dakota johnson 5

VIENI AVANTI, GUADAGNINO! - IL REGISTA PIU' ATTESO A VENEZIA: “NON SO PERCHE’ MA NON PIACCIO AI CRITICI ITALIANI. FORSE PENSANO CHE MI DIA DELLE ARIE PERCHÉ VIVO A CREMA E NON A ROMA, E CHE APPARTENGA A UN MONDO ALTOBORGHESE"

LUCA GUADAGNINOLUCA GUADAGNINO

Natalia Aspesi per “la Repubblica”

 

Una cantante pop che riempie gli stadi come fosse Madonna e un più giovane regista di successo, si rifugiano a Pantelleria, in una casa isolata immersa in una vuota campagna, lontano dal mare, dalle ville dei ricchi, dal paese, dalle coltivazioni di capperi e dai vigneti. E anche dal quasi quotidiano arrivo dei barconi carichi di disperati che partono dalle coste africane e spesso affogano prima, a centinaia.

 

L’amore sigilla gli amanti in una indifferenza che li esclude dalla vita degli altri, fin quando, non invitata né desiderata, arriva un’altra coppia: un ex amante di lei con la graziosa figlia. Perché ha scelto Pantelleria? «Perché è un luogo di mondanità e di tragedia, di ricchezza di miseria, in cui però si può anche rifugiarsi, godere della sua bellezza, proteggendosi dalla persecutoria caccia ai cosiddetti vip».

 

Luca Guadagnino porta questo suo film, A bigger splash , alla Mostra di Venezia, tra i quattro italiani forse il più atteso dalla stampa straniera, che nel 2010, sempre a Venezia, apprezzò nella sezione Orizzonti il suo Io sono l’amore , mentre quella italiana fischiava sonoramente.

 

DAKOTA JOHNSON - GUADAGNINODAKOTA JOHNSON - GUADAGNINO

«Sono molto spaventato e eccitato perché questa volta sono in concorso insieme a film sicuramente interessanti. Se ci penso cado nel panico, anche se del giudizio di questa magnifica giuria mi fido, ne fa parte anche uno dei registi che amo di più, il maestro cinese Hou Hsiao-hsien».

 

Il film è il rifacimento del francese La piscina girato nel 1969 da Jacques Deray, che realizzava una importante operazione di marketing, riunendo la celebre coppia Alain Delon-Romy Schneider che si erano separati tempo prima, e con Maurice Ronet e la giovanissima Jane Birkin.

 

«Me l’ha offerto la produzione francese Studio Canal, ma io ero in dubbio perché non mi sembrava una mia storia. Ne ho parlato con Tilda Swinton, della cui intelligenza ho totale fiducia, lei mi ha fatto conoscere Ralph Finnes, con cui aveva lavorato in Grand Budapest Hotel e di cui in quel film avevo apprezzato la sapienza comica. 

 

luca guadagninoluca guadagnino

Dakota Johnson non aveva ancora girato 50 sfumature di grigio quindi non era una star ma una graziosa ragazzina, Matthias Schoenaerts l’avevo visto in Un sapore di ruggine ed ossa e mi era sembrato di giusta bellezza ed espressività accanto a una donna più grande e più sofisticata. Poi Tilda ebbe un’idea fulminante che cambiò tutto l’approccio al film: la cantante doveva essere muta perché costretta a far riposare la voce, sino al lunghissimo, straziante grido finale» dice Guadagnino.

 

«La scena in cui lei appare sul palcoscenico di uno stadio zeppo di gente, l’ho potuta girare perché Jovanotti ci ha regalato venti minuti prima del suo ingresso: quella folla naturalmente era lì per lui». Chi ha visto il film dice che i quattro protagonisti sono bravi oltre che noti, però due inglesi, un’americana, un belga, tutti molto “hype” secondo il giudizio Internet.

 

Non sono costati troppo? «Tutti e quattro insieme sono costati meno di un solo italiano di media popolarità. Comunque tra i protagonisti un italiano c’è, bravissimo: per trovarlo abbiamo chiesto di sottoporsi a un provino a una trentina di attori conosciuti: tutti hanno accettato tranne uno, offesissimo all’idea del provino causa la sua supposta celebrità».

 

E chi ha vinto? «Corrado Guzzanti, che con la divisa di maresciallo dei carabinieri, non fa ridere ma sorridere, per la devozione con cui essendo uomo di legge ma anche fan della popolare cantante, riesce, nella sua massima confusione e timidezza a farsi dare l’autografo ».

LUCA GUADAGNINO LUCA GUADAGNINO

 

The bigger splash è stato già venduto ovunque, anche negli Stati Uniti, anche in Giappone e in tutta Europa, ma non ancora in Italia. «Non so perché, ma io sono antipatico a buona parte della critica italiana. Forse pensano che io mi dia delle arie perché vivo a Crema e non a Roma, e che appartenga a un mondo altoborghese a causa di Io sono l’amore : mio padre era un insegnante, mio fratello fa il poliziotto. Sono nato in Sicilia, da bambino ho vissuto in Etiopia, dove a 5 anni ho visto il mio primo film e ho deciso che quello sarebbe stato il mio mondo».

 

Il titolo del suo film è anche quello di un celebre quadro di David Hockney, un acrilico del 1967 tra tante sue opere dedicate alle piscine californiane di profondo azzurro, talvolta con un paio di bei ragazzi nudi oppure come in questo The bigger splash con i segni grafici lasciati nell’acqua dai tuffi. «E’ stata una delle ragioni per cui ho deciso di fare il film, mi piaceva quella superficie spezzata da corpi indistinguibili, forse vivi, forse no».

CORRADO GUZZANTI LORENZO MATURITACORRADO GUZZANTI LORENZO MATURITA

 

Nel 1975, il regista Jack Hazan ha fatto una docufiction che raccontava la dolorosa rottura sentimentale fra Hockney e Peter Schlesinger, col titolo A bigger splash , protagonista lo stesso Hockney. Il regista Guadagnino che ama fare film sulla passione, non ama invece il nudo. «Lo trovo superfluo: si può raccontare il sesso come in questo film con due corpi che si prendono nell’acqua e che quindi non si vedono, oppure usarlo come simbolo di morte, con un uomo nudo rannicchiato in fondo alla piscina».

 

Il film mostra i clandestini? «C’è solo un breve incontro con un gruppo di ragazzi neri che non entrano nel mondo chiuso dei quattro turisti stranieri, presi solo da se stessi Ma credo sia un momento importante quando Tilda per liberarsi della tragedia che li ha colpiti, tenta di accusare gli extracomunitari e il buon Guzzanti mormora, “è impossibile offenderli più di quanto lo siano già”».

Quentin Tarantino e Luca Guadagnino La Presse Quentin Tarantino e Luca Guadagnino La Presse

 

Vestita da Ralph Simons, che adesso lavora per Dior (e che l’aveva già vestita in Io sono l’amore quando lavorava da Jil Sander), Tilda Swinton pallidissima, senza trucco, con le occhiaie, spettinata, giustifica la passione e la gelosia dei suoi due uomini e il loro odio reciproco. Dakota è graziosa con la sua dolce cattiveria e la capacità invisibile di manovrare gli adulti. La frusta e le manette di 50 sfumature di grigio l’hanno resa celebre, ma Guadagnino l’ha fatta più credibile e interessante.

LA PISCINA A BIGGER SPLASHLA PISCINA A BIGGER SPLASH

 

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?