttamento commerciale" (Repubblica, p. 20). Più piccata la titolazione del Corriere, che ha Della Valle tra i propri azionisti sgomitanti: "Colosseo, Alemanno si schiera contro l'Antitrust: viene ostacolato il restauro. Critiche alla procedura. Della Valle: operazione per l'Italia" (p. 32). Ma al Corriere di don Flebuccio l'Antitrust piace solo quando critica tassisti e farmacisti?

6 - MA FACCE RIDE!...
"Gli avvocati-parlamentari sul piede di guerra. "Non toccate le tariffe". Il presidente dei difensori: "Fra noi ci sono tanti precari" (Stampa, p. 5). Ah sì, e chi li sfrutta? I commercialisti?

7 - GRAZIE AL CAZZO, SANTITA'...
"Monti sabato va da Ratzinger. Il Papa: con l'Italia rapporti ottimi" (Repubblica, p. 2). Aveva appena guardato l'estratto conto di fine anno.

8 - SAN RAFFAELE, VATICANO IN FUGA...
Dopo aver dato un bel saggio di "capitalismo senza capitali", si avvia verso l'uscita la cordata Ior-Malacalza. Un accrocco partorito da Lin-gotti Tedeschi e dal cardinal Tarcisio Bertone, in grado di occupare l'ospedale di don Verzè nel momento strategico della "disclosure" dei dati finanziari. In festa il Corriere per il suo maxi-azionista Rotelli: "San Raffaele, oggi si chiude la gara. Rotelli, offerta valida. Malacalza prepara il possibile rilancio. Il testamento di don Verzè ai Sigilli" (p. 31). Tra le cose più comiche lette nei giorni scorsi sulla stampa vicina al Vaticano e a Malacalza, la storia secondo cui l'offerta del patron del Policlinico San Donato fosse irricevibile in quanto viziata da errori formali. Si è visto.

Quando sarà finita l'inchiesta penale del pm Luigi Orsi, sarà interessante capire quale contributo alle indagini è stato offerto dall'ex capitano della Finanza Giuseppe Profiti, messo alla guida del San Raffaele dallo spericolato pompiere Bertone.

9 - DISECONOMY...
Perché non serva la modifica dell'articolo 18, puro feticcio ideologico, è dimostrato da questa paginata del Corriere: "Cassa integrazione da record. Scorciatoia del licenziamento. Mai così tante ore come in questo triennio" (p. 9).

10 - FREE MARCHETT...
Apre Pitti Uomo e, nonostante l'arresto per bancarotta del terzista Tonino Perna, i grandi giornali sono in festa. "II grande Gatsby. Com'è leggera l'eleganza da Rebecchi a Cucinelli. Più di mille collezioni per la rassegna fiorentina Pitti Uomo da oggi a venerdì alla Fortezza da Basso. Al centro dell'attenzione l'ingegneria sartoriale e lo chic disinvolto per rilanciare le linee maschili" (Repubblica, p. 48). Rebecchi era proprio uno dei marchi "rilanciati" dal mitico Perna, il finanziere molisano che ha creato anche il manager Massimo Di Risio, quello che "rilancerà"lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Al Lingotto sono un po' preoccupati.

 

Sede Unicredit piazza Cordusio FEDERICO GHIZZONI Alberto NagelSalvatore Ligresti MARIO MONTI E FABIO FAZIO CARLO MALINCONICOPISCICELLIMARCO TRAVAGLIO Angelo Balducci Le mani di Della Valle sul colosseoPAPA RATZINGER MALACALZA E PROFITI

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