cremonini

DIAMO A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE (CREMONINI) - “I 19 ANNI DI CARRIERA MI HANNO SALVATO DA UNA VITA PRIVATA SEMPRE MOLTO COMPLICATA" - PARLA IL CANTAUTORE CHE DOPO 20 ANNI DI CARRIERA QUEST’ESTATE FARA’ IL SUO ESORDIO NELLE GRANDI ARENE – “LE FIDANZATE? METTO IL LAVORO DAVANTI A TUTTO. MA NON SONO UNO STRONZO” - E POI RACCONTA L’UNICA VOLTA CHE E’ ANDATO DALLO PSICHIATRA… - VIDEO

 

 

Andrea Scarpa per “il Messaggero”

 

Per quanto riguarda la musica pop italiana è molto probabile che Cremonini Stadi 2018 diventerà l' evento più importante della prossima estate. O almeno il più nuovo e sorprendente (è la sua prima volta negli impianti sportivi). Dopo quasi vent' anni di carriera - dal 1999 al 2001 con i Lùnapop, dal 2002 da solista - l' artista bolognese a 38 anni è ormai fra i grandi protagonisti del panorama cantautorale.

cremonini

 

Per lui, tanto per essere chiari e concreti, parlano i numeri: il sesto album Possibili scenari, pubblicato lo scorso 24 novembre, ha venduto più di 50 mila copie (disco di platino) e finora per i quattro concerti del 15, 20, 23 e 26 giugno al Comunale Teghil di Lignano Sabbiadoro (Udine), al Meazza di Milano, all' Olimpico di Roma e al Dall' Ara di Bologna i fan hanno già acquistato 140 mila biglietti.

 

Da quanto tempo le passava per la testa l' idea di cantare negli stadi?

jovanotti carboni cremonini

«Da sempre. Credo sia il grande sogno di ogni musicista pop. Come vincere uno scudetto, o meglio ancora una Champions League. A proposito: io e tre amici romanisti stiamo cercando i biglietti per la partita contro il Liverpool...».

 

In bocca al lupo. Senta, come sta vivendo l' attesa di questo tour?

«Non bluffo: al momento mi sembra un sogno più grande di me».

 

E questo è un bene o un male?

cesare cremonini

«È una novità. In tutti questi anni ho sempre avuto la sensazione di controllare fino in fondo i sogni che uno dopo l' altro riuscivo a realizzare. Adesso, per la prima volta in vita mia, non è così. Sto lavorando, però, anche in maniera inconscia, perché accada. Grazie anche alla felicità».

 

Che intende dire?

«Che proprio la felicità è alla base di questo progetto. Purtroppo non so se dipende dalla nostra cultura, o da vecchi schemi mentali, ma facendo questo mestiere spesso ho avvertito un limite: è vietato farsi vedere felici, contenti, realizzati. Un cantautore non deve mai essere così, o almeno non del tutto. Questo adesso mi sembra un po' troppo. Per esibirmi negli stadi voglio cercare la felicità con entusiasmo e condividerla con chi mi verrà a vedere e ascoltare».

 

Non avere il controllo la spaventa?

«Sì, un po'. Ma alla fine mi piacerà ogni cosa: voglio diventare un artista da stadi. E sono fiducioso. Anche perché ci sono arrivato dopo un lungo percorso».

cesare cremonini

 

Com' è stato arrivare fin qui?

«Bellissimo. Se non avessi iniziato a 18 anni, però, non avrei retto così a lungo. Se non fossi stato così giovane e determinato, inquieto e agitato, non sarei qui».

 

Ripensando al lungo percorso, ha rivincite da prendere?

«No. Credo che queste lascino sempre un po' di amaro in bocca, e poi non sono uno che serba rancore. Vado a divertirmi negli stadi sapendo di aver fatto vedere un sacco di cose e di averne tante altre ancora da mostrare. Il resto non mi interessa».

 

Se di sicuro questi 19 anni di carriera le hanno dato tanto, cosa le hanno tolto?

«Non saprei. So per certo che mi hanno salvato da una vita privata che per me è sempre stata molto più complicata della mia carriera. Questi anni mi hanno dato regole importanti per studiare e lavorare al massimo delle mie possibilità. Affrontare e conoscere il mondo degli adulti, quando ero un ragazzo, mi ha aiutato a gestire al meglio le difficoltà. È la vita privata che mi ha più spossato, non quella professionale».

Cesare CremoninI 4

 

A chi deve dire grazie per primo?

«Al mio produttore e amico Walter Mameli. Quando parlo con persone più giovani di me la cosa che mi invidiano di più non è la fama, la ricchezza o altro, ma il fatto di aver trovato qualcuno che abbia creduto in me. Anche se i rapporti non sono sempre facili, avere una guida è la cosa più importante. Lui lo è stato e continua a esserlo».

 

Lei è uno di quelli che alle fidanzate prima o poi dice «guarda ho la musica, ho il disco, ho il tour, e non puoi chiedermi di fare altro»?

«Sì, sono quella robaccia lì. Metto il lavoro davanti a tutto. Ma non sono uno stronzo».

 

Non lo so. Gliel' hanno detto spesso?

«Ce n' è per tutti, ma non penso di esserlo».

 

Affronto l' argomento per sapere se l' amore che canta è solo immaginato o sfiorato.

«Il mio problema più grande nelle relazioni è la difficoltà di comunicare. Pensi a Nessuno vuole essere Robin: è una canzone d' amore che non parla di una mia fidanzata, ma di quello che provavo per lei con le parole che spesso mancano nei miei rapporti».

 

Insomma, lo conosce o no ?

Cesare CremoninI 3

«Diciamo che sono un alternativo dell' amore. Lo sto scoprendo».

 

Ha detto che quest' ultimo disco è nato anche per esser influente: non è un po' troppo?

«Mi piace pensare che il mio lavoro possa lasciare un segno. Non faccio musica con il telefonino o programmi al computer».

 

Di recente che cosa l' ha influenzata di più?

«Le cose negative, quelle che non voglio assolutamente fare».

 

I concerti negli stadi che ha apprezzato di più quali sono?

«Per il passato i miei amati Queen a Wembley, nell' 86, che ovviamente ho visto solo in dvd, e più di recente quello di Beyoncè».

 

Da quando è uscito il nuovo disco che cosa l' ha sorpresa di più?

«Aver capito che l' unico modo per vincere è lanciarsi dal trampolino più alto. Per fare questo lavoro ho affrontato le mie paure più recondite. Mi sono accorto di essere stato condizionato troppo a lungo dalla paura di perdere questo lavoro così bello e fortunato. E mi sono liberato. Adesso faccio quello che voglio con più creatività e leggerezza».

Cesare CremoninI

 

Dopo gli stadi che farà? Andrà in giro nei palasport d' autunno?

«Non lo so. Vedremo. Dal punto di vista della vita privata vorrei riuscire a far convivere la creatività, e la gioiosa inaffidabilità della creatività, con il coraggio che ci vuole per avventurarsi in scelte dalle grandi responsabilità. Sono sicuro che mi capiterà anche questo».

 

Per arrivare fin qui c'è voluto più coraggio o incoscienza?

«Io mi considero abbastanza incosciente da avere spesso e volentieri molto coraggio. Che adesso, come le dicevo, si traduce nel coraggio di essere felici. Io che non vado dallo psichiatra sono arrivato a questo passaggio fondamentale della mia vita».

 

Mai stato sul punto di andarci?

«L' unica volta che sono andato, ho parlato per quaranta minuti al termine dei quali il medico mi ha chiesto se poteva venire lui da me per parlare dei suoi guai».

 

È venuto?

Cesare CremoninI 2

«Sì».

 

E com' è finita?

CREMONINICESARE CREMONINI CREMONINI ROSSIvalentino rossi cremonini 4CREMONINICREMONINI TATTOO

«L' ho ascoltato. Poi non l' ho più visto».

valentino rossi cremonini 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)