sparachiodi aghi torino

POSTA! - INDIVIDUATI I QUATTRO BUONTEMPONI CHE, A TORINO, SPARAVANO AGHI SUI PASSANTI. PARE CHE AL MINISTERO DELLA SALUTE STIANO PENSANDO A COME UTILIZZARLI NELLA CAMPAGNA PER I VACCINI - LA HOLLYWOOD LIBERAL HA SCARICATO SU TRUMP TUTTA LA RABBIA REPRESSA CHE AVEVA NEI CONFRONTI DI WEINSTEIN

TORINO - FERITI DA AGHI LANCIATI DA UNO SPARACHIODI

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Lettera 1

Caro direttore, ma come, i criminali una banda che va in giro a sparare aghi di dieci centimetri, viene fermata (brava Polizia) e poi solo denunciati a piede libero? Sparare aghi micidiali ai passanti è come sparare sul concerto di Las Vegas. Ma che legge abbiamo in Italia, rigorosa solo contro la donna di 95 anni terremotata?

Nieuport

 

Lettera 2

Dago, questi " gentiluomini" in arrivo dall'Africa saranno molto utili per la soluzione proposta da alcuni amministratori,sicuramente saranno impiegati per la scorta alle donne italiane che rientrano la sera da sole. Roberto

AGHI SPROTTE

 

Lettera 3

Caro Dago, curioso che all'improvviso una dopo l'altra attrici denciano di essere state vittime di Weinstein?

Davide

 

Lettera 4

Caro Dago, individuati i quattro buontemponi che, a Torino, sparavano aghi sui passanti. Pare che al Ministero della Salute stiano pensando a come utilizzarli nella campagna per i vaccini.

BarbaPeru

 

Lettera 5

Caro Dago, il Papa da Buenos Aires ci farà accogliere la MalAires. Sembra quasi una greguería di Ramón Gómez de la Serna.

Crazzo Benz

harvey weinstein molesta una ragazza 4

 

Lettera 6

Caro Dago, la Hollywood liberal ha scaricato su Trump tutta la rabbia repressa che aveva nei confronti di Weinstein, di cui tutti sapevano ma che non si poteva dire a causa dei lauti finanziamenti che erogava ai Democratici.

Beppe Masi

 

Lettera 7

Gentil Dago, Harvey Weinstein, il trombator (s)cortese, si difende : “Non accostatemi al Berlusca! Io Ruby e la Minetti non me le sono fatte !...E con la Bindi, che pure mi piace molto, lo giuro, non ci ho mai provato !....”.

Ossequi

matt damon harvey weinstein

Pietro Mancini

 

Lettera 8

Caro Dago, ma allora è vero - caso Weinstein docet - che le donne la danno per fare le attrici mentre gli uomini fanno gli attori (o i produttori) per poterla prendere.

Giorgio Colomba

 

Lettera 9

Caro Dago, Weinstein in un centro di riabilitazione europeo per curarsi dalla dipendenza sessuale. A Lorena Bobbitt sarebbero bastati pochi istanti per farlo "guarire"...

Gripp

 

ASIA ARGENTO

Lettera 10

Dagovski,

Asia Argento: Weinstein mi ha violentato. Invece il Rottweiler che ho leccato era consenziente.

Aigor

 

Lettera 11

Caro Dago, se corrisponde al vero l'accusa di abuso che Asia Argento ha mosso nei confronti del progressista d'oltreoceano Harvey Weinstein, a lei vada la mia comprensione e la mia solidarietà. Per placarle un poco la rabbia del ricordo, le consiglierei d'informarsi sul periodo d'incubazione delle infezioni da Papilloma Virus: si sa, la vendetta è un piatto che si serve freddo!

Saluti

Gino Celoria

 

Lettera 12

Caro Dago, a proposito di Weinstein, scrivi di un potere assoluto del produttore laido 

asia argento

ma dovresti dire anche del fatto che non ci sono vere innocenze nelle attrici che hanno taciuto fino ad oggi e magari della ipocrisia di una Meryl Streep che lo paragonava a Dio, di una Michelle Obama che ne parlava come di un meraviglioso essere umano e di tutta la banda dei democrats americani finanziati e pronti a far la morale sui diritti delle donne ieri e far finta di non saperne niente oggi. 

Un cocuzzaro

 

Lettera 13

Caro Dago, sembrava che fossimo catapultati nell’era della tecnologia, del fluido del cloud, ed invece, siamo fermi, ancorati ai vecchi cantastorie. La categoria è stata riesumata dai politici nostrani, tanto per cambiare, per raccontarci, nascondendo la verità meno raccontabile, il perché ed il per come di questa ennesima legge elettorale ridicola e vergognosa. Motivi istituzionali, motivi patriottici, motivi di necessaria urgenza. Tutte cose che servono a mascherare la verità meno presentabile.

 

BERLUSCONI MELONI SALVINI

Un accordo tra il grande partito della destra italiana, una coalizione in verità, forza italia, pd e lega, contro il resto del mondo. Scusami, caro Dago, mi son dimenticato del partito del nostro caro Angelino; quell’Alfano, ministro degli esteri che sembra essere la spezia in ogni piatto di portata. Lo trovi ovunque, in modica, anzi minima quantità, ma sempre presente. Dicono che dia sapore alle pietanze, tant’è lo ritroviamo ovunque, anche dove non dovrebbe.

 

Dall’altra parte, tutti gli altri. In ordine sparso e disperso. M5S, in primis, e poi quel che resta della galassia della sinistra italiana. Non sto qui a disquisire sulla nullità delle figure istituzionali che si riempiono bocca e mani della carta costituzionale solo quando gli aggrada, ma un minimo di riserva, anche psicologica, nel considerare tutto questo un sistema marcio ed in putrefazione, salta subito agli occhi anche di un cieco; strano che chi di dovere non lo veda. O, probabilmente, non vuole vederlo.

BERLUSCONI SALVINI MELONI BY BENNY

 

In questo casino istituzionale, mentre in Spagna il popolo scende in piazza per difendere un diritto, da noi, tutto tace. La cosa preoccupante di questo periodo storico è l’assoluta inconsistenza della massa, dei votanti, delle persone che potrebbero e dovrebbero decidere. Mi rendo conto che anni di spargimento di anestetici tramite tv e interessi devianti, abbiano reso tutto noioso e superfluo. Quindi, con ogni probabilità, questo schifo, è anche e soprattutto merito nostro. La nota positiva di questo momento è la rivalutazione dei nonni.

 

Silvio da Arcore è tornato in auge come non succedeva da anni. SI è svenduto ancora per una riabilitazione politica; si è speso, come suo solito, per apparire simpatico ed alla mano, insomma ha fatto quello che gli riesce meglio, il piazzista di sé stesso.

Verrà indicato, dai suoi walking dead, come il capo migliore che la destra possa avere in Italia. Alla faccia delle ambizioni di Matteo Isacco Salvini, vendutosi per un piatto di poltrone, o di Matteo da Firenze; convinto, come sempre di essere il meglio fico del bigoncio. I politici italiani vivono specchiandosi alle fiere, pensando che le immagini distorte, siano quelle reali. Incrociamo le dita, ne avremo bisogno. Benvenuti in Italia, terra di santi, poeti e cantastorie fuori tempo massimo. Saluti

Pegaso Nero

GWYNETH PALTROW HARVEY WEINSTEIN

 

Lettera 14

Dago darling, quanto ci sarebbe da ricamare sull'uragano Harvey e sugli "open secrets" dello showbiz che emergono solo quando "qualcuno" (chissà a chi Weinstein ha rotto le palle) decide che non debbano più essere segreti. Per farla breve:

 

1) Stando a Truman Capote, la Monroe gli disse un giorno "If you knew how many cocks I had to suck", per arrivare ovviamente.

2) Sembrano tornati i tempi dei mitici Harry Cohn (Columbia) e compagnia bella, ma non quel sant'uomo di Louis B. Mayer (MGM) , tutto casa, sinagoga e lavoro.

3) Colpisce il fatto che molte star famose da anni e quindi dotate di visibilità e mezzi per farsi sentire, abbiamo deciso solo ora - quando far piovere sul bagnato non costa nulla - di fare le "Sante Marie Goretti".

 

4) Chissà che dolore per due puritani come i "beati" Obama e Michelle, che suppongo siano stati "truly devasted" nell'apprendere le gesta del loro amico Weinstein.

asia argento harvey weinstein

5) Quante sono le belle ragazze e i bei ragazzi (chissà perché ci sono sempre stati più registi gay che produttori gay) che arrivano ogni giorno nei centri (Roma e Milano incluse) dove si producono film e tv e sperano nel miracolo del "casting couch" o del "backstage"?

6) Certe rivelazioni fanno sghignazzare: Weinstein che si masturba nell'anticamera di una "restroom" davanti a una bella donna e insemina un vaso da fiori. D'accordo ognuno ha i suoi "fetish", mah!

7) Qualcosa mi ricorda il caso di un altro "uccello di fuoco": quello di Dominiqne Strauss-Kahn, che - come tutti sanno - si è appena risposato in Marocco.

8) Chissà che marea di rivelazioni arriveranno ancora. Amen

POLONIA - PREGHIERE AL CONFINE CONTRO L ISLAMIZZAZIONE

Natalie Paav

 

Lettera 15

D'Agostino, siccome faccio qualcosa per sbarcare il lunario - non come te che vivi sul commercio e sulla propaganda della monnezza, un ambito in cui veramente ci sai fare come superventilatore, anzi puoi concorrere al similpremio pulizie (da non confondersi con il quasi omonimo  pulitzer) - ogni tanto mi scappa qualcosa, anche perchè la Repubblica mi fa venire l'orticaria.

 

Avendo ripreso a guardare questo sito per tre giorni di fila, ma non resisterò ancora per molto, vedo che hai pubblicato un servizio di Andrea Tarquini sul milione di polacchi che hanno recitato il Santo Rosario lungo il confine patrio. Sarò ciuccio, oppure senza bussola in questi giorni, ma un evento straordinario del genere non l'ho visto essere pubblicizzato, come dovrebbe, sulla stampa italiota velinara, insulsa, sottomessa al pensiero unico e ipocrita. Se ci fosse stata una serie di articoli, e non l'ho vista, chiedo venia, recito il mea culpa.

POLONIA - PREGHIERE AL CONFINE CONTRO L ISLAMIZZAZIONE

 

Cmq sia ora il Tarquini, che ho pizzicato in passato più volte per le sue" liriche", scrive del fatto grande in sè e non solo, con una certa continenza, quella classica degli anticattolici che di fronte magari ad un miracolo straordinario (che sò il nostro baldo D'Agostino ha un periodo di riflessione, ci pensa e ci ripensa, ma poi cambia completamente vita, si toglie le puttanate che ha addosso, si libera di anelli e cazzate varie e si converte al Cattolicesimo: direi un miracolo da lasciare sbalorditi.

 

Come ad esempio ci rimase - da vivo s'intende - Tinto Brass quando seppe della conversione della bella Koll, di nome Claudia), di fronte ad un miracolo straordinario dicevo,  sbavano ma di sottecchi, rimangiandosi la bava per non farsi vedere. Dunque, scrive il nostro Andrea che conosce il tedesco, seppur con malcelato tono riflessivo, che la manifestazione ha avuto un grande successo, che bla bla bla... etc. etc.

POLONIA - PREGHIERE AL CONFINE CONTRO L ISLAMIZZAZIONE

 

Non voglio ovviamente riportare qui quello che ha scritto Tarquinio il tedesco, da non confondere con il Tarquinio romano (di Avvenire, bono pure questo) ma semplicemente sottolineare alcune cosette. Il Tarquinio da buon repubblichino maurense ha cercato di metterla sul piano, pur senza dirlo apertamente, che sti polacchi sono strani, iperconservatori, hanno il partito di maggioranza che gli sta dietro, facendo così profilare un sistema sociale similfascista, non come quello illuminato dell'UE.

 

Poi fa capire che andando avanti a Rosari antiislam in ricordo della battaglia di Lepanto (evviva i vincitori dell'epoca ed eterna gloria a loro) si rischia di essere scorretti, ossia razzisti, tanto è vero che il cretinetti D'Agostino piazza subito il suo titolo stronzo, magari senza capire l'esca del Tarquinio e va già alla sua maniera "antisaraceni" o cazzate del genere.

POLONIA - PREGHIERE AL CONFINE CONTRO L ISLAMIZZAZIONE

 

Non manca - e te pareva - ma anzi brilla il maxiriferimento all'eresia di questi polacchi: eresia? Eh già perchè questi vanno contro lo spirito del Papa supermondiale, un Papa che piace anche ai dagostiniani, ai bonino (massacratori di feti) ai boldrini e via bestemmiando. Insomma Tarquinio molla la sua papagna contro sti poveri invasati come per dire: non devo neanche sforzarmi più di  tanto per ridicolizzarli.

 

Tanto si mettono contro il Grande Papa, il più grande della storia, il primo dei 226 successori di Pietro figlio di Giona. Ma, per fortuna, non sono tutti tarquini e dagostiniani in giro e nel mio micro, a nome di tanti cattolici, grido a pieni polmoni: Forza Polonia! Forza Cattolici polacchi! Viva il Santo Rosario che serva a difendere quel poco che è rimasto anche del Cattolicesimo in questa disgraziata Italia, massacrata ogni giorno da legioni di persone dello spettacolo, della stampa, della politica e di tanti altri ambiti senza Dio.

 

POLONIA - PREGHIERE AL CONFINE CONTRO L ISLAMIZZAZIONE

Evviva questa Radio Marya polacca che ha trasmesso passo dopo passo la preghiera di questa catena umana che ci offre una piccola speranza. Anche per l'Italia, ormai quasi totalmente atea e perduta. Sono convinto che San Giovanni Paolo II (che nostalgia di Lui) era presente e chissà che come ha fatto cadere il comunismo non faccia qualche altro splendido miracolo.

Chiara da Cracovia, antica capitale della Polonia.

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